Pagina 1 di 2

BATTERIA "DESIDERA" ANNI '50

MessaggioInviato: lun set 02, 2013 8:26 am
da mastro88
Buongiorno a tutti, mi rivolgo a voi in quanto sono entrato in possesso di una batteria "Desidera" composta da Cassa da 19" (approssimativi), Timpano da 15" (approssimativi) e rullante in metallo da 14".

Non sono un esperto di vintage e tutto ciò che sono riuscito a reperire sulla rete è qualche informazione riguardo al produttore,lo stabilimento DESIDERA, una ditta di Verona che produceva per lo più strumenti a fiato.
Questa batteria presenta certe accortezze nelle sue componenti degne di una batteria professionale dell'epoca, come la struttura del rullante, la sordinatura a molla e le lampadine all'interno di TUTTI i fusti per scaldare le pelli. Questo mi fa presumere che non fosse una batteria giocattolo. Anche il pedale della cassa è prodotto dalla desidera, mentre le aste sono della Alberti.
Un altro particolare interessante è la totale assenza di un tom e relative meccaniche, e la persona da cui ne sono venuto in possesso non aveva memoria riguardo ad un ulteriore tom.

Ho controllato anche l'indice del libro sul vintage italiano (sfortunatamente non ne sono ancora in possesso), ma sembra che la Desidera non sia nemmeno menzionata.

Avete qualche informazione a riguardo? premetto che il mio interesse sarebbe rimettere a nuovo questa bellezza e farla suonare di nuovo :)



Nei prossimi post allegherò foto dettagliate dello strumento.

Grazie mille a tutti

PS: scusatemi se è montata al contrario ma sono mancino e non ho resistito a provarla!


Immagine
Immagine
Immagine

Immagine
Immagine
Immagine
Immagine
Immagine
Immagine
Immagine

Uploaded with ImageShack.us

MessaggioInviato: lun set 02, 2013 10:30 am
da sergio978
Stica! :o perdonami l'intrusione, ci capisco poco di vintage, ma devo dire che ha un fascino notevole! bel colpo!

MessaggioInviato: lun set 02, 2013 10:35 am
da mastro88
Fantastica, non vedo l'ora di tirarla a lucido, rimettere in funzione tutte le meccaniche, reperire le giuste lampadine, e vedere l'effetto che fa :)


Ps: l'incisione della marca sul rullante è realmente al contrario, non è un errore nel postare la fotografia, e non è nemmeno stato montato al contrario, in quanto tutti i fori delle meccaniche sono giusti e non sono mai stati modificati :D

MessaggioInviato: lun set 02, 2013 11:04 am
da CarterB
Incisione al contrario???? Mhhhhhh Ci sarà un motivo!!

Saluti e complimenti, Luigi :wink:

MessaggioInviato: lun set 02, 2013 11:11 am
da mastro88
Si, come vedi la scritta "Super Desidera Verona" è sottosopra rispetto al rullante e le meccaniche, le quali sono montate tutte nel verso giusto, compresa la sordina interna.. Quindi dopo consultazioni con un esperto di batterie la risposta che ci siamo dati è stata l'errore umano e le bestemmie che avranno tirato negli anni 50 quando se ne sono accorti :)

Nessuno ha memoria storica di questa fantomatica ditta Desidera?

MessaggioInviato: lun set 02, 2013 11:58 am
da SignoriDrums
Sticazzi, meccanica parallela sul rullo :o :o
Aspettiamo Raffaele, sono convinto che ti farà un'offerta...

MessaggioInviato: lun set 02, 2013 12:05 pm
da Franco [banned]
Come periodo siamo all'incirca fine anni '50 primissimi anni '60 ( vedi le pelli naturali) con misure espresse in centimetri.

Posseggo una Alberti di quel periodo che ho praticamente completamente restaurato completa di tom e timpano :wink:

Non avevo mai sentito parlare prima di Desidera :o Sara' un esperimento per pochi intimi tant'e' che non e' andata magari mai in produzione!!!

