Premessa: avevo cominciato a rispondere ieri, ma data l'importanza/la serietà dell'argomento non ero riuscito a finire...
jump65 ha scritto:Post lungo, portate pazienza...

Ecco, apprezzo chi come te - a differenza di "...e ho detto tutto." Bizio - è competente (credo che tu - come me - abbia studiato la materia; sono perito informatico ed ho specializzazione in impianti in alta frequenza) e porta spiegazioni utili a tutti: questo non è uno scontro fra opinioni, ma uno "scambio" di conoscenze ed esperienze.
In qualsiasi caso, visto che l'obiettivo è "educativo", cerchiamo di usare terminologie comprensibili a tutti (magari aiutandoci con le figure), altrimenti parliamo arabo per gli altri...
jump65 ha scritto:Sei sicuro di aver letto bene ciò che ho scritto?
'Bit ed Hertz' rappresentano la quantizzazione del segnale...
Come appena chiarito ho studiato la materia e quindi sò cos'è la "rappresentazione di un segnale analogico - che per sua natura può assumere infiniti valori - con un insieme finito e pre-determinato di livelli fissi" (aka quantizzazione, che è complementare al campionamento): come giustamente dici, i fattori di campionamento vanno considerati INSIEME.

Segnale analogico

Segnale campionato
Più fitta è la "scalettatura" più correttamente sarà rappresentato il segnale analogico originale (quindi all'aumentare della frequenza di campionamento, aumentano i livelli di quantizzazione, migliorando conseguentemente la rappresentazione... sulla carta).
E fin quì abbiamo ripassato.
jump65 ha scritto:tant'è che esistono i convertitori che campionano a 1 solo bit e, a quanto ne so, sono i più usati in campo audio.
Quà entrerebbe in gioco il discorso sul Noise Shaping, ma rischiamo di annoiare...
Comunque la maggior parte dei convertitori AD prodotti dopo il 2000 restituiscono un output a più di 1 bit quindi, per le frequenze 44.1 kHz et simila, il segnale viene *decimato* (semplificato o, se preferite, degradato).
Per questo dico che è meglio usare la risoluzione "piena"; dopo - semmai - decidi TU cosa "scartare", non il convertitore !
jump65 ha scritto:Ovvio che se il calcolo mi dà almeno 19~20 mi conviene considerare l'opzione 24 bit, ma se ottengo 16 o poco più (o peggio, 14 o 15)
24 bit sono in grado di rappresentare 144 dB di dinamica - contro i 96 dB dei 16 bit - ma la tecnologia oggi disponibile è limitata a 120 dB (rappresentabili quindi con "soli" 20 bit): in quest'ottica hai ragione, 4 bit sono inutilizzati.
D'altro canto - IMHO - non ha senso "sprecare" 24 dB di dinamica per lo spazio su disco (visto che, come dicevamo, oggigiorno il costo per Mb è irrisorio).
Detto questo, lasciamo la teoria ed entriamo nella "vita reale".
E' chiaro che *non tutti* i convertitori arrivano a 120 dB di dinamica - anzi - ma perché non sfruttare anche 1 solo dB se ce l'ho disponibile ?
Esempio pratico: se non vado errato la motu 828 ha circa 110db di dinamica, se la usi a 16/44 sostanzialmente *rinunci* a 14db, mentre a 24/96 li sfrutti tutti e ne "sprechi" 34...
Per come la vedo io, rinunciare alla dinamica per risparmiare spazio su disco non mi sembra una cosa molto conveniente.
jump65 ha scritto:Mi spieghi che discorso è?
La codifica mp3 elimina parti del segnale originale (sia in ampiezza che in frequenza) ben misurabili, assumendo che non siano udibili in termini di perceziona acustica.
La codifica mp3 a basso bitrate la vedi facilmente in una FFT in tempo reale.
Un segnale complesso sommerso dal rumore è perso e basta, prima di qualunque codifica.
Il paragone è appunto rispetto alla rinuncia a delle parti di segnale (che magari non senti od addirittura potrebbero essere rumore) per risparmiare spazio su disco...
jump65 ha scritto:Certamente molte schede/mixer ecc vantano i 24/96 per mere questioni di marketing, perché pur disponendone 'nominalmente' non hanno un canale audio adeguato.
Poi, posto che la maggior parte dei software di audio editing opera sui campioni audio trattandoli già come se fossero 32 bit (per evitare errori dovuti ai troncamenti, nelle operazioni matematiche), mi fai l'esempio di un convertitore A/D a 32 bit, visto che quello più 'spinto' che conosco arriva a 28 ed ha una banda passante di meno di un KHz?
Mi dici dove trovo un canale analogico con un rapporto segnale rumore (194dB) tale da giustificare il campionamento a 32 bit?
Soprattutto, mi dici in che condizioni mi devo mettere per apprezzare REALMENTE la differenza fra 16/44.1 e 24/96, o peggio fra 24/96 e 32/96 (o 32/192)?
Quello che sostengo è appunto che con la qualità massima dei convertitori di oggi basterebbero tranquillamente 20 bit ma, evidentemente per questioni non legate prettamente al trattamento del segnale, si è preferito passare (quasi) direttamente a 24 bit; ma visto che - come giustamente affermi - molti software lavorano già a 32, non sarebbe stato più logico farli direttamente così ? (pur valendo il discorso di prima sullo scarto)
Secondo me - come spesso avviene - preferiscono farci fare più "salti" tecnologici per poterci rivendere attrezzatura che già abbiamo... ma questo è un'altro discorso.
In qualsiasi caso, non tralasciamo però il fatto che usare una risoluzione di 24 bit sottocampionata nel dominio del tempo (a 44.1) rende "i gradini" non proporzionati tra loro, creando i cosiddetti "artefatti vivi": come dicevi tu stesso sopra le due grandezze (bit ed Hz) devono andare di pari passo...
Quindi, se si vuole registrare a 24 bit, è più corretto usare frequenze adeguate (96 o, al massimo, 88.2).
meatgrinder ha scritto:Qundi tu affermi che è meglio convertire da 96 a 48, piuttosto che da 96 a 44.1, giusto?
Io affermo che - visto il problema degli errori di conversione, appunto - sarebbe meglio non resemplare affatto.
Ed oggi, grazie ad Internet (musica liquida) questo è possibile.