da Fasa il gio feb 14, 2008 1:55 am
Vista anche la sosta universitaria torno a scrivere qualche recensione qui sul forum, e comincio proprio da questi dani's effect.
bene. anzi, porca puttana.
già, porca puttana.
è la prima cosa che ho detto dopo aver finito di ascoltare "I soliti discorsi".
che dire, era da tempo che non sentivo un pezzo così ben fatto, orecchiabile, insomma senza pecche e soprattutto così fuori dalle righe...
dopo un inizio un po' synth un po' 80's, segue una strofa cantata da un versione sonico-dinamica di battiato (che lo omaggia in modo ammirevole), e poi il ritornello, come un pugno in faccia, incazzato, imponente....si susseguono poi soli di chitarra e di nuovo il verse che, con un po' di follia, giudico un autentico colpo di genio. l'outro, forse, pecca un po' di ritmo, e il groove non è dei migliori....resta il fatto però che "i soliti discorsi" è un pezzone, suonato bene, strutturato bene e soprattutto "diverso" dal solito.
un po' tardo-battistiano in qualche punto e davvero rock psichedelico in altri, ritmo di batteria che "tira un casino" nel ritornello, gran gusto chitarristico, fanno di questa composizione un mezzo colpo di genio profumato da quella brezza un po' oldies che mi piace tanto.
un (quasi) capolavoro.
"non vorrei parlare troppo in fretta e male...." ma.....seguono poi, gli altri tre pezzi facenti parte del demo, che sicuramente, alle mie orecchie ormai "abbagliate" dalla luce dei soliti sospetti, si fanno un po' scontatelli e di poco impatto...insomma certamente non al livello del pezzo pilota....
tra i tre spicca "Walkman", che senza troppe pretese, con un arpeggio sbarazzino, un non-azzeccatissimo verse a tratti quasi cacofonico e un solo degno del più reverberoso Tom Morello, si guadagna la piena sufficenza.
Da rivedere.
banalotto e già sentito, "Ciclone Anomalo" si rivela la composizione meno ispirata di tutte almeno per quanto riguarda strofe e bridges vari, salvata solo dal ritornello (che non può però reggere l'intero pezzo) e dagli arrangiamenti chitarristici che si rivelano anche qui psichedelici come le sabbie del desertio del kashmir mosse da una tempesta di vento.
Poteva essere un successo.
Chiude poi un tirato e cazzuto "Skinne in the dark" (skinne?!) che pompato da riverberi e suonacci un po' troppo azzardati, rimane molto orecchiabile con un ritornello che, come direbbe un frikkettone, SPACCA!
Pecche?
Il bridge farcito di slap di basso prima del verse è una scelta per certi versi quasi agghiacciante.
l'inciso dopo il secondo ritornello che mixa un assolo chitarristico pietoso con un groove che sembra suonato dal cadavere di gene krupa è inascoltabile. (anche se sono giunto alla conclusione che lì, chitarra e batteria erano ubriachi, non c'è altra spiegazione)
Per ciò che concerne i musici, nulla da dire... gran tiro batteristico e figurazioni piuttosto insolite ma azzeccate che caratterizzano tutti i groove;
ottimo gusto del chitarrista soprattutto nella scelta dei suoni e basso che fa il suo senza rompere le palle a nessuno.
Sulla voce...beh...non so se elogiarla come timbro eclettico ed estremamente caratterizzante o bollarlo come scopiazzatura di battiato e a volte (non sempre!) dei negramaro.
Devo fare una nota sui testi che non scadono mai nel banale e anzi spesso poeticizzano le piccole cose in modo molto affascinante.
in conclusione, davvero un buon lavoro, con molte ottime idee e qualche cavolata di troppo.
voto 8,5/10
(c'è anche da dire però che almeno 4 punti del voto totale sono retti unicamente dal pezzo "i soliti discorsi"....di norma per un autoprodotto non supero l'8/10)