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Studiare gli stili del [JAZZ] [METODI]

MessaggioInviato: mer gen 24, 2007 11:40 am
da Joe
Quali testi usare per studiare gli stili dei musicisti?
Ad esempio come suona elvin jones, oppure art blakey, o billy cobham...

J.

MessaggioInviato: mer gen 24, 2007 1:14 pm
da Tyler
o ad esempio scaricati il famosissimo e morbidissimo jim chapin's book!for the modern drummer....il piu classico dei classici...x? utile...io l ho studiato un p?!

MessaggioInviato: mer gen 24, 2007 1:34 pm
da Skrieg
Io sul chapin ci sto studiando sopra proprio in questo periodo e devo dire che lo trovo un buon metodo,te lo consiglio anche io.

MessaggioInviato: mer gen 24, 2007 3:16 pm
da Joe
Sul Chaoin ci studio da anni edx ? un ottimo metodo. Per?, forse il titolo del post non ? chiarissimo, io mi riferivo a studiare gli stili dei diversi batteristi Jazz. Cio? come suona elvin jones, quali erano le sue peculiarit?, i lick pi? usati, il modo di portare il tempo avanti o indietro, etc. Come suona Steve Gadd (quando fa jazz) etc e Billy Cobham, etc, etc...

MessaggioInviato: mer gen 24, 2007 3:55 pm
da Pippo
I migliori testi che io conosca per approfondire lo stile di diversi batteristi sono quelli di John Riley:

http://www.johnriley.org/publications.xml

Per quanto riguarda Blakey, c'? un metodo dedicato proprio a lui: "Art Blakey's Jazz Messages", di John Ramsay, molto bello.

MessaggioInviato: mer gen 24, 2007 4:00 pm
da lou
non credo che ci siano testi che trattino analiticamente questo aspetto, in generale ci si affida all'ascolto continuato ed imperterrito dei dischi...gli unici libri che potrebbero fare al caso tuo sono i soliti "the art of bop drumming" e "beyond bop drumming" di john riley, vere e proprie enciclopedie della batteria jazz, a cui aggiungerei "jazz drummers: masters of time" di steve davis, trascrizioni di segmenti batteristici tratti dai brani aebersold, con descrizione delle strutture e dello stile impiegato dai vari interpreti (nussbaum, hart, foster, smitty smith, higgins ecc.)

MessaggioInviato: mer gen 24, 2007 4:36 pm
da Pippo
"The jazz drummer's workshop" di Riley continene dei capitoli di analisi stilistica dedicati a diversi batteristi, come Elvin Jones, Billy Higgins, Max Roach e Tony Williams...

MessaggioInviato: mer gen 24, 2007 9:11 pm
da chiunana
quoto Pippo. se inizi ora, consiglio "The Art Of Bop Drumming"di Riley. ci sono anche tanti esercizi con le spazzole. Jazz :tru .

MessaggioInviato: mer gen 24, 2007 9:15 pm
da Ginger Drummer
Bello questo thread, oltre ad essere molto utile, mi procurer? al piu presto i libri da voi menzionati :tru

MessaggioInviato: mer gen 24, 2007 10:38 pm
da Joe
L'art of bop drumming ? un ottimo testo ma il focus non ? sugli stili dei singoli batteristi, anche se mi pare che alcuni riferimenti siano comunque presenti. Mi sembra promettente il drummer workshop, il davis e probabilmente anche il beyond bop drumming, anche se dovr? necessariamente scegliere un solo testo tra questi. Tendo a comprare tutto quello che trovo ma il rischio ? sempre quello di non focalizzarsi abbastanza.

ho iniziato a suonare e a studiare, prima percussioni e poi batteria jazz, 30 anni fa, poi dopo 5 anni una pausa lunghissima, e ho ripreso 4 anni fa e sto lavorando su -rudimenti: principalmente buddy rich, wilcoxon e le progression vic firth
- indipendenza/coordinazione: chapin e the new breed
- varie ed eventuali

Suono in un quartetto dove facciamo pi? che altro standard swing e bop, mi piacerebbe cominciare ad approfondire le varie correnti jazz e gli stili dei singoli batteristi. Penso che mi butter? sul drummer workshop...

