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Ma perch? odio il vintage.

Qui si parla di batterie, piatti, pedali... di annata.

Messaggioda Glassmoon666 il dom nov 12, 2006 11:38 pm

ovvio, come tutto (o quasi)... :wink:
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Messaggioda Broadkaster il lun nov 13, 2006 9:28 am

Beh, c'? vintage e vintage....non tutto il vintage a mio parere ? uguale ed utilizzabile allo stesso modo.
Ad esempio se prendo una vecchissima Slingerland degli 20 o prima, probabilmente avr? dei suoni fantastici ma non sar? molto utilizzabile proprio per il fatto che le meccaniche sono quelle che sono e le misure sono quasi disumane (almeno per me)...cassa da 26 oppure 28 pollici, tom con solamente la pelle battente accordabile... insomma in questo caso, diventa pi? un vintage da collezione che da utilizzo. Se invece prendiamo sotto mano una Gretsch (dall'epoca round badge in avanti) oppure una Rogers, oppure la stessa slingerland da un certo periodo in avanti, tutte queste batterie sono utilizzabilissime. a) non ? vero che diventano pi? fragili di quelle moderne in quanto a legni.
Avete presente quelle travi in legno che molte volte si trovano nei ruderi in campagna?Ecco quelle travi sono "degli ossi", nel senso che hanno una stagionatura tale che le rendono dure come la pietra. Il legno, con il passare degli anni migliora, si stabilizza e si indurisce e se nutrito, migliora oltre che esteticamente, anche musicalmente.
b) le meccaniche. Sapete che la maggiorparte delle meccaniche presenti al giorno oggi sono frutto di quelle inventate negli anni passati. Adesso non voglio esagerare, ma se prendiamo ad esempio i tom mount delle Rogers, gli "Swivomatic" erano gi? all'epoca supporti molto robusti e ancora oggi lo sono. (la Yamaha utilizza lo stesso tipo di supporti per i tom, naturalmente il design ? leggermente cambiato). Per quanto riguarda le aste per i piatti, reggirullanti si possono benissimo utilizzare quelli nuovi (chi lo vieta?)
c) l'accordatura. L'accordatura dipende da 1)bordi, 2) cerchi, 3) viti per l'accordatura
Dunque, per quanto riguarda i bordi, c'? la possibilit? che i bordi si possano "consumare", nel senso che con il tempo e con la polvere potrebbero non essere pi? gli stessi di una volta. A questo punto, si mandano i tamburi da un liutaio che sa dove mettere le mani e vi sistema i bordi. 2) cerchi, i cerchi utilizzati sono gli bene o male gli stessi utilizzati al giorno d'oggi (die-cast, tripla flangia e singola flangia), per cui nel caso non si riescano a ritrovare gli originali si utilizzano i normali cerchi venduti oggi. 3) viti per l'accordatura. Le viti per l'accordatura hanno nella maggiorparte dei casi lo stesso passo americano utilizzato oggi. Altre invece (poche) utilizzano un altro passo non pi? utilizzato. In questo secondo caso, la faccenda si complica e se non si riesce a trovare una vite con il passo utilizzato ai tempi, allora in quel caso ci tocca prendere delle viti normali e fare tutto un lavoro di riadattamento.
Tutto questo vi fa capire, che ? vero, tutto il vintage non ? utilizzabile oggi, nella maggiorparte dei casi per? si pu? ancora utilizzare o riadattare nel migliore dei modi.
Vi faccio un breve esempio, il famoso consolette rail, utilizzato durante gli anni 50 e anche successivamente, ? stato riprodotto dalla DW, dalla Dunnett e dalla Gretsch, con la stessa distanza dei fori di aggancio di quelli costruiti ai tempi. Per cui, baster? sostituire il rail e montare un sistema di sospensione sul tom se non vi soddisfa quello vintage.
Ho da poco tempo avuto modo di riadattare un vecchio rullante degli anni 30, ? stato rifinito nella sua originale finitura Duco. E' stato cambiato il tendicordiera con un nuovo Nickelwork, senza aggiungere fori extra.
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Adesso non mi sembra che sia cos? "inutilizzabile", vi pare?
:mrgreen:
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Messaggioda Raffaele * BANNED * il lun nov 13, 2006 9:49 am