Sono strumenti estremamenti di fascino ma molto "fragili" con i quali potresti affrontare magari seratine di jazz o swing e non altro!

MessaggioInviato: lun set 02, 2013 12:06 pm
da mastro88
Esatto! ora come ora la meccanica non funziona alla perfezione ma è dovuto al fatto che è tutto pieno di sporco e polvere, una volta rimessa in funzione sono convinto che avrà un buonissimo suono!Contando poi che si illuminerà anche...! :)

Vi faccio una domanda a cui probabilmente saprete rispondere: all'interno dei fusti ho trovato delle lampadine ormai bruciate, in cui l'unica cosa visibile è il voltaggio, mi pare che sia 125 V.
Ora, voi sapete che tipo di lampadine potrei montare per scaldare le pelli senza farle bruciare, e se mi converrebbe attaccare i fili ad un trasformatore e non direttamente alla corrente?
Ho paura che se li attacco alla presa normale (che è 220V), mi possano prendere fuoco i fili originali :mrgreen:


@Franco: Ovviamente la mia intenzione è quella di restaurarla e trattarla come un gioiellino, e farla uscire solo per qualche piccola occasione sporadica. Diverso sarebbe invece il discorso per il rullante. Quello mi piacerebbe farlo suonare anche in giro nei live, se si comporta bene. Calcola che il genere che faccio è pop/rock ed ora come ora mi porto in giro un Ludwig standard del '38, che ha messo in panchina gli altri rullanti moderni che ho :)

Se questo suonasse in modo similare ad un supraphonic o un supersensitive non mi farei scrupoli a portarlo con me!

MessaggioInviato: lun set 02, 2013 12:19 pm
da SukkoPera
125 V mi pare difficile, più probabile che sia un wattaggio (potenza), tipo 125 W.

PS: Ma le stelline nere (e il punto interrogativo!) sono state messe dopo o sono originali? Cherrrroba! :tru

MessaggioInviato: lun set 02, 2013 12:33 pm
da mastro88
Sulla lampadina c'è scritto proprio 125v!! cavolo se metto in un fusto una lampadina ad incandescenza da 125 w mi prendono fuoco sia le pelli che il fusto!

Guarda io penso che siano una sorta di "trasferelli" applicati sopra al wrap, e poi il tutto sia stato passato con una mano di protettivo lucido trasparente, in modo da proteggerli.

Calcolando il fatto che questa batteria potrebbe essere un prototipo (visto che non c'è memoria storica di una produzione di batterie da parte della Desidera) non saprei dirti se queste decorazioni siano state realizzate in fabbrica o da altri.
Penso sia più probabile comunque che sia un lavoro fatto in fabbrica durante la realizzazione, visto che sia la vernice protettiva che le stelle sono anche sotto i blocchetti. Questo mi fa presumere che sia stato fatto nel momento in cui è stata realizzata..o che il proprietario era un folle ed ha smontato TUTTE le meccaniche per mettere delle stelline! :lol:

Ad ogni modo direi che se ad oggi vendessero una batteria con questo tipo di finitura io la comprerei SUBITO!

MessaggioInviato: lun set 02, 2013 12:44 pm
da SukkoPera
Chessturia! Personalmente non mi piace, ma capisco l'interesse :).

Incuriosito, mi sono documentato sulla 125 V: effettivamente molti anni fa (prima del '65) erano "di moda" impianti elettrici a due tensioni: 125 V per l'illuminazione e 220 V come "forza motrice" per gli elettrodomestici & co. Ha quindi perfettamente senso che quelle lampadine siano a 125 V. Il problema è che oggi la vedo dura trovarne di nuove! E, come immaginavi, ci vorrebbe sicuramente un trasformatore, altrettanto impossibile da trovare. Se il filetto è compatibile con le lampadine moderne, direi di metterci tranquillamente delle 220 V. Come dici tu, 125 W credo sarebbero un po' esagerati (e peraltro non credo di averne mai viste in commercio!), forse 40-60 W potrebbero andare. Ma conti di metterci sempre pelli animali? Te le fai fare su misura o ricicli le vecchie?

