Nel caso qualcuno seguisse questo topic e non quello di vendita (
http://www.labatteria.it/forum/viewtopic.php?t=77829), posto la mia piccola recensione dei rullanti by Treno.
Eccomi per un'umile recensione dei rullanti del caro Treno.
Ho potuto provare l'Uglygod, l'Afro e il Peace Frog. Purtroppo sono arrivato troppo tardi per il Medievil ma ha già trovato un buon compratore e ottimo recensore.
Afro
Normalissima betulla che di normale ha ben poco, già solo a partire dalla finitura (che taglio!) che ha fuorviato molti del forum, ma arriviamo subito alle differenze sonore: non credo di aver mai sentito una betulla suonare così. Ho sempre avuto nell'orecchio quella pacca cattivella che, per quanta "pancia" potesse avere già di suo il rullante, lo rendeva fin troppo caratteristico al punto da omologarlo a tanti, troppi altri rullanti con quel legno. Anche l'Afro ha il suo suono caratteristico e in questo non delude chi (come me in ogni caso) apprezza quel suono, ma all'orecchio saltano sicuramente il volume esagerato, la nota presente e potente ma con overtones controllati, la sensibilità sulle dinamiche più basse soprattutto a bordo pelle (dove spesso i rullanti sono "di pelle"). Possiede poi una possibilità di accordatura notevole, con pochi giri di chiavetta avevo già in mano un altro strumento.
In definitiva un ottimo rullante, adatto a svariate situazioni musicali e alle sessioni live o di registrazione dove il fonico vi fa il culo e vuole uccidervi il rullo con scotch, fazzoletti, moongel, elefanti, soprattutto grazie al suo innato controllo degli armonici.
E poi, che cazzo di finitura ha?
Peace Frog
Legno dal nome esotico/esoterico, me ne sono sinceramente sbattuto e sono andato ad orecchie aperte, salvo poi trovarmele decisamente deliziate (e anche un po' dilaniate, perché di volume ne ha pure questo di rullante!). Si presenta un po' funkeggiante con la sua altezza ridotta e quella voce un po' squillante e in questo genere fa decisamente il suo lavoro. Su tempi veloci non perde una nota, neanche le più ghost subito dopo le più legnate.
È però bastato smollare poco la cordiera e sto Frog si è subito ingrossato come il più tamarro dei rullanti rockettari. Ho iniziato a menarlo con meno finezza e decisamente più volume e ha tirato fuori una pancia e una proiezione notevoli, e nonostante tutto non si è strozzato, non ha perso nulla delle sue caratteristiche. Anche lui ha dimostrato un'ottima risposta sulle basse dinamiche, non si impastava nulla, ogni nota era chiara e udibile.
Insomma, un altro bel rullante di casa Treno, accompagnato da una finitura che in foto è figa, ma dal vivo lascia veramente (ah, non è aerografato, sono le venature del legno ).
Dimenticavo: a causa di una storiella con un altro batterista, il Peace Frog è stato minato da una cattiva scelta di pelli (abbastanza vecchie e usurate), quindi non oso immaginare cosa potrebbe venir fuori con del pellame di prima scelta.
Uglygod
Questo fa cagare! (tanto me lo porto a casa io )
No, seriamente.
Sicuramente il più particolare del lotto. Dalle mie umili mani sono riuscito a tirare fuori una considerevole varietà sonora, il problema è che ha un'infinità di suoni possibili. Grazie alla costruzione particolare a tre strati di diverso materiale, diverso spessore e diversa altezza, si può stare a giocare parecchio tra accordatura sopra e sotto, cerchi tripla flangia e die cast, tensione della cordiera e altro e alle mie orecchie arrivavano comunque sonorità fantastiche. Diciamo che è difficile che questo rullante abbia una "zona" in cui proprio non suona e non ci si può fare niente, ogni aggiustamento aggiunge particolarità al già ricco e complesso suono.
Ammetto che inizialmente questa cosa mi ha frenato un po', perché è molto più comodo avere uno strumento con una voce molto definita, che va bene con tutto e in qualunque condizione... ma dopo quanto mi stuferei? Soprattutto, non è forse il rullante uno dei pezzi chiave della batteria, quello con più possibilità, risvolti, sottigliezze? L'Uglygod non fa altro che rispondere a queste caratteristiche nella maniera più sincera e naturale, lasciandoti le orecchie sanguinanti (cazzo di volume che tiene) e alquanto appagate. Ci ho suonato rock, funk, ballad, reggae e non mi ha mai tradito.
Nota finale come sempre la spendo per la finitura. Qui c'è poco da dire, finitura naturale con venature a vista, ma il gioco di colori creato da quella striatura con quelle meccaniche luccicanti ha davvero molto da dire. Per quanto io non apprezzi le meccaniche dorate, ammetto di farmi tentare in futuro dal consiglio di Treno sull'utilizzo di cerchi dorati, che si sposerebbero perfettamente con l'obeche più chiaro e farebbero un ottimo contrasto il noce più scuro e i blocchetti cromati.
Concludendo. Questi rullanti hanno tutti un filone conduttore, che è la capacità di racchiudere in un solo strumento la maggior parte delle richieste e delle seghe mentali dei batteristi: meno armonici però più armonici, un po' più pancia ma meno grosso, controllato ma squillante, blu ma rosso... ma allora che cazzo vuoi? Io la risposta l'ho trovata qui, in questi suoni caldi, articolati, ricchi di overtones e perfettamente controllabili, in queste dinamiche fedeli e mai impastate, in queste finiture splendide, in questa qualità costruttiva non indifferente, in questo ingegno nel forgiare cose particolari ma di deciso valore e che non si perdono nel marasma degli strumenti troppo particolari da risultare inutilizzabili. Sono unici e già solo per questo meritano un ascolto (più di uno).
Quindi un big up per Treno e tutto il suo lavoro - fossi in voi mi accatterei quelli rimasti - e un big up per me che me ne sono portato a casa uno.
P.S.: foto e audio, per quanto fedeli, non rendono giustizia. Per chi può, consiglio davvero di andare a provarseli. Quando li ho sentiti dal vivo li ho subito riconosciuti, ma non avevano nulla a che spartire con una fredda registrazione.