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Come suonare jazz?

Una sezione per parlare di esercizi, lezioni, dubbi pratici, consigli di tecnica, insomma tutto cio' che possiamo imparare ed applicare sullo strumento.
Accordatura inclusa.

Messaggioda drudorik il dom mag 12, 2019 12:30 pm

Ciao a tutti ragazzi,
Vi faccio questa domanda poiché non esiste un metodo, e allora come si fai?
Vi prego non prendere a male questa domanda, ma dopo parecchio tempo passato a studiare tecniche jazzistiche non so ancora come approcciare jazz.
presi alcune lezioni da un maestro recentemente che mi disse :”vuoi suonare il jazz? Bene, prendi un pezzo che ti piaccia, impara il tema a memoria e cantatelo per tutta la durata”
Ma è corretta questa risposta? In alcuni temi come “take the a train” oppure “all of me” benissimo non c’è problema, riesco a cantarmi sempre il tema anche nelle parti dei soli e stare sul pezzo, ma con altri temi mi sembra una cosa impossibile per esempio “scrapple from the apple” o “moose the mooche” di Parker mi sembra difficilissimo capire in quale tema mi trovo durante i soli dei vari strumenti e se provo a cantarmi il tema mi perdo completamente.. e da molto tempo ormai che ci provo ma con risultati pessimi.. sono sulla strada giusta?
Vi ringrazio anticipatamente.
(Non cazziatemi)
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Messaggioda vit vit il dom mag 12, 2019 6:06 pm

Difficile rispondere,quello che ti ha detto il tuo maestro è giusto.Certo va bene sul jazz diciamo mainstream(di stampo swing)meno facile col be bop e seguire(cioè Daglidagli anni 40 in poi)dove si sono allargati gli orizzonti incrociandosi con la musica accademica,folk,popolare,aleatoria ecc.
L'unica è ascoltare tanta musica,da interiorizzare magari anche con difficoltà.Mi ricordo da 20enne alle prese con il Coltrane post Ascension che per i miei ascolti e conoscenze di allora era estremamente ostico,adesso invece è semplicemente il punto di partenza per i giorni nostri.
Sviluppa l'orecchio,tanto jazz di adesso più che alla batteria,che è svincolata dal tenere il tempo,ci si poggia al contrabbasso(ma non è una regola in un mondo che rifugge della regole ferree)
Prenditi qualche brano che è nato senza batteria e mettici la tua parte,io ai tempi feci così......appena ho del tempo e linea decente ti posto qualche brano.
Poi tanti pensano che per suonare jazz ci voglia una tecnica spropositata.Si è no.Io ho sempre considerato il jazz un linguaggio musicale e quindi come il linguaggio,più parole e concetti conosci più può formulare discorsi complessi ed articolati.
Nulla vieta di esprimersi e partecipare al discorso con poche,pesate parole.
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Messaggioda drudorik il lun mag 13, 2019 12:33 pm

Grazie mille vit!
Da quello che dici sembra che tu non ti sia buttato sullo studiare gli standard o no?
Forse sto sbagliando io il concetto di “imparare il jazz”.. cioè mi è molto difficile questa cosa è mi sconforta moltissimo..
Se metto una base e la suono mentre mi registro non esce una cosa malvagia, certo ho ancora molto da imparare, ma il suono e l’accompagnamento ci sono.
Putoppo però non concepisco questa cosa degli standard, dopo un po’ che li suono non riesco mai a capire in che punto preciso del tema mI trovo (e normale o no?), ho provato molte volte a basarmi sulle note del contrabbasso, altre volte sugli accordi del piano e altre volte ancora canticchiando il tema ma mi perdo sempre. L’unica e contare le battute conoscendo ovviamente la struttura, ma perdo musicalità ovvio.
Quindi mi sorge una domanda, e veramente necessario conoscere il punto preciso in cui si è? Immagino di si, voi su cosa vi basate?
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Messaggioda vit vit il lun mag 13, 2019 2:13 pm

Io sull'intuito,frutto di ascolti di musica a 360° (anzi 370 che è più attuale):-)
Concepisco due filoni:se vuoi suonare ad alto livello/professionale/ragione di vita è indispensabile una buona cultura musicale a base di armonie,lettura a prima vista,insomma quello che ti da il conservatorio e simili.
Se invece come me ti piace(e ti deve piacere,non sforzarti che non è il caso)puoi dialogare con i mezzi che hai.
Nel jazz,
A dispetto dei denigratori che lo reputano a una genere elitario e da puzza sotto il naso/segaioli,è di vitale importanza essere se stessi con i propri pregi, difetti e attitudini.
Ammetto che tanto jazz diciamo classico è pieno dei difetti di ci sopra,Io mi ispiro ai musicisti più avventurosi e visionari(vedasi i miei post su "batterismi altri" e "altre musiche.) Ma senza una grande teoria tecnica riesco a seguire buona parte di quella musica.E un pochetto a suonarla. A) MODO MIO che e' l'essenza del jazz(Non delle capsule nescafe)

Ripeto devi affinare l'ascolto,avere un buon senso del ritmo(fatto più di pause e salti che note vere e se proprie)perché il jazz è l'essenza stessa del ritmo.Esplicito come nello swing ed implicito(lo senti ma nessuno sta sul tempo in senso stretto) come nel jazz di adesso.
Detto ciò non potrei spiegare più chiaramente:questa è musica poco codificata,ampia e multiforme. SE la.senti tua ci puoi benissimo suonare sopra ....se vai per stereotipi ed imitazioni.....ti serve una di quelle sQuole di Jazz
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Messaggioda drudorik il lun mag 13, 2019 5:37 pm