C'? da dire infinit? di cose.Pi? o meno tutti avete espresso idee giuste, la penso come voi ma vorrei aggiungere a groove che ha aperto il topic, alcune idee personali.
Io amo la sperimentazione.Infatti ho suonato con batteria solo tra ballerini e ballerine :P , oppure solo batteria rappresentando quadri, oppure sonorit? eteree con sottofondi hip-hop di solo batteria, o minus drum e solo alla batteria...ecc ecc., dunque amo la sperimentazione, ma non per questo odio il vintage , anzi.Proprio le vecchie batterie ti permettono di avere sonorit? molto particolari, diverse dagli standard ormai omogenei delle batterie moderne.Ma c'? dell'altro, come diceva giustamente martinazzi, se non ci fossero i vintaggiari, chi tramanderebbe ai posteri le vecchie drumme di trenta quaranta e anche ottanta anni orsono?Oppure come diceva zonder, il collezionismo ? romanticismo, ? pensare al passato in termini non solo di tempo ma anche di tecnica , pensando dietro quali catafalchi ad esempio negli anni '20, il batterista doveva sederci dietro...Ma anche tommylee la dice giusta: il collezionismo ? un fatto molte volte solo psicologico che spinge a raccogliere cose d'altri tempi.(c'? chi dice che il collezionista vintaggiaro raccoglie cose inutili dandogli una parvenza di illusoria utilit?).
Ma anche l'aspetto visivo e sonoro, a me personalmente piace tantissimo.
Insomma, w il vintage.
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Messaggioda Broadkaster il lun nov 13, 2006 12:54 pm

Si, concordo pienamente con Raffaele! :wink:
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Messaggioda Giovanni Gamberini il dom dic 03, 2006 6:33 pm

-un post lungo, siate pazienti o saltatelo...-

Non ? vero che il vintage non sia utilizzabile "on the road", anzi...

Anni fa, dopo anni di uso della mia prima batteria (Premier apk, dal '92), presi la mia prima batteria vintage, una Gretsch anni '70; ma all'epoca non ero vintaggista quanto oggi, la presi pi? che altro perch? ritenevo il momento adatto per avere finalmente una batteria PROFESSIONALE, e visto che ascoltavo soprattutto rock inglese anni '60-'70 e jazz americano anni '50 e '60 - i piccoli gruppi con Blakey, Roach etc., non le big band "bianche" di Krupa, Rich e soci -, le marche di riferimento erano ovviamente Ludwig e Gretsch, rispettivamente. Trovai quella Gretsch e la presi. Se avessi trovato Ludwig avrei preso Ludwig; e se fossi stato un amante di Gadd, Weckl e Colaiuta (come quasi tutti all'epoca) avrei preso una Yamaha (come quasi tutti all'epoca...).

Per qualche tempo ebbi la "precauzione" di non rovinarla, e quindi di andare a suonare con la Premier; ma la Gretsch suonava talmente bene che ho cominciato a portarmela in giro in qualsiasi situazione; ho venduto l'apk e buonanotte alla "precauzione".

Non ho pi? quella Gretsch, l'ho venduta verso il '99 per finanziare parte della spesa per una Drumsound. Anche in questo caso dunque il "fattore vintage" non ha pesato: la Drumsound ovviamente era NUOVA. La cosa importante a quel punto era di avere s? una batteria professionale (non si torna pi? indietro), ma finalmente con tutte le specifiche preferite (numero di pezzi, misure, finitura etc.). Se avessi dovuto aspettare di trovare una batteria vintage esattamente rispondente, aspetterei ancora oggi...

