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Ludwig Stainless Steel: siamo i soliti italiani

MessaggioInviato: lun set 17, 2012 12:04 pm
da Giovanni Gamberini
Arieccoci...

Qualche tempo fa ho trovato in rete questo articolo sulle gloriose batterie Ludwig Stainless Steel di fine anni '70:

http://ritmi.accordo.it/article.do?id=59038

E fin qui ok. Mi sono accorto di uno stile di scrittura un po' "legnoso", COME SE FOSSE una traduzione, finchè sempre in rete ho trovato QUESTO:

http://www.ludwigstainlesssteeldrums.com/history.html

...che ovviamente è L'ORIGINALE di cui il nostrano articolo è la copia.

MA NON BASTA.

Dopo una traduzione tutto sommato letterale ed "onesta", l'italico traduttore prende le redini della situazione e SCONVOLGE l'articolo nella parte finale: laddove i nuovi set Stainless (le recenti "riedizioni limitate") venivano collocati nella loro giusta prospettiva (e perciò liquidati in due righe), la versione italiana si spertica in lodi iperboliche (e lunghette).

Insomma, siamo alle solite: la "filologia" in casa nostra è piuttosto sconosciuta, e forse anche una certa onestà intellettuale. Innanzitutto non si è citata la fonte (facendo passare l'articolo come farina del proprio sacco); e poi ci si è presi la libertà di "cambiare gli ingredienti".

Sarebbe stato meglio tradurre pari pari l'originale (dichiarandone la provenienza), e POI aggiungere i propri argomenti.

Vabbè... Aspettiamo una filologia italiana degna di questo nome.

MessaggioInviato: lun set 17, 2012 12:12 pm
da Paul Valium
Grazie Giovà. ;)

MessaggioInviato: lun set 17, 2012 12:14 pm
da sergio978
:x non ho parole.. grazie per la corretta precisazione!

MessaggioInviato: lun set 17, 2012 12:31 pm
da Paul Valium
Però mi chiedo:
perchè l'attuale produzione viene descritta dal sito in inglese come (cito):
"...certainly not any near the quality of the original sets produced by Ludwig from 1976 to 1980." ???
In fondo sempre di Acciaio si tratta, è così determinante la tipologia della lega sulla resa sonora? Leggo che l'Acciaio Marino si distingue per la presenza nella sua lega di una percentuale di Molibdeno che ha la funzione di rendere la suddetta assai resistente alla corrosione.
(Adesso forse dico una meenchiata:) non credo ciò alteri le qualità 'sonore' del materiale, non è che invece sia una constatazione riferita essenzialmente alla qualità del processo costruttivo?

Insomma, stringi-stringi, queste nuove suonano così tanto diversamente dalle originali?



P.S.:
A parte la 'filologia', sulla redazione di Ritmi si potrebbero anche fare appunti in merito alla loro 'deontologia', poi magari ne riparliamo.

MessaggioInviato: lun set 17, 2012 1:24 pm
da HCSA
grazie..
magari qualcuno ha ricevuto una bustarella ripiena per dilungarsi in salti mortali tripli nel descrivere la riedizione di queste batterie ...? magar...

MessaggioInviato: lun set 17, 2012 1:25 pm
da raffaele
Secondo me non è questione di suonar peggio o meglio o di interpretare bene o male o addirittura tradurre in modo laicista ma il differenziale tra ludwig di acciaio anni 70 e odierna sta solo in una parola: vintage. Il vintage non è che fa derivare la sua altisonanza sul fatto che suona meglio delle batterie moderne (anzi molte volte non è così) ma sul fatto che son batterie storiche che hanno vissuto epoche storiche usate da batteristi che ormai son passati alla storia.Fra una ventina e più d'anni è anche ovvio che ciò che oggi è moderno sarà vintage a suo modo e usato da batteristi che fra 20 anni saranno storici ma nulla toglie al fatto che con più si va indietro negli anni e con più una batteria è rara e ha vissuto certi periodi che son già storia oggi e lo saranno ancor più un domani.Tutto qui, niente di più niente di meno.Sul fatto delle recensioni su libri, riviste, forum...ognuno è libero di espriomersi come vuole ma le minchiate le si afferrano al volo semprechè non si basi la propria cultura sulle recensioni stesse.Chi si interessa di vintage deve leggere, ovvio, ma deve anche verificare, testare, provare, confrontare e queste cose nessuna rivista te le insegnerà mai, dunque concludo dicendo che il vintage è una cosa seria da affidarla semplicemente a pubblicazioni o articoli o pubblicitarie di parte.

MessaggioInviato: lun set 17, 2012 6:46 pm
da Giovanni Gamberini
raffaele ha scritto:...Sul fatto delle recensioni su libri, riviste, forum...ognuno è libero di espriomersi come vuole ma le minchiate le si afferrano al volo semprechè non si basi la propria cultura sulle recensioni stesse.Chi si interessa di vintage deve leggere, ovvio, ma deve anche verificare, testare, provare, confrontare...


Sembra che tu ti riferisca ESATTAMENTE alla mia "crociata infinita" a proposito della corretta datazione degli EAK (gli Zildjian K degli anni '80)! Ho raccolto documenti su documenti, "prove" su "prove", per anni... fino a poter dire con una certa sicurezza che gli EAK sono usciti verso fine '82, non prima. EPPURE continuo a vedere in giro la ripetizione infinita di date inverosimili, o sparate a casaccio, totalmente antistoriche e "anti-scientifiche", e non c'è verso di correggere questo fenomeno "di massa". Infatti ho deciso di non sprecare altro tempo.

