Ciao.
Esco da pochi giorni dall'esperienza di due concorsi a livello nazionale di cui per correttezza non faccio il nome. Ritengo che i concorsi, o con un termine molto pi? trandy oggi in uso i "contest", vadano presi per quello che sono, ed affrontati traendone quanto pi? di positivo si pu?, ma armandosi di una grande calma olimpica. Giurie frettolose e non sempre competenti, piccoli o grandi favoritismi quando non proprio verdetti gi? scritti prima del bando... Per? ? un momento di grande confronto, di conoscenza e di scambio, di prova di 'professionalit?' e di capacit? di affrontare le situazioni.
Non so se col mio gruppo ripeteremo l'esperienza, ma quelle che abbiamo sostenuto pur se non ci hanno visto vincenti certamente ci hanno aiutato a crescere.
Rimane poi una considerazione di fondo: la musica non ? l'atletica leggera o la formula uno o il tennis, la competizione non deve essere la regola, ma un fatto occasionale; si suona per se stessi e per chi ha il piacere di ascoltarti, non per la giuria.