MessaggioInviato: lun set 02, 2013 12:49 pm
da Franco [banned]
se optassi per pelli naturali, dovresti spedirla ( come ho fatto io) alla Amat di Torino e spenderesti non meno 200 euro per le 4 pelli!!1 :wink:

MessaggioInviato: lun set 02, 2013 12:57 pm
da il magico alverman
Parlare di fabbriche italiane di batterie negli anni 50 e' improprio , nel senso che in italia non esistevano ; esistevano una serie di artigiani che producevano piccole serie Alberti stesso lo era , la produzione industriale inizia con Meazzi sul finire dei 50.
Questa Desidera non l'ho mai vista , ma nulla toglie che sia stato un piccolissimo artigiano, che magari costruiva principalmente altri strumenti e ha tentato la strada della batteria .
Quanto alla lampadina e' corretto 125 volt , negli anni 50 la tensione domestica di 125 era molto diffusa, e non era la stessa in tutta italia , solo successivamente si e' uniformata a 220 volt ma andiamo gia' nella seconda meta' degli anni 60 non a caso le vecchie radio a valvole hanno tutte il cambia tensione dietro .
Per me se non ci sono dispositivi elettrici in mezzo ma i fili vanno direttamente alla lampadina si possono sostituire con quelle da 220 v quello che importa e' la potenza anche se avere i 220 a portata di mano non mi tranquillizza , occhio pero' che le lampade a incandescesca non sono piu' in commercio forse gia' ora, non ricordo bene , quelle elettroniche scaldano poco e non vanno bene, forse con lamadine a bassa tensione.. ma andrebbero fatti esperimenti per vedere quanto scaldano.
In sostanza lascerei perdere , meglio tenerla come pezzo da museo .

MessaggioInviato: lun set 02, 2013 2:30 pm
da number 6
Bel pezzo, avevo un flicorno Desidera molto tempo fa, non sapevo avessero prodotto anche batterie, qui ci vorrebbe la consulenza di Luca Luciano o del buon Raffaele.
Il rullo, per fusto e meccaniche, ricorda parecchio il Super Alberti.

MessaggioInviato: lun set 02, 2013 4:29 pm
da mastro88
@SukkoPera e Franco: Per le pelli so che sostituirle sarebbe oneroso, e fortunatamente queste pelli non sono in cattive condizioni, anzi, il contrario! perciò il problema non si pone, manterrò quelle per ora, vanno benissimo

@Alverman e SukkoPera: Per le lampadine la questione è delicata: se attaccassi i fili ad una normale presa di casa rischierei di surriscaldarli e fonderli, in quanto sono dimensionati per far passare la corrente a 125 volt per l'appunto, qualsiasi wattaggio della lampadina. Perciò i problemi sono due: attaccare i fili della batteria ad un trasformatore collegato alla corrente, che mi servirebbe a ridurre il voltaggio, e trovare due lampadine che scaldino non troppo poco e non troppo, il giusto insomma :) Quindi superato il problema trasformatore avrei solo bisogno di capire a che temperatura dovrei portare le pelli per poterle suonare, ed il gioco sarebbe fatto!

@Alverman e Number 6: effettivamente io ho chiamato la Desidera "fabbrica" perchè cme qua è definita "stabilimento", nelle immagini dei fiati della medesima promozione compare un logo con le parole "Premiata Fabbrica Desidera L. e Figli - Esportazione Mondiale".. quindi ho dato per scontato che fosse una fabbrica :) questo è un esempio:

https://plus.google.com/photos/11294817 ... LmGsa-A7wE

@Number 6: non sono ferrato sul vintage, ma la struttura dei Super Alberti che ho visto anche all'interno di questo forum mi sembra diversa: diversa macchinetta tendicordiera, diverse sordine, diversi blocchetti, diversi tiranti..diverso tutto insomma!! Fa conto che un'altra peculiarità che hanno questi blocchetti è che non sono vitati al fusto, bensi hanno ognuno un perno infilato dentro al fusto ma non fissato. praticamente se non fosse per la cordiera e la macchinetta, che sostengono la pelle e il cerchio, se togliessi la pelle battente potrei staccare tutto in una volta anche la pelle sotto e tutti i blocchetti, tutto contemporaneamente!


