souldrum ha scritto:@Augusto-trambusto
Se devo essere sincero, penso che l'attuale opposizione sia proprio cosi', come hai detto tu.......e cio' gia' mi preoccupa.......


Non dubito. Mi potevo stupire se CONFERMAVI IL CONTRARIO.*Davide* ha scritto:Vi ricordate la vertenza dell'eurallumina qui in sardegna? quando si interessò direttamente lui e dichiarò in TV che aveva risolto il problema della chiusura?
Sapete che ad oggi la fabbrica è ancora chiusa e gli operai sono ancora in cassa integrazione esattamente nella stessa identica situazione di prima?
ah...le promesse....
Oppure hanno semplicemente una dignità a cui tengono essendo persone pulite ed oneste..... tanti altri non hanno ne la voglia ne la capacità di scendere a sti "compromessi" ...

Augusto-trambusto ha scritto:souldrum ha scritto:@Augusto-trambusto
Se devo essere sincero, penso che l'attuale opposizione sia proprio cosi', come hai detto tu.......e cio' gia' mi preoccupa.......
Il fatto che tu non abbia vergogna a scrivere quello che pensi, la dice lunga sulla tua coscienza e sulla tua capacità di intendere e di volere.
Non è che non hai rispetto per chi si fa un culo in un giorno che tu forse neanche in tutta la vita ti farai, ma semplicemente non hai proprio idea che esista. Di fatto calpesti la sua dignità e il suo sacrificio e elogi i furti, la prostituzione e le raccomandazioni.
Magari con questi mezzucci tu ti sarai già sistemato la tua vita, ma tanti altri non hanno ne la voglia ne la capacità di scendere a sti "compromessi".
Datti una regolata gran lavoratore.
Augusto-trambusto ha scritto:souldrum ha scritto:@Augusto-trambusto
Se devo essere sincero, penso che l'attuale opposizione sia proprio cosi', come hai detto tu.......e cio' gia' mi preoccupa.......
Il fatto che tu non abbia vergogna a scrivere quello che pensi, la dice lunga sulla tua coscienza e sulla tua capacità di intendere e di volere.
Non è che non hai rispetto per chi si fa un culo in un giorno che tu forse neanche in tutta la vita ti farai, ma semplicemente non hai proprio idea che esista. Di fatto calpesti la sua dignità e il suo sacrificio e elogi i furti, la prostituzione e le raccomandazioni.
Magari con questi mezzucci tu ti sarai già sistemato la tua vita, ma tanti altri non hanno ne la voglia ne la capacità di scendere a sti "compromessi".
Datti una regolata gran lavoratore.










non hai male interpretato, io non mi nascondo o difendo dicendo AVETE CAPITO MALE - In questo sono maestri quelli del PDL ... Lanciano il sasso nascondendo la mano.souldrum ha scritto:...
In questo caso mi riferisco ad alcune affermazioni di potter, che spero d'aver malinterpretato, che pare piu' contento nel vedere la fine del berlusca, che non preoccuparsi di cio' che invece occorre fare (e chi lo deve fare) per andare avanti.

bonehead2 ha scritto:Non per dire, ma il buon Soul mi risulta essere onesto lavoratore.
Che poi rompa le balle è altro discorsoma dirgli che non abbia mai sudato in vita sua mi sembra una cosa buttata lì a caso.



souldrum ha scritto:.....ma certamente il problema di migliaia (non qualche decina, e non il "mucchietto" di dirigenti), arriverebbero a perdere il lavoro.
Ricordo che, giustamente o ingiustamente, l'azienda della famiglia berlusconi da' da mangiare a decine di migliaia, per non dire centinaia di migliaia con gli indotti, di persone comuni.
E questo e' senza dubbio un problema da affrontare...e comunque una discreta prova di coscienza.
C'e' da sperare che la cosa non si presenti in modo rapido e traumatico........



PALERMO - Il senatore Marcello Dell'Utri avrebbe svolto una attività di "mediazione" e si sarebbe posto quindi come "specifico canale di collegamento" tra Cosa nostra e Silvio Berlusconi. Lo scrivono i giudici della Corte d'Appello di Palermo nelle motivazioni, depositate oggi, della sentenza con la quale Dell'Utri è stato condannato il 29 giugno scorso a sette anni 1 di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.



potter ha scritto:....."Ma non è stato provato il patto di scambio".......

