
Kompany ha scritto: Ovviamente la gente prova prima con Reaper, poi si abitua e invece di cambiare preferisce dire che Reaper è meglio, sennò sai che palle riniziare ad usare un software dall'inizio?



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Bizio ha scritto:non conosco manco 1 solo FONICO DECENTE (e anche qualche indecente) che non sappia usare BENISSIMO un software PROFESSIONALE sopracitato..
Bizio ha scritto:come non ho mai visto .. manco nei migliori studi ( e ne ho frequentati) un addetto al software e uno alla console .. fà tutto il fonico in tutta tranquillità.
Bizio ha scritto:in fase di preproduzione impostare i suoni , e premere semplicemente il tasto rec .. e in postproduzione fare editing e mixare , percui DEVE avere conoscenza del software senza alcun consulente ...
Bizio ha scritto:a meno che tu sia un PRODUTTORE ARTISTICO e/o ARRANGIATORE (attributo destinato a persone altamente preparate sotto il profilo di conoscenza tecnica/musicale) e dai le direttive al fonico ..
Bizio ha scritto:Hai le idee abbastanza confuse di come si lavora REALMENTE in un VERO studio meat.
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meatgrinder ha scritto:Siete fuori strada... voi parlate di studi professionali, io del modo in cui farli chiudere !!!
meatgrinder ha scritto:La piattaforma selezionata è quindi Windows (non perché migliore ma perché più diffuso e conosciuto), quindi il relativo sw nativo per essa (onde evitare problemi di compatibilità/configurazione/stabilità, che possono scoraggiare gli utenti "appena introdotti").
meatgrinder ha scritto:Il secondo passo è scegliere un sw che non "spaventi" l'utente: la cosa più importante è quindi l'usabilità ed il "tempo di startup operativo" (il tempo che impiega un neofita per imparare ad usare il sw in modo sufficiente).
meatgrinder ha scritto:Bizio ha scritto:come non ho mai visto .. manco nei migliori studi ( e ne ho frequentati) un addetto al software e uno alla console .. fà tutto il fonico in tutta tranquillità.
Sì lo sò, spesso i tecnici - anche in aziende di grandi dimensioni - sono esternalizzati e generici, ecco perché spesso si perde un sacco di tempo se qualcosa non và.
E` una politica gestionale che non condivido, perché non efficiente.

jump65 ha scritto:OK, chiudiamo gli studo pro. E poi dove ti metti per avere l'acustice e l'attrezzatura per fare un mix o un mastering decente: in bagno o in cucina?
jump65 ha scritto:O vuoi sostenere che i cosiddetti 'cross-platform' sono m...a per definizione?
jump65 ha scritto:A parte che mi spaventa di più l'idea di fare da 'apripista' con qualcosa che nessuno ha usato prima, non esiste niente di intuitivo 'a priori'; per un totale neofita le cose sono complicate, punto.
jump65 ha scritto:Un software semplice impari ad usarlo prima di uno complesso perchè hai meno cose da imparare, ma è anche meno versatile.
jump65 ha scritto:Se un software è uno standard, è certamente più facile che trovi soluzioni ad eventuali problemi; se non lo usa nessuno inevitabilmente fai fatica a trovare esperienze (che in questo campo direi che sono fondamentali a prescindere da quanto bene è documentato il sw), magari ci sbatti la testa un po', poi lo molli.
jump65 ha scritto:Mah, spesso è anche il cliente che non sa spiegare la natura del problema; può capitare che trovi tecnici oggettivamente incompetenti o magari competenti ma incapaci di capire il problema.
Che siano esterni o interni conta in modo molto relativo.
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Bizio ha scritto::D no company .. non è raro trovare reaper in uno studio .. è del tutto impossibile.
non lavori proprio.
Già è difficile con un certo tipo di clientela che vuole esclusivamente protools , figuriamoci se gli proponi di lavorare col reaper![]()
negli studi .. quelli veri .. non parlo di studioli improvvisati .. gli standard sono ESCLUSIVAMENTE 3 .. e non si scappa.
1 protools
2 cubase et nuendo
3 logic












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