Grazie comunque a tutti per il supporto, sono felice di discuterne con voi, ed attendiamo Luca Luciano e Raffaele a questo punto!

MessaggioInviato: lun set 02, 2013 4:38 pm
da SukkoPera
I fili sono dimensionati per una certa potenza, non per una certa tensione. Per cui, se rimpiazzi le lampadine originali con altre della stessa potenza (gli stessi Watt, per capirci), non succederà niente :).

MessaggioInviato: lun set 02, 2013 5:05 pm
da mastro88
sukko dici? quindi mettiamo che all'interno ci fossero montate lampadine da 15 W-125 v: se io ora monto lampadine da 15W -220V e lo collego alla corrente non succede niente, nemmeno tenendolo acceso per lungo tempo?

Magari esplode tutta la sala prove, come nei cartoni animati :D :D

MessaggioInviato: lun set 02, 2013 5:17 pm
da SukkoPera
Il problema maggiore nel dimensionare un cavo tipo quello è dovuto al fatto che, quando viene percorso da corrente, si scalda (vedi "effetto Joule"). Di conseguenza, il problema è, più ancora del filo, del suo rivestimento isolante che, non deve squagliarsi o prendere fuoco.

In ogni caso, in un circuito semplice come quello, il calore sviluppato è proporzionale alla potenza della lampadina, per cui se questa non cambia, non cambierà nemmeno il calore sviluppato e non avrai nessun problema.

Comunque sia, il cavo è sicuramente sovradimensionato, per cui se anche aumentassi un po' la potenza della lampadina, sarebbe l'ultima cosa di cui dovresti preoccuparti :). Ecco, magari non attaccarci un aspirapolvere (o un phon, come ho fatto io, col cavo che mi si è squagliato in mano)!

MessaggioInviato: lun set 02, 2013 6:26 pm
da Drum in
Cmq veramente un pezzo da museo - in senso buono , ovviamente - sarebbe interessante sentire il suono,soprattutto con le pelli naturali. Complimenti.

MessaggioInviato: lun set 02, 2013 7:33 pm
da stopsign70
interessante il discorso sui 125/220 volts.

la Desidera non ha molta storia.
ma è trattata sul mio libro
http://www.agendaproduzioni.com/editori ... ciano.html


ciao!
Luca
http://www.drumsetmag.com/author/luca-luciano/

MessaggioInviato: lun set 02, 2013 9:02 pm
da Drum in
Ma che legno e'?

MessaggioInviato: lun set 02, 2013 11:42 pm
da mastro88
Ciao Luca e complimenti per il libro! Lo ho chiesto in ordine al negozio di batterie da cui mi rifornisco e dovrebbe arrivare. Ho avuto modo di vedere la pagina del sommario del tuo libro, ma non ho visto la Desidera tra i marchi trattati! Come mai?
Il legno non so cos'è, chiunque abbia informazioni riguardanti questa batteria è benaccetto! Tu Luca sai già dire qualcosa di più?

MessaggioInviato: mar set 03, 2013 9:51 am
da SukkoPera
SukkoPera ha scritto:In ogni caso, in un circuito semplice come quello, il calore sviluppato è proporzionale alla potenza della lampadina, per cui se questa non cambia, non cambierà nemmeno il calore sviluppato e non avrai nessun problema.


Per chi fosse particolarmente masochista, volevo approfondire un attimo questa mia frase, che rende l'idea, ma non è proprio scientificamente corretta :).

