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Fusti a strati spessi... interessano?

MessaggioInviato: dom nov 22, 2009 11:14 am
da TND-storm
Salve!
Forse a gennaio è la volta buona che riesco a dedicarmi seriamente alla costruzione di fusti.

Stavo pensando di proporre, per iniziare, dei fusti con gli strati spessi, un paio di mm l'uno, precedentemente piegati a vapore strato per strato e poi incollati.
Un fusto 3 strati sarebbe quindi spesso sui 6 mm (quando ora un fusto Keller a 5 strati è spesso 3 mm).

Sono un tipo di fusti a strati che ora come ora che io sappia produce solo la Highwood in UK, in forma sperimentale se non ricordo male. Ricordano un po' quelli di una volta,

Vantaggi?
Meno colla a parità di spessore, che è un po' il vantaggio dei fusti a doghe/segmentati sui fusti a strati. Possibilità di scelta tra una varietà di essenze, alcune con un estetica pazzesca. Si può decidere l'essenza di ogni singolo strato!

Svantaggi?
Una resistenza leggermente inferiore a quella dei fusti a strati comuni di pari spessore, ma comunque molto superiore a quella di un fusto a doghe di pari spessore. Il costo sarà maggiore a causa della lavorazione più complessa e del legno da liuteria di alta qualità.

Purtroppo dovrò aspettare gennaio per i primi prototipi in quanto devo procurarmi ancora alcuni macchinari...

Nel frattempo... come vi pare l'idea?

Ciao
Marco

MessaggioInviato: dom nov 22, 2009 12:58 pm
da Roger-It
penso che sia davvero una bella idea ! :)
se poi ricordano i fusti vintage .. :ros basta x me sentire questa parola x emozionarmi :D

però devi anche fare questo ragionamento: "la spesa vale l'impresa" ?
se devi affrontare dei costi per macchinari, acquisto iniziale di fusti, e quant'altro, pensi di avere delle buone probabilità di trarre un buon guadagno ?

MessaggioInviato: dom nov 22, 2009 1:34 pm
da Alex910
Grande!!!.... a me interessano eccome :D !!!!
Aspetto i prototipi con ansia :wink:

MessaggioInviato: dom nov 22, 2009 1:47 pm
da V.I.N.Z.
MI PROPONGO PER L'ENDORSEMENT :tru

MessaggioInviato: dom nov 22, 2009 3:35 pm
da TND-storm
Roger-It ha scritto:però devi anche fare questo ragionamento: "la spesa vale l'impresa" ?
se devi affrontare dei costi per macchinari, acquisto iniziale di fusti, e quant'altro, pensi di avere delle buone probabilità di trarre un buon guadagno ?


Beh, la stragrande maggioranza dei macchinari li prendo comunque, servono a lavorare il legno indipendentemente dal metodo che utilizzo poi per fare i fusti. Questo non è certo l'unico progetto che ho in mente! :p

Poi per fare fusti a strati va fabbricato lo stampo, e lì ne serve uno per ogni dimensione. Per questo penso che partirò con fusti da 14", i rullanti sono l'unico pezzo che si può associare a (quasi) qualunque batteria, può aver senso possederne più di uno e hanno un costo più abbordabile di una intera batteria.

Per il resto di tempo per studiare le varie tecniche costruttive ne ho avuto, ho sperimentato con fusti a strati, a doghe, piegati a vapore (singolo strato) e col segmentato.
Dei fusti a strati spessi li trovo interessanti perchè è un tipo di fusto che oggi "manca", ed ha caratteristiche interessanti rispetto alle altre tecniche.

Ad esempio un fusto a doghe ha la peculiarità della fibra verticale (che abbassa la fondamentale del fusto) e, a parte i fusti piegati a vapore, è quello che ha meno colla. Di contro deve avere spessori elevati, superiori di solito al cm, perchè la superficie di incollaggio è limitata e perchè la fibra del legno disposta verticalmente è molto più fragile. Un fusto da 7 mm si può spezzare a mani nude (provato di persona su un fusto d'acero, rotto lungo la venatura e non sulla linea di incollaggio, che se è fatta bene è più resistente del legno). Infine le fibre del legno col tempo tendono a gonfiarsi (o "sgonfiarsi") al variare dell'umidità (soprattutto se il legno non è stagionato) e quindi il legno si deforma soprattutto perpendicolarmente alla fibra. Questo implica che i fusti a doghe sono potenzialmente quelli più sensibili alla deformazione, che può portare all'ovalizzazione del fusto.