Quindi per un bel pezzo NIENTE VINTAGE; ma in questi anni ho avuto alcuni rullanti vintage (fra fine '60 e i primi '80), cos? ho potuto apprezzare la personalit?, il carattere unico di ciascuno (anche se non sempre la versatilit?, ovvio). A questo punto il fattore vintage ? diventato importante, proprio per questioni di personalit? dello strumento.

Mi sono detto: se prima o poi trovo un bel vintage (Gretsch o Ludwig, comunque) che valga veramente la pena prendere, lo prendo e lo affianco alla Drumsound. Il primo pensiero era per Gretsch, vista l'esperienza passata, ma nel frattempo il mercato vintage si ? evidentemente drogato, ed i prezzi delle Gretsch sono diventati proibitivi.

Poi quasi un anno fa ho trovato l'annuncio per una Ludwig Stainless Steel, un set di misure "normali" (22-12-13-16), ma ben tenuta e con un costo abbordabile. Da quando avevo letto il libro di Paolo Sburlati mi era piaciuta moltissimo l'idea della Stainless, e cos? l'ho presa, pensando "va b?, non sono le misure alla Bonham, ma tanto quelle non mi capiteranno mai".

E invece dopo pochi mesi, gran botta... su ebay: Stainless "alla Bonham", presa al volo. Pagata mooolto di pi?, anche se tenuta peggio dal venditore, ma ormai sapevo quel che volevo, perch? sapevo come suonava (avendo l'altra), e perch? l'altra LA USAVO IN GIRO PER LOCALI. Di nuovo, alla faccia del vintaggismo feticista e collezionista ("prendo quella per sentito dire, perch? "bisogna", poi la lustro e la rimiro segregata nella teca di cristallo"), mi era piaciuta la personalit? di quella batteria e la mettevo in uso REALE.

Cos? in un certo senso la Drumsound - recente - ? diventata "la batteria del feticismo" (quella da preservare) e la Ludwig invece quella "da sbarco", "da abuso". E non ? poi cos? strano, visto che ai tempi del vintage, quando il vintage non era ancora... vintage, le batterie si compravano PER SUONARLE, invece ora che il vintage ? vintage le nuove batterie top gamma vengono ideate, scelte, comprate e gestite con criteri "da vintage": conoscendo ed adorando ogni minimo dettaglio come una cosa suprema ed insostituibile.

Conclusione: il primo comandamento ? una batteria DA SUONARE, che sia vintage o nuova, non da collezionare.

PERO'...

Per? non me la sento di snobbare chi ha vaste COLLEZIONI: sicuramente se avessi pi? moneta raccoglierei pi? cose anch'io (magari un po' "monomarca", ma si ? capito...); e a loro volta i cosiddetti "collezionisti" se avessero un po' pi? di ore in una giornata suonerebbero tutti i loro strumenti, ne sono sicuro. Abbastanza...
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Messaggioda Raffaele * BANNED * il dom dic 03, 2006 11:33 pm

Quando mi capita, suono sempre le mie preferite...ovviamente ? impossibile suonarle tutte, ma primo o poi sar? il turno anche delle altre.
Per iniziare una collezione vintage, come qualunque altra collezione, non occorrono troppi soldi, a meno che non si voglia il top del top...ma ? lo stesso discorso applicabile alla vita in genere, ossia chi pi? vuole e non pu? permetterselo si fa male da solo...Si pu? cominciare anche solo a collezionare le chiavette, oppure solo i rullanti made in japan degli anni settanta, oppure le vintage "senza marca" (alcune sono uno spettacolo, sia di suono che di estetica)...ecc ecc...Insomma collezionare non ? solo per ricchi, grassi e borghesi :)
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Messaggioda Roger-It il lun dic 04, 2006 12:36 am

