T xalaparta (tutto unito, senza spazio) o C halaparta (tutto unito, senza spazio): qualcuno ne ha mai sentito parlare?
? uno strumento non poco ?atavico?, rudimentale e forse anche per questo: accattivante.
Si tratta di uno strumento idiofono composto da tre/quattro grossi pali di differenti legni, distesi su un paio di ?cavalletti?. Si suona con dei paletti tenuti verticalmente (tipo ?spada dei pupazzetti P lay-M obil). I paletti percuotono i grossi pali e suona veramente tribale. Ho notato che per quanto semplice, ci sono delle tecniche speciali per ottenere raddoppi (come lasciare un po? la presa (minimamente e per un tempo minimo) e sfruttare il rimbalzo del paletto (che ? tronco: si tratta di un cilindro di pi? o meno 4 cm e alto una trentina).
L?ho vista in S pagna, nei P aesi B aschi e fa parte della millenaria tradizione di quella cultura pre-pirenaica: la b asca. Veramente tribale, veramente semplice e accattivante... tanto che ho visto che una compagnia telefonica locale, addirittura, si fa pubblicit? fornendo un paio di magliette ai suonatori di T xalaparta, quando si esibiscono all?aperto in luoghi pubblici. ? inevitabile, tutti dirigono occhi e orecchi alla t xalaparta, e la compagnia telefonica si fa pubblicit?! (che schifo... per?).
Per la semplicit? della struttura, suppongo che sia uno strumento comune ad altre culture, e nopn esclusivo della b asca: per esempio, m?hanno detto che c?? qualcosa del genere anche nel S enegal.
Roba da rimanere a bocca aperta. Non so, ? sempre la solita storia delle percussioni, pi? ataviche pi? attraenti.
Ottima la t xalaparta, veramente ottima!
Qualcuno di voi l?ha gi? vista/sentita/sentitone parlare?
Se trovate qualcosa in rete, fatemi sapere che ve n?? parso!
Ciao!




