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Cover band,tributi e musica originale. Documentario

La zona per la vostra "musica suonata": qui potete far pervenire a tutti i vostri mp3, i vostri filmati, potete confrontarvi sulla vita e i problemi delle vostre band e ... conoscervi meglio.

Messaggioda dariogreat il dom dic 11, 2011 3:22 pm

Ciao ragazzi,vi segnalo un documentario ben fatto su una delle questioni che più accende le discussioni fra diverse categorie di musicisti al giorno d'oggi:
l'opportunità o meno di portare avanti una band tributo o una cover band contro il voler mettersi in gioco con brani propri.

Non è mia intenzione prendere posizione in questo post (anche se immagino che forse in seguito a qualche reazione e commento qua sotto si aprirà l'ennesima discussione animata in materia), mi è capitato più volte anche su questo forum di mettere in luce il mio punto di vista, inutile ripetermi proprio ora.

Ma bando alle ciance il link è qui. Dura meno di un'oretta ma ne vale la pena, almeno per farsi qualche sghignazzata

http://www.youtube.com/watch?v=U3zBi0fyz5E
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Messaggioda tommylee85 il dom dic 11, 2011 5:19 pm

interessante, me lo guardo!
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Messaggioda themucco il dom dic 11, 2011 6:13 pm

Dario dove l'hai trovato sto filmato?...
Interessante l'ho seguito con attenzione.

La questione è spinosissima, personalmente sono passata da varie esperienze.
Ho convissuto con anni la passione della musica suonando in compagnia con amici cover di gruppi che ho amato.
Mi ha dato parecchie soddisfazioni e la cosa è molto gratificante.

Poi da qualche anno sto battendo la testa nel voler fare solamente pezzi orginali perchè ho trovato quanto bello sia avere qualcuno che ascolta la tua musica, anche se fosse uno solo, vale per 1000....

In italia manca una cultura in cui si possa tentare di rischiare sempre facendo musica propria.
i locali vogliono fare solo cash, in automatico vengono fuori tutti i problemi legati alle coverband che rubano i palchi.
Il pubblico poi è ignorantissimo, o fai locali in cui con 5 € ti sbonzi... allora puoi suonare con successo perchè hai degli ubriachi talmente fatti che si esalterebbero con cristina d'avena... oppure ti tocca esibirti solo e solamente in contest o serate in 5 gruppi assolutamente gratuite... (altro problema della musica non pagata :oops: )

Se mai avrò la possibilità o il tempo di creare qualcosa di buono (nell'ambito musicale) vorrei trovare un locale in cui proporre musica dal vivo originale fruibile a tutti sperando di fare così un buon servizio a mondo della musica! :tru
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Messaggioda dariogreat il dom dic 11, 2011 9:49 pm

@themucco

L'ho recuperato su facebook, una persona tra gli amici lo avevo pubblicato e ho fatto tesoro della sua condivisione. A quanto c'è scritto nella descrizione nel 2012 arriveranno altri capitoli che tratteranno temi similari cari a noi musicisti moderni.

Sulla questione ho maturato, in questi quasi dieci anni nel mondo della musica, un'idea precisa:
senza essere pretenzioso se si vuole considerare la musica come arte a pieno titolo,come medium espressivo,linguaggio di comunicazione e tutte queste belle parole è fondamentale la presenza di due componenti: innovazione e creatività.

Se non c'è innovazione vuol dire che l'essere umano ha raggiunto ed esplorato ogni canale espressivo immaginabile, tutto è stato fatto di già... ma questa mi pare una condizione impossibile da raggiungere almeno in campo artistico dove non ci sono confini.
Se non c'è creatività la spiegazione è semplice, siamo giunti alla sterilità più completa, ad un punto in cui vuoi per comodità vuoi per pigrizia non c'è più bisogno di creare del nuovo, non c'è bisogno o perchè non viene sentita la spinta a crearlo o perchè nessuno è interessato al nuovo e preferisce rimanere al sicuro circondato dal vecchio.

