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Metronomo nei live! Indispensabile o da sfigati?

La sezione per discutere sul nostro strumento.

Messaggioda batt...man il lun gen 06, 2014 5:32 pm

Bhe, come è stato già detto in alcuni post precedenti, si studia col metronomo anche perché bisogna
acquisire quella padronanza del tempo, come si inizia così si finisce....
Non credo che un batterista, anche tra quelli più blasonati, può dare il meglio se ascolta il click...
naturalmente è un mio pensiero, posso anche sbagliarmi.... ma come ho detto in precedenza,
mi trovo bene a prendere il tempo col metronomo all' inizio di ogni pezzo e poi continuare senza, cercando
di tenere quanto più possibile il tempo....

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Messaggioda meccanico d'ellhardware il lun gen 06, 2014 6:10 pm

puoi essere dinamico espressivo anche con il click , alla fine è la ricerca della perfezione, cioè la precisione che si ascolta su i cd odierni, la si puo riscontrare anche dal vivo, oggi i cd sono tutti quantizzati, l'ascoltatore di oggi ha un orecchio piu raffinato, anche perchè le registrazione sono molto limpide e nittide. ovviamente anche questo è un mio pensiero.. :)
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Messaggioda sanmar il ven gen 10, 2014 1:07 pm

Vi racconto la mia esperienza, ho iniziato a suonare senza metronomo nelle prime fasi di studio (poco)...credevo che il segreto fosse nell'essere "dotati, Rock, free, ecc"
Poi ho iniziato a confrontarmi col POP (che troppi sottovalutano), la registrazione e l'ambiente di musicisti professionisti...dove il suonare a click è un requisito "necessario" sia tecnicamente (sequenze, riprese in studio) che stilisticamente (alcuni pezzi girano e si suonano bene sono a certi BPM).
Nel frattempo ho continuato a suonare su diversi generi con e senza metronomo in cuffia (uso sempre qualcosa per proteggermi, tappi o per ascoltare, in-ear)...col passare del tempo e della pratica è migliorato il mio timing, la coscenza del tempo ed anche la naturalezza ed il relax...adesso suono spesso col click senza rendermene conto!
Riesco persino a recuperare gradualmente le piccole sbavature di velocità fra strofe e ritornelli durante un brano...senza che nessuno degli altri musicisti se ne accorga ;-)
Quindi prima di scegliere se usarlo o meno nei LIVE valuta fattori importanti quali l'acustica, i musicisti con cui suoni (seguono bene il tempo o devi inseguirli/imbrigliarli?), il tipo di spettacolo e sopratutto il tuo autocontrollo emotivo...e deciderà il tuo pubblico se sarai "figo" o "sfigato" :tru
"when you play don't think about drum, the music tell you what to do" cit. A.Nussbaum
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Messaggioda mastro88 il lun gen 13, 2014 11:54 am

Quoto al 100% sanmar. Il mio percorso di studi è iniziato senza click, ma il genere che faccio ed il modo di suonare dei miei compagni (vengono spesso usati arpeggiatori sul synth o vari effetti delle chitarre sempre impostati su velocità definite da un metronomo) mi hanno portato ad utilizzarlo. Inizialmente si fa fatica perchè si è sempre costretti ad inseguire o dover rallentare per poter andare a metronomo, ma con lo studio si impara semplicemente a suonarci sopra, e allora diventa solo un riferimento nel sottofondo, una sorta di ancora di salvezza sempre presente ma mai invasiva, e nei live la resa finale sicuramente ne guadagna (io faccio Pop-rock perciò mantenere un certo tiro dall'inizio alla fine della canzone è abbastanza fondamentale).
Inoltre l'impatto con lo studio di registrazione, in cui registrare a click è QUASI un obbligo, diventa molto più easy, non ci si trova spiazzati quando il fonico ti dice "ti do quattro battute e poi parti".
Proprio per questo sono stato chiamato più volte da fonici di studio che organizzavano corsi sulle tecniche di registrazione, perchè quello che si cerca in studio molto spesso non è il batterista alla Travis Barker (iper articolato ma anche iper quantizzato), ma batteristi che facciano il proprio sporco mestiere, soprattutto a tempo.
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Messaggioda Drumspeed il mar gen 14, 2014 11:11 am

