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Keith Jarrett : " Liberate i pianisti!! "

Qui nessuna conversazione sara' off-topic: tutti gli argomenti sono ammessi (eccetto quelli che rientrano negli altri forum).

Messaggioda Lars90 il gio mag 07, 2009 1:27 pm

La provocazione di Jarrett :
«Liberate i pianisti classici»
Il jazzista americano: la fedeltà allo spartito li porta alla pazzia


MILANO — Keith Jarrett il bambino prodigio che disse no a Nadia Boulan ger, una delle più grandi insegnanti di musica del Novecento, che lo voleva co me allievo. Keith Jarrett il pianista che da un quarantennio gira il mondo im provvisando tra jazz, classica e blues, agitandosi, canticchiando la musica che sente nascere nella sua testa, liti gando con il pubblico (celebri gli insul ti lanciati dal palco di Umbria Jazz 2007, immortalati su YouTube, che pro vocarono boicottaggi di molti fan). Kei th Jarrett che pretende di avere delle stufe sul palco se l’aria condizionata è troppo potente. Keith Jarrett l’america no di Allentown, Pennsylvania, 64 an ni domani, che lunedì 18 maggio sarà per la prima volta al Teatro San Carlo di Napoli, data unica, in quello che è già uno degli eventi musicali dell’an no, ha fama di personaggio difficile, schivo, poco o nulla «mediatico».

Ma Jarrett ha parlato a lungo con il Corrie re al telefono dalla sua casa-fattoria di Union, New Jersey, per spiegare che il pubblico scambia la sua concentrazio ne per arroganza, che ascoltare i più grandi pianisti classici non lo stimola, che Herbie Hancock non capisce il pia noforte, e molto altro. Jarrett parla co me suona: non per frasi o paragrafi ma per lunghi movimenti, e non ama esse re interrotto. Ecco dunque, senza inter ruzioni, quello che ha detto al Corriere. «I pianisti classici non hanno uno sfogo per tutta quella musica che han no dentro. E allora cercano di mettere qualcosa di personale dentro Mozart, o Beethoven, uno sforzo terribile. Io suo no Bach o Händel alla lettera, la 'mia visione' non esiste. Ma quando improv viso sono completamente libero. I più grandi pianisti del mondo tengono la loro immaginazione al guinzaglio per ché hanno sempre davanti quello spar tito. Allora io dico: liberateli. Il mio amico Vladimir Ashkenazy mi ha rac contato che suo padre suonava il piano nei cinema ai tempi del muto: improv visava sempre. 'Io non sarei capace', mi ha detto. Dovrebbe ritirarsi per me si e entrare in una forma mentis com pletamente diversa. Ecco perché i gran di pianisti rischiano la schizofrenia. Lo stress produce un modo di suonare meccanico, la fedeltà è una trappola: io cerco di non essere fedele nemmeno a me stesso — il cervello è ingannatore, le dita gli dicono cose che, da solo, non immaginerebbe mai».

«Dicono che maltratto il pubblico ma non hanno capito che tocca a loro chiudere il cerchio disegnato da me: ho bisogno del pubblico al punto che in sala d’incisione mi manca. Suono la musica che nasce nella mia testa e se c’è troppo rumore, non parliamo dei flash dei videofonini, non riesco più a sentirla, quella musica. Il mio pubblico ideale è 'succoso'. Ha ragione Emma nuel Ax, altro grande pianista classico, quando dice che il pubblico della clas sica è troppo silenzioso. Sono più ordi nati, ma non migliori del pubblico jazz. Non ho un pubblico ideale, ma in Giappone c’è rispetto e partecipazione sincera. Tre mesi fa a New York, alla Carnegie Hall, silenzio totale nei pianis simo, fruscii e colpi di tosse e altri 'se gni di vita' quando le dinamiche diven tavano più intense, era come respirare all’unisono. Alla Scala nel ’95 fu un’al tra bella serata: spero che a Napoli, nel teatro dove da Rossini in poi sono passati tutti i più grandi, potremo vivere tutti insieme un’altra notte da ricor­dare. Arriverò almeno tre giorni prima, come faccio sempre, perché non ho bisogno di prova re ma di camminare per le strade, ascoltare i rumori. La musica di una città è nel la sua aria: basta saperla ascoltare. Ecco perché la glo balizzazione è così terribile: un solo mondo, una sola lin gua? Una noia inimmaginabile. Un’altra cosa incredibilmente vacua so no gli anniversari dei compositori, una fissazione della musica classica».