MessaggioInviato: dom gen 28, 2007 3:31 pm
da Joe
Tra l'altro mi viene in mente un altro testo+dvd piuttosto famoso che ? l'upclose di Steve Gadd, dedicato ovviamente principalmente allo stile di steve gadd

MessaggioInviato: dom gen 28, 2007 3:47 pm
da catastrophy
s?, ma col jazz non c'entra praticamente nulla

MessaggioInviato: dom gen 28, 2007 3:59 pm
da Joe
Beh, Steve Gadd ha suonato e suona di tutto, dire che non c'entra nulla con il jazz ? un po' eccessivo. E' vero che ha fatto molto pop ma ad esempio ha suonato molto con Chick Corea e i return to forever, con chuck managione, con M. petrucciani unendo senso del tempo, leggerezza e tecnica inarrivabili.

In Up Close parla molto del suo stile e dei suoi "licks" quindi mi sembra che nella bibliografia sugli stili dei batteristi jazz possa avere un suo posto.

MessaggioInviato: dom gen 28, 2007 5:23 pm
da lou
ha ragione catastrophy, up close col jazz non c'entra nulla, l'unica cosa di stampo vagamente jazzistico di questo video ? il groove shuffle...

MessaggioInviato: dom gen 28, 2007 5:37 pm
da Joe
Proviamo a fare qualche esempio concreto allora:
- crazy army ? un solo che si potrebbe tranquillamente suonare in un contesto new orleans, ragtime, swing
- l'applicazione sul set del ratamaque che dimostra gadd si pu? tranquillamente utilizzare in qualsiasi contesto jazz dai primi del 900 al jazz rock
- idem per il six stroke roll etc, etc.

Come dicevo gadd sicuramente non ? un batterista - esclusivamente - jazz, ma suona e ha suonato jazz a livelli elevatissimi e con i musicisti che hanno fatto la storia del jazz e molti dei suoi fill dimostrati in UpClose possono essere utilizzati tranquillamente in contesti jazz.
Per non parlare della visione complessiva dello strumento, del portare il tempo, etc.

MessaggioInviato: dom gen 28, 2007 6:01 pm
da mariollo
Io Steve Gadd lo rispetto molto come ballerino di tiptap.

8)

MessaggioInviato: dom gen 28, 2007 6:19 pm
da Joe
mariollo ha scritto:Io Steve Gadd lo rispetto molto come ballerino di tiptap.

8)


Beh Mariollo, liberissimo di non amare gadd, per? il suo profilo, la sua tecnica e competenza batteristica anche in campo jazzistico ? fuori discussione. O forse vogliamo dire che Petrucciani, Cick Corea, D Sanborn, G. Barbieri, Wayne Shorter, Jaco Pastorius, Tania Maria, Manhattan jazz Quintet, Eliane Elias, Frank Sinatra, Lalo Schifrin, Yuseef LaTeef tanto per citare qualche nome, hanno suonato e inciso con gadd per come ballava il tiptap?

Ovviamente Gadd non ? un duro e puro del jazz e ha pure suonato con simon e garfunkel, peter gabriel etc. per? mi sembra che qualcosina da dire ce l'abbia lo stesso anche nel jazz. Perlomeno a me, che prover? a imparare qualcosa anche da lui. Se non hai nulla da imparare da Gadd sei veramentre tosto, mi piacerebbe sentirti suonare.

In ogni caso il mondo ? bello perch? ? vario...

J.

MessaggioInviato: dom gen 28, 2007 7:09 pm
da catastrophy
certo che qualche volta gadd ha suonato con qualche jazzista (nella tua lista su c'? pi? fusion cmq)... e certo che ? un grandissimo batterista... ma nel jazz non ? di sicuro una prima scelta (n? in quello tradizionale n? in quello moderno)... quanti nomi metterei prima di lui nel jazz? 200? 500? 1000? partendo dai giovanissimi, passando per quelli che si sono gi? confermati (willie jones III & Co.) e per quelli che ormai sono le stelle del nostro decennio (blade/stewart ecc.) per finire con le leggende intoccabili (da baby dodds a jack dejohnette)... insomma, se guardi tutto ? un grande batterista, ma se stai studiando jazz, sono altri quelli che ne hanno fatto (e fanno tutt'ora) la storia...

