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Armonia e melodia (scale) [TEORIA]

Una sezione per parlare di esercizi, lezioni, dubbi pratici, consigli di tecnica, insomma tutto cio' che possiamo imparare ed applicare sullo strumento.
Accordatura inclusa.

Messaggioda Raffaele * BANNED * il mer feb 06, 2008 8:53 am

Buon giorno a tutti.
E' con immenso piacere che mi rimetto a studiare nei ritagli di tempo un pò di armonia e non c'è niente di meglio che rendervi partecipi.Potete far domande , intervenire e dire la vostra.Chiunque, potrà intervenire, anzi, è meglio.
Cominciamo con la base dell'armonia.
Cos'è l'armonia? Un insieme di note.Quali?Quelle gradevoli all'orecchio.Quali sono quelle gradevoli all'orecchio?Qui bisogna fare bene bene un distinguo.Per noi occidentali si è formata una convinzione musicale che prevede che i suoni in armonia debbano essere , considerati in rapporto al basso, la sua terza, quinta, settima e nona.Suonando assieme queste note il nostro orecchio sarebbe soddisfatto :)
però ci sono altri mondi sonori che dell'armonia se ne impippolano.Ossia non la considerano affatto o in misura diversa dalla nostra.Sono note le scale arabe dove ci sono variazioni per noi inesistenti.Ma il dato più importante è che nel mondo arabo e nella musica indiana e nelle ritmiche (ovviamente) tribali africane non esiste armonia.Tutto è in sequenza melodica e ritmica.
Detto questo e per oggi mi fermo, per noi occidentali l'armonia è lo studio dei diversi accordi.Ma se vogliamo essere puristi esiste un accordo perfetto?Si.qual'è?E' quello composto dal suono fondamentale (la prima nota dell'accordo) dalla sua terza (che può essere minore o maggiore) e dalla sua quinta.
A risentirci e spero che sia per voi interessante, per me lo è e me la sto ripassando con voi.
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Messaggioda robydrum il mer feb 06, 2008 9:15 am

Comincio io (Ignorante totale in armonia) con una domanda: con "terza" si intende 3 semitoni di differenza? Se sì, che differenza c'è tra maggiore e minore?
Scusate la domanda da nubbio, ma che ci volete fare...io ho sempre studiato musica tutta sullo stesso rigo! :D
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Messaggioda Joe il mer feb 06, 2008 9:45 am

nella scala di do maggiore la terza è' la terza nota a partire da quella base dell'accordo, non il terzo semitono. Così do (1) re (2) mi (3) cioè quattro semitoni, non tre. La terza minore è uguale alla terza abbassata di un semitono, corrisponde a tre semitoni (Mi bemolle).
Ultima modifica di Joe il ven feb 15, 2008 12:24 pm, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Raffaele * BANNED * il mer feb 06, 2008 9:51 am

Giusta domanda.
Bisognerebbe quindi partire dalle scale.Lo farò, adesso non ho tanto tempo.Rispondo solo alla domanda e ci risentiamo la prox settimana.
Dunque roby, ti rispondo in modo semplicissimo e vedrai come sarà facile capirlo.
Per capire meglio vediamo i tasti di un pianoforte o tastiera in genere .
partiamo ad esempio dal do.Dove sta il do sulla tastiera?Avete presente quelle due note nere.La tastiera è una sequenza di note nere e bianche.Le note nere sono due o tre vicine, spazio e altre tre vicine (sono i diesis e i bemolle).Dunque parti dalle prime due nere.Quella bianca che le precede è il do. o C se vogliamo essere internazionali (il la è A e in ordine alfabetico è facile sapere quali sono le altre).
Dunque se ragioniamo in semitoni e cerchiamo la terza dal do cosa conti?Do, re bemolle (tasto nero), re,mi bemolle (tasto nero) e mi.Il mi è la terza rispetto al do.Quanti semitoni?Contali e lo saprai da solo :D
Se ragioniamo in toni allora bisogna necessariamente contare tutto lo spazio ossia do altro tasto(bemolle) e re .Abbiamo fatto un salto di un tono (che comprende il do e il re bemolle).Quindi la terza del do contando in toni: do, re, mi.
Il problema si complica rispetto alla terza maggiore o minore.Sarebbe facile dare una risposta veloce ma occorre ora soffermarsi almeno allo studio della scala maggiore e minore partendo dal do.
La prox settimana la affronteremo a meno che qualcuno non intervenga prima, il che va bene lo stesso. :wink:
Saludos
Ultima modifica di Raffaele * BANNED * il mer feb 06, 2008 9:53 am, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Raffaele * BANNED * il mer feb 06, 2008 9:51 am

Bravo joe, vai pure avanti tu... :tru
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Messaggioda Joe il mer feb 06, 2008 9:55 am

No no grazie, io sull'armonia sono solo ai basic....
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Messaggioda Raffaele * BANNED * il lun feb 11, 2008 11:37 am

