Iko, mi piacciono molto le vostre idee; il prog è un linguaggio complesso, un racconto e per poter comunicare il messaggio, è necessario fare attenzione a tanti particolari.
Voi siete molto attenti, conoscete questo linguaggio, sapete quali sono le chiavi di lettura. Il prog è un terreno ostico, perchè può risultare noioso, se non si
mantiene l'attenzione dell'ascoltatore. Basta una piccola distrazione, per perdere un passaggio, ossia il filo del discorso. Non è per niente facile, soprattutto quando
non si ha la padronanza e la sicurezza di un musicista professionista, perchè le insidie e i tranelli sono dietro l'angolo. Invidio enormemente la vostra sensibilità e
la vostra tecnica; si percepisce l'impegno, la dedizione e l'attenzione ad ogni particolare. E' la passione, l'amore per la musica che si realizza nel fare musica.
Ribadisco un concetto per non essere frainteso: fare prog di un certo livello come il vostro non è facile, soprattutto quando suonare è una passione, e i cui spazi vanno
ritagliati all'interno di una quotidianità fatta di lavoro, casa, famiglia e altro. Vi ammiro tanto, spero un giorno di raggiungere la vostra maturità e consapevolezza, e
di vivere un contesto musicale di questo tipo.
Qualche osservazione:
- Riapertura ai minuti 2:40-3:40: personalmente insisterei maggiormenete sulla campana del ride, per dare più spinta e aria al pezzo; è un preludio che deve comunicare positività e prospettive;
la campana è appunto simbolo anche della rinascita e della luce; questa idea viene ribadita ed enfatizzata anche sul secondo passaggio di apertura, intorno al 6:10, dove la tastiera (?)
sembra avvicinarsi all'idea di suono della campana, ma non riesce certo a comunicare la stessa idea ed intenzione.
- China al minuto 3:10: il china ha un suono troppo strozzato e chiuso, e toglie respiro. Da buon prog, ci sta un china grande e morbido, che spande e si apre. Forse basterebbe anche
mollare un poco la farfalla, per rendere il suono più naturale e meno controllato.
- Belli i suoni della Le Soprano, solo il rullante non mi convince, non è incisivo; non capisco se è una questione di suono, oppure di mano, che a volta sento un poco
indecisa. Iko, prendi queste osservazioni con le pinze, da una persona che conosce davvero poco di musica, e che vale ancora meno come batterista.
Ti regalo un ascolto da pelle d'oca che mi avete portato alla mente.. la voce di Wetton, la Hayman di Bruford, la Les Paul di Fripp, il Mellotron di Cross:
http://www.youtube.com/watch?v=5C8v99kV1jY
(Sono prolisso.. scusa..)


