leletto ha scritto:Ciao a tutti.
Secondo voi è normale che dopo 3 mesi che prendo lezione e provo un oretta la sera, ascoltando una registrazione di una mia "performance" mi sono trovato semplicemente pessimo!?! Mi sembra di essere quasi sempre fuori tempo...a volte in ritardo...a volte in anticipo..qualche volta anche a tempo

..soprattutto con la cassa. Non avevo mai ascoltato prima quello che facevo. Studiavo rudimenti, lettura, e un po' di groove...ma non mi sembravano così orribili!!!! mi ha un po' demoralizzato questa "scoperta"...
Premetto che ormai ho superato abbondantemente la 30na d'anni e che ho cominciato ad usare il metronomo seriamente da quando ho anche una batteria elettronica ( una roland td9 comprata 3 giorni fa ). Fino ad ora studiavo + che altro sul pad dato che la mia acustisca spacca ( i maroni dei vicini ) e il metronomo made in taiwan fatto per le giovani urecchie non lo usavo molto...Ma...così pessimo non pensavo

Ho ancora qualche speranza? Mi raccontate un po' la vostra esperienza da apprendisti? Soprattutto se avete fatto fatica a imparare...

Speranza?
Speranza?
FigliUolo, raggiungere la precisione ed il groove è il traguardo finale di ogni professionista, la cosa più difficile che ci sia per chi suona il nostro scellerato strumento.
Era da qualche mese che non postavo più qui, se riesco ti recupero il topic dove parlavo del timing, non sai che ossessione!
Ti spiego: ognuno di noi vive la propria vita con un bioritmo diverso... ognuno per esempio ha la sua andatura preferita nel camminare, mangiare, persino respirare, ci sono persone più calme e altre più nervose, ecco questo è il bioritmo.
Per natura, qualsiasi persona che tiene un tempo in modo istintivo lo fa pesantemente condizionato dal proprio bioritmo.
Ecco perchè se ci ascoltiamo mentre suoniamo ci sentiamo sempre a tempo, poi ci riascoltiamo magari su un bit impietoso e scopriamo che la nostra andatura è "sbilenca".. rispetto al bit diamo ora un colpo prima, ora un colpo dopo, ora un colpo preciso, ora un colpo quasi preciso, e così via.
Il professionismo, il lavoro del batterista serio, è quello di snaturarsi.
Per ogni tempo c'è UNO e UN solo bpm di riferimento. Il lavoro del professionista consiste nel sapere sempre riconoscere quel bpm ed adattarsi perfettamente allo scandire del bit, indipendentemente dal suo bioritmo e dalla sua condizione.
Il tempo lo si perde in un millisecondo, basta un colpo più forte di volume per sballarci il "flow". Contano poi anche altri fattori, per esempio se non si suona perfettamente in equilibrio capita che con i vari sbilanciamenti e controbilanciamenti del corpo mentre suoniamo ci fanno guadagnare o perdere i millisecondi che ci mandano fuori.
Un'altra cosa importante è il lavoro della mente. Se per ogni bit ci ritroviamo a pensare o ad improvvisare quello che si fa, finiamo fuori facilmente, perchè quel pensiero si interpone tra l'elaborazione del colpo e la sua esecuzione. Bisogna sempre essere qualche secondo avanti con la testa e sapere già cosa si suonerà per ogni singolo bit del metronomo.
Infine c'è la questione resistenza... magari per 2 minuti riesci ad essere preciso, ma poi? A lungo andare il corpo tende a volersi "ribellare" per tornare al suo bioritmo, quando si sta suonando "meccanizzati" sul bit... e anche questo va molto, molto allenato.
Il discorso è lunghissimo, credimi, non si esaurisce in 10 minuti.
Esistono molti professionisti che dal vivo hanno grande tiro ma poi in studio non riescono a seguire il metronomo con precisione... stewart copeland per esempio, è un mostro ma non è mai stato un batterista da studio.
Diventare una drum machine umana è il top dei risultati, per me.
http://www.labatteria.it/forum/viewtopi ... ght=timing
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Bravura e umiltà devono andare di pari passo.