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Quantizzazione e batteristi famosi

Microfoni, registrazione, schede audio, metronomi, cuffie, mixer, amplificazione, ...

Messaggioda Giò JORDISON il mer giu 08, 2011 1:57 pm

secondo me quantizzare la batteria ecc... non è poi così sbagliato...ti compri un cd e ascoltare la batteria fuori tempo non è bellissimo...la bravura del batterista poi si dimostra nei live...
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Messaggioda Augusto il mer giu 08, 2011 10:32 pm

Ho capito, ma a quel punto mando a quel paese il batterista e faccio leggere la partitura a una drum machine.
Non l'errore ma il tocco umano deve esserci...
E la differenza si sente!

Cioè:
ho seri dubbi che questa traccia sia totalmente umana

http://youtu.be/d5BK3rv7Z0Y

Senza nulla togliere a Adler, per carità. Ma la differenza nei live è tangibile...
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Messaggioda simon1990 il gio giu 09, 2011 8:22 am

eh eh....infatti nelle produzioni odierne non è raro il caso in cui la base ritmica sia data in pasto ad un computer piuttosto che ad un batterista in carne ed ossa (meno soldi da pagare, meno tempo da utilizzare)....con la questione dei campioni (fatti ormai a livelli qualitativi stratosferici), si riescono a rendere umane anche delle riproduzioni effettuate da un pc, specialmente nell'ambito pop, rock, metal dove le finezze tecniche di un certo livello, si presentano ben poche volte :)
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Messaggioda tommylee85 il gio giu 09, 2011 9:48 am

Giò JORDISON ha scritto:secondo me quantizzare la batteria ecc... non è poi così sbagliato...ti compri un cd e ascoltare la batteria fuori tempo non è bellissimo...la bravura del batterista poi si dimostra nei live...


nonono, aspetta...
tu sembri partire dal presupposto che i batteristi siano scarsi e vadano fuori tempo.
la soluzione è imparare a suonare - e a suonare per registrare.
suonare male sapendo che poi ti raddrizzano non mi sembra una gran cosa.

oltretutto la differenza tra una batteria suonata bene ed una batteria messa in griglia la si sente, eccome.
quest'ultima non ha lo stesso tiro, lo stesso respiro...
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Messaggioda aleksandero il gio giu 09, 2011 9:58 am

Concordo con Tommy, io sto cercando di migliorarmi sotto questo punto di vista dato che sono assai scarso, mi son fatto fare le tracce guida con metronomo e mi esercito cercando di trovare arrangiamenti semplici, ma che suonino.
Trovare il feeling giusto è difficile, piu' che fare le cover dei dream theater :lol:
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Messaggioda simon1990 il gio giu 09, 2011 10:36 am

tommylee85 ha scritto:
Giò JORDISON ha scritto:secondo me quantizzare la batteria ecc... non è poi così sbagliato...ti compri un cd e ascoltare la batteria fuori tempo non è bellissimo...la bravura del batterista poi si dimostra nei live...

oltretutto la differenza tra una batteria suonata bene ed una batteria messa in griglia la si sente, eccome.
quest'ultima non ha lo stesso tiro, lo stesso respiro...

non sono d'accordo.....con un editing sensato lo spirito dell'esecuzione rimane comunque :) ....posso assicurare che il tutto non diventa macchinoso tipo il midi scritto a mano, nemmeno lontanamente

fare editing non vuol dire solo prendere i colpi/pennate e metterli/e sul beat....vuol dire anche saper ascoltare l'esecuzione ed aggiustarla facendo si che essa possa rimanere il più uguale possibile alla non editata (ma in griglia).....e come detto sopra, ciò è assolutamente fattibile :)
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Messaggioda tommylee85 il gio giu 09, 2011 1:37 pm

certo che l'editing (se lieve) può essere fatto bene.
il discorso è un altro: perchè dover ricorrere all'editing, quando si può suonare bene?
non voglio fare il nostalgico, ma una volta era pur così, no?

