da Damir_Wilras il ven dic 05, 2008 9:12 pm
Da appassionato di matematica e logica quale sono, ho pensato molto riguardo alla scelta di un'impostazione chiusa, aperta o "sperimentale".
La conclusione a cui sono giunto è che l'impostazione più pratica è la chiusa, quella ottimale prevede un charly remoto in centro al set, cioè subito a destra del rullo. Spiego perché:
Suonare con la sinistra sul charleston richiede o di tenere questo distante dal corpo (quindi non nella posizione ottimale, ad esempio, per tenere il tempo con il piede) o peggio ancora di tenere il braccio "ritratto", in una posizione scomoda, similmente a quanto avviene se il ride è troppo vicino. Il problema è dunque l'allineamento verticale fra piede sinistro e mano sinistra: se distendete gli avanbracci sulle gambe, in modo rilassato, la vostra mano sn sarà a circa 10 cm dal ginocchio, di sicuro non a 30 cm (distanza fra mano e punta della bacchetta).
La soluzione? Un bel remoto, usato per tenere il charly più indietro di quei 20 cm che mancano per renderlo comodo.
La mia obiezione su questo è: se uno ha la certezza di poter sempre usare il suo bel remoto, allora conviene che se lo piazzi al centro del set, fra i due tom, e così ha tutte le comodità possibili mantenendo la destra come mano dell'ostinato: unica pecca è l'inacessibilità del timpano per la mano sinistra, risolvibile con un tom sospeso di poco più piccolo (14'' - 15'') alla sinistra del rullante, ora immediatamente libera visto che non c'è più il charleston.
In questo modo si ha libertà fra le due mani, non si ha il problema di cambiare mano per i fills, la sinistra può girare per tutti i pezzi tranne il timpano, e last but not least il charly è accessibile ad entrambe le mani anche nei fills più veloci, cosa molto interessante a mio parere.
_ Se non si può realizzare questo perché non si è sicuri di suonare sempre con il proprio (sperimentale) set, allora si suona chiusi perché sono pochissime le limitazioni: se proprio il problema è di liberare la sinistra per l'upstroke mantenendo un ostinato in ottavi, si tengono gli ottavi/quarti con il piede, e la mano destra rimane libera per ulteriore abbellimento.
Infine:
_ Contrariamente a molti penso che sia un'opportunità allenare più una mano dell'altra: la mia destra mi ha sempre fatto da "guida", ossia le sensazioni positive (diverse) che sento devo cercare di trasferirle alla sinistra (con conseguenti miglioramenti). Se la destra è destinata ad avere un controllo maggiore, basta che le due mani progrediscano contemporaneamente e si avrà sempre margine di miglioramento, proprio perché la destra "la sa più lunga" della sinistra.
Quindi ritengo inutile andare contro la facilità (istintiva) di esecuzione, preferisco lavorare su sticking che mi facilitino passaggi resi difficili.
Morale della favola? A voi la palla, io intanto ribadisco: per me la cosa idealmente migliore è il charly collocato avanti a destra rispetto al rullante, che, a differenza della soluzione "vicino al ride" conserva la facilità nell'esecuzione di ostinati a due mani.
Visto che per il momento a casa devo suonare insonorizzato, aspetto di avere gli spazi/mezzi per realizzare la mia idea; per il momento quindi suono chiuso, sapendo che rimango versatile e non dovrò modificare molto la mia impostazione quando disporrò del mio set sperimentale.
Spero di non essere stato pesante...! Se ho scritto, però, è perché desidero il vostro parere.
E' preferibile subire il male piuttosto che commetterlo. (Socrate)
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Fondatore della Pia Confraternita dell'Immacolata Risonante
Membro della Sacra Alleanza della Cassa Vuota
Membro della Salubre Alleanza dei Batteristi Non Fumatori