Alessio_Sabian ha scritto:ciao e grazie per la risposta.
con "dare meno" intendevo a 360° in potenza, volume e attacco.
Sempre tenendo conto che non ho avuto il piacere di provarli, in linea teorica in questi frangenti non dovrebbero aver problemi, si tratta di usare gli spessori giusti in relazione al tipo di costruzione, quindi lavorare sui bordi.
Alessio_Sabian ha scritto:aggiungo una domanda: qual è il range di spessore di un fusto "standard" (NON a doghe) ideale per del rock? vorrei un'idea definita e definitiva per l'acquisto visto che non posso permettermi 1 rullante per genere. quindi diciamo che voglio corpo, nota calda, potenza, attacco (lo stewart copeland mi piace molto per avere un vago termine di paragone), con armonici non troppo pronunciati, idem per le risonanze.
In pratica vuoi tutto!
Scherzi a parte, alcune caratteristiche cozzano un po' con altre, ad esempio mettendo insieme corpo e nota calda ti direi fusto sottile e bordo half round o addirittura full round, mentre volendo potenza e attacco ti direi fusto spesso e bordo 45°.
Poi è sempre un problema capire cosa si intende per armonici e risonanze. Se l'ho capita bene e soprattutto pensando a un suono molto rock (come piace a me tra l'altro) vuoi un suono ricco di bassi con una coda e sovratoni "metallici" limitati.
Con queste premesse ti direi di provare un fusto di medio spessore o di basso spessore con cerchi di rinforzo, bordi rounded esterno 45° interno.
Prova magari anche a capire quali dei vari tipi di cerchi possono piacerti tra tripla flangia, die cast e legno, perchè può cambiare l'effetto sensibilmente a seconda di quali monti.
Per il discorso volume poi bisogna sempre fare attenzione al fatto che questo sia bilanciato col resto del set. Finchè si microfona tutto e si suona in posti ampi magari cambia poco e allora avere un rullo che senti spiccare rispetto al resto può far piacere, ma in situazioni acustiche il bilanciamento dell'insieme è molto più importante.
Giusto ieri sera ho sentito un gruppo progressive rock in cui il batterista suonava una Mapex Orion (simile a quella che ho usato io per anni, e in effetti il suono era molto familiare

) in un localino molto piccolo. Aveva microfonato se non sbaglio solo la cassa e quella si sentiva bene, poi si sentiva il rullo anche se non mi pareva microfonato (e posso testimoniare che il volume di quegli specifici rullanti è più che buono), ma i tom erano molto scarsi in quel contesto, tutto attacco e niente corpo. Lui sembrava anche doversi trattenere dal pestare per non esagerare col volume, infatti ogni tanto gli scappava un rimshot evidentemente sopra la media di volume del gruppo.
Insomma in quel contesto avrei visto meglio un rullo più pacato e con più corpo (stessa cosa per i tom) e il tutto microfonato giusto un pelino, o semplicemente suonato senza trattenersi. Poi suonando in posti in cui serve molto volume tanto si microfona comunque, se il tutto è bilanciato e suona come piace a te alzi la manopola nel mixer e sei a posto...
SignoriDrums ha scritto:mistique ha scritto:Senza farsi pippe sul legno...

Per questo c'è Martinazzi
Meditate, gente...
Bye!!!
M.
Se prendi la RotodruM come esempio che il fusto non conta caschi male, in quanto abbiamo constatato con Riccardo che cambiando il fusto cambia pure il suono anche in quelle! Poi che spaccasse con gli uni e con gli altri non ci piove, ma che non cambiasse nulla non si può dire...
Che poi quel cambiamento sia importante o meno è soggettivo, su questo non discuto.

edmondo ha scritto:Ma la domanda torna spontanea: A euro 2000€ mi ficheggio con DW logo davanti alla cassa o mi prendo una Master o Una Starclassic????
Boh, a me che sulla targhetta ci sia DW, Starclassic o altro non fa né caldo né freddo...

Se la batteria è pellata e accordata a dovere e nel contesto in cui viene usata spacca alla grande, tanto basta!
Se trovi una batteria che si adatta meglio al tuo gusto, alle tue esigenze e al tuo modo di suonare e puoi permetterti tranquillamente il cambio, non vedo perché legarti al logo davanti alla cassa...
edmondo ha scritto:Caro TND Storm, ti sei mai chiesto come mai, sui piatti non sbagliamo mai, mai, cioè, immediatamente sappiamo cosa come e quando ci deve suonare sotto il polso e al 99% guarda caso ci azzecchiamo??!!!!! Questa è bella veramente!! Cazzarola: sui piatti non ho mai dubbi e questo mi rallegra e intristisce .
In parte è vero, direi soprattutto perchè un piatto ha quel suono e quello resta (non è del tutto vero ma in linea di massima si può dire così), mentre in un tamburo tra pelli e accordature anche solo per valutare lo strumento ci vuole molto più tempo.
Poi io ho tribolato molto a lungo prima di trovare i piatti che giudico praticamente "definitivi", un paio son costati due reni l'uno ma incontrando perfettamente il mio gusto per me valgono ogni centesimo...
Anche qui però non è sempre facile trovare il piatto perfetto per chi non suona sempre e solo una cosa e in un solo contesto.
Sempre nel concerto di ieri sera, il batterista usava dei piatti che erano molto orientati al rock, duretti, da picchiare un minimo insomma. Dovendo limitarsi per il fatto che il locale era piccolo il suono ne perdeva di brutto, anche i piatti erano tutta punta e poco "wash" e finivano per perdersi nel mix. In quel caso magari dei piatti più leggeri, magari comunque non troppo scuri, avevano sicuramente una resa migliore. Se poi però nel 90° dei casi pesti come un fabbro dei piatti troppo leggeri rischi di farli fuori, quindi o ti prendi 2 set o sacrifichi una delle due cose...