Per me è assolutamente indispensabile!
Suono pop/rock e nei progetti in cui suono, c'è quasi sempre un computer che manda le sequenze.
Sarebbe quasi impossibile non averlo!
Click, sequenze e un mix out passano attraverso il mio mixer personale e quindi nelle mie cuffie in-ear!
Il fatto di avere il click, permette anche agli altri tuoi colleghi musicisti di stare più tranquilli...
L'adrenalina durante i concerti, qualche volta, gioca brutti scherzi.
Il chitarrista con cui lavoro di solito, gestisce anche i ritardi dei sui effetti proprio con i bpm della song e quindi gli facilito il lavoro, anche quando suoniamo senza le sequenze!!!
Poi nessuno vieta di ascoltare il metronomo, solo come riferimento e poi suonare senza.
Basta considerarlo come un altro musicista, un percussionista per esempio e diventa molto più semplice.
Io, personalmente, uso un suono di campanaccio per i quarti e quando mi serve una suddivisione in ottavi uso due suoni differenti...
Al campanaccio aggiungo un suono di cabasa così da avere in cuffia un taz taz taz taz!
Importantissimo è anche il volume. Con l'esperienza ho imparato che non deve avere volumi eccessivi.
Quando sei perfettamente a tempo non lo senti più!!! Senti solo il primo quarto.
In studio di registrazione poi, scopri tutte le magagne che quando suoni live scorrono senza tanti problemi...
Io voto a favore!
:)
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Messaggioda sergio978 il mar gen 14, 2014 3:36 pm

mastro88 ha scritto:con lo studio si impara semplicemente a suonarci sopra, e allora diventa solo un riferimento nel sottofondo, una sorta di ancora di salvezza sempre presente ma mai invasiva, e nei live la resa finale sicuramente ne guadagna


Bingo! E' questo il punto ragazzi, trovo queste parole tanto semplici quanto importanti e vere. A parte il miglioramento generale del prodotto (e devo dire, per esperienza personale, che trovo che questo discorso valga anche per generi che non "nascono" col metronomo, ho già avuto modo di dire che anche nel suonare hard rock '70, lo stesso pezzo fatto a click ha una volta e mezza in più il tiro che aveva prima), quando i propri colleghi si abituano a questa cosa, si fa un bel saltino di categoria secondo me.

Drumspeed ha scritto:Basta considerarlo come un altro musicista, un percussionista per esempio e diventa molto più semplice.


E anche questo lo trovo assolutamente valido come consiglio per un corretto approccio "psicologico" al click. Va detto poi, che a volte mi rendo conto di "non sentire" proprio la pulsazione del click, e mi accorgo che succede in quei momenti in cui sto suonando proprio esattamente e precisamente SUL metronomo stesso.
Trovo sia importantissimo, per un corretto approccio alla cosa, ricordarsi di suonare sul metronomo o col metronomo, non dietro al metronomo...
"Io me ne strabatto il cazzo" (cit.)
Yamaha RC9000 (1997) BD 20x16;TT 8x8, 10x9, 12x11, 14x12
Tamburo Opera (1999) BD 18x16, TT 8x7, 10x8; FT 13x13, 14x14
Pearl Export (1991) BD 22x16; TT 8x8, 10x9, 12x11, 13x12; FT 16x16
Pearl World Series BD 22x16; BD 22x16, TT 10x10; TT 12x11; TT 13x12; TT 14x12; FT 16x16; FT 18x16
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Messaggioda Phil Thompson il mar gen 14, 2014 3:42 pm

Per rispondere al quesito penso bisogna tener conto di due elementi:

-il contesto in cui si suona (professionistico, amatoriale)
-le opportunità date dal progresso tecnologico

Un batterista deve tenere il tempo. Vero. Immagino nessuno storcerà il naso se alla festa del liceo, la band magari accelererà un po' sul ritornello. In un contesto professionistico il timing fa la differenza. Eccome.
Il click quindi non è un nemico, ma anzi un fido alleato.
Allarghiamo lo sguardo e immaginiamo il nostro mixerino 4-6 canali al nostro fianco nel quale entrano i due canali delle spie di palco, il nostro metronomo e magari un mic panoramico. Tutto ascoltato tramite In-ear. Cosa vuoi di più dalla vita?! Timing perfetto, volume spie accettabile (me lo regolo io!) e niente rientri strani.
Chiaro che Bonham non aveva il click! Ma parliamo di 40 anni fa!
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Messaggioda mastro88 il mar gen 14, 2014 4:15 pm