I fusti piegati a vapore sono quelli con meno colla in assoluto, solo sul punto di giunzione. Va anche sfatato il mito della "tensione" che avrebbe il legno piegato a vapore e che dovrebbe in qualche modo peggiorare il suono dello strumento: concettualmente, è una cavolata.
Quando si piega il legno a vapore, la lignina (che è la sostanza che "salda" tra loro le fibre del legno) si ammorbidisce grazie al calore e le fibre interne alla curva si comprimono scivolando le une sulle altre. Una volta che il legno si raffredda la lignina torna allo stato solido e il legno mantiene la sua curvatura. Bisogna far riposare il legno in una sagoma adatta perchè ci vuole un po' di tempo perchè il legno si stabilizzi nuovamente (una seconda stagionatura se vogliamo). Una volta assestato, togliendolo dallo stampo c'è un minimo di "springback", ma non è assolutamente vero che il legno "vuole tornare dritto". Anzi, tentare di raddrizzarlo a freddo lo spezzerebbe, come tentare di piegarlo a freddo.
Se provaste a segare un fusto piegato a vapore, scoprireste che si muoverebbe al massimo di pochi millimetri dalla curva ideale, e non necessariamente "aprendosi": potrebbe anche tendere a una curva ancora più stretta.
Tutto dipende da come è stata curata la curvatura, da come si è compensato lo "springback". Un fusto piegato come si deve non ha più tensione di una tavola di legno dritta...

Detto questo, è anche vero che la tensione non è necessariamente una cosa negativa: ad esempio il piano armonico di una chitarra, una tavola originariamente perfettamente piatta, viene messo in tensione con l'incatenatura interna dandogli una determinata curvatura. Questo perchè un legno opportunamente tensionato è più reattivo e sonoro di una tavola totalmente priva di tensioni. Il concetto stesso quindi che un legno che sia messo in tensione debba avere un suono peggiore di uno privo di tensioni è fondamentalmente errato. Tutto sta nel tensionare adeguatamente il legno, nè troppo, nè troppo poco.

I fusti piegati a vapore comunque hanno anche loro qualche difetto... Devono anch'essi avere uno spessore abbastanza consistente e dei cerchi di rinforzo, il tutto per evitare che col tempo e con l'assestarsi del legno si possa deformare il fusto. E' anche sensibilmente meno stabile, resistente e rigido di un fusto a strati: la minore rigidità è un vantaggio dal punto di vista acustico in quanto il legno partecipa maggiormente al timbro del tamburo, ma la minore resistenza è ovviamente un punto a sfavore... Inoltre la tavola deve essere un pezzo unico, quindi non è possibile associare essenze diverse per giocare sulle sfumature del suono mantenendo nel contempo un'estetica particolare. Questo non è certo un difetto terribile, diciamo solo che sia una minore libertà di scelta.


I fusti segmentati hanno anch'essi caratteristiche interessanti: sono più rigidi e stabili di un fusto a doghe pur avendo pochissima colla. Possono quindi vantare spessori un po' inferiori, anche se non ai livelli di un fusto a strati. Tuttavia l'estetica è molto particolare e a mio modesto parere non contribuisce ad esaltare la bellezza di certe essenze...


Infine i fusti a strati: necessari per garantire una resistenza ed una stabilità adeguate alla produzione in massa, permettono avere fusti relativamente sottili ma sufficientemente rigidi da sopportare la tensione delle meccaniche. Il contro è una quantità notevole di colla! Se poi la procedura non è estremamente curata ed il tipo e la qualità della colla non sono adeguati, il risultato è un blocco di legno totalmente impregnato di colla.
Mi è capitato ad esempio di tornire i fusti di una Tempo in betulla.
Ora, la betulla è un legno tenero in confronto all'acero, al noce, all'ulivo, al pero ed altri legni che mi è capitato di utilizzare e tornire per dei fusti a doghe. Tornendo quei fusti a strati di betulla, gli utensili da tornio venivano letteralmente consumati, peggio che tornendo il bronzo dei piatti (per cui ho preso degli utensili in materiale particolarmente duro).
Questo significa che gli strati erano talmente impregnati di colla (probabilmente una resina al poliestere, durissima ed estremamente nociva per l'ambiente, o ben che vada dell'epossidica) che il fusto non poteva avere neanche lontanamente le caratteristiche della betulla.
Una volta torniti i bordi con precisione (cosa che ha permesso di correggere l'evidente ovalizzazione che avevano), i fusti emettevano un suono tutto sommato gradevole. D'altra parte erano sufficientemente solidi da sostenere pelli e meccaniche (e questo, unitamente alla buona fattura dei bordi, è quanto basta perchè un tamburo produca un suono relativamente gradevole), ma non si può certo dire che quei fusti esaltassero le qualità acustiche della betulla...
Ad ogni modo, è vero che i fusti a strati si possono trovare in diverse essenze, e che spesso le case costruttrici per le linee di punta permettono di scegliere l'essenza dei fusti. Tuttavia la scelta è spesso molto limitata (i soliti acero-betulla-mogano) e per le case non è particolarmente economico costruire fusti a strati su misura, quindi il costo in quel caso è comunque elevato, in linea con quello di uno strumento "custom".


