” Araba Fenice” è il nome che ho dato alla mia batteria, ovviamente già dal nome potrete capire cosa significa. Infatti l’ho fatta risuscitare per la seconda volta. In realtà io l’acquistai usata ed appena restaurata nell’anno 1994. Il primo restauro consisteva nella sostituzione del wrap, delle meccaniche e delle pelli tutto corredato da un set di piatti (crash, splash e ride) di vari costruttori: Zildjian, Paiste e UFIP. Le nuove meccaniche installate erano è sono tutt’ora della Pearl (belle massiccie), metre le pelli erano sempre Pearl e di colore nero, anche per il rullante. Non era una cattiva batteria, ed io a quei tempi rockettavo di brutto… anche con le ragazze! Con il passare degli anni ho sostituito le pelli man mano che si rompevano, con altri tipi: Emperor, Pinstripe, fino ad avere un obbrobrio di batteria con ben 4 tipi di pelli diverse, una per ogni fusto (per la gracassa avevo perfino una Roytec nera). Le aste dei piatti hanno cominciato a cedere fino a rompersi del tutto nelle giunzioni… avevo un’asta della Pearl con il contrappeso che era uno spettacolo, ci voleva il muletto per trasportarla. Comunque fra i tanti errori che si fanno nella vita, acquistai una batteria elettronica: Roland TD7. La usavo principalmente insieme all’acustica, sia come effetti, sia come percussioni e piatti, anche perché ne avevo venduto gran parte dal set che avevo.
Guardate un po’ cosa mi era rimasto:
https://sites.google.com/site/fscaringelli/old
Dopo ben 10 anni di attività rock con il mio gruppo, ho lascito tutto! Si ho smesso di suonare… gli impegni lavorativi erano aumentati, e ovviamente, mi sono sposato con la ragazza con cui “rockettavo”. Ho messo su famiglia, adesso sono felicemente sposato ed ho una bellissima bambina di 2 anni.
Però nel cuore… batteva ancora forte il ritmo!
Dopo sei anni di innattività ho deciso di rispolverare la mia batteria e di iniziare tutto da capo… ecco cosa ho fatto:
1. Ho venduto la batteria elettronica Roland TD7 su Ebay al prezzo di 200,00 euro (che schifezza, come si svalutano questi aggeggi elettronici).
2. Ho smontato la batteria acustica pezzo per pezzo (anche le rondelline), per poter lucidare tutte le meccaniche.
3. Ho tolto il wrap dai fusti, ho carteggiato leggermente dentro e fuori ed ho dato una mano di impregnante rossiccio (mogano). Dopo aver fatto asciugare ho dato due mani di bicomponente semilucido. Il legno che ho trovato sotto il wrap è mogano filippino, identificato su qusto forum: http://www.labatteria.it/forum/viewtopi ... t=#1365363
4. Ho rimontato tutte le meccaniche.
5. Ho cambiato tutte le pelli con delle pinstripe della Remo, mentre per la grancassa ho messo sempre della Remo la Powerstrok3 sul battente ed una Emperor sabbiata come risonante (senza foro).
6. Ho cambiato i cerchi della grancassa con dei cerchi in acero, verniciati opaco trasparente.
7. Con il ricavo della vendita della batteria elettronica ho comprato dei piatti usati: Ride 22” della Sabian, Crash 18” della UFIP e China 18” della Paiste. Mentre per il hit hat aspetto di sostituire quello della Pearl WILD da 15” che avevo.
Ed ecco finalmete il risultato:
https://sites.google.com/site/fscaringelli/new
L’effetto del legno a poro aperto ovviamente da una aspetto molto vintage alla batteria… ed a dispetto di quanti si aspettano che ricominci a rokettare, vi faccio vedere su cosa voglio orientarmi…
http://www.youtube.com/watch?v=ytLZr5EnSbI
…scusate qualche imprecisione, ma dopo sei anni di inattività sono anche io un po’ arruginito.
Grazie per l’attenzione e se a qualcuno ho fatto scappare la lacrimuccia, scusate: NON ERA MIA INTENZIONE!!!