@giovanni: apprezzo e condivido non solo il tuo ragionamento ma i tuoi stessi gusti "monomarca" :D anche se a dire il vero, ho proprio da poco "tradito" la mia marca preferita (Ludwig) .. attenzione non ho venduto nulla, ? solo che sta facendo il suo ingresso nel mio parco strumenti un pezzo non-Ludwig ..
Non dimentichiamoci della saggezza di Giann, che ha scritto:in fatto di coralita nei live......posso dire che (rispetto ai QUEEN) i pooh son superiori
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Messaggioda Giovanni Gamberini il lun dic 04, 2006 2:05 am

Appunto, quello che conta ? prendere una cosa perch? ne riconosciamo il valore pratico di uso (marca o non marca).

@Raffaele: sono d'accordo, collezionare non ? (solo) un fatto di soldi, ? innanzitutto un atteggiamento dello spirito, insomma un modo di vedere la vita e gli oggetti che la circondano e la caratterizzano.

Per? semplicemente non ? il mio atteggiamento, specie se l'oggetto del collezionare ? indiscriminato. Perch? comprare di tutto un po'? Fra le cose che tu citi, ad esempio, perch? le chiavette? A parte un relativo valore di documento storico (ma a questo punto ce l'ha praticamente ogni manufatto umano), dov'? la qualit? intrinseca? Cosa fa di una semplice chiavetta una chiavetta DI QUALITA', che valga la pena procurarsi invece che un'altra? E' chiaro che qui siamo a livello dei tappi di bottiglia, nel campo del puro collezionismo, in cui non conta prendere un oggetto anzich? un altro entro una categoria, ma prenderli TUTTI, "finire la collezione"...

Ma poi anche di soldi si tratta, e allora passi per le chiavette, ma ad esempio i rullanti costano un po' di pi?, e allora perch? comprare quelli made in japan degli anni settanta? E a salire fino alle batterie complete: ancora pi? spesa, ancora pi? spazio occupato, e per farne cosa?

Per come la vedo, avere tanti oggetti di un certo tipo ha senso se quegli oggetti hanno un'incidenza pratica sulla nostra vita, se riconosciamo - in modo motivato - un valore specifico ad ogni SINGOLO oggetto (e non alla categoria), e lo USIAMO secondo la funzione per cui ? nato.

Qualche esempio? Se ho diversi fumetti illustrati da Sergio Toppi, ? perch? ritengo Toppi un grandissimo disegnatore, e non per un indiscriminato collezionismo di fumetti fra cui magari ricadono ANCHE quelli di Toppi. Se ho tutti i numeri di Modern Drummer, Drum Club e Percussioni non ? per "finire la serie", ma perch? i contenuti di ogni numero giustificano l'acquisto di quel numero specifico, volta per volta. Se ho l'integrale di Bach su cd ? perch? di Bach, come del maiale, "non si butta via niente"; idem per i cd di Zappa su etichetta Rykodisc, o i remasters di Hendrix (molti di meno, per fortuna!), o i dvd di Orson Welles. Non ? collezionismo, infatti - per esempio - di Miles Davis ho praticamente tutto, ma solo fino ad un certo anno, perch? da un certo punto in avanti, A MIO AVVISO, nonostante Miles sia Miles e chi pi? di lui meriterebbe di essere oggetto di collezionismo, per? i dischi non sono abbastanza belli, non valgono la spesa. A quel punto se mi avanzano 10 euro e 90 centesimi il mondo ? pieno di dischi spettacolari, non per forza di Miles (o di jazz, o di tromba...).