quello che è cambiato è il modo di registrare. ormai è raro che la band si chiuda nello studio e si registri. si fa tutto a fasi. batteria, poi basso, le chitarre, le voci etc.
e a questo punto è fondamentale avere un riferimento, in questo caso la griglia.

questo sì che toglie respiro alle canzoni.
sia perchè non si suona più tutti assieme, e manca quell'"amalgama" che rende i pezzi magici. i pezzi registrati così sono molto più "distanti".
e poi lo stesso metronomo a volte toglie un po' di magia.
certo, uno come me senza metronomo se ne va da tutte le parti (e anche altri batteirsti più bravi), ma un vero batterista sa gestire il tempo per conto suo (non in tutti i generi, forse, ma questo è un altro discorso).

quindi ben venga l'editing per correggere quelle cose che proprio fanno schifo, e per aiutare ad abbreviare i tempi (e i costi) per band come le nostre.
ma noi, da musicisti e da batteristi, abbiamo il dovere di suonare in modo tale che il suo uso venga ridotto al minimo.
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Messaggioda Giò JORDISON il gio giu 09, 2011 4:20 pm

tommy non ho detto che i batteristi sono scarsi e vanno fuori tempo tanto c'è l'editing che .....
io penso che sia giusto quantizzare la batteria quando davvero ce ne sia di bisogno...quindi dopo che uno si spacca il culo a provare e riprovare alla fine ti viene il pezzo con un piccolo errore, puoi correggerlo con l'editing, che male c'è...
trovo invece che sia sbagliato creare una canzone con l'uso completo del pc....perchè senò diventiamo peggio dei dj, tecktonici ecc..... quindi trovo nell'editing una soluzione a dei piccoli problemini di registrazione tutto quì....
anche perchè non sarei un vero batterista se dicessi che quantizzare la batteria è la cosa migliore o cmq affidare il pezzo in mano ad una macchina
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Messaggioda tommylee85 il gio giu 09, 2011 5:48 pm

quello che a me non piace è l'ostinazione di certi fonici, produttori (etc..) di affidarsi troppo all'editing.
alle volte si preferisce sistemare a computer la cosa, piuttosto che risuonare il pezzo un'altra volta.
o a volte lo fanno per migliorare il suono, quando invece si potrebbe spendere qualche minuto in più sull'accordatura e sulla microfonatura.

e ancora peggio, molte volte ricorrono all'editing per togliere tutte quei "dettagli" che invece danno respiro al pezzo. mi riferisco ad esempio a qualche colpo di rullante minimamente diverso dagli altri.
chissenefrega, non li sentiresti mai, neanche morto. eppure messi davanti allo schermo, vedono l'onda diversa, e tac, lo tagliano e ne copiano un altro.

a lungo andare questi lavoretti - e tanti altri - tolgono ogni tocco umano al pezzo.

prova ad ascoltare, con la stessa attenzione con cui ascolteresti una cosa appena registrata da te, qualche pezzo famoso (del passato, della storia).
sentirai che il batterista di Ray Charles potrà aver preso un bordo, o che John Paul Jones avrà suonato una nota più debole...
eppure siamo ancora qua a scassare il culo e la testa con quella musica!
anzi, lo facciamo ancora di più che con la musica moderna!

PS: se invece parliamo di band "scarse", di batteristi che arrivano in studio con i rullanti sfondati, etc etc, o di band che hanno pochi soldi per registrare, l'editing mi sta bene.
ma appunto tenderei a usarlo solo per queste "emergenze".
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Messaggioda Zolfo il sab giu 11, 2011 9:29 am

Io personalmente mi trovo d'accordo con tommy :)

Ad alti livelli comunque l'editing è veramente minimo spesso (con i grandi musicisti) ... poi saltano fuori anche gruppi del cavolo editati di brutto e batterie stracampionate (a volte le batterie non sono nemmeno suonate ma totalmente campionate)