MessaggioInviato: dom gen 28, 2007 7:13 pm
da Joe
catastrophy ha scritto:certo che qualche volta gadd ha suonato con qualche jazzista (nella tua lista su c'? pi? fusion cmq)... e certo che ? un grandissimo batterista... ma nel jazz non ? di sicuro una prima scelta (n? in quello tradizionale n? in quello moderno)... quanti nomi metterei prima di lui nel jazz? 200? 500? 1000? partendo dai giovanissimi, passando per


Certamente, per? quando abbiamo provato a fare una lista di testi da cui stsudiare gli stili personali dei batteristi sono venuti furi solo 3/4 libri, non certo 500 o 1000. Ecco perch? ho citato upclose che ? tutto incentrato sullo stile di gadd, come ulteriore possibilit? didttica. Io del resto l'ho gi? in casa da tempo e non l'ho mai studiato quindi mi viene comodo cominciare a darci un'occhiata.

MessaggioInviato: dom gen 28, 2007 7:16 pm
da mariollo
Direi che c'? uno spiacevole malinteso per il mio intervento Joe. Io ho mai detto che non ho nulla da imparare da Gadd? No. (Tra l'altro se fai un search in questo forum ho anche aperto un topic perch? una volta ho ammirato la sua tecnica di spazzole assieme al trio con Petrucciani.) Inoltre non incrimino nessuno per i suoi gusti musicali e se un batterista sia un duro e puro questo non mi riguarda perche a mio avviso la musica fatta bene ? "fatta bene" a prescindere da ogni stile musicale.
Detto questo posso dire che per me prima di Steve Gadd ci sono grandi batteristi di jazz(ed io parlo di swing :idea: ) che preferisco.

Se vuoi venirmi a sentire suonare ci sono spesso dei low cost che partono da Orio al Serio per Paris, ma non vorrei mettere la discussione su questo piano.. :D

MessaggioInviato: dom gen 28, 2007 7:34 pm
da Joe
Beh la prossima volta che capito a parigi non mancher?.

Sono d'accordo con te, e non ho mai detto il contrario, che nella storia dello swing altri batteristi hanno pesato pi? di gadd. ma non era questo l'oggetto della discussione. Si parlava di testi su cui studiare gli stili di batteristi jazz: ne abbiamo citati 3, upclose ? incentrato sullo stile di gadd e presenta parti tranquillamente usabili in contesti jazz tradizionali e non tradizionali. Per me ? pi? che suffciente.

gadd non ? un batterista jazz in senso stretto? vero. Si possono imparare cose interesanti e applicabili nel jazz dal suo upclose? vero anche questo e ho citato alcuni esempi.

J.

MessaggioInviato: mar gen 30, 2007 8:01 am
da Raffaele * BANNED *
Un conto ? dire: voglio imparare gli stili jazz, un altro ? dire : voglio imparare gli stili dei batteristi che suonano jazz.Sono cose diversissime.Se vuoi imparare gli stili dei batteristi che suonano jazz la cosa pi? saggia da fare ? fare un elenco dei tuoi batteristi preferiti, o almeno degli esponenti principali (da baby dodds, gene krupa,sonny greer, buddy rich shelly manne, elvin jones, a greg bissonette, weckl, bozzio, gurtu, hernandez...per dirne alcuni).Dopodich? cominci a prendere c.d. e ascolti bene bene il loro modo di suonare, trascrivendo 8se riesci) i passaggi fondamentali, i fill, le dinamiche, come swingano sul ride ecc ecc.Oppure, se vuoi la pappa cotta, prendi il libro di riley, ma ? pur sempre una visione univoca degli stili, quindi gi? filtrata da riley, che ? comunque un grande personaggio.L'ho conosciuto e devo veramente dire che ? un grande.Mi raccont? alcuni aneddoti e retroscena da sbellicarsi.E' anche un salutista.Tutte le mattine alle 6, esce di casa per farsi un ora di corsa.Non beve, ? morigeratissimo nel mangiare.Cos? pure nei suoi approfondimenti sugli stili dei batteristi jazz, prende il giusto, l'equilibrato...mentre sarebbe meglio, almeno per il mio carattere prendere invece proprio le uscite pi? stravaganti, i fill pi? estremi.Questo lavoro quindi deve venire dentro di te, cosa ti piace di pi? e compararlo e estrapolarlo anche dai grandi per ampliare il tuo bagaglio creativo.
Altra cosa invece sono gli stili jazz.Personalmente per farmi questa cultura mi sono stati utili i due anni di studi sulla storia e analisi del jazz del conservatorio di adria, ma anche i miei studi personali sul fantastico libro di Paczynski.Sono tre tomi in francese.
Comunque eccoti gli stili jazz da capire ascoltandoli nei dischi: lo stile di new orleans, con i batteristi baby dodds o papa jack (prendi louis armstrong).Poi inevitabile ? l'ascolto dell'era dello swing con le band famose di gene krupa o cozy cole.Qui puoi sbizzarrirti, c'? n'? a iosa.Successivamente puoi direttamente dirottare sul bebop senza troppo impelagarti negli altri stili precedenti.Ascolta i gruppi con i batteristi pionieri di quel genere (se vuoi sempre focalizzare la batteria pi? che il vero stile di quel genere) come kenny clarke, max roach , art blakey oppure philly joe jones con il mitico miles davis.
Dopodich? potresti prendere in considerazione la west coast con sonny rollins e dietro ai tamburi il pioniere batteristico di questo genere: Shelly manne. A mio avviso basterebbero questi generi per farti un bel quadro importante e colto degli stili jazz e soprattutto degli stili dei batteristi jazz.
Il discorso si intreccia anche con le batterie vintage.Un tempo non si usavano strumenti amplificati e quindi le batterie degli anni quaranta e dei priimi del cinquanta non suonano forte.Chi ne ha provata qualcuna dell'epoca, con le pelli originali se ne sar? accorto...o.k. ? tardi ,ciao ciao.