Oltretutto nel caso degli strumenti musicali c'? una "aggravante" a carico dei grandi collezionisti: siccome detti strumenti sono oggetti spesso anche rari, chi li colleziona li sottrae all'USO da parte di potenziali fruitori. Anche se "collezioni" tutti i dischi di Miles non li togli dal mercato; invece se ti compri tutte le Gretsch Roundbadge che trovi, parecchia gente rester? senza l'opportunit? di provarle. Se poi le suoni tutte, allora in un certo modo saranno state valorizzate per la loro funzione; ma se le tieni sotto chiave solo per il piacere di possederle... Ancora peggio ? se le raduni e le conservi per poi specularci (e guarda caso siamo tornati ai soldi). Anche su questo ti infliggo un mio banalissimo esempio: da grande fan dei K americani dei primi anni '80, non posso pi? comprarli perch? da quando sono entrati nell'orbita dei collezionisti - dovrei dire degli speculatori - i cosiddetti "EAK" hanno prezzi esorbitanti. Io ne ho diversi e me li godo tutti, ma ci sono delle "taglie" e dei "pesi" che non ho e che sarebbero altrettanto uno spettacolo, senonch? sono in mano a qualcuno che non li usa, quindi... "pietra sopra".
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Messaggioda Raffaele * BANNED * il lun dic 04, 2006 8:42 am

Giovanni, i tuoi discorsi sono sensati e dal lato pratico direi che sono veramente inconfutabili, per?...o meglio peeeero (come dice una amica del per?) il collezionismo ha un intrinseco valore , e te lo passo a spiegare brevissimamente, perch? poi devo correre a notificare.
Dunque, il discorso chiavette ad esempio: chi le colleziona non punta certo al fattore funzionalit?, ma proprio al fattore ricerca, documentazione e raccolta di magteriale, che in questo caso sono le chiavette.A proposito, le chiavette hanno un grandissimo numero di estimatori, occuopano poco spazio, e al contempo, documenti i metodi costruttivi e le ditte produttrici con tutte le varie vicessitudini legate ai diversi periodi storici.
Collezionare non vuol dire di tutto un p?, quello ? il modo di collezionare dei cosidetti rac-coglioni, chiamati cos? anche nel gergo dei filatelisti.Collezionare ? soprattutto predisporre anticipatamente un piano per la propria raccolta e seguirlo senza velleit? infantili di "conclusione della collezione", del tipo questo l'ho, quello manca...ecc ecc.
Ti posso portare il mio esempio.Io sono un collezionista incallito.Mi piace tenermi informato, fare ricerca e trovare materialmente gli oggetti studiati.Forse ? anche un p? deformazione professionale, ma a me piace raccogliere cos?.Nel settore delle batterie ad esempio prediligo il fattore: curiosit?, particolarit?, storie collegate a quella drum.Ovviamente non disdegno quelle che mi piacciono come suono, o che sono anmche solo belle a vedersi, e tra queste mi sto facendo un p? di batterie disegnate a mano da me stesso.Dunque divido la collezione in tre capitoli, quelle storicamente curiose (avrei numerosi aneddoti, ma mi ci vorrebbe troppo tempo...), quelle che mi affascinano istintivamente (le spese folli sono concentrate in queste, ma le suono tutte, quindi c'? doppia soddisfazione) e quelle artistiche disegnate da me (normalmente sono pezzi di batterie blasonate ma prese a pezzi e poi assemblate e dipinte a mano in modo, spero, artistico).Questa ? la mia collezione, ma ti assicuro che non ho speso mai grossi cifre e chiunque potrebbe permettersi, con un p? di tempo e risparmi (ovviamente) a farsi una collezione come la mia.
Poi c'? il discorso incetta di batterie, che hai affrontato.Qui non sono molto d'accordo con te, anzi.Molte volte ci sono delle bellissime batterie tenute in cantina o abbandonate dai vecchi proprietari o ancora peggio lasciate all'incuria del tempo.I collezionisti le raccolgono e siccome in italia non siamo poi cos? in tanti, chi sa, sa dove andarle a cercare e, insistendo un p? ci si pu? portare a casa a colpo sicuro un vintage senza impazzire, ovviamente paghi questo servizio un p? di pi? dato che la pappa pronta (l'insieme di batterie vintage) te la trovi tutta davanti senza sbatterti nemmeno un p?; credo sia giusto pagare un p? questo servizio, non credi?
Quindi collezionare non ? sottrarre all'uso ma semmai preservare dall'incuria, e formare un centro cui chiunque pu? attingere anche solo per documentarsi, non ? importante possederle a tutti i costi.Se poi non si vuol passare dal collezionista, prego, avanti che c'? posto, cominciate a correre in germania, stati uniti, inghilterra, ebay, negozi, roma, torino, milano ecc ecc...prego c'? posto per tutti... :wink: Il conto in banca per? piange sempre di pi? :cry:
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Messaggioda zonder il lun dic 04, 2006 9:56 am

