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E' fondamentale essere "commerciali" per vendere ?

La zona per la vostra "musica suonata": qui potete far pervenire a tutti i vostri mp3, i vostri filmati, potete confrontarvi sulla vita e i problemi delle vostre band e ... conoscervi meglio.

Messaggioda KappeiJin il mer ott 28, 2009 4:20 pm

Ciao, avevo già accennato la cosa in un topic precedente e adesso è diventata ancora più problematica.
Ve ne parlo così da sapere che esperienza avete a riguardo e che ne pensate.
Io ho una band attuale, e le nostre divergenze nascono dallo stile con cui il songwriter scrive i pezzi e da come la band li vuole arrangiare. Essenzialmente, questa è gente che ha messo al primo posto la sfondata nell'industria musicale, ha suonato tanto per conto suo e adesso vuole darsi come obiettivo primario quello di vendere. La cosa potrebbe anche starmi bene, ma nell'ottica di questo obiettivo succede che i brani siano sistematicamente composti e arrangiati in modo essenziale, con cantati e motivi stereotipati, riff che sono quasi sempre mere sequenze di accordi, strutture super-canoniche (strofa-ritornello-ponte), e insomma tutte le facilonerie tipiche di alcuni artisti commerciali come Ligabue o i Negramaro.
Io mi oppongo a questa scelta, perchè i singoli elementi del gruppo sono molto validi e hanno connotazioni molto personali che ne fanno dei veri e propri personaggi, con un buon carisma, una buona immagine, una buona tecnica e una bella fantasia stilistica, peccato che vogliano sprecare tutto questo sacrificando le loro capacità ad un lavoro studiato a tavolino per piacere ai discografici.
Ho provato a far loro presente che potremmo valere molto di più di così se solo provassimo a sviluppare un'anima più personale, un dna, un sound tipico nostro, ma loro sono testardi e insistono che la cosa importante è il vendersi e poi provare a cambiare il mercato dall'interno, e questo si può fare solo proponendo canzonettine leggere e disimpegnate sotto tutti i punti di vista.
Ma secondo voi è vero? Loro dicono che ormai, con internet, ti produci da solo e ti metti in mostra, e per essere ascoltato devi essere stereotipato. Io non sono così tanto d'accordo. Posso capire che alcuni brani debbano essere confezionati in modo commerciale, tipo i singoli, ma secondo me è possibile sviluppare una personalità originale e anticonvenzionale e arrivare comunque alla fama. Altrimenti tanti gruppi che hanno fatto così (tipo i Litfiba o gli Afterhours) non avrebbero fatto successo, anche se guardando artisti come Alex Britti o i Gazosa (ottimi musicisti inchiodati dalle regole bigotte del mercato) mi assale il timore che purtroppo non ci sia scelta.
Che ne pensate?
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Messaggioda souldrum il mer ott 28, 2009 4:39 pm

ma almeno vendete?............di certo sareste tra i pochi a farlo! :D

Comunque....se vendete, meglio battere il chiodo finche' caldo.........altrimenti provate le varie soluzioni e basta........se volete vendere e vendete, bene......se volete vendere e non vendete, male, e cercate qualcosa di diverso........
Il problema non si pone.........se poi vendete, allora si pone ancor di meno.......... :wink:
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Messaggioda KappeiJin il mer ott 28, 2009 4:54 pm

Si pone eccome, perchè siamo ancora in fase di rodaggio e di composizione del repertorio.

Il problema non è di questo gruppo ma può riguardare chiunque voglia fare musica.

Il repertorio lo stiamo componendo stereotipato alla vendita. Ma è così sicuro che se uno vuole fare qualcosa di più personale, rappresentativo non arriverà a vendere perchè sarà troppo anticonvenzionale?
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Messaggioda Bizio il mer ott 28, 2009 5:23 pm

vendere = commerciale è sinonimo .. lo dice la parole in sè !!!
cmq fagli presente che non vende nessuno .. arrivano con almeno 15 anni di ritardo :D
a tavolino non si fà nulla , se non la casa discografica stessa a costruire il personaggio ..
alla fine cioò che emerge è la personalità ... ce ce l'hai ,bene .. altrimenti sei uno dei tanti.
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Messaggioda smellymilk il mer ott 28, 2009 5:25 pm

quoto bizio, cercando di autocostruirsi un'immagine commerciale si finisce per risultare patetici
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Messaggioda KappeiJin il mer ott 28, 2009 5:26 pm

Bizio ha scritto:vendere = commerciale è sinonimo .. lo dice la parole in sè !!!