Grazie ancora Vit,
Se la soulzione fosse quella di ascoltare tanto tanto tanto jazz lo farò, nella speranza che anche io accrescerò quell'istinto!
sono d'accordo con te per quanto riguarda il genere "elitario" quindi dopo molto tempo passato a studiare la tecnica mi piacerebbe iniziare a "suonare con il cuore e con le orecchie"
Tu cosa mi consiglieresti di fare? dovrei mettere dei pezzi e suonarci sopra? oppure continuare ad imparare standard suonandoli e risuonandoli (ammetto che questa opzione sta diventando molto frustante non vedendo risultati) d'altro canto chi si definisce jazzista conosce un repertorio vastissimo di standard..
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Messaggioda vit vit il lun mag 13, 2019 6:10 pm

Che dirti,si capisce che lo standard canonico non te gusta mucho
Ti piace il jazz a tutto tondo?che filone prediligi?
Le maniere per divertirsi sono tante.
Ti monti un loop e ci suoni insieme(come dicevo nel jazz non si suona a tempo,ma si suona intorno al tempo).

Come detto trova qualche pezzo senza batteria e ci suoni la tua parte.

I vari classici dov ci sono i canonici"four" scambi in solo dove cerchi di far cantare lo strumento e non solo una sequela di rudimenti(hai presente Max Roach?) Magari ricopiando il tema.Li chiaramente devi contare le battute,ma poi vengono spontanee,.

Attendiamo anche i consigli di Ezio Pellizzi il redivivo Sanmar ch suonano questa musica di frequente.,
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Messaggioda drudorik il lun mag 13, 2019 11:14 pm

Grazie vit! Lo faró,
Diciamo che mi piacerebbe poter jemmare degli standard con altri musicisti e divertirmi così..
Comunque va bene attendo pareri!
Grazie ancora
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Messaggioda eziopelizzi il mer mag 15, 2019 7:51 pm

Se Vit Vit chiama si deve rispondere !!!!!! A parte gli scherzi, sono completamente d’accordo con quanto scritto qui sopra. Avevo postato dei suggerimenti prima, ma avevo letto frettolosamente il post e non avevo capito che quale era il problema. Ora correggo.
Di solito (ma non sempre) i pezzi jazz hanno questa tipo di struttura:
Intro: stabilisce il mood del brano
Head o Tema: è la melodia principale;
Solo section: è dove i solisti improvvisano sulla melodia e / o progressione di accordi del tema;
Head out: è una ripresa del tema;
Coda o Tag: è il finale.
Lo studio (Jim Chapin, John Riley ecc) danno il vocabolario del linguaggio.
L’ascolto dei brani dei vari periodi definiscono lo sviluppo dei generi nel tempo.
Per il suonare, tecnicamente dovresti sempre sapere dove sei all’interno di una struttura di un brano, cantando il tema, contando, (pregando) ma in molti casi, nelle jam, il solista da delle indicazioni con sguardi o movimenti (chiama i soli) e quindi l’interplay, non solo musicale ma fisico/empatico è molto importante.
Suonare sui dischi è il miglior esercizio, ma sempre esercizio rimane, quindi se hai la possibilità vai a suonare nelle jam, oppure suona con qualcuno che studia con te. Buttati e fregatene.
Con il tempo il tuo orologio interno percepirà ogni singola variazione come naturale. Bisogna lasciarsi trasportare.....
Purtroppo non è una cosa facilmente decodificabile, ma tranquillo la frustrazione è una buona amica che non ci abbandona mai.
Poi il fattore elittario di questo genere in alcuni casi è vero. È musica di difficile diffusione popolare, oggi, tecnicamente un pelo più impegnativa, chi la suona si veste sempre di nero e non sorride mai. Se leggi la storia del jazz è come la polenta, i nonni la mangiavano perché c’era solo quello e ti sfamava, adesso, invece la mangiamo in posti con la stella Michelin e fa figo tornare alle origini. Ma un bel vaff.......lo vogliamo spendere. Io sposo la teoria di Vit, se si vuole fare il professionista ci si diploma al conservatorio e si va a fare un mestiere. Se no si sente tanta musica, si cerca di rubare e imitare il linguaggio dei batteristi che si ascolta, si prova e riprova, non si smette di essere curiosi. Ed alla fine “ cit. Si suona come si è”.
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Messaggioda drudorik il ven mag 17, 2019 4:13 pm

Molte grazie Ezio!
Quindi è normale la cosa, menomale pensavo di esssere la pecora nera!
Grazie mille per i consigli, ascolterò tanto e inizierò contanto… nella speranza che il mio orologio inizi a funzionare!
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Messaggioda vit vit il ven mag 17, 2019 5:36 pm

Ma si nelle versioni più semplici di jazz devi contare a giri di quattro battute.Da li inizi ad impratichirti nella giungla di note.
Ti prendi kind of blue di Miles Davis......piano piano

Ti propongo un brano abbastanza recente;senza batteria ma con il basso di Steve Swallow che è un'elastico su cui arrampicarsi

Jimmy Giuffre trio playball

https://youtu.be/o3bk6MXDX8o
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Messaggioda matteo t il dom mag 19, 2019 8:00 pm

discussione interessante!
Il forum qui sta tornando al vecchio splendore!
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