Dai perc, non dir così

se mi parli di certe batterie italiane vintage e anche moderne vabbè, son d accordo e ammetto che alcune fanno proprio schifo e le meccaniche si sbriciolano.Infatti alcune hollywood hanno meccaniche schifosissime e i blocchetti si sbriciolano letteralmente ma associarle tutte a queste conclusioni è troppo.Anzi, è una bugia.Ti faccio un pò di esempi non dimenticando di dirti che alcune hollywood sono dei gioiellini e attenzione attenzione, sempre in casa hollywood va detto che usavano legni e blocchetti senza un valido criterio.A volte capita di vedere ad esempio una hollywood capital che è robusta, e suona meglio di una president.Boh, questi misteri di casa Meazzi son sempre moooolto strani.
Dunque ecco un elenco di batterie italiane molto valide.
Partiamo dal vintage:
Alcune alberti sono eccezionali.Ho una alberti del '50 e messa in confronto ad una gretsch stesso periodo regge al confronto.te la farei provare per rendertene conto di persona.Dunque alcune alberti sono veramente eccezionali, ma non tutte.Anche in casa Alberti ci sono delle belle schifezze con misure dei tamburi stranissime e meccaniche bruttine.
-Le eko fatte a recanati verso fine anni '60 non sono male e sono robuste.Poi hanno anche un alloggio per avvitare la chiavetta che accorda.Nessuno l'ha mai pensata ed è una cosa utilissima.
-Le oot, batterie sconoscitissime degli anni '50 sono indistruttibili e suonano benissimo.
-Le fran.co, rarissime, suono in realtà delle hollywood buonine, dunque non male.
-Le 3R, sempre di casa Alberti, hanno una particolarità.Il tom può essere usato anche come cajon avendo la parte inferiore del tom chiusa con legno anzichè pelle risonante.E' una cosa che apprezzo, una particolarità unica.La metto nelle cose toste.Ma è questione di gusti e funzionalità.Se non sai usare quel tom nelle sue due forme è ovvio che queste cose non si apprezzano.
-La Zin, caro perc, di cui dovrai vendermi il rullante altrimenti vengo lì direttamente a romperti le balle

, è un ottima batteria, robusta e bella anche a vedersi.Considera che è degli anni '50-'60.
-Ho un vecchissimo rullante in acciaio, non ricordo axdesso il nome, mi sembra ghirardino, anni 40- '50, o qualcosa del genere, bruttissimo a vedersi, ma suona meglio di un supra della ludwig.provare per credere.
-La wooding in legno ha sfornato batterie niente male, suono molto caldo e corposo.
-La hollywood cristaline non ha niente da invidiare alla ludwig vistalite è solo un pò più delicata, ma come suono siamo lì.
-La davoli...fa schifo
Vabbè, che dire delle moderne o semi vintage???
-Mosajco è una bomba
-Diberardino è una innovazione anche se non proprio sonorissima, un pò cupa, ma è una innovazione pura e facile d'accordare.Ben amplificata suona da paura.
-La MC di Mimmo Condello...è semplicemente fantastica.
-La spizzichino...basta la parola.Brutta a vedersi ma dal suono unico.
-La lesoprano, le prime però, sono una cosa incredibile.Ho paura suonarci sopra, la rispetto così tanto che la considero un mobile pregiato sonoro.
-La quemme e alcune Daila, sono proprio uscite bene.
-le prime tamburo.Il modello opera, per il mio gusto, è eccezionale.Ma non tutte.
-Le dw italiche

ossia D.S. sono ottime batterie anche se non proprio completamente made in Italy

.
Potrei andare avanti ancora ma mi fermo qui, solo per dirti che abbiamo batterie italiche, ahhhh, dimenticavo i rullanti ed ora le batterie in alabastro e i mitici rullanti drum art....dicevo, abbiamo batterie italiche non seconde a nessuno.
Piccolo appunto, tutte le batterie suonano, le pelli fanno la differenza, ma ogni batterie ha una sua anima, l'anima del legno e l'anima di chi la suona che la renderà sempre unica.Dunque scegliamo con cura la nostra batteria e puntiamo su prodotti italici che ne abbiamo di veramente validi.Unica pecca i prezzi, forse alcune batterie italiche costano troppo e qui perc ti do ragione in pieno su quello che hai detto, ma se tanto mi da tanto...bisogna sempre vedere cosa si intende per tanto