Stretto collaboratore di Silvio Berlusconi sin dagli anni settanta, socio in Publitalia '80 e dirigente Fininvest, nel 1993 fondò con lui Forza Italia. È stato condannato in appello a 7 anni per concorso esterno in associazione di tipo mafioso, ha patteggiato una pena di due anni e tre mesi per frode fiscale.
Procedimenti giudiziari [modifica]
Marcello Dell'Utri
Concorso esterno in associazione mafiosa [modifica]
Le indagini su Dell'Utri iniziano nel 1994, l'anno dell'entrata in politica, con le prime rivelazioni che confluiscono nel fascicolo 6031/94 della Procura di Palermo.
Processo di primo grado [modifica]
Il 2 gennaio 1996 viene messo sotto accusa; nell'ottobre dello stesso anno il gip di Palermo lo rinvia a giudizio, e il processo inizia il 5 novembre 1997.
In data 11 dicembre 2004, il tribunale di Palermo ha condannato Marcello Dell'Utri a nove anni di reclusione con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Il senatore è stato anche condannato a due anni di libertà vigilata, oltre all'interdizione perpetua dai pubblici uffici e il risarcimento dei danni (per un totale di 70.000 euro) alle parti civili, il Comune e la Provincia di Palermo.
Nel testo che motiva la sentenza[21][22] si legge:
« La pluralità dell'attività posta in essere da Dell'Utri, per la rilevanza causale espressa, ha costituito un concreto, volontario, consapevole, specifico e prezioso contributo al mantenimento, consolidamento e rafforzamento di Cosa nostra, alla quale è stata, tra l'altro offerta l'opportunità, sempre con la mediazione di Dell'Utri, di entrare in contatto con importanti ambienti dell'economia e della finanza, così agevolandola nel perseguimento dei suoi fini illeciti, sia meramente economici che politici. »
Inoltre:[23][22]
« Vi è la prova che Dell’Utri aveva promesso alla mafia precisi vantaggi in campo politico e, di contro, vi è la prova che la mafia, in esecuzione di quella promessa, si era viepiù orientata a votare per Forza Italia nella prima competizione elettorale utile e, ancora dopo, si era impegnata a sostenere elettoralmente l’imputato in occasione della sua candidatura al Parlamento Europeo nelle file dello stesso partito, mentre aveva grossi problemi da risolvere con la giustizia perché era in corso il dibattimento di questo processo penale. »
Processo di secondo grado [modifica]
Il processo di secondo grado si è svolto alla Corte di Appello di Palermo. Il 16 aprile 2010 il procuratore generale di Palermo Nino Gatto ha chiesto la condanna a 11 anni di carcere per Dell'Utri. [24][25] In vista del processo aveva affermato di essere entrato in politica e fare il parlamentare solo per difendersi dai processi, e di essere quindi pronto a lasciare l'incarico parlamentare qualora le accuse cadessero[26][27]. La sentenza era attesa per il 25 giugno[28] ma è arrivata il 29 giugno al quinto giorno di camera di consiglio[29][30].
La corte d'appello di Palermo, presieduta da Claudio Dall'Acqua, condanna a sette anni di carcere l'imputato[29][30] per concorso esterno in associazione mafiosa per i fatti accaduti sino al 1992. La corte d'appello, con questa sentenza, ha ritenuto che Dell'Utri intrattenne stretti rapporti con le vecchie organizzazioni mafiose di Stefano Bontade, Totò Riina e Bernardo Provenzano sino alla stagione delle stragi di Falcone e Borsellino[29].
Una vicenda che accerterebbe la colpevolezza dell'imputato sarebbe la mediazione per l'assunzione del boss palermitano Vittorio Mangano come stalliere nella villa di Arcore di Silvio Berlusconi; Mangano avrebbe assicurato protezione contro l'escalation dei sequestri a Milano[29].
Marcello Dell'Utri avrebbe, sino al 1980, fatto da intermediario per gli investimenti a Milano di Stefano Bontade, che aveva bisogno di riciclare denaro sporco, frutto del traffico di droga, in aziende del nord Italia[29].
La corte ha assolto Dell'Utri per i fatti contestati successivi al 1992 perché «il fatto non sussiste»[30] portando la pena detentiva da 9 a 7 anni.