Mi prendo una piccola pausa per ripassare con voi le tre scale di base.
Queste sono importantissime perchè su queste si costruiscono non solo gli accordi ma anche le altre scale (che non mi sogno nemmeno di rispolverare anche perchè dovrei studiarle :) )
La prima è la scala maggiore: do-re-mi-fa-sol-la-si-do un ottava sopra ecc ecc.Questa scala non ha accidenti ossia non ha bemolle o diesis.E' la più facile da comprendere :)
La seconda scala o scala minore melodica ascendente (di bach), sempre partendo dal do: do-re-mibemolle-fa-sol-la-si-do sopra un ottava ecc.
La terza scala principale è chiamata minore armonica:do-re-mibemolle-fa-sol-labemolle-si-do
Da queste scale è possibile quindi ricavare le altre scale costruite partendo dai gradi delle scale base ossia invece che partire dal do, si parte la re, o dal fa...ma queste le lasciamo stare.Del resto in qualità di batteristi queste scale non ci servono tantissimo.Però nel caso in cui qualcuno voglia riportarle qui e spiegarle, noi non ci offenderemo, anzi, ben venga.
Quando si improvvisa si fa riferimento alle scale in quanto ogni nota, se suonata nel contesto della scala di riferimento, è piacevole all'orecchio.
Ma non solo, ripeto, su quelle scale possiamo formare gli accordi maggiori o minori.Ma questo le dirò nel prossimo post.
Per ora basta imparare bene bene a memoria le tre scale principali.Dopo questo passo , il successivo è quello, come dicevo, e se qualcuno vuole continuare ben venga, di ricavare le altre scale dalla combinazione di semitoni e toni all'interno di un ottava (dalla nota di riferimento sino alla stessa sopra un ottava).Ad esempio la scala maggiore di do, se dovessimo rispettare gli stessi toni e semitoni che partono dalla scala base di do e anzichè partire dal do dovessimo partire dal re (D) che scala salterà fuori rispettando gli stessi, diciamo così, spazi? (se si ha sott'occhi una tastiera sarebbe meglio): re-mi-fadiesis-sol (c'è un semitono da rispettare)-la-si-dodiesis-re(c'è un semitono da rispettare).Capito?Lo so, è dura la fazienda, ma pensate a chi deve improvvisare che ste cose se le deve suonare a tempo e a volte in modo velocissimo.Beati noi che non abbiamo sti problemi.
Ecco questo solo per entrare un pò nel mondo dell'armonia e delle scale.Su queste non vado oltre, ognuno può farsi i propri studi imparandosi prima bene, bene le tre scale base poi il resto.Utile , ma un pò furbesco, è il sistema della sequenza dei diesis e dei bemolle cioè dalla nota fondamentale si va indietro di una nota e si parte dall'inizio della sequenza che riporterò subito sotto e conto quanti diesis sono in sequenza.
La sequenza fissa è: FA-DO-SOL-RE-LA-MI-SI
Orbene se la nota fondamentale è ad esempio un sol ,si va indietro di una e si parte quindi dal do e pertanto dal do all'inizio della sequenza c'è solo il Fa e pertanto nella scala maggiore di Sol c'è solo il fa diesis.Capito?Vabbè, è lo stesso, comunque è così...ed è solo la scala maggiore, poi ci sono le altre tre che seguono altre tre furbesche vie per agevolare gli improvvisatori.Ma a noi basta sapere un pò che esiste sta roba, e questi sono gli studi delle scale.Dopodichè chi volesse meglio impararli, prego...c'è posto per tutti...
Nell'ultimo post verranno individuati gli accordi perfetti maggiori e minori.
Ciao ciao, spero di non avr fatto sbagli...altrimenti correggetemi :wink:
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Messaggioda robydrum il lun feb 11, 2008 12:30 pm

Ecco...ora ricordo perchè non ho studiato pianoforte! :mrgreen:
Cmq vai avanti Raffaele, che la cosa mi interessa (almeno per non morire ignoranti!) e tu la spieghi bene.
:wink:
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Messaggioda Raffaele * BANNED * il mar feb 12, 2008 9:29 am