MessaggioInviato: mar gen 30, 2007 9:00 am
da Joe
Raffaele ha scritto:Un conto ? dire: voglio imparare gli stili jazz, un altro ?



Raffaele, molto interessante questo tuo post. Ovviamente hai ragione, studiare gli stili jazz ? diverso dallo studiare gli stili dei batteristi. Nella prima risposta che ho postato in questo thread specifico che il titolo ? misleading ed ? da leggersi come "studiare gli stili dei batteristi jazz".

Mi piace la distinzione che fai tra lo studiare lo stile dei batteristi alla fonte, oppure mediato da altri testi. Sicuramente il primo approccio ? quello pi? completo e con maggior ricaduta anche dal punto di vista culturale. Temo per? che per me sia al momento rroppo impegnativo sia per il maggior tempo necessario che per le maggiori difficolt? interpretative. Del resto mi sembra che i due approcci non si escludano. Lo studio sui testi pu? ben precedere, o eventualmente affiancare lo studio "on the wild".

Non mi ? chiaro il discorso sulle batterie vintage, puoi articolare ulteriormente?

MessaggioInviato: mar gen 30, 2007 10:10 am
da Raffaele * BANNED *
Lo studio dei testi ? essenziale...nessuno nasce imparato :) , per?, anche darsi da fare da s? non brutta cosa...anzi, potrei addiruttura aggiungere che non si pu? aggiungere una testa a quella che hai gi? sulle spalle...vabb?...lo studio dei testi ? importantissimo.
Dovrei ripercorrere la storia della batteria...ma sarebbe troppo lunga anche se mi metterei volentieri a rileggerla e riscrivertela, ? interessantissima.Con vero piacere ti dico al volo quello che so, nel limite del tempo disponibile:
bisognerebbe partire dal suono dei tamburi dell'africa e della difficolt? di unirli e impastarli al suono del piano...ma non finirei pi? e sarebbe solo l'inizio.Parto da molto avanti...ad esempio solo focalizzando il ride, il piatto ride.Durante l'era di new Orleans i batteristi tenevano il tempo suonando sul rullante i campanacci o i woodblocks.Fu Dave Tough (sconosciutissimo ai pi?...) a considerare l'importanza di tenere il tempo su un piatto ride.Gene Krupa svilupp? ulteriormente questa tecnica, sino ad arrivare a creare dei veri e propri esempi di eccezionale e stabile tenuta del tempo sul ride.Prima erano sporadici i casi, e nell'era di new orleans, nessuno teneva il tempo sul ride (peccato non ci siano filmati dell'epoca...ma, dato il periodo, ? capibile capirne il motivo).Ma ? con l'avvento del bebop che il ride fece da vero signore.Kenny Clarke ne fu il suo esponente pioniere.Lui stesso diceva: la batteria va suonata in questo modo: il tempo sul ride, la cassa per gli accenti, il rullante con la mano sinistra per le altre cose e trucchetti.Da quelle parole tutto il mondo batteristico cominci? a pensarla allo stesso modo :) Va detto che anche il metodo di jam Chapin si basa essenzialmente sulle esperienze di Kenny Clarje cos? come riferisce lo stesso Jim.Successivamente, a bebop inoltrato il ride accompagnava le corde del contrabbasso...per poi arrivare alla free jazz dove a volte si usano solo i piatti per creare addirittura vere e proprie melodie...basterebbe ascoltare il nostro Centazzo nei suoi mitici concerti per solo batteria ed immagini oppure il mitico pierre favre, che ho conosciuto.Un grande creativo.
Ma c'? molto altro da dire e solo sul ride...figurati su tutto il set.Insomma il vintage ci dice come si suonava una volta anche solo vedendo i pezzi con cui era composto e anche la sonorit?...infatti Sonny Greer (batterista di duke Ellington, da scoltare assolutissimamente) aggiungeva alla grancassa e al tom e ai piatti cinesi anche un timpano.Il timano ? una sua invenzione.Lui lo ha aggiunto al set di batteria, prima di lui non esisteva il timpano nel set di batteria.Negli anno del bebop anche la batteria evolveva con grancasse pi? piccole e piatti pi? grandi ....era la nuova era del tempo sul ride come dicevo precedentemente.
Dal '50 la batteria vede nascere una nuova grancassa aggiuntiva ad opera di Louis bellson...successivamente nascono le pelli sintetiche, meglio accordabili, con pi? tenuta dell'accordatura e con suono pi? definito.Negli anni '60, con i suoni amplificati del nascente rock (gi? esisteva nel '50...anche qui sarebbe molto interessante aprire una disamina, ma non ho tempo, mi dispiace...), anche le batterie si fanno pi? grandi, pesanti e molto pi? sonore.E l'evoluzione continua...anche l'effetto scenico oggi gioca un ruolo molto importante...forse pari allo stesso suono...