False fatture e frode fiscale [modifica]
Ha patteggiato la pena di due anni e tre mesi di reclusione per false fatture e frode fiscale nell'ambito della gestione di Publitalia '80 a Torino [31][32].
Processo per tentata estorsione (Pallacanestro Trapani) [modifica]
È stato condannato in primo grado a Milano a due anni di reclusione per tentata estorsione ai danni di Vincenzo Garraffa (imprenditore trapanese), con la complicità del boss Vincenzo Virga (trapanese anche lui).
L'ex presidente della Pallacanestro Trapani Vincenzo Garraffa aveva ottenuto dalla Birra Messina (Heineken) una sponsorizzazione di 1,5 miliardi di lire, ma - secondo l' accusa - esponenti di Publitalia (la società di cui Dell'Utri era amministratore delegato) gli avevano poi chiesto la retrocessione «in nero» di metà dei soldi, «per creare fondi occulti». La sentenza di condanna afferma che, al rifiuto di Garraffa, Dell'Utri lo avrebbe minacciato prima a parole («Le consiglio di ripensarci, abbiamo uomini e mezzi che la possono convincere a cambiare opinione»), poi con la visita del boss Virga in ospedale a parlargli del debito[33].
Il 15 maggio 2007 la terza corte d'appello di Milano conferma la condanna a due anni.[34].
« (...). È significativo che Dell'Utri, anziché astenersi dal trattare con la mafia (come la sua autonomia decisionale dal proprietario ed il suo livello culturale avrebbero potuto consentirgli, sempre nell'indimostrata ipotesi che fosse stato lo stesso Berlusconi a chiederglielo), ha scelto, nella piena consapevolezza di tutte le possibili conseguenze, di mediare tra gli interessi di Cosa nostra e gli interessi imprenditoriali di Berlusconi (un industriale, come si è visto, disposto a pagare pur di stare tranquillo) »
Il 10 aprile 2008 il PG della Cassazione ha chiesto l'annullamento, con rinvio, della condanna a 2 anni inflitta al parlamentare Marcello Dell'Utri, ritenendo "inutilizzabili" alcune dichiarazioni accusatorie. La Corte di Cassazione, II sezione penale, accoglie la richiesta, annullando la sentenza di appello con rinvio ad altra sezione[35].
Il 14 aprile 2009 I giudici della quarta Corte d'Appello di Milano hanno derubricato il reato da tentata estorsione a minaccia (la cosiddetta «desistenza volontaria» -articolo 56 comma 3 c.p.) e hanno dichiarato quindi il «non doversi procedere», nei confronti di Dell'Utri e anche del boss mafioso Vincenzo Virga, prosciogliendoli per intervenuta prescrizione del reato.[33][36] Contro la sentenza di annullamento per prescrizione hanno fatto in seguito appello, oltre al procuratore generale di Milano e a Vincenzo Garraffa, lo stesso Marcello Dell'Utri, motivato dalla volontà di ottenere un'assoluzione nel merito.
Il 28 maggio 2010 la Corte di Cassazione ha quindi stabilito la riapertura del processo, riconoscendo come "contraddittorie" le conclusioni del verdetto della Corte d'Appello milanese, in quanto le minacce riscontrate da tutte le precedenti sentenze confermano un tentativo di estorsione che non può venir meno a causa di una successiva desistenza da parte di chi le ha effettuate.[37]
Processo per calunnia pluriaggravata [modifica]
Imputato a Palermo per calunnia aggravata ai danni di alcuni pentiti, è stato successivamente assolto dopo che in primo grado era stato condannato a 9 anni. Secondo l'accusa Dell'Utri avrebbe organizzato un complotto con falsi pentiti per screditare dei veri pentiti che accusavano lui ed altri imputati. Per questa accusa, il gip di Palermo dispose l'arresto di Dell'Utri nel 1999, ma il Parlamento lo bloccò[38]. Successivamente, il Tribunale di Palermo, sezione V, ha assolto Dell'Utri «per non avere commesso il fatto» in base all'art. 530, secondo comma del codice di procedura penale.
Inchiesta P3 [modifica]
