raffaele ha scritto:...per fare un esempio la tama warlord in bubinga selezionato e altri oggettini vari, il costo si aggira sui 7000 euro.Costo altissimo però sapendo che solo 100 sono state immesse sul mercato [...] quando diverranno vintage il valore di quelle batterie non sarà più 7000 euro ma [...] almeno 15 20 mila eurozzi...
Non sono d'accordo... non tanto con questa previsione in particolare - non sono un esperto di "quotazioni"; magari potrebbe pure avverarsi - ma in generale con questa "filosofia del vintage".
Cerco di chiarire...
Per me il "VINTAGE" è tale innanzitutto perché "NON PIU' ATTUALE". Questo spiega (secondo me) perché certi modelli di batterie non debbano ancora considerarsi vintage: non per un conteggio "burocratico", astratto, a-critico degli anni che portano sul groppone, bensì per la loro collocazione "storico-culturale".
Insomma: quel tal modello di batteria ha caratteristiche costruttive e funzionali "valide" ancora oggi nella loro totalità o quasi? Allora non è da considerarsi vintage, nemmeno se ha trent'anni. Viceversa, se tutto (o quasi) di quel modello denuncia "coordinate storico-culturali" ormai definitivamente superate ("storicizzate", appunto), allora è certamente "vintage", anche se di anni ne ha "soltanto" venticinque.
Fra queste "coordinate" metto ad esempio i materiali utilizzati, i metodi costruttivi (importantissimo), il tipo di meccaniche, supporti ed accessori... su su fino al "ruolo" del batterista per cui quel tale modello fu pensato, ed anche - necessariamente legato a quello - il "ruolo" della batteria stessa!!!
In questa connotazione del vintage, l'aspetto dell' "eccellenza qualitativa" risulta necessariamente un aspetto secondario. Ovvero, anche una batteria "scarsa" ma con le caratteristiche "storico-culturali" di cui sopra è per me da considerarsi "vintage" a pieno titolo.
Viceversa, una batteria "attuale", per super-eccellente che sia (ivi inclusa la "tiratura limitata", per tornare al discorso di Raffaele), non è affatto detto che sia destinata a diventare automaticamente "vintage".
POSTILLA IMPORTANTE: sempre a mio sindacabilissimo parere, il "vintage" diventa tale non semplicemente quando "passa di epoca", ma quando sia anche stato PERTINENTE ALLA PROPRIA EPOCA.
ECCO PERCHE' molti set "esclusivissimi" ed "eccellentissimi" (e costosissimi) di oggi NON SARANNO MAI "VINTAGE" domani, MA SCOMPARIRANNO IN UN PASSATO INUTILE E NON SIGNIFICATIVO: perché NON SONO PERTINENTI OGGI. Vengono costruiti non per essere "semplicemente venduti e suonati nell'epoca che li vuole così", ma al contrario proprio per essere "speciali", per "meritarsi il vintage" anticipatamente e consapevolmente. PER QUESTO FALLIRANNO.
POSTILLA ALLA POSTILLA: si parlava di valutazioni (monetarie). Come "conseguenza monetaria" di quanto appena detto, i set "specialissimi" e costosissimi di cui sopra sono destinati (DOVREBBERO ESSERE DESTINATI, se l'uomo agisse con un minimo di criterio) a non valere più niente in futuro. Non "investite" (CHE BRUTTA PAROLA!!!) 7000 euro in una pseudo-batteria solo per l'avida speranza di "guadagnarci" (ALTRA PESSIMA PAROLA!!!) un domani. "INVESTIRE" per "GUADAGNARE" è qualcosa che riguarda i COMMERCIANTI, NON I MUSICISTI. Per i commercianti è un'attività lecita e nobile, per carità; ma per noi musicisti è semplicemente indegno.
Proprio di recente mi è capitato di incontrare e scambiare opinioni con persone che approcciavo in quanto musicisti, e ad un certo punto mi sono reso conto che "MONETIZZAVANO" TUTTO. Di qualunque strumento si parlasse, immancabilmente arrivavano a considerare quanto valesse sul "mercato", quanto si "deprezzasse" per ogni "intervento" subìto (che ne pregiudicasse l' "originalità"), etc. C'era praticamente un minuzioso "tariffario" per tutto. E' stata un'esperienza desolante.
Vi prego, quando parliamo di "vintage" - almeno fra di noi, qui sul forum - discutiamo di quello che è la vera sostanza di uno strumento musicale: uno "strumento" - appunto - della vita musicale - umana, sociale, storica - di persone in carne ed ossa. Vi prego.