A sto punto Raffaele scatta la domanda... ;)

Dove ? che si troverebbe la "pappa pronta"? Consiglia consiglia!! :P
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Messaggioda Raffaele * BANNED * il lun dic 04, 2006 11:59 am

La "pappa pronta" pensavo fosse chiaro.I collezionisti sono la "pappa pronta", ossia quelli chwe hanno gi? a disposizione molte batterie vintage.Non esiste una pappa pronta che cada dall'alto all'improvviso a meno che un qualche collezionista decida di vendere tutta la sua collezione.
Se per cercare una vecchia hollywood sono dovuto andare sino a roma, se per cercare una rogers big R (fantastica sia nel suono che nella finitura), sono dovuto andare sino a firenze, se per una vecchia gretsch anni '70 sono dovuto andare sino a genova (ma ne ? valsa la pena sia come prezzo spuntato, sia come soddisfazione nell'avere quel mito), chi vuole ad esempio una vecchia hollywood e magari una gretsch , viene da me e le trova tutte due.Questa ? la pappa cotta... :wink:
Cos? ? per il lavoro dei vintaggiari: collezionano e, quando decidono di vendere c'? una scrupolosa raccolta a disposizione di tutti (soldi permettendo).Daltronde, se vuoi una cosa, prima ti informi quanto costa e se puoi permettertelo la compri, giusto?Se poi nello stesso luogo trovi di tutto e di pi?, perch? no??Si va l? a colpo, quasi sicuro ed eviti le sbattiture della ricerca .Ti ? piaciuta la risposta?
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Messaggioda Pippo il lun dic 04, 2006 12:15 pm

Martinazzi, non l'avrai mica comprata da Roberto Gatto quella batteria? Ne vendeva una uguale...
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Messaggioda Giovanni Gamberini il lun dic 04, 2006 5:34 pm

@ Raffaele: ho letto i tuoi ultimi interventi (molto pacati; potevi essere anche pi? duro dopo le mie tirate sul collezionismo) ed ho cambiato leggermente opinione. In particolare riconosco in pieno la funzione di "salvatore dall'incuria", che ha un po' dell'archeologo, un po' del restauratore, un po' del direttore di museo. E' vero che il collezionista "si sbatte" in modo intensivo, risparmia all' acquirente finale lunghi giri, e gli offre ampia scelta e puntuale consulenza, e quindi ? anche giusto che si faccia pagare il servizio, anzi sacrosanto.

Resta per? il fatto che spesso il "servizio" ? molto pi? caro del dovuto, ad esempio se si vendono a prezzi ugualmente alti batterie costate cifre e sforzi molto diversi caso per caso. E' un dato di fatto che molti hanno accumulato il grosso della propria collezione diversi anni fa e quasi a costo zero, quando batterie e piatti ora "vintage" erano semplice "roba vecchia" che i proprietari erano felici di vedersi levare di torno.

Oltretutto il collezionista offre, s?, scelta e consulenza, ma ? anche legittimo supporre che venda soltanto quello in cui "crede di meno", e quindi spesso i pezzi peggiori: i piatti che suonano peggio (OGGETTIVAMENTE, non solo secondo i suoi gusti); le batterie con qualche problema di accordatura, o che hanno subito interventi ai fusti, alle meccaniche etc. Il che ? legittimo, ma allora bisognerebbe chiedere un po' meno soldi.