«Non si può capire Bach senza una conoscenza profonda del clavicemba lo, ma l’evoluzione è nemica della pa dronanza tecnica. Il pianoforte non è cambiato dal diciannovesimo secolo a oggi, e questo è un bene. Herbie Han cock pensa che l’elettronica aiuti la mu sica, ma il suo pianoforte elettrico non sarà mai paragonabile a uno Steinway, mai. Sostenere che il pianoforte è obso leto è la negazione della mia visione della musica. Suonare è un atto estre mo, voglio trascendere le possibilità fi siche del mio piano, voglio che suoni come una voce umana, come una chi tarra, come un uccellino. Per questo amo tanto la musica del vostro Ferruc cio Busoni e soprattutto il secondo con certo per pianoforte di Béla Bartók: per ché chiedono al piano più di quanto possa fisicamente dare, quando finisci sei sudato come una bestia. Tento sem pre di andare oltre. Le note mi arriva no come un vapore sottile, come vapo re acqueo. E io cerco di coglierne la for ma prima che svaniscano nell’aria».

By corriere.it
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Messaggioda Pippo il gio mag 07, 2009 4:14 pm

Mah... io sono tra i fortunati "sfanculati" dal vivo da Jarrett (nonostante i 57 Euro pagati per il biglietto, per stare a 50 metri dal palco) durante l'ormai famigerato concerto di Perugia del Luglio 2007... io continuo a pensare che Jarrett sia affetto da un deplorevole eccesso di personalità, nonostante sia certamente un grande musicista.
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Messaggioda Mattiadrummer il gio mag 07, 2009 4:24 pm

...a metà articolo ho smesso di leggere...se fossero tutti così non ci sarebbe più la musica...fortuna che non è....lo vedo camminare per Napoli a sentire la città...se se...
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Messaggioda _zioDrum_ il gio mag 07, 2009 4:46 pm

lo derubano subito... :D
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Messaggioda ugly beauty il gio mag 07, 2009 4:48 pm

Pippo ha scritto:io continuo a pensare che Jarrett sia affetto da un deplorevole eccesso di personalità


Mmm Pippo...riniziamo?

:o


:wink:
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Messaggioda Pippo il gio mag 07, 2009 4:52 pm

No no per carità.... :ros :suk :lol:
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Messaggioda ugly beauty il gio mag 07, 2009 4:58 pm

Peccato...e' da un po' che non si chiacchiera.

:B
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Messaggioda Pippo il gio mag 07, 2009 5:04 pm

OK, allora comincia tu :mrgreen:
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Messaggioda ugly beauty il gio mag 07, 2009 5:23 pm

Prima gli anziani caro.

:lol:

Cmq si puo' perdonare qualche maniacalita' a questi geni, dai.
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Messaggioda Mattiadrummer il gio mag 07, 2009 5:28 pm

...quello si...ma non deve andare contro le persone che hanno fatto in modo che loro siano dove sono...il pubblico...e poi è brutto che parli di altri musicisti affermati...a quel livello...sti cazzi...che ognuno racconti la propria storia...
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Messaggioda blackash il gio mag 07, 2009 6:13 pm

come molti tra i più grandi genii jarrett è una persona discutibile...quando lo senti suonare però c'è poco da dire, sul fatto che sia un megalomane arrogante penso che siano tutti d'accordo :)
per la questione dei pianisti classici...non lo so...io non mi sono mai posto il problema...se sono felici a suonare fedelmente nota per nota quello che c'è scritto su uno spartito saranno affari loro?l'importante è secondo me distinguere un bravo esecutore da un compositore, non so se sia più artista ma è sicuramente più musicista un compositore di un esecutore.
e se consideriamo il jazz come composizione collettiva improvvisata, è più musicista jarrett di un qualsiasi pianista classico contemporaneo (secondo me).
oddio io sono un po' di parte studiando con un jarrettiano convinto, però non ha tutti i torti dai 8)
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Messaggioda montespaccato il ven mag 08, 2009 5:38 pm

Parlando dei grandi del pianoforte moderno, quella di Jarett è sicuramente un punto di vista perlomeno 'atipico' nel vedere l'approccio alla musica. Veramente interessante l'aneddoto sul pianista 'russo' e la sua 'incapacità' di improvvisare pure essendo uno dei massimi pianisti.
La seconda parte dell'intervista mi fa dubitare su quanto possa essere attendibile un musicista che non mostra molto rispetto dei propri 'colleghi'. Non so perchè ma c'è sempre questo alone di spocchia snob.. per me : musicista 10 persona 5 = 6.....
PS : Pippo sono veramente curioso, se VUOI mi racconti cosa ti 'successe' di preciso all'umbria ?
Modifica : ho letto il post di jarrett. Beh era una signora discussione !
Ultima modifica di montespaccato il sab mag 09, 2009 12:47 am, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Ar 9000 il ven mag 08, 2009 7:27 pm

Ma allora... per Jarrett tutto il repertorio classico non ha più senso che venga suonato, perchè reprime la creatività dei pianisti? Cioè i pianisti devono smettere di suonare musica classica?
Mi pare un po' estremo... oppure ha esagerato di proposito nell'intervista.
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Messaggioda Il temibile Joe il sab mag 09, 2009 2:12 pm

Secondo me non ha detto cose del tutto idiote, anzi...il problema di questi "geni" è che a volte hanno un modo di porsi talmente fastidioso che spesso chi li ascolta bada più alla forma che al contenuto delle loro parole.

