Le stagioni cambiano il nostro umore, è normale.
Poi ognuno ha le sue preferenze e c'è a chi piacerà di più l'inverno e a chi l'estate. Gusti. Che cambiano nel corso della vita, tra l'altro.
Personalmente, come molti, amo la primavera. Forse perché son nato il 23 Maggio, non so. Ma proprio Maggio è generalmente il mio mese preferito (nell'emisfero nord, ovviamente). Caldo, ma non troppo. Possibili temporaloni, cielo pulito. Brezza.
Da piccolo non ricordo cosa mi piacesse. Mi ricordo bene che nell'adolescenza amavo alcuni tipi di giornate grigie. Quelle dove il verde assume una tonalità differente. Il cielo è carico d'acqua ed è un grigio strano, quasi blu.
Poi i temporali li ho sempre adorati. Il momento prima della tempesta, il vento, l'aria che profuma di pioggia, l'elettricità statica si riesce a sentire nelle vene, il nero che avanza e tutti i colori mutano. Poi l'esplosione del temporale, l'acqua violenta col suo rumore che ti frastorna. La luce del giorno diventa scurissima, le cose assumono un colorito tendente al marrone, non all'azzurro come di notte. Poi arrivano fulmini e tuoni. La forza della natura.
Infine, la pace. Torna il sereno, il nero se ne va. L'ombra svanisce e torna il sole.
E' poesia per me.
Poi sono affascinato anche dalla nebbia e dalla neve. A Milano ti capita anche di averle assieme. E allora sei in mezzo alla nebbia che diventa bianchissima, con i piedi nella neve. Un silenzio surreale ti avvolge. Adoro il suono della neve. Il silenzio. Tutto ovattato. Se poi è di sera è un qualcosa di incredibile. I lampioni che fanno fatica ad illuminare le strade, sono dei piccoli raggi che tentano di farsi strada nella nebbia per raggiungere la neve e riflettersi. Ma fanno proprio fatica.
Altrimenti è bellissima solo la distesa di neve di notte, che amplifica le luci della città vicina. Una distesa candida che ti permette di vedere zone che non vedresti mai normalmente. Un panorama nuovo. Unico.
E del vento? Ne vogliamo parlare?
E' bastardo, ma ho imparato ad amarlo. Soprattutto a San Francisco.
E' lui che al mattino porta la fitta nebbia che avvolge la città. E' lui al pomeriggio che la libera e rivela un cielo dal blu terso, un sole meraviglioso e pulisce l'aria permettendo di avere le ombre nere. Quasi come sulla luna

è pazzesco. Ombre nette, scurissime. Cielo blu, nuvole bianchissime.
Lui ti sferza sempre, beffardo. Ma tu sei contento, perché il prezzo da pagare per lo spettacolo che ti si para di fronte è proprio poco... basta una giacchetta anti vento e tanti saluti amico mio. Sferzami il volto, fammi godere
L'estate non l'ho mai particolarmente amata, troppo calda. Però andando nei posti giusti si riesce a goderne appieno. 30-32 gradi li digerisco senza problemi, un costume e poi dentro all'acqua e via. E' gioia pura. Piacere fisico.
Il momento più magico di tutti, comunque, è il passaggio da inverno a primavera.
Io lo sento proprio sulla pelle, rinasco.
L'ho percepito un giorno, ero ancora al liceo. Ero andato a fare ripetizioni di matematica
Era un Maggio, una settimana centrale, credo. Un inverno lungo teneva ancora le giornate freddine. Ma qualcosa quel pomeriggio cambiò. Il sole era più caldo, stavo attraversando il parco per andare a prendere l'autobus. L'erba era verdissima, persone iniziavano ad essere lì, distese, a rilassarsi. L'aria era frizzante, non più fredda. Gli alberi sembravano allegri, i fiori si stavano aprendo per salutare il sole.
Mi son sentito divinamente, preso da un allegria sconosciuta, una voglia di vivere nuova. Era come se fossi in sintonia con la natura, difficile da spiegare. Ma fantastico, sul serio.
Tutto questo nella grigia Milano. Che strano, eh?
Stiamo perdendo il contatto con la nostra natura, è triste.
P.S.: la cosa che preferisco dell'inverno è quando rientro in casa di sera e ci sono le luci accese a darmi calore. Non calore "fisico", ma quel calore della luce del sole che mi manca. Poi faccio la doccia bollente, mi rilasso. Sempre circondato dai miei piccoli "soli" che mi ridanno un po' di allegria. Oppure la luce del camino è fantastica.
Il freddo, però, non lo sopporto più
