intendevo una roba tipo ....






123 dipendenti comunali indagati su 143... ma secondo voi è possibile???????









... ieri ne ho messi 10 per davvero, pensavo ci fosse la pompa rotta ...SignoriDrums ha scritto:Di questo passo li dovrai mettere ogni 20 minuti![]()
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Bye!!!
M.









potter ha scritto: è matematicamente impossibile che non riprenda l'economia.
xtremeflier ha scritto:Minchia, fare i paradiddle davanti alla copertina del cd di jojo mayer e jojo mayer muto



Andrea88 ha scritto:potter ha scritto: è matematicamente impossibile che riprenda l'economia.
Quoto pienamente.






L'imprenditore Ernesto Preatoni sceglie Affaritaliani.it per un bilancio dei primi mesi dell'esecutivo tecnico. "Deludente, molto deludente! Ci ritroviamo con due deboli tentativi di liberalizzazione e di riforma del mercato del lavoro mentre l'unica manovra sostanziale è stata quella di aumentare le imposte". Il risultato? "Un effetto ulteriormente recessivo". E ancora: "I due Mario (Monti e Draghi) hanno anche perso una buona occasione per fare entrambi silenzio. Un mese fa entrambi hanno sostenuto che il punto peggiore della crisi era ormai superato. Da quel momento solo notizie negative, dalla produzione industriale, ai record dei fallimenti, della cassa integrazione e sopratutto dell'aumento dello spread da 270 a 380".

Irruppe sulla scena Mario Monti, salutato dalle sinistre quale liberatore e salvatore della Patria. Seguì un periodo definito «luna di miele»: 60 giorni di festeggiamenti a Palazzo Chigi e dintorni. Il nuovo premier fu acclamato e vezzeggiato dai media per il solo fatto di essere sobrio, avvolto nel loden, affiancato da una moglie con l’aria di essere una moglie come la nostra, un po’ sfiorita ma premurosa e riservata, per giunta utente del treno, ciò che dava alla famiglia Monti un tocco di normalità contrastante con le criticate costumanze berlusconiane. Il presidente frequentatore abituale di chiese, messa domenicale e roba del genere, fu sul punto di essere beatificato ancora prima di compiere i miracoli che da lui si attendevano. L’entusiasmo giunse al diapason quando lo spread scese per effetto del pompaggio di denaro effettuato dalla Bce.
L’Italia, ebbra di felicità, portò in trionfo i professori dell’esecutivo.I quali,sull’onda del successo,annunciarono la rivoluzione liberale non riuscita al suo ideatore: il Cavaliere. L’attesa dei provvedimenti fu trepidante. Ma quando vennero resi noti, si scoprì che erano bufale: banali ampliamenti delle piante organiche di tassisti e farmacisti. Questi ultimi addirittura equiparati, nel giudizio dei tecnici, ai padroni delle ferriere: ricconi abili nello sfruttamento di antichi privilegi corporativi. Per punirli adeguatamente, il ministro della Sanità decise: i titolari di farmacia a 65 anni usino la cortesia di passare la mano a sostituti che garantiscano una gestione corretta.
Come dire che uno a quell’età diventa rincoglionito per legge e quindi non può comandare in casa propria. Bella trovata. Democratica, soprattutto. Un manovale va in pensione, in base alle nuove norme Inps, a 67 anni, un farmacista a 65. Questo per dire in che mani siamo finiti. Vabbè.
Dopo sei mesi di governo professorale, un consuntivo è d’obbligo.E anche un raffronto con la situazione precedente. Allora. Lo spread, nonostante le iniezioni di liquidi della Banca centrale, è ballerino. La Borsa è un cronicario per azioni senza speranza di alzarsi dal letto di dolore. La disoccupazione è al massimo storico. La produzione è precipitata. Il Pil è crollato. L’unica cosa consolidata è la recessione. L’inflazione si è riaccesa. Il debito pubblico, lungi dall’essere calato, ha toccato un picco record. In compenso, la macchina fiscale è impazzita e stritola i redditi (di chi li denuncia fedelmente) e si limita a rosicchiare i lembi dell’evasione.
I carburanti, i più cari del mondo per via delle accise mostruose, sono in procinto di fare un ulteriore balzo all’insù. L’Imu, sostitutiva dell’Ici, minaccia di massacrarci: quanto dovremo pagare? Non si sa. Non lo dicono. Una sola certezza: il tributo sarà una follia, specialmente per chi, avendo investito i risparmi (tutti già tassati) nel mattone, possegga più di una casa. Già, la casa: non era un bene rifugio? Nossignori, è un bersaglio immobile facile da colpire. Talmente facile che i bocconiani lo centrano quasi con voluttà. Hai tre appartamenti? Crepa, capitalista schifoso.
Questi tecnici ci fanno rimpiangere Mariano Rumor? Forse non arriviamo a tanto, perché conosciamo il dramma della nostra economia sbranata dalla finanza internazionale, dissanguata dall’euro (di cui Monti è innamorato perso), mortificata dalla burocrazia interna e da quella, ancor più rigida, della Ue. Il disastro è aggravato dalla nostra impossibilità a reggere la concorrenza con altri Paesi, causa un costo del lavoro insostenibile, che appesantisce i bilanci aziendali, ma alleggerisce le tasche dei dipendenti, dalla cui busta paga si trattengono cifre da brivido. A proposito, che dire della riforma del lavoro sbandierata dall’esecutivo? Una clamorosa presa in giro.
Sarebbe ingiusto incolpare Mario Monti dello sfacelo. Lui, poveraccio, ha provato a porvi rimedio. Però si è scontrato con la realtà della politica e si è rotto le ossa. Come tutti coloro che si sono avvicendati negli ultimi quarant’anni a Palazzo Chigi.
Partiti obsoleti, istituzioni antiquate, una Costituzione da cavernicoli. Il mondo è cambiato e cambia continuamente: l’Italia è immutabile,statica, paralitica. Un governo vale l’altro: zero.
Questo articolo non è un’elegia funebre per Monti. È un invito ad accelerare la realizzazione dell’idea che probabilmente ha maturato: andarsene prima che lo buttino fuori.






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