Qualche Recensione
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( Recensione di Daniele Fois pubblicata il 02/10/2012 )
"Madness"
Gruppo
Concrete
Titolo
Madness
Tracce
1 - Sycon
2 - Fuckcilation
3 - Devastation
4 - Interlude
5 - Lobotomized
6 - Madness
Anno
2012
Etichetta
Autoprodotto
Genere
Thrash
Provenienza
Italia
Line-Up
Manuele Ruggiero - Rhythm Guitar & Vocals
Massimo Ercoli – Lead Guitar & Backing Vocals
Daniele Orlandi – Bass
Luca Nazzari – Drums
Contatti
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Devo dire che ero piuttosto curioso di sentire questa nuova band italiana dedita al Thrash Metal più puro e intransigente, e in effetti sono rimasto abbastanza colpito dal sound spigoloso e diretto del quartetto milanese, formatosi nel 2009 e che vede Manuele Ruggiero alla voce e alla chitarra ritmica, Massimo Ercoli alla chitarra solista, Daniele Orlandi al basso e Luca Nazzari alla batteria.
Lo stile dei quattro Thrasher si rifà in maniera evidente alla vecchia scuola di stampo americano della Bay Area, e già a partire dalla opener “Sycon” sono evidenti i richiami ai Metallica di “And Justice for All” in particolare alla traccia di apertura del citato album, nonostante poi il pezzo evolva verso lidi persino più estremi, e maggiormente riconducibili a band come Sodom e Testament; le ritmiche serrate sono subito in primo piano, e le vocals di Manuele sono subito convincenti e aggressive a sufficienza, senza dover sconfinare necessariamente verso registri tipici del growl.
La seconda track, “Fuckilation” (il cui titolo è tutto un programma), mira anch’essa verso una brutalità sonora tutto sommato ben controllata, con riff granitici e batteria martellante; la brillantezza dei suoni sono uno dei punti forti, nonostante il pezzo pare sia destinato a restare meno impresso nella mente dell’ascoltatore rispetto al brano precedente, ma già col terzo brano si inizia a fare sul serio.
"Devastation”, infatti, si mette in mostra con diversi cambi di tempo e stacchi che rendono il pezzo molto più elaborato rispetto ai precedenti, convincendo appieno l’ascoltatore, complice anche il lavoro di batteria da parte di Luca che rende il pezzo incredibilmente dinamico.
"Interlude”, come il titolo suggerisce, è in effetti un breve interludio semi-acustico che, tutto sommato, si poteva elaborare meglio; in particolare la breve linea solista della chitarra sembra non integrarsi al massimo con l’arpeggio sottostante, ma tant’è, il pezzo successivo ci fa immediatamente perdonare questa piccola pecca, centrando il segno e rivelandosi a mio avviso il migliore fra quelli proposti.
“Lobotomized”, infatti, sembra una via di mezzo fra gli Anthrax di “Among the Living” e i primi lavori degli Annihilator e degli Overkill. Il cantato scandisce con efficacia liriche cruente e accattivanti, e i riff di chitarra si sommano in maniera incessante.
Il pezzo conclusivo, “Madness”, title-track dell’album, riprende il riff finale della canzone precedente, caratterizzandolo con dei suoni più compressi ed elaborandolo in maniera personale e convincente, la sezione ritmica del duo Orlandi/Nazzari è ancora una volta protagonista di una prestazione impeccabile e le chitarre dipingono paesaggi apocalittici e incalzanti.
In definitiva possiamo considerare questo lavoro come un prodotto sicuramente convincente e ben suonato, la produzione è di un livello più che soddisfacente e la band dimostra di aver assimilato alla perfezione la lezione dei mostri sacri del Thrash anni '80, rielaborandolo grazie ai suoni più incisivi della produzione. Magari i nostri peccheranno un po’ di originalità, ma se l’obbiettivo prefissato dai Concrete è quello di scatenare il pogo durante i loro concerti, allora direi che è stato centrato in pieno!
VOTO: 7,5
Daniele Fois