L'arte ha bisogno di un respirare continuo, di nuove proposte e di nuove espressioni, altrimenti sarebbe proprio il concetto stesso a perdere la propria essenza. Se non c'è più nulla di nuovo significa solo che l'uomo è giunto ad uno stato tale di rimbambimento per cui l'arte non ha più posto nella sua vita.

Queste riflessioni generali translate nel contesto specifico mi hanno portato proprio a separare le due categorie di musicisti: (io lo so che generalizzare così è sbagliato sempre, però conosco tante persone anche giovani che hanno deciso di fare cover e di fare quello fino all'anzianità) gli artisti e i non artisti/esecutori.

Lungi da me disprezzare chi fa cover e si diverte, lungi da me demonizzare una categoria di persone che magari riesce anche a trovare nella musica il proprio sostentamento, però è anche vero che se per assurdo esistessero solo cover band e tributi al mondo saremmo tutti musicalmente morti e sterili. Il mondo dellla musica vivrebbe solo sulle glorie passate, i concerti degni di essere visti sarebbero solo quelli delle band di annata che pian piano stanno andando in pensione. Sarebbe uno dei miei incubi più grandi.

Non voglio aprir la polemica stranota sul fatto che le cover band portino via occasioni ad altri artisti di suonare e farsi conoscere perchè qui entra in gioco come appunto hai sottolineato anche tu un discorso economico dei gestori dei locali ma anche e sopratutto culturale legato al pubblico, però di fronte a situazioni come queste mi sento spesso molto piccolo e rassegnato.....proprio sullo stile del ''così è la vità''

Poi per chi propone roba originale e lo fa con passione,sudore e capacità, penso sia lecito nutrire un malcelato astio nei confronti di chi guadagna soldoni portando nei locali più grandi del belpaese i pezzi di qualcun'altro magari scimiottandolo in tutto e per tutto.
A proposito di questo però chiudo l'intervento temperando molti dei discorsi (in gran parte da me condivisi) di chi propone roba originale e pretende che solo per questo motivo debba essere trattato con i guanti di velluto: il mestiere dell'artista non è mai stato un vero è proprio mestiere e cos' secondo me non deve essere inteso. E' l'espressione di un bisogno tramite un medium, è il dimostrare cosa si possa fare a livello di abilità, sensibilità e creatività...e il frutto di questo processo può piacere e non piacere. Sebbene riconosca ad ogni creazione propria dignità penso che sia la stessa decenza a porre dei limiti però.
Rimanendo terra terra ti posso citare l'esempio di pesudo musicisti che solo per il fatto di proporre materiale originale rivendicano che quello che fanno sia un mestiere e di conseguenza pretendono cachè e trattamenti da signori, band che girano da una vita senza avere uno straccio di pubblico e chiedono cifre esorbitanti per muoversi,ragazzini in erba che si sentono la nuova rivelazione della musica con due accordi stonati e latrati incomprensibili...

In definitiva fare il musicista (quello vero) così come fare lo scrittore, il pittore, il poeta, è molto difficile...e non si può pretendere ammirazione ed un mantenimento economico per il semplice fatto di dedicarsi ad un arte se le proprie creazioni non hanno riscontri nei confronti degli altri. Se fossè altrimenti potremmo spacciarci tutti per artisti e rivendicare i corrispettivi per le nostre creazioni.

Ciò non toglie che agevolazioni anche economiche, più spazio per esporsi al pubblico e via dicendo possano regalare alla figura dell'artista una dignità nuova, che sopratutto nel mondo della musica si sta perdendo........... siamo in un circolo vizioso dove non c'è cultura musicale perchè non viene dato spazio alla musica in quanto non essendoci cultura musicale la gente se ne frega che alla nuova musica non viene dato spazio.

Chi esegue cover e solo quello anche e soprattutto ad alti livelli, come aspirazione unica e come realizzazione personale è un operaio della musica, un manovale che invidio solamente in quanto ha trovato di che mantenersi facendo qualcosa di molto preferibile ad un'altra professione.