Grazie roby.Vedo comunque che almeno un centinaio di utenti sono interessati a questo affascinante mondo musicale dato non solo dalla ritmica ma anche dalla melodia e dalla armonia.Mi piacerebbe che partecipaste al discorso.Fate domande, dite la vostra anche se siete completamente a digiuno di armonia e melodia.Non so se riuscirò a rispondervi ma fate domande ugualmente, potrebbero servire anche a me :)
E' importante che però poniate bene mente che qello che scrivo e ho scritto sono solo le basi.Basi comunque indefettibili e addirittura conditio sine qua non per cominciare a mettere le mani con cognizione di causa su uno strumento.Io consiglio il pianoforte.Con il pianoforte è più facile.Vedi un pò tutto tra quei tasti bianchi e neri.
Dunque, adesso che abbiamo studiato bene le tre scale di base e ci siamo esercitati a partire mantenendo le stesse distanze (tra toni e semitoni) :? non solo dal do ma anche da tutte le altre note (compresi i bemolle e diesis) vediamo un pò di armonia con gli accordi perfetti.
Chi si ricorda cosa sono gli accordi perfetti?Nessuno.Va bene lo stesso.Prima, terza e quinta.
Cosa distingue gli accordi maggiori da quelli minori?Prima e quinta sono sempre giuste ossia sempre le stesse sia nei minori che nei maggiori, quindi cambia la terza.E' la terza (nota) quella che fa diventare l'accordo minore o maggiore.Ciò lo si ricava partendo appunto dalle scale base.Sulle scale base si costruiscono gli accordi.
In questo post, per motivi di tempo, riporterò solo gli accordi maggiori e nel successivo quelli minori.Dopodichè passerò alle none e alle settime.La settima è importantissima perchè usata spessissimo negli accordi jazz.Anche questa però varia, o maggiore o di dominante, ma le vedremo poi.
Accordi maggiori:
partendo dal centro circa del pianoforte mettete un dito si e uno no partendo dal do.Quindi avrete fatto queste note: do-mi-sol.Suonatele assieme (lasciamo perdere come si mettono le dita e i rivolti.Queste proprio non le voglio nemmeno affrontare akltrimenti dovrei scrivere un trattato).Dicevo, do-mi-sol suonati insieme danno l'accordo di do maggiore.Sentite come suona bene.Vediamo in sequenza tutti gli altri accordi MAGGIORI:
RE: re-fa diesis (il diesis è un semitono più avanti, quindi si va al tasto nero immediatamente successivo al fa bianco-se fosse bemolle sarebbe un semitono più indietro e nel caso del fa sarebbe , nel pianoforte , per assurdo ma vero il do)
MI: mi-sol diesiS-si
FA:fa-la-do
SOL:sol-si-re
LA:la-do diesis-mi
SI:si-re diesis-fa diesisis

Alla prossima volta.Buon studio...o almeno provate a sentire la differenza tra una nota e l'altra.Al conservatorio un esame consisteva nel fatto che il maestro suonava diversi accordi 8con none, e settime comprese e relativa melodia e ritmo) e tu dovevi scriverle pari pari nello spartito.Le ripeteva max 4 volte a battuta e ovviamente nessuno vedeva le note che stava suonando.Si doveva capire a orecchio e poi trascrivere nel più breve tempo possibile.Quindi...almeno provate a suonare questi accordi appena potete mettere mano ad un pianoforte e prendere coscienza del suono che fanno i relativi accordi maggiori di prima terza e quinta, poi successivamente con le settime o none o aggiunta di seste o come vi pare :) .Trascrivetele su spartito, foglietto, carta igenica e provatele appena potete.Dopo potrete suggerire qualche accordo anche agli altri :wink: e non sarete solo i soliti ciocapiat :)
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Messaggioda casimiro il mar feb 12, 2008 1:03 pm

(il diesis è un semitono più avanti, quindi si va al tasto nero immediatamente successivo al fa bianco-se fosse bemolle sarebbe un semitono più indietro e nel caso del fa sarebbe , nel pianoforte , per assurdo ma vero il do)


Il fa bemolle e` omofono del mi, non del do.
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Messaggioda Raffaele * BANNED * il mar feb 12, 2008 2:37 pm

Bene casimiro, bravo.Volevo vedere se eravate attenti :D
E' chiaro che il fa bemolle e omofono del mi, basta guardare una tastiera per rendersene conto...è stata una svista per così dire normalina anche perchè il do ha sempre un altro omofono (che brutta parola, però è quella giusta :wink: ) che sarebbe il si diesis, quindi è capibile il lapsus.Comunque bene, vedo che qualcuno è attento.Fra qualche post farò un pò di errori e chiedo a voi di correggerli.Casimiro mi hai suggerito un idea per far collaborare tutti.
Non vorrei fare un monologo, però vedo che qualcuno è attento e quindi in questo post inserirò anche tutti gli accordi minori, e nel prox le settime e le none , dopodichè, caccia agli errori :wink:

Ecco gli accordi perfetti MINORI (correggetemi se sbaglio, mi raccomando):
DO: do-mibemolle -sol
RE: re-fa-sol
MI:mi-sol-si
FA: fa-labemolle-do
SOL:sol-sibemolle-re
LA: la-do-mi
SI: si-re-fadiesis Domanda difficile difficile: perchè in questo accordo ho detto fadiesis e non sol bemolle?E' la stessa cosa o no? :?
Alla prox. puntata.
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Messaggioda patapunfete il mar feb 12, 2008 5:35 pm

penso che il primo concetto da chiarire sia quello che
le note non sono sette, ma DODICI(nel mondo occidentale)

