@themucco
L'ho recuperato su facebook, una persona tra gli amici lo avevo pubblicato e ho fatto tesoro della sua condivisione. A quanto c'è scritto nella descrizione nel 2012 arriveranno altri capitoli che tratteranno temi similari cari a noi musicisti moderni.
Sulla questione ho maturato, in questi quasi dieci anni nel mondo della musica, un'idea precisa:
senza essere pretenzioso se si vuole considerare la musica come arte a pieno titolo,come medium espressivo,linguaggio di comunicazione e tutte queste belle parole è fondamentale la presenza di due componenti: innovazione e creatività.
Se non c'è innovazione vuol dire che l'essere umano ha raggiunto ed esplorato ogni canale espressivo immaginabile, tutto è stato fatto di già... ma questa mi pare una condizione impossibile da raggiungere almeno in campo artistico dove non ci sono confini.
Se non c'è creatività la spiegazione è semplice, siamo giunti alla sterilità più completa, ad un punto in cui vuoi per comodità vuoi per pigrizia non c'è più bisogno di creare del nuovo, non c'è bisogno o perchè non viene sentita la spinta a crearlo o perchè nessuno è interessato al nuovo e preferisce rimanere al sicuro circondato dal vecchio.
L'arte ha bisogno di un respirare continuo, di nuove proposte e di nuove espressioni, altrimenti sarebbe proprio il concetto stesso a perdere la propria essenza. Se non c'è più nulla di nuovo significa solo che l'uomo è giunto ad uno stato tale di rimbambimento per cui l'arte non ha più posto nella sua vita.
Queste riflessioni generali translate nel contesto specifico mi hanno portato proprio a separare le due categorie di musicisti: (io lo so che generalizzare così è sbagliato sempre, però conosco tante persone anche giovani che hanno deciso di fare cover e di fare quello fino all'anzianità) gli artisti e i non artisti/esecutori.
Lungi da me disprezzare chi fa cover e si diverte, lungi da me demonizzare una categoria di persone che magari riesce anche a trovare nella musica il proprio sostentamento, però è anche vero che se per assurdo esistessero solo cover band e tributi al mondo saremmo tutti musicalmente morti e sterili. Il mondo dellla musica vivrebbe solo sulle glorie passate, i concerti degni di essere visti sarebbero solo quelli delle band di annata che pian piano stanno andando in pensione. Sarebbe uno dei miei incubi più grandi.
Non voglio aprir la polemica stranota sul fatto che le cover band portino via occasioni ad altri artisti di suonare e farsi conoscere perchè qui entra in gioco come appunto hai sottolineato anche tu un discorso economico dei gestori dei locali ma anche e sopratutto culturale legato al pubblico, però di fronte a situazioni come queste mi sento spesso molto piccolo e rassegnato.....proprio sullo stile del ''così è la vità''
Poi per chi propone roba originale e lo fa con passione,sudore e capacità, penso sia lecito nutrire un malcelato astio nei confronti di chi guadagna soldoni portando nei locali più grandi del belpaese i pezzi di qualcun'altro magari scimiottandolo in tutto e per tutto.
A proposito di questo però chiudo l'intervento temperando molti dei discorsi (in gran parte da me condivisi) di chi propone roba originale e pretende che solo per questo motivo debba essere trattato con i guanti di velluto: il mestiere dell'artista non è mai stato un vero è proprio mestiere e cos' secondo me non deve essere inteso. E' l'espressione di un bisogno tramite un medium, è il dimostrare cosa si possa fare a livello di abilità, sensibilità e creatività...e il frutto di questo processo può piacere e non piacere. Sebbene riconosca ad ogni creazione propria dignità penso che sia la stessa decenza a porre dei limiti però.
Rimanendo terra terra ti posso citare l'esempio di pesudo musicisti che solo per il fatto di proporre materiale originale rivendicano che quello che fanno sia un mestiere e di conseguenza pretendono cachè e trattamenti da signori, band che girano da una vita senza avere uno straccio di pubblico e chiedono cifre esorbitanti per muoversi,ragazzini in erba che si sentono la nuova rivelazione della musica con due accordi stonati e latrati incomprensibili...
In definitiva fare il musicista (quello vero) così come fare lo scrittore, il pittore, il poeta, è molto difficile...e non si può pretendere ammirazione ed un mantenimento economico per il semplice fatto di dedicarsi ad un arte se le proprie creazioni non hanno riscontri nei confronti degli altri. Se fossè altrimenti potremmo spacciarci tutti per artisti e rivendicare i corrispettivi per le nostre creazioni.
Ciò non toglie che agevolazioni anche economiche, più spazio per esporsi al pubblico e via dicendo possano regalare alla figura dell'artista una dignità nuova, che sopratutto nel mondo della musica si sta perdendo........... siamo in un circolo vizioso dove non c'è cultura musicale perchè non viene dato spazio alla musica in quanto non essendoci cultura musicale la gente se ne frega che alla nuova musica non viene dato spazio.
Chi esegue cover e solo quello anche e soprattutto ad alti livelli, come aspirazione unica e come realizzazione personale è un operaio della musica, un manovale che invidio solamente in quanto ha trovato di che mantenersi facendo qualcosa di molto preferibile ad un'altra professione.
Cavolo è venuto un papiro.
