In linea teorica concorderei sul fatto che il problema non è del batterista, cioè che starebbe agli altri alzare almeno al livello di uno strumento acustico.
In pratica però dipende tantissimo dal contesto. Finchè si suona in posti sufficientemente ampi, con acustica decente ed il pubblico apprezza una bella dose di volume sparata addosso allora si va tranquilli, anzi può capitare che ti dicano "pesta di più su quella c... di batteria!"...
Invece suonando in localini che magari hanno un'acustica pessima e spazi ridotti, e con un pubblico "casual" (nel senso che son lì per passare la serata e non per farsi un "concerto rock") allora il discorso è ben diverso: un volume esagerato può anche essere inappropriato o fastidioso.
Piccolo aneddoto: un annetto fa ho suonato col gruppo acustico in un localino qui in zona Padova, dopo di noi suonava un gruppo che veniva da Milano apposta per l'occasione. Inutile sottolineare che differenza di volume ci fosse. Finiamo la nostra performance, tutto bene... Iniziano loro: a metà della prima canzone la gente è scappata tutta fuori dal locale, il volume per loro era semplicemente insopportabile. Il gruppo era molto bravo, ma era effettivamente più gradevole da ascoltare fuori dal locale che davanti al palco, almeno se si voleva stare senza tappi per le orecchie.
E lo dico pure io che ho sempre suonato la batteria in un gruppo hard rock...
Ovviamente ho avuto gli stessi problemi pure io, nei localini 3 volte su 3 ti venivano a dire di abbassare i volumi e la gente spesso si metteva distante dal palco, super-appassionati a parte.
Negli ultimi anni le ho provate tutte per abbassare i volumi, con buoni risultati. Come fare?
1) Bisogna suonare più piano.
Non si scappa, mi spiace. La forza che si mette nei colpi da qualche parte va a finire e se non si vuole mandare in vacca il timbro dello strumento (con sordine di vario genere) bisogna diminuire la quantità di energia che trasmettiamo alle pelli.
2) Bacchette più piccole/sottili/leggere.
Io son passato dalle 5A alle 85A prima e alle AJ6 dopo (sempre della vic firth). Le seconde hanno il corpo delle 85A ma una punta sottilissima.
Bacchette più piccole -> meno massa spostata -> più difficile trasmettere la potenza. La punta sottile poi tende ad attutire il colpo essendo più elastica. Ovviamente però se ci mettete la stessa forza tenderete a consumare le bacchette molto più in fretta e rischierete pure di farvi male (usate ancora più forza per ottenere il volume a cui siete abituati, e si scarica maggiormente sulle mani).
Con la pratica e con bacchette leggere sono arrivato a suonare a volumi infimi, anche eccessivamente bassi.
Una volta diminuito il volume ci son 2 cose da curare: il timbro e il tiro.
Per ottenere un timbro analogo a quello a cui siamo abituati quando si pesta (nel mio caso il classico suono pieno con tanta botta in stile rock) va adattata un po' l'accorda e sarebbe il caso di scegliere pelli e strumenti con un suono più "grosso", pena un timbro più vuoto e sottile di quanto è richisto in un genere pesante. Occhio che non vuol dire pelli pesanti, anzi... Ad esempio mi son trovato bene con le fiberskyn che sono ambassador con una copertura più pesante, che non è lo stesso che usare direttamente una pelle più pesante.
Conviene anche diminuire un po' la tensione delle pelli, se no suonando piano su pelli tese in modo da suonar bene se percosse con forza si ottiene un suono troppo "da jazz".
Infine c'è il "tiro", e credo che non serva spiegare cosa intendo con questo termine.
Bisogna mettersi in testa che il tiro sta nell'
intenzione, non nella potenza. Si può pestare come dei fabbri e non avere il minimo tiro e sfiorare le pelli con le spazzole e avere un tiro pazzesco. Ovviamente il timbro in un gruppo rock non può essere quello che si ottiene suonando con le spazzole, deve essere quello giusto (da qui il discorso del paragrafo precedente).
L'unico modo per avere lo stesso tiro di quando si pesta anche a basso volume è fare pratica con questo specifico obiettivo.
Quando si pesta non ci si trattiene, anzi si "cerca il limite", quello che con la propria tecnica ci consente di trasmettere la massima forza fino quasi a farsi male (o anche oltre). Per ottenere lo stesso effetto senza "puntare al limite" non ci si può semplicemente trattenere. É questione di mentalità, bisogna scollegare l'intenzione dalla semplice forza, devi suonare oltre il limite ma con la
libertà di non doverlo tradurre in potenza: basta tradurlo in esecuzione. Bisogna restare rilassati e concentrati.
Probabilmente non è semplice da capire (ma non lo è neanche da spiegare quindi siamo pari

), in caso cercherò di spiegarmi meglio, ma alla fine è solo la pratica che può far capire quello di cui sto parlando. Ognuno ha il suo modo di esprimersi, quello che va bene per me può non andar bene per altri quindi sono stato volutamente sul vago, alla fine l'importante è il concetto di fondo.
Sia chiaro che ho semplicemente esposto la mia esperienza su questo problema, e come l'ho risolto negli anni... Ora suono sempre microfonato, anche in localini minuscoli, un microfono sulla cassa e un panoramico sopra la mia testa... Vado alla grande così sia in un buco di locale da 10 metri x 5 che in un capannone pieno di gente, e trovo che non ci sia niente di meglio di potersi esprimere liberamente indipendentemente dal contesto e senza tanti problemi di stare a organizzare ogni volta setup che dia il giusto compromesso tra volume e timbro... non mi piace scendere a compromessi...