7 note naturali (do re mi fa sol la si) + 5 note alterate
(sono 5 note intermedie che stanno tra il do ed il re, tra il re ed il mi, tra il fa ed il sol, tra il sol ed il la, tra il la ed il si)
queste 5 note prenderanno il nome di DIESIS o BEMOLLE , a seconda che siano rispettivamente un semitono (o tasti, chiamateli come volete) piu' in alto o piu' in basso della nota naturale a lei associata.
esempi:
un do#(si legge do diesis) e' una nota che sta un semitono sopra il do
un sib (si bemolle) e' una nota che sta un semitono sotto il si
osservazioni:
tra il mi ed il fa e tra il si ed il do non ci sono note intermedie!
per capire meglio:
le 7 note naturali corrispondono ai tasti bianchi del pianoforte,
le 5 note alterate sono i tasti neri.(razzismo?)

le dodici note quindi saranno:
DO
DOdiesis(o REbemolle, e' uguale)
RE
RE diesis (o mi bemolle)
MI
FA
FA diesis(o sol bemolle)
SOL
SOL diesis(o la bemolle)
LA
LA diesis (o si bemolle)
SI
e poi di nuovo un DO e via cosi' avanti!

se avete un pianoforte davanti e volete scoprire dove si trova per esempio il do, avete solo da leggere la sequenza delle note naturali/alterate che vi ho scritto ed avere un QI maggiore di 75 per capirlo! :D
e' un banale e semplice esercizio

per i piu' pigri, penso che questo disegno spieghi molto:
Immagine
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Messaggioda patapunfete il mar feb 12, 2008 6:05 pm

sezione accordi MAGGIORI:
sono composti da 3 note suonate contemporaneamente
TONICA (il nome della nota che da l'accordo)+
TERZA giusta (andate 4 semitoni piu' avanti) +
QUINTA giusta(andate altri 3 semitoni piu' avanti)
(prendete per buone queste definizioni, per ora.)

DO maggiore: DO MI SOL (vedi immagine)
Immagine

ora potete estendere questo accordo maggiore su tutte le 12 note!
potete creare un si bemolle maggiore o un fa maggiore, per esempio!
basta fare tonica+4semitoni+3 semitoni!
contare per credere!
ricordate lo slogan: maggiore=T+4+3
(la formula FA/DO/SOL/RE/LA/MI/SI va in crash con il fa maggiore :D)
Ultima modifica di patapunfete il mar feb 12, 2008 6:32 pm, modificato 2 volte in totale.
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Messaggioda patapunfete il mar feb 12, 2008 6:21 pm

se avete veramente capito cosa vuol dire maggiore=T+4+3, beh...
se vi dicessi che un accordo minore e' semplicemente T+3+4 capireste altrettanto subito, vero?
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Messaggioda Raffaele * BANNED * il mar feb 12, 2008 8:43 pm

Finalmente qualcuno che entra nel vivo del discorso.Sono sempre concetti base ma è il mondo dell'armonia...difficile ...e come tutte le cose difficile è affascinante.
10 e lode a patapunfete che ha postato una tastiera così la possiamo vedere tutti.
Ottima cosa anche il discorso del tono-tono-semitono-tono-tono-tono-semitono nelle scale maggiori e tono-semitono-tono-tono-semitono-tono-tono nelle minori e via di seguito ma avevo fatto una domanda rimasta però ancora non risposta sufficientemente o comunque molto vagamente si affermano inesattezze.
Prima di riformulare la domanda vorrei che si ponesse bene bene mente al fatto che solo nella tastiera un solbemolle è similare ad un fa diesis .E' un caso particolare di omofonia, brutto termine, mi piacerebbe di più usare enarmonia.Posso?
Comunque dicevo che questa enarmonia o omofonia è solo apparente e solo se applicata al pianoforte.Perchè dico questo?
Rispondo con domande.Il rapporto di frequenza tra un solbemolle e un fa diesis è identico?Il centesimo di semitono per calcolare ad esempio le accordature è lo stesso sia per un solbemolle che per un fadiesis?
Se qualcuno risponde di no dovrebbe però, in modo semplice, spiegarne il motivo.La parola chiave potrebbe essere cents?O la parola cents è un unità di misura degli euros :) ?
Solo dopo questi chiarimenti passerò alle settime e none e forse alla chiave di lettura di uno spartito in forma jazzistica.Sottolineo che non sono assolutamente un esperto di armonia e ho moltissimo ancora da imparare, anzi, sono ai primi passi.Quindi nessun problema, chiunque può dire la sua, anche semplici impressioni o osservazioni.
Ad esempio a qualcuno potrebbe venire in mente che: se un accordo è formato da diverse note, e che spiegandole bene, accanto alla fondamentale, ne mettiamo tre a caso, con un pò di ingegno potremo sempre spiegare che vanno sempre e comunque bene...E' vero o ci sono delle note che in un certo contesto non potranno mai essere suonate?
Mah...chissà, mah...
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Messaggioda neil_peart il mar feb 12, 2008 9:38 pm

Sto leggendo con estremo interesse questo topic perchè è stata una grande idea, quindi complimenti a Raffaele perchè ancora una volta ha sollevato un argomento che spesso e volentieri i batteristi non affrontano!

