Probabilmente o ho spiegato male il concetto che volevo descrivere o tu hai frainteso quello che volevo descrivere.
Vediamo se riesco e riscerivere meglio...
Non è inosuale riscontrare anche nelle persone che frequentano le chiese (di qualunque credo siano) in un modo "materialistico".
Per cui snaturano tutto quello che è il loro credo...A quel punto può accadere che credono che se:
dò la decima--> tu sacerdote non mi condanni
io non faccio peccato--->sono un buon credente
Tutto questo di per sè è, se uno ci riflette, un modo di vedere le cose "materialista", come quando, banalizzando il concetto, vado al supermercato e con 1 € mi compro un pacchetto di gomme da masticare. Un dinamica dare-avere che è quella che tutti fin da piccoli abbiamo sotto gli occhi e che è la base della società umana (purtroppo).
Se invece esaminiamo la religione cristina, questa dinamica è completamente fuori dai giochi.
Se leggete i vangeli, il "donare" al prossimo è sostanzialmente una cosa che esce totalmente da questo modo di vedere le cose.
Questo concetto e stato scritto per descrivere quello che il Signore fà nei confronti di ogni essere vivente, "donare" senza giudicare e senza mai fare mancare i propri doni.
Tutto quello che ho scritto è una mia banale interpretazioni di quanto c'è sritto nelle letture, sicuramente i concetti sono molto più complessi, però per spiegarmi ho cercato di dirlo per come io posso averlo capito.
E' chiaro a questo punto, penso, che stare in un'ambiente religioso con una mentalità "materialista" sia il modo più sbagliato di vedere le cose.
A quel punto infatti, nasce un pregiudizio e un giudizio... è facile cadere nella tentazione di "giudicare" quello accanto a che nelle cestina delle offerte non mette nulla o poco rispetto a te che hai messo 10€! non sò se mi sono spiegato...
Questo ragionamento spero abbia chiarito un pò meglio il concetto che volevo esprimere nell'esempio che hai citato!
Tornando quindi a monte del discorso, fare nuove esperienze prevedere di uscire da noi stessi e provare a comprendere realtà completamente diverse dalle nostre.
Mi chiedo quanti di noi (mi ci metto nel mezzo tranquillamente pure io) avremmo il coraggio e la volontà di lasciare tutto e mettersi al servizio del prossimo, come fanno suore e frati... no dico, se non lo sapete, fanno tra gli altri anche il voto di povertà.
Lasciano veramente tutto e entrano in un convento e dal quel momento cominciano a imparare a condividere la loro vita donandola al servizio degli altri... e molto forte come cosa, e non è facile da capirla nella sua grandezza.
Per cui posso facilmente capire come stoni che queste persone siano completamente diverse da un vescovo che pur facendo parte della stessa religione ha un modo di vivere la "vocazione" in modo molto diverso.
Sono, se ci pensate, le stesse contraddizioni che esistono nel mondo che ci circonda...
Esistono persone che vivono del loro lavoro in umiltà e stanno bene con le altre persone, poi ci sono persone (lasciatemi passere il giudizio) "avide" che si arricchiscono e vivono nel compiacimento dei loro desideri materiali.
Per cui quando dico di esplorare nuovi modi di vedere le cose, mi riferisco al fatto di "entrare nelle cose" per capirle, senza riempirsi la bocca di cose non vissute e piene, a volte, di pregiudizi!