Cavolo è venuto un papiro.


:lol: :lol: :lol: :lol:
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Messaggioda Forl4 il dom dic 11, 2011 10:43 pm

Molto figo questo video, mi è piaciuto parecchio. Devo dire che mi risulta difficile scherarmi perchè, se da una parte ritengo più giusto dedicarsi alla creazione di qualcosa che ci appartiene, non mi piace l'idea di denigrare la sfrenata passione che una persona può provare per i propri artista favorito. Direi che le Tribute band le posso comprendere, ma le cover band no, in effetti sfruttano il lavoro di altri per salire sul palco e questo non mi sembra giusto. C'è anche da dire che per chi è agli inizi (come il sottoscritto...) risulta didatticamente giusto, nonchè appagante, studiare dei pezzi già esistenti ed eseguirli, soprattutto se il brano è di nostro gusto. A mio parere da questo bisognerebbe sempre passare produzione di idee proprie, magari passando di mezzo ad un riarrangiamento di una canzone, per sperimentare e imparare come funzionano le cose.
Queto ovviamente inho. :wink:
Coloro che vivono senza uno scopo rimangono colpiti dalla bellezza di chi invece persegue un obiettivo con tutte le proprie forze. (Cit.)

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Messaggioda Cannibal il dom dic 11, 2011 10:56 pm

Io e il mio gruppo facciamo cover, ma non ci riteniamo nè una tribute band, nè una cover band. Noi facciamo cover di vari gruppi, non scriviamo canzoni, ma solo per il semplice motivo che ci riteniamo ancora troppo "immaturi", sappiamo che scrivere canzoni non è una futilità o qualcosa che tutti possono fare come si deve. Bisognerebbe prima acquisire esperienza, eventi che in qualche modo ti spingano a scrivere testi...noi purtroppo non abbiamo l'età giusta per questo. Detto questo...mi contraddico...eh si! Tribute band, cover band...secondo me sono quasi futilità...i gruppi famosi li conoscono tutti, non c'è bisogno di girare l'Italia per far sapere chi siano i Metallica, gli Iron Maiden, I Queen...poi, il fatto di essere legato alle canzoni di quei gruppi ci sta, eccome se ci sta! Ma non puoi esprimere veramente chi sei suonando canzoni di altri...o almeno puoi farlo fino ad un certo punto. La nostra band fa cover solo per...diciamo per "divertirsi", magari in attesa del giorno in cui scriveremo le nostre canzoni e sfonderemo...chissà! In parole povere...io sono quasi contrario alle tribute band e poi, c'è anche la questione di far acquisire prestigio all'Italia (questa cosa è soggettiva, nel senso che sono fatti tuoi se vuoi far salire l'Italia dal punto di vista della scena musicale moderna) non puoi suonare canzoni di gruppi americani. Questo è il mio giudizio (finale breve e conciso :D ).
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Messaggioda dariogreat il lun dic 12, 2011 12:26 am

Io e il mio gruppo facciamo cover, ma non ci riteniamo nè una tribute band, nè una cover band. Noi facciamo cover di vari gruppi, non scriviamo canzoni, ma solo per il semplice motivo che ci riteniamo ancora troppo "immaturi", sappiamo che scrivere canzoni non è una futilità o qualcosa che tutti possono fare come si deve.


Secondo me fate benissimo, per come la vedo io è una tappa imprescindibile. Io stesso anche se non mi posso ritenere per nulla musicalmente maturo ho fatto cover per diversi anni sopratutto agli inizi. Senza non avrei il gusto musicale che ho raggiunto ora, non saprei nemmeno come cominciare ad arrangiare batteristicamente una canzone e suonerei tutto a cazzo di cane.

Li si parla sopratutto di chi ha come ragione di vita (quella musicale chiaramente) l'emulazione e la riproposizione esclusiva di altro e di altri.
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Messaggioda Diddle il lun dic 12, 2011 1:43 am

Sergio Pagnacco fa a gara con Pino Scotto a chi smoccola di più! :D Che personaggi!