Detto questo volevo chiedere una cosa: ma siete proprio sicuri che a livello teorico DO# e REb siano la stessa cosa? cioè a livello sonoro (e in particolar modo sul pianoforte) è ovvio.. ma parlando di scale non mi sembra che sia così.
Se non sbaglio si utilizza il diesis o il bemolle in una determinata situazione, non è che sono termini "intercambiabili". Infatti quando si utilizza il trucchetto del FA DO SOL RE LA SI MI, per determinare gli accidenti, si parla solo di diesis, non di bemolle, per il quale si utilizza un ragionamento diverso e ben più complicato di quello valido per i diesis.
Ripeto, non ho controllato sul libro di armonia quanto ho appena scritto, ma mi sembra di ricordare così, quindi cazziatemi se ho detto minchiate!

EDIT: Rispondo alla domanda posta da Raffaele.
Allora come ho scritto sopra per il pianoforte la relazione di uguaglianza tra FA# e SOLb può sussistere, perchè -e qui rispondo in parte- le corde vengono suonate con un martelletto..
Mi spiego meglio.. pensate al violino.. quando il violinista legge la partitura sa che sta suonando in una determinata tonalità che avrà i suoi accidenti in chiave, e pinzillacchere varie.
bene quando il violinista legge la sua partitura sa che in un determinato punto lui otterrà il suo FA# perchè sa che deve fare il FA# in quel momento. Il fatto è che esistono come già accennato da Raffaele anche i quarti di tono, che a seconda della scala trattata possono essere più verso il FA oppure verso il SOL.
Non so se avete capito.. cerco di dirlo meglio. La configurazione è la seguente: FA - FA#/SOLb - SOL.
Quello che voglio dire è che se voi andate da FA verso FA# oppure da SOL verso SOLb avete delle frazioni di tono che -converrete con me- se suonate in un determinato contesto sono melodia mentre altrove sono cacofonia.
Parlo di frazioni intendendo il quarto di tono, anche perchè sotto credo sia impossibile andare (per lo meno sulla tastiera di un violino).
Ergo, per concludere, e qui spero di essermi fatto capire, se si sta considerando un FA# è necessario che si dica FA# perchè altrimenti dire SOLb comporterebbe un errore madornale a livello armonico.
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Messaggioda casimiro il mar feb 12, 2008 11:51 pm

I diesis procedono di 5a in 5a ascendendo:

FA sol la si DO re mi fa SOL la si do RE mi fa sol LA si do re MI fa sol la SI

da cui il "trucchetto" FA DO SOL RE LA MI SI (e non ... SI MI finale!).

I bemolle procedono sempre di 5a in 5a, ma discendendo:

SI la sol fa MI re do si LA sol fa mi RE do si la SOL fa mi re DO si la sol FA

da cui la regoletta SI MI LA RE SOL DO FA.

Per rispondere alla domanda di Raffaele, ci va fa diesis e non sol bemolle perche' l'intervallo si-fa diesis e si-sol bemolle non sono la stessa cosa, il primo e` di 5a giusto il secondo e` di 6a diminuito.

Per quanto riguarda il discorso dei semitoni, bisogna stare attenti.
Un tono e` suddiviso in nove parti uguali chiamate comma.
Un semitono cromatico, cioe` tra due note con lo stesso nome di cui una alterata (es. do do#), comprende cinque comma.
Un semitono diatonico, formato da due note di nome differente sia di suono naturale (es. si do) che con alterazioni (diesis o bemolle, ad es. do# re), comprende quattro comma.
Due semitoni cromatici abbracciano dieci comma, mentre due diatonici otto comma. In entrambi casi non si ha un tono.
Per fare un tono ci vuole un semitono diatonico ed uno cromatico.
La differenza tra un semitono cromatico ed uno diatonico e` solo un comma ed e` impercettibile all'orecchio, ma c'e`!
Nel sistema temperato, in cui un'ottava viene divisa in dodici parti uguali (il semitono), la differenza viene distribuita e si fa corrispondere ad esempio il fa# con il sol b. In questo modo non si ha piu` la percezione della differenza dei comma. Negli strumenti come il pianoforte questa differenza dovrebbe essere impercettibile per questo motivo.
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Messaggioda Raffaele * BANNED * il mer feb 13, 2008 8:46 am

Bravissimi.I miei complimenti.Risposte più che complete, anche se avrei voluto sentire qualcosa sui cents, per rispettare l'inventore del sistema temperato, comunque bravissimi.
Però, adesso, prima di chiudere il topic parollando un pò delle settime , delle none e degli altri eventuali abbellimenti, che chiunque può precedermi e spiegarli per benino, vorrei fare una DOMANDA.Questa domanda sembra facile ma attenti, non è poi così scontata.
Ecco la domanda preceduta dall'introduzione.
La batteria può avere i tom melodici.Cosa si intende per tom melodici?Si possono fare melodie con la batteria?
Se è vero che la batteria può avere tom melodici , con essa si possono fare le armonie?Si può suonare la batteria in modo armonico?Se è si mi dite come.
Nel caso in cui venga fuori il discorso su frequenze e timbriche occorrerebbe specificare bene la questione.
Per noi batteristi la questione è seria :)
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Messaggioda calabrone_appiedato il mer feb 13, 2008 4:11 pm

Nella mia profonda ignoranza (studio da poco la batteria e ho fatto in tutta la mia vita una lezione di pianoforte) direi che non è possibile fare armonie dato che la batteria non ha note. Posso accordare la battente e la risonante secondo delle note, ma il suono finale verrà alterato dal fusto, dai fori, dal cerchio, dal modo di colpire e dall'ambiente circostante... è probabile che sbaglio, comunque.