Sì ma ho scritto "commerciale" tra virgolette proprio per darle una classificazione... anche i rage against the machine vendono ma mica sono "commerciali" :D

cmq fagli presente che non vende nessuno .. arrivano con almeno 15 anni di ritardo :D
a tavolino non si fà nulla , se non la casa discografica stessa a costruire il personaggio


Ho provato a dirglielo, ma niente da fare...

Poi vabè, io suono in diversi gruppi, quindi non è questione di mantenere o meno il rapporto, è che sti ragazzi sono davvero bravi e talentuosi e secondo me si stanno sprecando.
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Messaggioda Bizio il mer ott 28, 2009 5:34 pm

spè ... distingui sempre il commerciale e commerciale.
qui in italia commerciale è sinonimo di pop e boh !!!
artisti intrernazionali hanno orizzonti molto più vasti .
qui in italia se ti discosti sei in circuito alternativo dove al massimo vendi poche centinaia di cd ... e l'unica fonte di sostentamento sono i live .. vedi i zu , teatro degli orrori etc etc
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Messaggioda tommylee85 il mer ott 28, 2009 5:37 pm

premetto dicendo che secondo me quelli che fanno questi discorsi non hanno ben chiara la situazione musicale, italiana ed "internazionale".

c'è un filone "commerciale", è vero, ed è quello che "vende" (per modo di dire), che soddisfa non tanto i gusti degli ascoltatori "comuni", quanto certe esigenze di mercato.
beh, non crediate che se fate canzonette, entrerete in questi giri...

poi c'è il mondo "undeground", ovvero tutto il resto, ma anche qua ci sono da fare alcune distinzioni.

ci sono alcuni grossi filoni, hardrock, reaggae, punk....
se suoni questi "stili", puoi riuscire ad entrare nel circuito, trovare festival, locali, raduni...
sono generi "di nicchia", quindi non arriverai mai su mtv, ma potrei toglierti tante soddisfazioni.

poi ci sono i tanti locali, dove girano un po' tutte le altre band (comprese quelle di cui sopra), e dove puoi trovare di tutto:
questo circuito ti permette di metterti in mostra e di arrivare da qualche parte, se piaci alla gente.
da questo circuito nasce quasi tutto ciò che si può classificare come "rock", tutto ciò che non sono boy band, cantantucole, cose italiane...

però, ed è una cosa ridicola, ci sono molti musicisti che non hanno capito proprio come funziona...
a Trieste ci sono almeno 2 locali dove ci sono tantissimi concerti, band da tutto il mondo, band italiane...band scarse, band forti, band che poi hanno fatto il botto....
eppure tutti i "musicisti triestini", quelli bravi a suonare, quelli che hanno studiato, quelli che "voglio vivere di musica", non sanno dell'esistenza di questi posti, che richiamano il 90% di chi ama la musica...

quest situazione l'ho notata un po' in tutta Italia.

e ci sono anche tante band che sono ancora con questa mentalità "facciamo pezzi per vendere", ma non si arriva da nessuna parte, così!
tirarsi su le maniche, suonare, fare una marea di concerti, farsi notare il più possibile, date date date date date....
e pian pianino la gente ti nota, inizi a girare in locali più grossi, ottieni recensioni, il nome della band inizia a circolare...

c'è troppa gente che suona e che non ha ancora capito dove sta andando la musica, gente che fa rock e conosce solo quei 10 gruppi famosi, che scrive e produce pezzi come fossimo ancora negli anni 90, e che inevitabilmente non riuscirà ad arrivare da nessuna parte...
registrano l'album, fanno le copertine figone, il sito, la grafica, si vestono tutti bene, fanno il video....ma poi neanche un concerto...

scusa lo sfogo, non era certo rivolto a te, era solo per raccontare un po' quello che succede in Italia...

PS: le band che non combinano niente le riconsocete se scrivono "looking for dates" sul myspace
:D
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Messaggioda Bells * BANNED * il mer ott 28, 2009 5:58 pm

Prendi ad esempio i MUSE.