Marcello Dell'Utri è stato raggiunto da un avviso di garanzia nel luglio 2010, nell'ambito delle indagini condotte dai magistrati romani intorno all'intreccio occulto tra alte personalità dello stato e altri individui a queste connessi, i quali si sarebbero riuniti secondo la Procura in una «nuova P2». Questa «struttura riservata» sarebbe stata «costituita e partecipata da Flavio Carboni, da Arcangelo Martino e da Pasquale Lombardi», secondo quanto riportato nell'informativa del 18 giugno scorso dei carabinieri di Roma, e avrebbe svolto «in maniera sistematica e pianificata un'intensa, riservata ed indebita attività di interferenza sull'esercizio delle funzioni di organi costituzionali, di amministrazioni pubbliche, allo scopo di ottenere vantaggi economici o di altro tipo».[39] L'organizzazione, definita "massonica" dalla Procura di Roma, avrebbe agito, sempre secondo i carabinieri, in particolare allo scopo di influenzare la decisione della Consulta in merito al pronunciamento sulla legittimità costituzionale del "lodo Alfano". Tale operazione sarebbe stata pianificata e discussa in una cena tenuta presso l'abitazione del coordinatore del Pdl Denis Verdini e alla quale avrebbero preso parte Dell'Utri, Flavio Carboni, Arcangelo Martino e Raffaele Lombardi ed alti funzionari dello Stato.[40] ,per aver sostenuto la riammissione della lista civica regionale "Per la Lombardia" (che appoggiava il candidato di centrodestra per le elezioni regionali del 2010 e attuale governatore della regione Lombardia Roberto Formigoni) e, infine, per aver favorito la nomina a presidente della Corte d'Appello di Milano del pm Alfonso Marra (poi, effettivamente, nominato a questa carica. Il 27 luglio 2010 Dell'Utri, chiamato a Roma come indagato sulla P3, si avvale della facoltà di non rispondere; motiva tale scelta ricordando che, dopo essere stato interrogato per 17 ore a seguito delle indagini per mafia che lo imputavano a Palermo, egli fu rinviato a giudizio.[41] [42]
Prese di posizione e controversie [modifica]
Su Vittorio Mangano [modifica]
A pochi giorni dalle elezioni politiche del 2008, in un'intervista rilasciata a Klaus Davi, afferma che Vittorio Mangano è stato «un eroe, a modo suo» perché, a suo dire, mentre era in carcere (dal 1995 al 2000 - anno di morte - per molteplici reati[43]), rifiutò di fare dichiarazioni contro di lui e Silvio Berlusconi in cambio della scarcerazione, fino agli ultimi mesi della sua vita quando era malato terminale di cancro e ciononostante non ottenne di essere scarcerato se non il giorno prima di morire[44]. Dell'Utri ha confermato le sue parole in occasione della conferenza stampa tenuta a seguito della sua condanna per concorso esterno in associazione mafiosa il 29 giugno 2010 aggiungendo: «Mangano resta il mio eroe: non so se io, trovandomi al suo posto in carcere, riuscirei a resistere senza fare nomi»[45].
Tenendo presente quanto dichiarato da Ezio Cartotto, collaboratore di dell'Utri, che affermò davanti i giudici di Caltanissetta e di Palermo riferendosi al senatore siciliano: «Ogni tanto sbottava contro Berlusconi, e una volta mi disse "Silvio non capisce che mi deve ringraziare, perché se dovessi aprire bocca io …»[46][47][48][49], queste parole sono state interpretate da taluni giornalisti critici, tra cui Marco Travaglio, come una sorta di minaccia nei confronti di Berlusconi per sollecitarlo a trovare soluzioni di tipo legislativo prima della sentenza di Cassazione. [50]
Su Mussolini e il fascismo [modifica]
Nel corso degli anni non ha mai nascosto le sue simpatie per il regime del ventennio fascista e all'inizio del maggio 2009, in un'intervista al giornalista Klaus Davi, ha dichiarato che Mussolini è stato un dittatore troppo buono per riuscire a vincere la guerra.
« Mussolini ha perso la guerra perché era troppo buono. Non era affatto un dittatore spietato e sanguinario come poteva essere Stalin.[51] »
Ha dichiarato inoltre l'intenzione di avviare la revisione dei libri di storia, «ancora oggi condizionati dalla retorica della Resistenza»

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