Io da fonico edito veramente il minimo indispensabile, preferisco far rifare la parte 5 volte se necessario ma in ogni caso anche un minima imperfezione non va a compromettere il pezzo... nessuno se ne accorgerà mai... chi cazzo se ne frega! L'importante è che i pezzi siano ben arrangiati, suonati con l'intenzione e il tiro giusto... questo fa la differenza.
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Messaggioda simon1990 il dom giu 12, 2011 11:43 am

sono d'accordo sul fatto che non bisogna ricorrere all'editing se l'esecuzione è fatta bene però rimango un perfettino del cazzo, pur di non sentire sbavature o errori anche minimi in una canzone, edito :D
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Messaggioda MaucieriGiovannidrummer il dom giu 12, 2011 1:20 pm

Veramente un bellissimo topic!
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Messaggioda |2D|STANCE| il dom giu 12, 2011 1:23 pm

vabbè ma non è mica una gara a chi è più preciso e fighetto!!
chi di voi ha fatto esperienza in studio saprà benissmo le difficoltà che s'incorrono.
il senso di responsabilità che ti porta a pensare di finire il tuo lavoro senza dover occupare il tempo degli altri è quasi sempre motivo di ansia che può portare a essere imprecisi nell'esecuzione e inevitabilmente a dover sbatterci la testa più del dovuto.
la quantizzazione serve proprio a risolvere questi problemi. con Melodyne si fa subito.
stesso discorso per i cantanti che vengono sottoposti al processo d'intonazione.
è normale, in uno studio ci vai per avere un lavoro pro e ogni mezzo è lecito per raggiungere lo scopo. ovviamente poi se si parla di robe tipo campionare tutta la batteria ovvio che a quel punto la cosa non mi andrebbe bene.
ben vengano però questi piccoli trucchetti ideati allo scopo di agevolare il lavoro del musicista e del fonico in fase di editing.
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Messaggioda Zolfo il dom giu 12, 2011 2:20 pm

Agevolare il fonico non tanto :D

Comunque io per esempio per evitare "l'ansia del tempo" lavoro a forfait... ovvio che bisogna stare in detirmanati tempi ma non vedo nell'emoziono o stress una giustificazione tale da ammettere sbavature che impongano un editing invasivo.

Se uno è preparato bene non ha problemi punto e basta. L'errore ci sta sempre, ma per il resto si va via come un fulmine.
Se non si è precisi vuol dire che non si è sufficientemente preparati.

Sono d'accordo sul discorso che il fine giustifica i mezzi... ma di certo il mio ragionamento e il mio metodo di lavoro non portano ad un risultato qualitativamente inferiore...
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Messaggioda |2D|STANCE| il dom giu 12, 2011 2:32 pm

no ma dipende pure da che mezzi usa il fonico. tipo se si fa tagli e cuci è ovvio che diventa un lavoraccio e non puoi fare a meno di odiare il batterista in questione, invece con programmi del tipo melodyne o mr.bit in pro tools che rimettono a tempo le tracce automaticamente, la cosa diventa molto più facile per tutti. poi ovvio che bisognerebbe vedere che tipo di sbavature sono. perchè se il colpo è completamente fuori, anche i programmi in questione si rifiutano di rimetterlo a tempo 8)
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Messaggioda tommylee85 il dom giu 12, 2011 7:51 pm

per come la vedo io, per assurdo è meglio l'editing per sistemare il colpo veramente fuori, piuttosto che usare quei programmi che ti raddrizzano tutti i piccolo errori, quasi impercettibili.

perchè facendo così va a finire che tutti suoneranno uguale, e la musica perde di significato e di personalità.
quello che differenzia ogni musicista (così come quelli bravi da quelli non) sono queste piccole cose...

sarò drastico, ma questo modo di fare ha contribuito ad abbassare il livello medio dellla musica di questi anni. e tutti i gruppi (almeno quelli di un certo tipo) suonano uguali.
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Messaggioda simon1990 il dom giu 12, 2011 9:46 pm

i programmini sono sicuramente veloci ma sono pur sempre programmi quindi non hanno la capacità di ascoltare la parte....

sicuramente l'editing "fatto a mano" è più lungo ma se non altro, chi lo fa può sempre agire pensando a ciò che sta facendo :)
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Messaggioda Zolfo il lun giu 13, 2011 12:38 am

Continuo Ad essere d'accordo con tommylee.
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