La risposta è SI. :cry:
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Messaggioda themucco il mer ott 28, 2009 6:10 pm

Per come la vedo io, prima cosa ci deve almeno essere un' accordo di massica su che genere andare a parare, perchè tanto alla fine non si scappa, tutti vengono inquadrati e li messi da chi dovrà ascoltare i vostri lavori.

Poi fatto ciò, x ogni parrocchia ci sono delle regole per "vendere" bene il vostro prodotto, non ci si può esimere se si vuole essere competitivi su quel determinato mercato.

Per cui in funzione a dove vi posizionerete, ci sarà da vedere quali gruppi "arrivati" tenere a riferimento, per lo meno dal punto di vista commerciale, non c'è verso che il pubblico pussa accettare delle "innovazioni" o per meglio dire l' interpretazione personale e stilistica vostra se sconvolgete troppo le carte, purtroppo l' impronta vincente la dà comunque il gruppo di riferimento, altrimenti uscite dal seminato.;)

Detto ciò, in generale scordatevi di vendervi ed avere successo, il mondo della musica è una merda, non si muove foglia senza spinte paraculi amici ecc... e senza che qualcuno voglia approfittare profondamente di voi guadagnandoci il più possibile a vostro danno, per cui mettete in conto questo se volete provare, se non vi sta bene suonate per voi la vostra musica e gli amici, il resto si fottano! :tru
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Messaggioda lollo il ven ott 30, 2009 7:30 pm

io intendo la musica come ARTE...e L'ARTE è LIBERA DAI SOLDI e dalle regole di mercato

altrimenti quello che fate è semplicemente un "prodotto commerciale" come le merendine del mulino bianco, le figurine panini ecc...le case discografiche in italia vivono sull'ignoranza della gente: propinano la stessa canzone fatta da voci diverse e tutti dietro come delle mucche.
questa non è cultura, è mangime per pesci rossi....

in bocca al lupo per la vostra carriera!
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Messaggioda Palissandro il ven ott 30, 2009 10:14 pm

Bè Lollo che l'arte sia libera dai soldi non mi sembra proprio vero, guarda caso l'arte nasce la dove c'è un boom economico, e le vie, strade città dove circola denaro sono quelle che poi vengono sommerse da artisti, arte e soldi vanno a braccetto...è chiaro poi che gli artisti quelli validi, pur dipendendo dal denaro, non si fanno mai imbrigliare da mode o correnti..quelli che lo fanno, beh..lasciano il tempo che trovano
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Messaggioda metalselo il ven ott 30, 2009 10:17 pm

guarda i Tool.
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Messaggioda themucco il sab ott 31, 2009 2:27 am

Palissandro, lollo ha ragione l' arte è libera da logiche di mercato, è semmai il mercato che la riconosce e poi la vuole comprare o vendere, ma l' arte è al di sopra.

Sono d'accordo con lui, nel voler esprimere la propria arte e basta senza la ricerca di nulla se non il compiacimento nostro (come gruppo), se poi ci sarà qualcuno che vuole investire su queste opere tanto meglio, andrebbe bene uguale, a meno che per forza il dottore non ci abbia ordinato di diventare i nuovi osaka hotel! :wink:
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Messaggioda nik90 il sab ott 31, 2009 4:15 pm

Premettendo quello che è già stato detto: nessuno vende, nè in Italia nè all'estero (fatta eccezione, ma nemmeno tanto, di chi era già "popolare" in passato)..

Il sogno che una casa discografica (magari major) viene nella tua cantina sotto casa e ti dice "mi piaci, voglio investire su di te" è ormai al pari della favola di biancaneve e i sette nani, se non peggio..

Ed il discorso "scegliamo il mercato e poi costruiamo il prodotto su misura" non potrà mai funzionare, perchè questo prodotto mancherà di credibilità.. è molto meglio suonare, vedere cosa esce e poi affrontare il mercato (che non esiste)..
All Music non esiste più, MTV non passa nulla di interessante, le major stanno riducendo il personale perchè tutto è in crisi..

L'unica cosa sensata da fare è suonare in giro ed autopromuoversi con i concerti..
:wink:
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Messaggioda lollo il sab ott 31, 2009 8:29 pm

themucco ha scritto:Palissandro, lollo ha ragione l' arte è libera da logiche di mercato, è semmai il mercato che la riconosce e poi la vuole comprare o vendere, ma l' arte è al di sopra.