Partendo dal presupposto che la potenza è data da tensione per corrente (V * i), si deduce che, a parità di potenza della lampadina, aumentando la tensione di alimentazione deve diminuire la corrente assorbita, e quindi quella che attraversa il filo.

Ora, dato che la potenza dissipata dal filo per effetto Joule è data da resistenza per corrente al quadrato (R * i^2), ne consegue che, a parità di resistenza (ovvero senza cambiare il filo), aumentando la tensione di alimentazione, diminuisce la potenza dissipata (e quindi il calore sviluppato). Tra parentesi, questo è il motivo per cui la distribuzione su scala geografica della corrente si fa ad alta tensione, ovvero proprio per diminuire la corrente in gioco (V = R * i), e quindi la potenza dispersa.

Per farla breve, alimentando la lampadina a 220 V invece che a 125 V, i fili si scalderanno meno!

MessaggioInviato: mar set 03, 2013 10:10 am
da stopsign70
ciao Mastro88,
come ti ho scritto la storia delle Desidera è piccola e non ci si può dedicare un capitolo. C'è invece un capitolo "Finest e varie" dove si parla di marchi piccoli come la Desidera e altri. scrivimi all'email lucluc72@yahoo.it

Luca

MessaggioInviato: mar set 03, 2013 10:46 am
da il magico alverman
Permettimi Luca : questo e' un forum , cioe' un luogo di discussione quindi qualcosa lo puoi anche dire ... ok fare pubblicita' al tuo libro , ma qualcosa devi anche dare, anzi nello specifico visto che come dici tu la storia della Desidera e' piccola , rappresenta una percentuale piccolissima del tuo libro , quindi non vedo quale danno editoriale puo' arrecarti nel raccontarla . Questo a beneficio di tutti essendo questo un luogo di discussione .

MessaggioInviato: mar set 03, 2013 3:07 pm
da raffaele
Scusate l'assenza ma son stato un po' in giro per il mondo, anche adesso non sono a casa ma ogni tanto quando posso vi vengo a trovare, poi tornerò...specialmente in questa parte vintage che mi interessa particolarmente.Dunque come diceva luca si tratta di una batteria artigianale che non ha avuto tanto successo.Si tratta di un costruttore marginale come potrebbe essere un normale costruttore odierno di poco successo. Comunque è pur sempre una testimonianza e come tale nella mia copiosissima raccolta di batterie italiane non stonerebbe di certo percui se sei d'accordo te la comprerei o anche prendere in permuta io, puoi mandarmi mp privatamente ma ti potrò leggere solo lunedi prossimo.vedi tu, mi interessa, ma non tantissimo dato anche che di batterie artigianali vintage e non , l'italia ne è stracolma.
Ti consiglio di non farci assolutamente niente ma tenerla cos' com'è.Il suono è sull'orribile, quindi non sperare di avere tra le mani una simil-gretsch, diversamente avrebbe avuto successo o almeno sarebbe stata conosciuta e tramandata la sua sonorità...così non è quindi, trai tu le conclusioni.La Hollywood ad esempio pur usando legni schifosissimi,non si sa per quale arcano, ma suona benissimo (non tutte) e per questo si è anche imposta sul mercato e anche oggi è ricercatissima. Molte batterie vintage erano ciofeche all'epoca e oggi lo sono pure :) .L'ho scritto mille volte, non è il vintage in se e per se che fa della batteria una rarità di valore ma ci sono mille altre variabili da considerare, tra cui la notorietà, completezza, l'integrità, l'originalità, ecc ecc
Dunque dicevo,lasciala così com'è e tienila magari come ricordo dei tempi che furono.Il discorso lampadina è normale per l'epoca.molte batterie montavano piccole lampadine all'interno.Ciò non era per l'effetto scenico ma semplicemente per scaldare la pelle che così si tendeva per effetto del calore.Non provare ad azionare il sistema che potresti morire fulminato all'istante :D e tienilo così com'è con i suoi pezzi dell'epoca.se li cambi gli fai perdere quel poco di valore che ha.
Vabbè se vuoi altre informazioni chiedi pure.Ciao

MessaggioInviato: mar set 03, 2013 3:45 pm
da SignoriDrums
SignoriDrums ha scritto:Aspettiamo Raffaele, sono convinto che ti farà un'offerta...