Non so, penso che al giorno d'oggi l'orecchio sia talmente tanto abituato agli strumenti quantizzati che si ascoltano per radio, che per fare QUASI TUTTI I GENERI (ovviamente faccio eccezioni in cui il tempo non è soltanto un'unità di misura, ma le pause, i cambi di velocità e queste cose fanno parte dell'emozionalità del pezzo: principalmente campi jazzistici, ma basti pensare anche alla sinfonica in cui la velocità è dettata dal direttore d'orchestra) avere un riferimento a click male non fa mai.
Esempio: i Beatles erano il tipico esempio di band pop-rock che con il metronomo non aveva proprio nulla a che vedere.
Se al giorno d'oggi si ascolta una cover band dei Beatles che non va a metronomo, e magari paradossalmente si sforza per accelerare quando i Beatles acceleravano e viceversa, magari vengono additati come "non bravi" perchè accelerano e rallentano durante i pezzi ed il pubblico se ne accorge.

Io trovo che l'approccio al metronomo sia giusto a qualsiasi età, dal momento in cui si conoscono i rudimenti della batteria, sia dalla band liceale che al musicista che ha mire più elevate.
L'importante è non diventare MAI schiavi del metronomo, cioè non riuscire a tenere un tempo che può variare di quei 2 bpm su o giu senza avere il riferimento in cuffia, e questo è un problema che può sorgere con la troppa abitudine al metronomo.

E chi dice che usare il metronomo è da sfigati è proprio quella gente (nella maggior parte dei casi) che magari ha provato ad usarlo qualche volta, ma si accorgeva che faceva così tanta fatica a seguirlo che l'ha spento e lasciato in un angolo a prendere la polvere.

CLICK IS GOOD
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Messaggioda Franco [banned] il mer gen 15, 2014 9:10 am

Io dico solamente che il click serve solamente a "trovarsi" quando c'e' una sequenza o piu' di una nel bel mezzo di un brano.
In tutti gli altri casi click o addirittura metronomo nei live mi sembrano sinceramente delle forzature :wink:
Va da se che quando si suona dal vivo si e' portati inevitabilmente ad accellerare un tantino ( e' fisiologico) ma questo non vuoldire fare cacare, significa che state suonando con un bel groove e timing "umani".
Il mio vero amico non e' lo strumento meccanico ma la mia estrema conoscenza dei brani, del valore musicale dei miei amici di palco e nell'avere "interiorizzato" le velocita' di quasi tutti i brani!
Se ho qualche dubbio, prendo il metronomo ascolto qualche battuta e mi "allineo" alla giusta velocita'.
Qualcuno sopra ha addirittura affermato che si possa suonare hard rock anni '70 a click!! :o
Ti immagini suonare Stone Free o Manic Depression a click! Ahhhhhh
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Messaggioda Groove! il ven gen 17, 2014 9:53 am

http://www.youtube.com/watch?v=CB64Cwl9IDs

io la penso esattamente come lui... :-)
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Messaggioda mastro88 il ven gen 17, 2014 2:31 pm

ci sta... poi stiamo parlando di un batterista che può mangiare in testa alla maggior parte dei batteristi italiani in circolazione, per il mio modestissimo modo di vedere le cose
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Messaggioda batt...man il ven gen 17, 2014 3:06 pm

Grande Christian, senza saperlo uso il suo stesso metodo per quanto riguarda il click....
mi piace quando dice "si perde la musicità".... ma naturalmente esagera, sono convinto che ognuno
di noi si abitui in un certo modo cercando di suonare al meglio.... con o senza click alla fine
è tutta una questione di abitudine, di esperienza, di contesto, di finalità.....

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Messaggioda meccanico d'ellhardware il ven gen 17, 2014 9:43 pm

questione di abitudine, il click dopo un po diventa amico, quasi mi da fastidio non averlo..
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Messaggioda mikiruggiero il gio mar 13, 2014 1:46 pm

Metronomo in sala prove :tru suona sia le canzoni col click, e allenati anche col click, per capire dove accelleri e imparare a controllarti, e se c'è qualche canzone che non riesci a controllare, mettitelo un click in cuffia, non è assolutamente da sfigati, tre cool lo usa in boulevard of broken dreams nei live.
Certo poi il live è bello anche perchè non c'è la perfezione e magari accellerare lievemente in un punto della canzone, anche se sbagliato, può dare quella carica in più in un live ;)cmq click click click
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