Sono d'accordo con lui, nel voler esprimere la propria arte e basta senza la ricerca di nulla se non il compiacimento nostro (come gruppo), se poi ci sarà qualcuno che vuole investire su queste opere tanto meglio, andrebbe bene uguale, a meno che per forza il dottore non ci abbia ordinato di diventare i nuovi osaka hotel! :wink:




non mi deludi mai...hai centrato il punto! :wink:
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Messaggioda themucco il lun nov 02, 2009 10:08 am

:D :tru
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Messaggioda MasterOfTheWind il lun nov 02, 2009 1:51 pm

No, è fondamentale essere commercianti per vendere.
Sua Maestà Giovanni Vero ha scritto:voglio stravolgiere le leggi e fare una skala pentatonika da suonare con i padali , per fare introduzzioni epike e cose di questo genere

Marco Aquila con incommensurabile saggezza ha scritto:Chi la dura la vince e io "la dura".:tru

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Topic sul primo CD del mio gruppo http://www.labatteria.it/forum/viewtopic.php?t=69819
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Messaggioda Palissandro il sab nov 14, 2009 7:26 pm

themucco ha scritto:Palissandro, lollo ha ragione l' arte è libera da logiche di mercato, è semmai il mercato che la riconosce e poi la vuole comprare o vendere, ma l' arte è al di sopra.

Sono d'accordo con lui, nel voler esprimere la propria arte e basta senza la ricerca di nulla se non il compiacimento nostro (come gruppo), se poi ci sarà qualcuno che vuole investire su queste opere tanto meglio, andrebbe bene uguale, a meno che per forza il dottore non ci abbia ordinato di diventare i nuovi osaka hotel! :wink:


rispondo un pò tardi ma mi ero completamente dimenticato di questo topic..scusate ma proprio non riesco a credere che l'arte è libera da logiche di mercato..cioè sono d'accordo che il pensiero artistico non si imbriglia, se è questo che intendete..ma è anche vero che esistono opere artistiche eseguite per il mercato e in perfetta sintonia con esso, e ciò nonostante sono opere validissime...
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Messaggioda lollo il dom nov 15, 2009 4:41 pm

quali sono queste opere artistiche fatte per il mercato?

io continuo a pensare che l'arte sia libera da ogni tipo di condizionamenti.

riassumo il tutto con questo:
1-viene prima l'arte e la performance artistica POI DOPO il mercato la riconosce.
2-il mercato decide cos'è "arte", LA CREA e la VENDE.

in Italia va molto la seconda idea, io resto decisamente per la prima!
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Messaggioda mad4drum il dom nov 15, 2009 5:05 pm

...E' fondamentale essere "commerciali" per vendere ? NO

Il mercato è già pieno di cantanti che fanno la stessa musica precotta e sintetica (gigi d' alessio, ligabue, negramaro, vasco, tiziano ferro....)...e come la fanno (male) loro non la fa nessuno...è perciò difficilissimo se non impossibile che un gruppo di ragazzi di provincia emerga in questo ambiente "commerciale"...piuttosto è l' originalità che determinano il successo di un gruppo...pensate a Piero Pelù: ha un modo tutto suo di cantare, originalissimOaeaoae...oaeaoae... :lol: ...che è sicuramente uno dei fattori che han determinato il successo dei Litfiba...

Non piegarsi alle regole del mercato è già di per sè una marcia in più...tanto comunque non vende quasi più nessuno, quindi convine suonare il genere che più piace, puntando a girare tutti i locali della zona...e poi quelli di provincia....e poi quelli di regione...e piano piano ci si torglie soddisfazioni...

comunque la parola d' ordine deve essere ORIGINALITA'!!! :tru
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Messaggioda Bizio il dom nov 15, 2009 5:19 pm

themucco ha scritto:l' arte è libera da logiche di mercato, è semmai il mercato che la riconosce e poi la vuole comprare o vendere, ma l'arte è al di sopra.


concordo al 1000%
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Messaggioda MasterOfTheWind il dom nov 15, 2009 10:03 pm

Sì, però se sei al di sopra del mercato ma non vendi, non mangi.
Purtroppo è così..
Sua Maestà Giovanni Vero ha scritto:voglio stravolgiere le leggi e fare una skala pentatonika da suonare con i padali , per fare introduzzioni epike e cose di questo genere

Marco Aquila con incommensurabile saggezza ha scritto:Chi la dura la vince e io "la dura".:tru