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Messaggioda robydrum il mer feb 13, 2008 5:38 pm

Beh, forse non è che non fa note ma, come dici tu, le note che fa non sono esattamente quelle a cui abbiamo accordato la battente. Ma ho qualche dubbio, ci devo pensare...

@Raffaele: proponi a chi di dovere di "salvare" in qualche modo questo topic e metterlo in evidenza. Magari tra un po' sarebbe bello organizzarlo in un documento da mettere a disposizione. complimenti a te e a tutti coloro che stanno intervenendo! :tru
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Messaggioda Raffaele * BANNED * il mer feb 13, 2008 8:04 pm

Se davvero vi piace questo topic e lo ritenete importante chiedete a cioto di tenerlo fermo .A mio avviso è utilissimo perchè ci sono le tre scale e gli accordi maggiori e minori e credo di aver spiegato in modo chiaro ed in più ci sono interventi di altri forumisti ben azzeccati e pertinenti, ed è ancora tutto in fase di evoluzione.Si, non mi oppongo, chiedete a Cioto e vi sarà dato... :D
Tornando a prima la risposta è no.Oppure è vera solo in parte.Gli strumenti a percussione non hanno un altezza determinata e quindi non possono essere usati per eseguire melodie vere e proprie e neppure quindi armonie.Però con un pò di fantasia ci si avvicina alle melodie e suonando più tamburi dalle timbriche differenti si può fare persino pseudo armonie.
Eccezione è lo strumentio chiamato timpano sinfonico.Quello ha proprio note ben definite.
Detto questo passiamo alle settime e nel prossimo post alle none e agli abbellimenti e all'interpretazione in chiave jazz.Ripeto, chiunque può intervenire dicendo qualunque cosa e facendo qualunque osservazione.Qui non si è in esame e nessuna è meglio o peggio di un altro sino a prova contraria.
Le settime cosa sono?
Sono per alcuno, delle note talmente importanti che da sole conducono al mondo degli spiriti.Alcuni addirittura hanno detto di lasciar perdere le terze, le quinte , le tonalità maggiori o minori e concentrarsi solo sulle settime.
Le settime ...
Esistono le settime maggiori e le settime minori.
Le settime maggiori indicate con un 7+ o un maj7 si calcolano facilmente contando un semitono sotto l'ottava di riferimento.Mi spiego con un do maggiore.Do-mi-sol e contando un semitono sotto l'ottava si avrà pertanto il si dunque do-mi-sol-si = a Do7+ o Do maj7
Poi c'è la settima di dominante indicata solo con 7.Un do di settima di dominante si scrive solo do7 e la si individua un tono sotto l'ottava .Quindi nel do maggiore sarà: do-mi-sol-sibemolle
Chiaro vero?
Il discorso si complica con gli accordi maggiori e minori perchè avremo: accordo di settima maggiore , accordo minore con settima maggiore,accordo di settima di dominante e accordo minore di settima :x
Quindi due settime in accordo maggiore e due settime in accordo minore.Basta riguardarsi gli accordi e metterci le settime o di maggiore o di dominante.
Da tenere presente che nel jazz le settime sono come la pappa e il pomodoro: je t'adore...
Alla prox puntata.Correggetemi se ho sbagliato.Non rileggo.
raffaele
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Messaggioda neil_peart il gio feb 14, 2008 11:21 am

Allora.. mi rifaccio alla domanda di Raffaele per quel che riguarda l'accordatura dei tom in maniera tale da poter fare "melodie". Allora sul fatto che i tom non si possano accordare su una nota precisa è chiaro.. infatti i limiti fisici dovuti alle viti ai cerchi alle pelli e quant'altro non ci permette di avere una tensione uniforme ad ogni tirante.
ad ogni modo con un buon orecchio e tanta tanta pazienza possiamo arrivare ad una nota fondamentale che ci può permettere di dire: "il tom è accordato (ad esempio) in SOL.".
Fare delle melodie con i tom è possibile. porto l'esempio di danny carey (batterista dei TOOL) che nella title track dell'album lateralus esegue una buona metà della canzone seguendo il riff di chietarra e basso sui tom.
(chiedo venia fin d'ora se ho per caso detto una vaccata, ma mi sembra di ricordare così.. )

:)

quindi per concludere: si, credo che si possano fare armonie con i tom.