Detto questo, trovo che dei fusti a strati "spessi", costruiti con cura con essenze selezionate per qualità ed estetica, possano avere un loro perchè. Diciamo che si collocano come una via di mezzo tra i fusti che più apprezzo (quelli piegati a vapore) e quelli più solidi e diffusi (quelli a strati), prendendo un po' delle qualità di ciascuno (senza però arrivare al rispettivo livello), limando un po' i difetti e aggiungendo qualche caratteristica interessante... (tipo la possibilità di scelta delle essenze... ho giusto per le mani dell'acero quilted e del pioppo figurato di qualità da liuteria che fanno paura... :o )

Certo poi è il mercato a decidere, spero di riuscire a proporli ad un prezzo non troppo alto...
Poi per il futuro ho in mente un altro metodo di costruzione che ha del folle, ma devo ancora vedere se l'idea regge l'impatto con la pratica... :D


Vabè dai ho scritto il mio solito papiro... :oops:
Saluti! :)

MessaggioInviato: dom nov 22, 2009 5:28 pm
da martinazzi
:o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o
hola mi prenoto per dei fusti .... ma quelli che servono a me ... che bravo che sei complimenti ... mille rulli a te ciao
Riccardo

MessaggioInviato: dom nov 22, 2009 8:23 pm
da TND-storm
Grazie Riccardo, io in compenso muoio dalla curiosità di vedere la nuova RotoDrum! :P
A quanto si è letto nel forum dobbiamo aspettarcene delle belle! 8)

MessaggioInviato: lun nov 23, 2009 2:08 am
da Marco Aquila
:o

MessaggioInviato: lun nov 23, 2009 9:18 pm
da ilbenjo78
Quoto al 100% tutto il tuo discorso.
riguardo ai fusti a doghe forse l'hai messa giù un po' dura ma teoricamente non fa una piega.
Cmq puoi attenuare decisamente l'effetto dell'umidità "turaporando" e applicando la finitura a manetta anche all'interno (cosa che xò a molti non piace).
il mio primo fusto a doghe l'ho fatto così e lo tengo come campione nella mia officina.
ambiente estremo: seminterrato, no riscaldamento, alta umidità. praticamente come se lo tenessi all'aperto.
dopo un anno il diametro non si è scostato di un decimo.
è un 12 mm di spessore senza rinforzo.
hai ragione sugli spessori. un 9 mm lo pieghi facilmente. un 6 mm è imbarazzante: sembra di schiacciare un palloncino.
cmq dal 12 mm in su non succede nulla di anomalo. okkey, dovresti sedertici sopra di peso o lanciarlo contro ad un muro. così sì ammetto che lo deformeresti o lo romperesti... ma non vedo perchè si dovrebbe fare una cosa del genere :wink:
è la giusta contropartita dell'usare poca colla ed avere venature che "seguono" il suono.

ed anche io ho in mente una nuova tecnica costruttiva: spero non si stia pensando alla stessa cosa :D

MessaggioInviato: mer nov 25, 2009 2:52 pm
da TND-storm
Ciao! Non fraintendermi, i fusti a doghe li apprezzo molto e se son fatti come si deve non hanno certo problemi di durata. Se l'incollaggio è fatto a regola d'arte, magari con qualche genere di incastro e/o rinforzo (giusto per sicurezza, per resistere meglio ai lievi movimenti del legno nel tempo o a cadute accidentali, perchè un buon incollaggio è già più resistente del legno stesso) ed il fusto è di spessore adeguato c'è da stare tranquilli, è già più resistente di qualunque strumento acustico medio (una chitarra in confronto è fragile come un cristallo...).

I vari metodi di costruzione hanno tutti un loro senso, semplicemente conviene utilizzare ogni metodo per fusti con caratteristiche appropriate, ed anche a seconda del suono che si vuole ottenere...

MessaggioInviato: mer nov 25, 2009 7:50 pm
da ilbenjo78
mai uomo ha pronuciato nulla di più saggio!