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Messaggioda Palissandro il mer nov 18, 2009 2:25 pm

lollo ha scritto:quali sono queste opere artistiche fatte per il mercato?

io continuo a pensare che l'arte sia libera da ogni tipo di condizionamenti.

riassumo il tutto con questo:
1-viene prima l'arte e la performance artistica POI DOPO il mercato la riconosce.
2-il mercato decide cos'è "arte", LA CREA e la VENDE.

in Italia va molto la seconda idea, io resto decisamente per la prima!


non ci stiamo capendo..io sono d'accordissimo con quello che dici...anch'io sono per la prima, sia chiaro!

riguardo la tua domanda esistono molte opere fatte esclusivamente per il mercato ..partendo dagli affreschi commissionati del 400 ( in cui l'artista doveva esclusivamente fare quello che gli era richiesto, non aveva libertà nemmeno sui colori da usare :o ) arrivando alle mitiche 4 facce di marilyn di Warhol...

ora, il fare un opera già praticamente decisa dal "potere" non è stato un limite che ha compromesso la validità di queste opere...sono dell'idea che un artista può comunque "fregare" tutti e fare una cosa "per il mercato", ma in realtà non si è sottomesso ad esso..

una semplice sfumatura della tua opinione , penso che in realtà siamo d'accordo..l'arte è libera di per sè
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Messaggioda KappeiJin il mer nov 18, 2009 4:44 pm

mad4drum ha scritto:...E' fondamentale essere "commerciali" per vendere ? NO

Il mercato è già pieno di cantanti che fanno la stessa musica precotta e sintetica (gigi d' alessio, ligabue, negramaro, vasco, tiziano ferro....)...e come la fanno (male) loro non la fa nessuno...è perciò difficilissimo se non impossibile che un gruppo di ragazzi di provincia emerga in questo ambiente "commerciale"...piuttosto è l' originalità che determinano il successo di un gruppo...pensate a Piero Pelù: ha un modo tutto suo di cantare, originalissimOaeaoae...oaeaoae... :lol: ...che è sicuramente uno dei fattori che han determinato il successo dei Litfiba...

Non piegarsi alle regole del mercato è già di per sè una marcia in più...tanto comunque non vende quasi più nessuno, quindi convine suonare il genere che più piace, puntando a girare tutti i locali della zona...e poi quelli di provincia....e poi quelli di regione...e piano piano ci si torglie soddisfazioni...

comunque la parola d' ordine deve essere ORIGINALITA'!!! :tru



VORREI TANTO essere d'accordo con te, ma credo che la realtà sia l'esatto opposto del tuo scritto.

1) gigi d' alessio, ligabue, negramaro, vasco, tiziano ferro non fanno il loro genere "male", lo fanno invece molto bene, lo fanno come va fatto, ovvero pochissime cose banalissime ma molto ben eseguite, realizzate con una grande cura del suono e con grande riguardo per l'aspetto "canzonetta", la cantabilità, nessun musicista che si possa permettere divagazioni o escursioni altrimenti l'ascoltatore può concentrarsi su esse e non sentire più il cantato, è tutto focalizzato sulla cantata da mettere in testa alla gente. In questo loro sono esemplari.

2) I Litfiba non sono arrivati al successo per via della voce di Pelù. Io sono un Litfibologo, loro sono partiti *apposta* con le etichette indipendenti proprio per non andarsi ad incanalare nelle major commerciali, rifiutavano persino il playback quando andavano in tv. Fin lì, erano famosi nel loro ambiente, che è un risultato che a me andrebbe già strabenissimo. Il grosso successo, quello delle masse, è arrivato proprio quando hanno iniziato a produrre canzoni in forma commerciale, ovvero con El Diablo, che poi è lo stesso motivo che infatti ha allontanato Maroccolo, il protagonista del primo magico indimenticabile ciclo della loro musica. Anzi, se vai ad ascoltarti i loro primi live, la band era vista come marziana e Pelù era soprannominato "la scimmia" in senso dispregiativo per il suo atteggiamento sul palco.