---------------------

Discorso Settime e Jazz... qui io sono un perfetto ignorante, quindi non imbratterò più il topic, ma continuerò a leggerlo perchè è dannatamente utile e danntatamente interessante!
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Messaggioda Raffaele * BANNED * il gio feb 14, 2008 12:14 pm

Vedi Neil, il tuo discorso può anche starmi bene anzi, è addirittura suffragato da grandi batteristi.Sono stato ad esempio ad un seminario di un grande batterista chiamato bob moses e lui suona la batteria , a suo dire, in modo armonico e melodico.Per anni anch'io mi sono fantasticato queste situazioni addirittura basandomi sul parallelismo tra vibrazioni sonore e luminose (colori) e cercando in modo pseudo-scientifico di rappresentare alla batteria i miei quadri.Il tutto appunto suffragato da hrtz da onde sonore e luminose, vibrazioni e vagheggiamenti similari per poi arrivare in data odierna a maturare la convinzione che comunque è solo frutto di fantasia, ottima fantasia, ma solo fantasia.Il progetto lo porto comunque avanti nonostante le mie maturazioni :) .
Dunque dicevo, bob moses....all'epoca non sapevo proprio niente nè di armonia nè di melodia e alla mia domanda a Bob di cosa intendesse per suonare la batteria in modo armonico mi rispose con tutta l'innocenza del mondo che la si doveva intendere in "suonare due o tre tamburi insieme in modo da creare quasi un accordo".Il discorso non faceva una grinza all'epoca e per molti a digiuno degli elementi base che compongono i suoni parrebbe anche una cosa scientifica.
Senonchè, come qui enunciamo solo le basi dell'armonia e delle scale mi pare utile enunciare anche le basi del suono per rispondere bene o almeno sufficentemente alla domanda.
Quali sono i parametri del suono?
Sono tre, l'altezza, l'intensità (o il volume) e il timbro.
Qui occorrerebbe che un tecnico del suono spiegasse meglio questi parametri.
Io mi limito solo a dire che la batteria (non i timpani sinfonici che hanno vere note aggiustabili con una leva o con il piede) ha come mezzo di propagazione del suono un membranofono che purtoppo vibrando nell'aria non produce una vibrazione regolare come può essere quella prodotta percuotendo un martelletto sulla corda per fare ad esempio un LA.Il la ad esempio ha un altezza ben regolare ma non si può dire così per un tamburo il cui suono può avvicinarsi ad un la ma non ha vibrazione regolare.Questo, molto brevemente, è il motivo per cui non si possono fare vere e proprie melodie e armonie con la batteria.Però, con aggiustamenti vari e microfonature adeguate può darsi ad ogni tamburo un suono regolare, riprodotto però elettronicamente.Questo, detta in parole moooolto semplici ma capibili benissimo da tutti.
Volevo parlare delle seste delle none ...vabbè alla prox. puntata.
Aspetto lumi e chiarimenti dai più esperti. :)
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Messaggioda Joe il gio feb 14, 2008 12:20 pm

Complimenti a Raffaele per l'idea. A tutti segnalo che è ormai possibile acquistare una tastiera elettronica utilissima per studiare questi temi per cifre attorno ai 100 euro. Io stesso ne ho una anche se pigramente non la uso quasi.

Certamente non è possibile suonare armonie e melodie in senso stretto con la batteria dato che le note emesse non hanno le caratteristiche di regolarità richieste dal sistema armonico.

Sono però con il grande e sottovalutato bob moses qundo diche che è possibile suonare in modo armonico e melodico la batteria, il senso è quello che hai spiegato tu, ed è meno banale di quanto appaia a prima vista.
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Messaggioda patapunfete il gio feb 14, 2008 4:03 pm

riprendiamo la nostra tastiera:
Immagine
prendiamo la scala di do maggiore: do re mi fa sol la si do. sono i tasti bianchi, facile!(abbiamo avuto fortuna)
se proviamo a trovare il ragionamento per ottenere una scala maggiore, ci accorgiamo che basta contare i semitoni:
tonica(do in questo caso)
+salire di un tono(1 tono=due semitoni)per arrivare al re,
+ un tono per il mi,
+ un semitono per il fa,
+ un tono per il sol,
+ un tono per il la,
+ un tono per il si,
+infine un semitono per arrivare al do un'ottava sopra il do di partenza
osservazione/digressione:
si dice ottava perche' contando il do di partenza, ci sono otto note di percorso.
due note distanti un'ottava hanno ovviamente lo stesso nome.la nota un'ottava sopra un fa e' di nuovo un fa, ma e' piu' acuta.
fisicamente un suono un'ottava piu' alta vuol dire che ha il doppio degli hertz della nota un'ottava sotto.