8)


Don Raffaele, baciamo le mani.

MessaggioInviato: mar set 03, 2013 4:31 pm
da mastro88
hahahahahahahahah :)

sto rispondendo in privato.

Ci sono punti che comunque mi sembra giusto chiarire.
Ritengo un po ottuso stabilire a priori che una batteria di 60 anni d'età sporca, incriccata e tenuta chissa dove per tutto questo tempo non possa suonare bene come dici tu, Raffaele.
Al contrario penso che se un piccolo artigiano (a maggior ragione) si è messo con l'intento di costruire una batteria, comprando parti e meccaniche di qualità, utilizzando certe accortezze e perdendoci anche del tempo, l'abbia fatto con l'intento di costruire qualcosa di qualità, che suonasse bene, e di certo non si sarebbe aspettato che qualcuno sessant'anni dopo avrebbe pensato che quella batteria suona male.

Perciò come ti ho gia detto il mio obbiettivo è farla suonare di nuovo (ovviamente senza sostituire, modificare o intaccare quelle che sono le parti originali), poi sarà quel che sarà, alla peggio diventerà una sorta di gigantesco soprammobile luminoso, o arricchirà la tua collezione :)

Mi dispiace un po che da questo discorso alla fine dalle due persone che forse potevano essere più d'aiuto per fare luce sulla storia di questa batteria e del relativo costruttore, mi siano arrivate una proposta d'acquisto ed un velato invito ad acquistare un libro che peraltro ho gia in ordine.
Do ragione ad Alverman quando sostiene che in un forum la regola fondamentale è condividere il proprio bagaglio di conoscenze.

MessaggioInviato: mar set 03, 2013 5:53 pm
da stopsign70
piccola e cortese risposta in merito al discorso del libro.
ho faticato tantissimo per tirare fuori un volume il più possibile completo.
non c'è nessun prezzo di profitto, se non quello che ne ha permesso la stampa.
per la passione che ho, frequento una quarantina di luoghi di discussione sul web, e quando posso condivido un po' di conoscenze generali
ad esempio:
http://www.drumsetmag.com/author/luca-luciano/
per motivi di correttezza verso l'editore, per rispetto del testo, perché non riesco a rispondere a tutti i 40 forum, che si tratti di una risposta cmq piccola come il caso Desidera, o più ampia come il mondo Hollywood, poche volte posso raccontare quello che sul volume è stato oggetto di studio e ricostruzione.
spero sia chiaro lo spirito.
ciao

luca

MessaggioInviato: mar set 03, 2013 6:14 pm
da il magico alverman
Luca : posso capire le tue difficolta' nel seguire i vari siti e forum , ma oltre al rispetto per l'editore del libro , forse ne dovresti un po' anche nei confronti dell'amministratore/editore di questo forum dove e' vietata la pubblicita' (come da regolamento )nemmeno velata , che e' consentita invece a pagamento o dopo precisi accordi personali con l'amministratore .
In deroga a quanto detto ti dico che e' sempre stata consentita come regola non scritta un po' di pubblicita' a chi oltre che pubblicizzare le proprie creazioni
condivide le proprie conoscenze tecniche , storiche, commerciali ecc... nell'ottica della crescita culturale degli utenti e del forum stesso .
Ci sono infatti vari utenti che seguono questa strada alcuni erano utenti del forum ancora prima di essere essere altro , quindi la richiesta che ti ho fatto nel messaggio precedente va proprio in questa direzione , oltre che in quella strettamente culturale.