Poi io sono d'accordo sul fatto che il non piegarsi alle regole sia una bella cosa, combatto la musica appiattiscimasse, ma la realtà vuole che l'industria pieghi il gruppo di turno all'arrangiamento piatto da cantata. Vai a vedere che genere facevano prima i Negramaro o i Gazosa. Elisa faceva PUNK, perchè la Caselli non le ha detto "dai Elisa, facciamoci sotto, un bel respiro e usciamo con un bel disco di punk femminile tipo Hole" ??
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Messaggioda Ginoleo il mer nov 18, 2009 7:17 pm

Elisa faceva punk? Questa mi è nuova! Sapevo che alla tenera età di quattordici anni aveva a cuore Bjork e Tori Amos (che rappresentano la massima aspirazione artistica per una cantante che fa rock) e le piaceva molto Jim Morrison.
Daltronde la Caselli l'ha scoperta a 16 anni e ciò mi porta a pensare che la signorina Toffoli non avesse poi grande esperienza ,a parte qualche serata nei locali a base di cover.Il suo background artistico non poteva essere così sviluppato. Sei sicuro che non ti hanno detto una cavolata?
Anche i Negramaro negli album più sconosciuti non è che fossero i radiohead italiani! Erano molto simili a "Mentre tutto scorre" ma con meno consapevolezza e più sfacciataggine" (tradotto in soldoni: distorti che sovrastano le voci).
Purtroppo per vendere bisogna far contento il pubblico ed oggi c'è grande smarrimento artistico, sia musicale che cinematografico, con la differenza che il cinema riceve fondi anche in progetti meno ambiziosi, e in alcune sale si riesce a vedere anche qualche chicca indipendente o puramente "Wired" nella musica anche la radio più indipendente non metterà mai i Flaming Lips, Anthony Hegarty o un qualsivoglia artista meno conosciuto.
Rimango dell'idea che ormai sfonda più il personaggio e la commistione estetico melodica piuttosto che la canzone o (ancor di più) il messaggio della canzone.
La canzone semplice che non da pensieri, che idealizza l'amore semplice (cuore/amore) e atrofizza il cervello; perchè oggi la musica serve come sottofondo musicale nelle file al semaforo o per sbollire l'ira che ci procura la routine quotidiana, non ha più valenza culturale, di cambiamento, di introspettività.
In definitiva, non vi producono, perchè i soldi li stanziano per Xfactor e Amici, unendo il successo mediatico del fotomodello mediterraneo con un testo celebroleso cantato con lo sguardo da piacione......una volta la musica serviva a lanciare appelli o allarmi alle masse e per smuovere l'opinione pubblica, oggi serve solo per pubblicizzare un nullafacente che vince un reality (tra l'altro)con televoti truccati. EVVIVA!!!!!!!!!
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Messaggioda KappeiJin il ven nov 20, 2009 11:20 am

Adolescente si esibiva come cantante con un' orchestra swing e suonava il basso in un gruppo punk. «In repertorio avevamo soltanto cover. Forse per questo, oggi, riesco a interpretare una canzone di Leonard Cohen ma anche di Mia Martini o di Bob Marley: non mi sono limitata ad ascoltare generi diversi, ma li ho pure suonati. E mi sono divertita tantissimo: una sera cantavo in piazza con il vestito nero lungo e, il giorno dopo, con la band ci esibivamo in un centro sociale. Non c' erano pressioni né aspettative, non ce ne fregava niente».

http://archiviostorico.corriere.it/2009 ... 0083.shtml

Magari poi sono tutte palle dette per fare personaggio, comunque è notissimo che lei suonasse il basso in un gruppo punk.
Bravura e umiltà devono andare di pari passo.
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Messaggioda Yami il ven nov 20, 2009 4:45 pm

come faceva a sapere di che genere era il gruppo se facevano solo cover? :lol:
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Messaggioda tommylee85 il sab nov 21, 2009 3:00 pm

piccola provocazione: spesso certa musica non "vende" semplicemente perchè non è tanto buona, non perchè non è commerciale.

ogni "genere" ha i suoi circuiti, e si può raggiungere una discreta fama facendo qualsiasi musica. certo se fai grind-core non puoi aspettarti di andare al top of the pops, ma puoi farti un bel nome nella scena.
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Messaggioda ricc81 il ven nov 27, 2009 4:57 pm

al giorno d'oggi per vendere basta avere una major dietro e fare un tipo di musica che sia conforme alle regole del mercato....ovvero:suoni curatini e perfettini,pezzo composto da strofa bridge ritornello,che non esca troppo fuori dalle righe,nè a livello melodico nè come arrangiamento.

peccato che il 99% di questa roba non abbia niente a che vedere con la musica intesa come arte.
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