Non credo che intenda che non si debba più suonare la classica, lui stesso afferma che quando la suona è fedele allo spartito. Probabilmente lui insiste sulla fissazione di certi artisti che obiettivamente non suonano altro, cercando di "superare gli altri" aaggiungendo qualcosa di loro all'esecuzione, cosa che a quanto ho capito per jarret è estremamente difficile e logorante...

spunto interessante comunque :wink:
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Messaggioda Pippo il sab mag 09, 2009 2:40 pm

Giudica tu stesso: :o

http://www.youtube.com/watch?v=BB9mMABRM0c

Io ero tra il pubblico, insieme ad altre 4mila persone adoranti e con 57 Euro in meno nel mio portafogli...

Devo pure dire, però, che in quell'occasione ho ascoltato una versione strepitosa di "Joy Spring" che mai avevo sentito suonare in trio.

montespaccato ha scritto:PS : Pippo sono veramente curioso, se VUOI mi racconti cosa ti 'successe' di preciso all'umbria ?
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Messaggioda ugly beauty il dom mag 10, 2009 11:33 pm

Jarrett ha parlato a lungo per spiegare che il pubblico scambia la sua concentrazione per arroganza


«Dicono che maltratto il pubblico ma non hanno capito che tocca a loro chiudere il cerchio disegnato da me: ho bisogno del pubblico al punto che in sala d’incisione mi manca. Suono la musica che nasce nella mia testa e se c’è troppo rumore, non parliamo dei flash dei videofonini, non riesco più a sentirla, quella musica.


«Suonare è un atto estremo, voglio trascendere le possibilità fisiche del mio piano, voglio che suoni come una voce umana, come una chitarra, come un uccellino. Tento sempre di andare oltre. Le note mi arrivano come un vapore sottile, come vapore acqueo. E io cerco di coglierne la forma prima che svaniscano nell’aria».


Lo stress produce un modo di suonare meccanico, la fedeltà è una trappola: io cerco di non essere fedele nemmeno a me stesso — il cervello è ingannatore, le dita gli dicono cose che, da solo, non immaginerebbe mai».


«I pianisti classici non hanno uno sfogo per tutta quella musica che hanno dentro. E allora cercano di mettere qualcosa di personale dentro Mozart, o Beethoven, uno sforzo terribile.


Consiglio:

http://www.bol.it/libri/scheda/ea978887202005.html

Questo libro e' splendido...e aiuta a comprendere piu' "intimamente" la lucida follia dell'uomo Jarrett...si sopporta meglio ogni gesto.

E poi...qualcuno si ricorda l'attegiamento di Miles Davis con il pubblico e con molti suoi colleghi?

Nessuno lo ha mai messo in croce, anzi.

Vien da sorridere a sentire certi commenti, qui e dovunque nel mondo reale.


1, 100, 1000 Jarrett.
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Messaggioda chiunana il dom mag 10, 2009 11:43 pm

a parte che sono in gran parte d'accordo con quello che pensa Jarrett, ma comunque mi interessa il giusto... dato che non ho nessun legame personale con lui, ascolto la sua musica considerando solo il Jarrett musicista e non il Jarrett persona. e il Jarrett musicista e' un qualcosa di davvero speciale...
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Messaggioda montespaccato il lun mag 11, 2009 12:23 am

Pippo ha scritto:Giudica tu stesso: :o

http://www.youtube.com/watch?v=BB9mMABRM0c

Beh devo dire che il linguaggio usato da Jarrett è veramente da scaricatore di porto. Non che io sia da meno, ma un concerto è un concerto e il pubblico, non lo si può insultare così...
Per non parlare dei due bei bestemmioni finali (ce da dire che in inglese, il termine gaddem (god dammned) è molto piu' usato.. pur rimanendo una bestemmia)....
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Messaggioda IlGiovaneIko il lun mag 11, 2009 7:45 am

Scusa montespaccato, ma è una bestemmia solo se interpreti strettamente il concetto di non nominare il nome di Dio invano... in inglese god damned significa dannato da Dio, che è piuttosto lontano dal concetto di betemmia nostrano, non trovi?
Nell'eterna lotta tra panza e bottoni, vince sempre la panza.
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