MessaggioInviato: mar gen 30, 2007 10:40 am
da Joe
Raffaele ha scritto:Lo studio dei testi ? essenziale...nessuno nasce imparato :) , per?, anche darsi da fare da s? non brutta cosa...anzi, potrei addiruttura aggiungere che non si pu? aggiungere una testa a quella che hai gi? sulle spalle...vabb?...lo studio dei testi ? importantissimo.


Interessantissima questa carrellata, grazie raffaele. E riguardo al Paczynski mi puoi indicare almeno per sommi capi di cosa tratta e cos'ha di diverso da altri testi?

MessaggioInviato: mar gen 30, 2007 11:59 am
da Raffaele * BANNED *
Francamente per entrare propri nel linguaggio jazz, con esempi, parti, giri armonici, stili, analisi dettagliata, sarebbe pi? indicato prendere i tre testi del Gunther Schuller.Vera bibbia per i jazzisti che vogliono addentrarsi seriamente nel mondo del jazz.Ma sono tre tomi difficili per chi non ha buone basi.E' difficile anche per chi ha buone basi...Ma sono in italiano.
I tomi di Paczynski sono una vera miniera di informazioni sulla storia della batteria e sugli stili dei batteristi jazz.Non dovrebbe mai mancare a nessun batterista jazzista.Ti spiega per filo e per segno le origini del jazz .Le varie ere del jazz, i ?personaggi del jazz, tenendo in considerazione la batteria.E' un libro che non deve mai mancare.Une Histoire de la batterie de jazz.George Paczynski.Sono tre tomi.Puoi ordinarli alla libreria birdland oppure se vai su gogle e digiti il titolo e il nome, puoi ordinarli direttamente in francia .Ciao ciao

MessaggioInviato: mar gen 30, 2007 3:46 pm
da Joe
Raffaele ha scritto:Francamente per entrare propri nel linguaggio jazz, con


beh mi hai incuriosito, gi? pensavo sabato di fare un salto alla birdland, dar? un'occhiata...

MessaggioInviato: mer gen 31, 2007 10:23 am
da Raffaele * BANNED *
...se prendi il ghunter , pur rimanendo un eccezionale e coltissimo libro,poi non mandarmi accidenti, ti avevo avvisato che era difficile... :wink:

MessaggioInviato: mer gen 31, 2007 12:41 pm
da Tyler
l unica cosa che ti rimane da fare se vuoi approfondire gli stili dei SINGOLI batteristi ? fare una lista di drummer che vuoi e searchare il web!

MessaggioInviato: gio feb 01, 2007 2:11 pm
da Joe
Raffaele ha scritto:...se prendi il ghunter , pur rimanendo un eccezionale e coltissimo libro,poi non mandarmi accidenti, ti avevo avvisato che era difficile... :wink:


Il vantaggio di vivere a milano ? che alla birdland ci vado di persona e posso sfogliare i testi prima di acquistare. Dunque niente accidenti, se vedo che il testo non ? alla mia portata non lo prendo...