facendo l'equazione che tanto ci piace, contando i semitoni per la scala MAGGIORE:
SCALA MAGGIORE=TONICA+2+2+1+2+2+2+1
o se vi piace scriverla in toni e semitoni:
scala maggiore=TONICA+t+t+s+t+t+t+s

ovviamente questa regola non vale solo per la scala di do maggiore, ma per le scale maggiori di tutte le tonalita'!
per esercizio provate a contareusando la formula e create per esempio un'altra scala maggiore, per esempio di mi.
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Messaggioda JackIlBlack il ven feb 15, 2008 12:11 pm

penso non sia stato ancora accennato al rapporto tra scale ed accordi, ossia ogni accordo può essere rapportato ad una specifica (anche se non unica) scala di riferimento. es:

Cmaj7: do mi sol si

ora questo accordo contiene ben 4 note (1, 3, 5, 7) di una scala che tutti intuiamo è la scala maggiore.
questa semplice osservazione è una delle basi dell'improvvisazione, infatti dovendo improvvisare appunto su un accordo Cmaj7 possiamo utilizzare la scala di DO maggiore (esistono anche altri "modi" di improvvisare ma tempo al tempo), facendo però le dovute ATTENZIONI.
suonando la scala maggiore sull'accordo maggiore noteremo una forte dissonanza sulla nota FA (nel caso della scala di do) ossia la 4.
questa è dovuta alla presenza della 3maggiore nell'accordo (MI), MI e FA trovandosi ad un semitono di distanza generano una forte dissonanza.
le soluzioni possono essere evitare la 4 nella scala, suonarla solo di passaggio senza enfatizzarla o scegliere una altra scala.
ora anche qui bisogna fare una precisazione, quello che può essere considerato musicale oggi potrebbe non esserlo più fra 50 anni o viceversa tutto dipende dal contesto storico culturale in cui ci si trova.
quindi dire dire che suonare la 4 giusta sull'accordo maggiore è SBAGLIATO a priori è sbagliato appunto :D bisogna solo provare e ognuno trova le soluzioni più consone al suo orecchio.... del resto chiudere un brano con un accordo di dominante (quindi tensivo) 150 anni fa era un eresia oggi diciamo O YEAH :tru
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Messaggioda neil_peart il ven feb 15, 2008 12:31 pm

ora non ricordo bene tutta la questione dei gradi -tipo: I IV V I- per la costruzione delle armonie però sarebbe figo parlarne dopo aver concluso il discorso sulle seste e sulle none.. che dici Raffaele? sei d'accordo?
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Messaggioda JackIlBlack il ven feb 15, 2008 1:43 pm

credo intendi il turnaround: I, VI, II, V o più comunemente chiamato il "giro de DO" :D anche se fatto in altre tonalità rimane sempre il giro di do :D .
bisognerebbe accennare alla cadenze ma prima è fondamentale parlare delle armonizzazioni delle scale :wink:
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Messaggioda neil_peart il ven feb 15, 2008 2:37 pm

si ecco jack.. esattamente.. io non sono per nulla esperto di ste robe ma mi piacerebbe impararle perchè sono davvero utilissime!
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Messaggioda Raffaele * BANNED * il ven feb 15, 2008 6:54 pm

vedo che state andando oltre le mie intenzioni :)
Io mi volevo limitare ad introdurre al mondo dell'armonia e delle scale anche chi non ne sa niente, ma vedo che si sta andando oltre.
Mi fermerei alle tre scale e agli accordi minori maggiori e di settima con abbellimenti a seconda del proprio gusto di sesta o nona.
Vabbè provo, nel mio piccolo ad andare oltre, i più esperti sono invitati ad intervenire cercando di essere più chiari possibile.
Dunque si parla di turnaround, armonizzare le scale ecc ecc .Calma, calma...
Andiamo per gradi.Avete imparato bene bene le tre scale?E gli accordi minori e maggiori? E le settime?
O.K. bravi, ora ci si può esercitare un pò al pianoforte ma bisognerebbe prima anche imparare i rivolti ...
Vabbè , dunque, va premesso che su ogni grado della scala (do,re, mi fa I,II,III,IV ecc ecc si può costruire un accordo.prendiamo come già detto la scala maggiore.L'accordo lo si può costruire in chiave jazz con una terza, una quinta e una settima.Si può anche saltare la quinta.Ora a voi il compito di scriverle e studiarle.Ad esempio, domanda, sul quarto grado della scala maggiore, costruitemi un accordo di settima dominante.Facile vero?
Armonizzare una scala significa invece costruire degli arpeggi su ogni grado della scala.Attenti è cosa diversa dal formare degli accordi, non confondetevi.
Il turnaround invece è una progressione armonica jazzistica.In poche parole è quando da una serie di accordi si va a risolvere sull'accordo di I grado della prima battuta per confermare la tonalità di partenza del brano.Ma queste cose lasciamole agli esperti, per ora limitiamoci a studiare bene le tre scale, e gli accordi minori e maggiori e le settime.
O.K. io mi fermerei qui.Chi volesse approfondire è utilissimo prendersi una tastiera ma soprattutto seguire veri corsi di armonia.
Spero con questo topic di aver inculcato a molti di voi il seme della curiosità con la quale avvicinarsi a questo stupendo mondo musicale che non è fatto solo di ritmica.
Buona serata a tutti. :)
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