AMEN :D

a proposito TND-storm: sai un sistema pratico e preciso per creare gli incastri sulle doghe che non sia una fresa a coltelli sagomati su una toupie?

sai com'è... costina un pochino una toupie decente con albero angolabile :wink:

MessaggioInviato: mer nov 25, 2009 7:56 pm
da martinazzi
Io ho in mano un fusto strafigho fatto da ilbenjo78 e se riesco li monto questo w.e. sul rullo da 14" .....devo fare solo lo snarebad e poi ti dico come vanno , se vanno le metà di come sono fatti bene è una cosa mega ... guarda che se li metto a listino poi me li devi fare .. a prezzo naturalmente eh eh eh dai dai fate su altri fusti .. mi potrebbero davvero servire e non scherzo ... non a prezzi cinesi ma abbordabili ..... ciao raga viva l'italianità non ce nè per nessuno se vogliamo ... ri.ciao Riccardo

MessaggioInviato: mer nov 25, 2009 8:04 pm
da ilbenjo78
buon martinazzi... così mi fai arrossire! :ros
Cmq mi raccomando, a proposito di quei 2 fusti, in fase di pre-finitura passa molte mani di turapori! gli faranno solo che bene :)

MessaggioInviato: mer nov 25, 2009 8:09 pm
da TND-storm
ilbenjo78 ha scritto:a proposito TND-storm: sai un sistema pratico e preciso per creare gli incastri sulle doghe che non sia una fresa a coltelli sagomati su una toupie?


Potresti provare con una fresatrice portatile fissata sotto il banco, montando una fresa su misura (tipo per 20 doghe una 9° con profilo da incastro e con cuscinetto). C'è una fresatrice della CMT che è fatta apposta per essere montata sotto il banco, avendo la regolazione anche da sopra. Se non sbaglio è in offerta sul forum de il-legno.it, guarda nella sezione commerciale di Pagin utensili. Tra l'altro potresti chiedere a pagin stesso se può farti delle frese su misura e quanto costerebbero, avevo pensato anche io di fare così per i fusti a doghe.

MessaggioInviato: mer nov 25, 2009 8:26 pm
da ilbenjo78
Grazie mille! un aiuto formidabile!
più che altro mi sono stufato di diventare matto a beccare l'angolo al centesimo per chiudere bene le botti... la mia circolare dewalt ultimamente sta facendo i capricci con i gradi (la scala graduata della testa reclinabile ha una precisione che fa vomitare). l'ultimo fusto che ho impostato non ne voleva proprio sapere di chiudersi.
refila e refila e refila alla fine le doghe erano troppo strette x un 14". così, per compensare, da 20 doghe a 9° son dovuto passare a 24 a 7,5°.. ed anche lì ho visto le streghe... ma alla fine... tutto è bene quel che finisce bene. :tru

MessaggioInviato: mer nov 25, 2009 9:01 pm
da TND-storm
Per regolare l'inclinazione della lama potresti usare uno strumento del genere:
http://www.axminster.co.uk/recno/1/prod ... 564900.htm

E' economico e dovrebbe essere semplice da usare... Non so se il decimo di grado sia sufficiente, ma direi che potrebbe valer la pena provare... Penso che almeno vada meglio che ad occhio! :D

MessaggioInviato: mer nov 25, 2009 9:47 pm
da ilbenjo78
sì sì già visto in rete sto articolo... un giorno o l'altro lo proverò... cmq non è che regoli ad occhio :x :) ho una bella scala graduata sulla circolare che ho sempre seguito e che ha sempre funzionato bene... tranne x gli ultimi 2 fusti che ho fatto in cui ho tribulato un po' (ma alla fine li chiudo sempre bene. sono intransigente su questa cosa. o li faccio bene o nisba)... mi sa che è andato fuori fase qualcosa sulla circolare... dovrò verificare...
tornando all'inclinometro... mi sa che il decimo è poco... più che altro bisognerebbe sapere le sue tolleranze... dunque... legge il decimo... mettiamo mezzo decimo di errore (e sono buono)... 20 doghe... 40 tagli angolati... massimo errore nella botte 2°... un'infinità.
generalmente le tolleranze vanno a braccetto con la risoluzione dello strumento... quindi facciamo un decimo di tolleranza... 4° di errore massimo :o
ho visto anche modelli che leggono il centesimo. mettiamo un centesimo di tolleranza.
massimo errore 0,4°. vagamente buono. considerando che l'errore si distribuisce su tutte le doghe (se messe in trazione a regola)... quindi errore massimo tra ogni doga è di 0,02°... + o - il centesimo di tolleranza dello strumento. ci può stare...

sempre ipotizzando che ad ogni taglio si commetta il massimo errore non rilevabile...
alla fine è sempre utile avere macchinari in ordine. niente di più.

in rete, soprattutto su drumshed.org, ho visto di quei fusti artigianali che fanno orrore...
almeno secondo il mio supermodesto parere... te che ne dici?