***PREMESSA: pubblico qui una recentissima risposta mia a Whity, con spunti piuttosto generali. Chi ha voglia di perdere un po' del proprio tempo si accomodi. Nota: l'accenno iniziale al Leedy e allo Slingerland riguarda due foto di rullanti straordinari (di Ale).
Ciao Ale,
il Leedy e lo Slingerland sono fantastici. Sul Ludwig-replica, invece, permettimi un po' di "amichevole scetticismo".
Come "vintaggista", non ho grande interesse per i rullanti nuovi, mi sembrano tutti piuttosto anonimi, privi di carattere - carattere sonoro, carattere estetico, e soprattutto carattere storico, anche quelli che escono da ditte blasonate. Se è persino ovvio che un rullante nuovo (intendo un modello recente) non abbia carattere storico - se è meritevole, lo acquisirà - , per me è ancora meno "pertinente" in questo senso la "replica" di un modello "storico".
Il modello "storico" è... storico, è passato, finito, non si fa più perché non si fa più così. La replica è replica solo di nome: in realtà è un'imitazione, fatta con macchinari diversi da gente diversa con un bagaglio culturale, un "vissuto" ed una "visione" diversi. Anche tralasciando la filosofia, gli stessi materiali (LA SOSTANZA, il "CORPO VIVO" dello strumento) sono PROFONDAMENTE diversi. Alla fine, la replica è solo un simulacro, un feticcio, un rimando simbolico, non la "cosa in sé". Oltretutto è un feticcio con un costo folle, spropositato, ingiustificato; anche la motivazione del "numero limitato" non regge, è l'ennesimo pretesto, l'ennesimo trucco.
Per queste cose che ho detto - scusa se mi sono permesso - io non mi sento affatto un "collezionista" (tu dici "noi collezionisti"). Per me il termine "collezionista" riguarda coloro che comprano essenzialmente "per possedere", con criteri che esulano dall'oggetto in sé, dalla sua funzione intrinseca, primaria (in questo caso quella musicale) e dalla sua pertinenza storica e culturale, ovvero il suo VALORE, inteso in senso pieno e proprio, che non ha niente a che spartire con lo pseudo-valore "di mercato". Qui poi si aprirebbe un altro intero discorso, sul profitto realizzato da alcuni grazie alle compulsioni di altri. Roba davvero triste, lasciamo perdere.
Io sono e resto un "appassionato", non un collezionista. Se mi piace uno strumento musicale - e lo compro - , è perché è uno strumento musicale. Quando mi decido a comprarlo, facendo per il resto una vita da barbone (sto scherzando, ma fino ad un certo punto), è perché sono arrivato a "conoscerlo", o direttamente, proprio quello o altri esemplari dello stesso modello, o "per intuizione", avendo provato i "suoi simili" e anticipandone le caratteristiche probabili (questo ovviamente vale anche e soprattutto per i piatti). In base a quelle caratteristiche, quello specifico strumento MI PIACE DA PAZZI, perciò se riesco lo compro, e se non riesco mi dispiace (parecchio!!!).
Poi vabbè, ci sarebbe la questione specifica del modello Jazz Festival, che dopo tutta 'sta pappardella sarebbe un discorso trascurabilissimo... ma già che ti ho scassato le p... fin qui, un accenno lasciamelo fare. Il Jazz Festival è (era) un "modello base", se non sbaglio. Forse come era l'Artist per Slingerland. Era destinato ai grandi numeri; allora perché farne una (ri)edizione LIMITATA? Con questo non voglio assolutamente sminuire QUEI modelli: tutte le case "storiche" hanno prodotto vari modelli, diversi fra loro per materiale, diametro, altezza, numero di tiranti, tipo di meccaniche etc, quindi destinati a piacere a persone diverse con preferenze diverse, ma comunque tutti fatti per essere popolari, per vivere a lungo, vendere a lungo e remunerare il costruttore! Magari tu propendi per i 5x14" (o 5,5x14") in legno e ad otto tiranti, io per i 6,5x14" (o 8x14") in ottone cromato e a dieci tiranti (oppure otto, perché no? O dodici!!!) e via dicendo, ma parliamo comunque di rullanti VERI ("comuni", se vuoi), usciti QUANDO ERA IL LORO TEMPO e per avere un lungo successo. I "migliori" continuano ad avere successo ancora oggi, con due diverse modalità: o non sono mai usciti di produzione - ma allora non sono "repliche" - oppure erano tanto "buoni" che, non potendo più essere fatti oggi allo stesso modo, ce li andiamo a prendere "nel passato".
Postilla: nella sezione "vendo" c'è un mio annuncio, sto vendendo parecchi piatti, in maggioranza Avedis "hollow logo". Se fossi un "collezionista", li terrei tutti, anzi continuerei a cercarne ogni possibile variabile ancora "non mia", solo per il desiderio compulsivo di "fare la collezione". Invece no. Li ho presi uno dopo l'altro perché mi era piaciuto il precedente ed ero curioso di sentire cosa mi avrebbe offerto il successivo. Ora ho un'idea piuttosto solida del suono di quella serie, e visto che privilegio i gusti musicali al feticismo collezionistico, semplicemente vendo quelli "che mi piacciono di meno", ovvero quelli che so benissimo che userò poco o affatto. Il "collezionista" invece è ORGOGLIOSO di circondarsi di cose che NON USERA' MAI.
Secondo me, neanche tu sei un collezionista, in fondo. Non ti sottostimare. Ciao!
Giovanni
P.S.: provo a mettere questa lettera nel forum in "vintage", vediamo...