Proprio sul forum ? stata recentemente venduta/comprata una colossale Slingerland chrome over wood: due casse da 24", un tom da 14" e perfino un timpano da 20". Visto che la cosa si ? svolta da privato a privato, con il primo deciso giustamente a "lasciare andare" senza speculare, il tutto ha richiesto tempi brevi e cifre davvero basse (cio? GIUSTE) considerando il tipo di set. E la cosa ha certamente reso felice l'acquirente, fan di un rock bello pesante, che ha trovato il "suo" set. Se l'avesse intercettato un collezionista, a costi certo bassissimi per lui e a fatica zero (su labatteria.it, pi? in vista di cos?!!!), il povero rocchettaro sarebbe ora a bocca asciutta o a portafoglio asciutto, perch? il collezionista gli avrebbe fatto pesare la rarit?, lo stato di conservazione etc. etc., fino alla capitolazione del malcapitato.
Non credo di temere smentite su questo: chiunque si sia rivolto almeno una volta ad un collezionista sa esattamente cosa succede, sa di avere pagato oggettivamente tanto, e sa che non ci sar? scampo in futuro se ripercorrer? la stessa strada.

Tanto si rimane eternamente riconoscenti a semplici privati appassionati che ti cedono la loro "eredit?" decidendo di affidarla con fiducia al futuro, tanto si rimane delusi e diffidenti verso persone che ti aspetteresti mosse dalla tua stessa passione e che invece troppo spesso fanno lo stesso mestiere dei rivenditori di auto usate: nascondere le magagne, spuntare il prezzo pi? alto, vendere, vendere, vendere...
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Messaggioda |2D|STANCE| il lun dic 04, 2006 7:21 pm

Giovanni grazie x quello ke hai scritto,purtroppo spesso nel web si trova gente ke vuole fregarti e infatti puoi notare l'altro mio topic nella sezione "batterie" dove un tizio mi ha venduto un rullo ludwig rocker facendomi credere ke fosse un supra anni 70...x? fortunatamente la transazione x questa Slingerland ? stata perfetta e il merito ? tutto del venditore con cui ho parlato telefonicamente ed ? una persona tranquillissima.Ben vengano nel forum persone cos?.Rock on :tru
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Messaggioda tecnomimmo il lun dic 04, 2006 7:36 pm

oh, basta ringraziarmi, mi fate sentire in colpa :wink: :wink: :wink:
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Messaggioda Glassmoon666 il lun dic 04, 2006 9:04 pm

Io ti volevo ringraziare per il tuo avatar... :D
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Messaggioda Raffaele * BANNED * il mar dic 05, 2006 9:31 am