Non si può estremizzare.
Il musicista innanzitutto deve fare scuola, e quale miglior esercizio per acquisire una cultura musicale (a qualsiasi livello) se non quello di riproporre col proprio strumento le canzoni a noi care o le più famose? E' una bella palestra.
Sinceramente passare una vita a fare un tributo mi trifolerebbe i maroni, però ragazzi, se in un locale volete vedere la gente muoversi, non potete che passare per la strada delle cover.
In Italia, per i gruppi "emergenti" con musica propria, esistono solo squallidi concorsi a pagamento (si paga per suonare, vi rendete conto?) o seratine a base di "quanta gente vi portate appresso?" con 25 gruppi in mezzora.
Chi ha tentato di fare musica propria nel nostro paese, o aveva i soldi per finanziarsi, oppure è andato all'estero.

Al di là di questa triste realtà, vorrei precisare che chi fa il musicista (per passione o per lavoro), non per forza deve creare musica nuova. Quello lo fa chi ha doti compositive.
Tutti quelli che invece amano semplicemente suonare il proprio strumento e mostrare ogni volta un colore diverso della propria tavolozza a seconda del repertorio che propongono, sono artisti che non hanno nulla da invidiare agli altri.
Quello che conta è avere una parte attiva nel produrre musica e nel trasmettere emozioni.
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Messaggioda SignoriDrums il lun dic 12, 2011 11:11 am

Io forse sono un po' piu' cinico, ma penso che se uno ha la creativita' non possa fare a meno di produrre canzoni originali.
E' nella sua natura, le idee gli vengono cosi' ed in continuazione.
Vorrei essere cosi' anch'io, ma non lo sono e ne sono coscente.

Ho suonato per anni con un bravissimo chitarrista, aveva messo su un tributo ai Dire Straits e lui e' bravissimo a suonarli, se chiudi gli occhi sembra di sentire Knopfler.
Pero' di roba originale neanche l'ombra, e la scusa "ufficiale" era che non si sentiva pronto e che quando lo fosse stato avrebbe cominciato a scrivere.
Pero' le poche volte che abbiamo provato a tirare fuori qualcosa non c'era un barlume di creativita' di quella vera, tutta roba trita e ritrita, per non dire semi-clonature di pezzi degli Straits.

Era come essere davanti ad una diga che sta per crollare, hai paura di essere travolto dall'acqua, pero' quando riesci a guardare dall'altra parte ti accorgi che non ce n'e' neanche un filo.

Ora suono con un cantante che sebbene sia un ottimo musicista e' lontano dalle capacita' tecniche del chitarrista di cui sopra.
Pero' sforna pezzi uno dietro l'altro, bei testi e belle melodie. Non si pone il problema "scrivo o non scrivo" semplicemente, lo fa perche' e' nella sua natura.

Non ci sono alibi che reggano, se hai la creativita' non puoi frenarla.
Magari sei timido e non proponi i tuoi pezzi, ma comunque li scrivi.

Sono anche d'accordo che le cover servano come scuola, per misurarti con musicisti anche di alto livello, ma questo lo puoi fare a casa, per l'appunto come studio. Far vedere quanto sei bravo a rifare una canzone, per quanto possa capire che l'apprezzamento fa piacere, lo trovo solo sterile.

Non mi prendete per etremista, alla fine tutti facciamo qualche cover, per allargare il repertorio, per particolare affezione verso una canzone o altro, meglio se ci mettiamo del nostro reinterpretandola (possibilmente con gusto). Sto solo dicendo che se la creativita' c'e' esce fuori da sola, non la si puo' fermare.
Bye!!!
M.
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Messaggioda debaser il lun dic 12, 2011 5:14 pm

beh... io ho risolto suonando in un gruppo di cover (studiare serve sempre...) e contemporaneamente in un gruppo in cui si fanno pezzi nostri. ma se un giorno dovessi scegliere per forza andrei verso la creatività.
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http://www.youtube.com/watch?v=NP5_CJg7oKQ

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