Dunque il discorso che si sta affrontando ? irto di mille insidie e non bisogna cadere, come spesso accade, negli eccessi ne da una parte ne dall'altra.
Coloro che taroccano le batterie sono dei truffatori mentre coloro che vendono a caro prezzo le loro batterie sono commercianti senza scrupoli ma non truffatori.Non bisogna confondere le cose.I truffatori vanno denunciati tutti, ogni volta se ne presenta uno per fregare il prossimo (occhio per?, se un venditore ti dice che quel pezzo non ? originale non puoi dopo denunciarlo...potrebbe partire immediatamente una bella controquerela per diffamazione, e a ragion veduta...se sai che quel rullante o batteria ? taroccato e la comperi ugualmente sono affari tuoi, se invece lo impari dopo un attento esame e il venditore finge di non sapere, ecco che potrebbe , solo in questo caso, partire una bella denuncia per truffa o altro).
I commercianti esosi invece vanno evitati, punto.Quando nessuno comprer? pi? da loro saranno costretti a rivedere i prezzi ma entro il limite del prezzo equo.Anche in questo caso state attenti, non esistono purtroppo , nel vintage tariffe minime, quindi quando qualcuno vi vuole vendere un pezzo vintage a prezzo stracciatissimo, occhio...pottrebbe esserci sotto una bella truffetta.
Vorrei continuare il discorso di Giovanni che continua a criticare i collezionisti :) ; ? chiaro che come tu vuoi il prezzo migliore da un privato, anche il collezionista fa lo stesso, non ti pare?Ti ripeto per? che non ci sono le possibilit? cos? ampie tra privati di reperire del buon vintage come dai collezionisti, e questo ulteriore servizio lo paghi.Alcuni venditori vintaggiari vendono non solo gli scarti, ma anche pezzi buoni, e questo perch? molto spesso ne devono comperare uno buonissimo...questo ? il mercato.
Io sono un agricoltore, anche, e me ne vanto e ti dico che lo stesso ragionamento lo si applica anche qui...Mi spiego.Quando produco grano tenero o grano duro e lo vendo ai consorzi (? una tappa obbligatoria) mi danno una cifra infinitesimamente inferiore a quella che il consorzio prende rivendendo lo stesso grano alla barilla.Ma la barilla non comepra solo il grano che ho prodotto io, ma anche quello di altri 200 produttori.La quantit?, stranamente, vine pagata di pi?.Non parliamo poi di tutta la filiera dei prodotti orticoli e della frutta che potrei andare in escandescenza, ma cos? va il mercato...Pi? persone ci lavorano, pi? si distribuisce il reddito, pi? famiglie ci campano.personalmente accorcerei la filiera, ma...sarebbe come voler togliere dal mercato libero una fetta importante di attivit? lavorativa.Il discorso ? complesso, ci sarebbe tanto da dire,...ci stiamo battendo...vedremo.Ciao ciao
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Messaggioda Giovanni Gamberini il mar dic 05, 2006 7:31 pm

Raffaele, di nuovo complimenti per il tuo equilibrio e buon senso.

Sulla questione passaggi intermedi e agricoltura in effetti ho visto una puntata di Report in cui si vedevano innanzitutto i prezzi salire vertiginosamente ad ogni passaggio, di modo che se l'agricoltore fosse riuscito a vendere direttamente i suoi prodotti anche a molto meno dei supermercati ci avrebbe ricavato molto di pi? - in fondo ? lo stesso principio che ispira le iniziative di commercio equo e solidale; ma poi si vedeva che anzich? far arrivare ai consumatori i prodotti - freschissimi - dei produttori locali, la catena dei passaggi fa s? che un pomodoro (ad esempio) coltivato a Napoli viene trasportato fino a Bologna, lavorato, imballato e rispedito ad un supermercato di Napoli, dove ovviamente costa di pi? ed ? meno buono di quando ? partito, oltretutto con un gran corollario di inquinamento per via del trasporto su strada. Da pazzi... a tutto vantaggio degli intermediari (evidentemente bene organizzati), e a scapito sia dei produttori che dei consumatori.

...lo so, qui si parlava di vintage s?, vintage no. Mea culpa, mea culpa...
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Messaggioda martinazzi il mar dic 12, 2006 11:48 am

Pippo ha scritto:Martinazzi, non l'avrai mica comprata da Roberto Gatto quella batteria? Ne vendeva una uguale...


Hola si ? quella ..ho anche la pelle firmata ..... eh eh eh mille rulli a tutti Voi.
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Messaggioda zonder il mar dic 12, 2006 3:25 pm

-OT-
senti martinazzi quel BB SS devi vendermelo.... ;)
-fine OT-
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Messaggioda martinazzi il mar dic 12, 2006 4:09 pm

Zonder st? buono ... lo sai che di questo modello ne hanno fati veramente pochi ...quasi tutti avevano la meccanica P85 .. quindi ai posteri la risposta.....
ciao Riccardo
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