Tornando alle Stainless vintage, che hanno più valore (storico) perché sono vintage: è esattamente così. Ma soprattutto hanno valore storico (hanno "un senso") perché ai tempi sono nate come cosa nuova, unica, senza precedenti e calata nella realtà, quindi motivata; mentre i "rifacimenti" di oggi esistono soltanto perché... rifacimenti (infedeli) di quelle. Non hanno un "senso". Insomma, a differenza delle "originali", non credo che tra 20 o 30 anni queste "copie" possano essere tenute in qualche conto. Non saranno "vintage" (nel senso pieno), saranno solo roba inutile.

MessaggioInviato: lun set 17, 2012 7:32 pm
da Paul Valium
Ok, i rifacimenti in genere non hanno mai un senso, nè spesso valgono tutti i dindini che costano, nè rappresentano un investimento ma se oggi uno desiderasse acquistare un set Stainless perchè è proprio quella la sonorità che va cercando? E magari un set Vintage non lo riesce a trovare o più semplicemente lo preferisce nuovo di zecca? Che male c'è?

Bho!?!? Tanto 'inutile' non mi pare.

MessaggioInviato: lun set 17, 2012 8:50 pm
da raffaele
Giovanni, non mi riferivo agli eak però condivido quello che hai scritto specificando comunque alcune cose che seguiranno.Chi volesse una batteria con un suono dato solo da una drum moderna ma che ripercorre antiche spoglie o semplicemente perchè non trova l'originale vintage secondo me non sbaglia se quella è la cosa per lui giusta.Quando si ha la coscienza a posto non si commettono errori dolosamente destinati a essere poi fonti di "dispiaceri" :) nel senso che si fa sempre ciò che si sa e che si può e da queste basi si può sempre crescere.Non si cresce mai se si finge come nel caso in cui si acquisti una batteria senza provarla prima e poi non riconoscendo il proprio errore si autoconvinca della bontà del prodotto...ma la cosa durerà poco. Se invece si desidera, a prescindere dal suono, una batteria vintage necessariamente è quella cui si deve puntare senza mezze misure.Va anche detto che il vintage non è tutto uguale, alcune batterie suonano bene altre suonano da schifo pur se della stessa epoca, stessa marca, stesso modello e stesse pelli.Il vintage non è un mercato facile e secondo me sarebbe meglio, per chi volesse iniziare a investirci qualcosa, cominciare dal quasi vintage o comunque dalle batterie di cui ancora oggi si trovano facilmente e si conosce più o meno tutto come ad esempio , la butto li, una pearl mmx che tra una ventina d'anni sarà sicuramente un pezzo da 90 .
Tornando al metallo, secondo me, il non plus ultra sarebbe quella batteria costruita con piatti paiste, non ricordo bene il nome del batterista cui ha poi preso il nome.Tra le batterie in metallo quella sarà la numero 1 così come lo sarà la dw timeles timber così come, secondo me, saranno comunque batterie importanti le mapex prima serie orion in acero e, forse ancor più, in betulla e tante altre oggi poco considerate.Insomma, scusate la lungaggine e la deviazione dal topic, oggi ci son batterie a poco prezzo (ovviamente escluse alcune top come ad esempio anche la tama warlord masai :D ) che suonano strabene, che non fanno più e di cui sappiamo tutto per poter comprare le migliori e spuntare ottimi prezzi.A mio avviso bisogna puntare su quelle per fare buon investimenti che potrebbero dare soddisfazioni passata questa crisi oltre che aver ottime batterie da suonare senza sfigurare mai.Il vintage, quello che oggi lo è, è cosa da collezionisti che non vogliono aspettare decenni per avere in collezione una batteria vintage, oltre che appassionati con voglia di studiare, confrontare, provare e...spenderci parecchio anche economicamente, ma, occore anche tener presente che se non ci fossero i collezionistidi batterie vintage, capaci, si perderebbero le memorie storiche, quindi rispetto per i collezionisti di vintage che oltre che studiare, ricercare e scriverci interessanti articoli spendono soldi e anche molti per passare ai posteri gli oggetti cui il batterista ha inciso dischi, suonato concerti che ancora oggi ci fanno emozionare. :wink:

MessaggioInviato: lun set 17, 2012 9:30 pm
da perandrea
Niente rifacimenti, niente copie e riedizioni.
Quello che è passato è passato, e resta nel passato, con i suoi pregi e difetti.
Chi produce batterie dovrebbe invece imparare dal passato per migliorare, non per regredire, magari facendo confusione con serie e modelli del passato.

Franco Daldoss ha scritto questo frase: "HEAR, LOOK & PLAY THE FUTURE". E' una frase IMMORTALE, ovvero sempre attuale; esprime un concetto. Ed è questa la conclusione del discorso. Se vogliamo il passato, andiamo nel passato. Se vogliamo il massimo dal presente, bisogna partire dal passato e proiettarsi nel futuro. E' a questo che i produttori di batterie nel 2012 devono puntare. Direttamente dal sito della storica Trixon:
Immagine

Invece vediamo, per esempio, una Yamaha Club Custom Swirl Orange (quella sponsorizzata da Steve Jordan, per intenderci) che scimmiotta malamente il Mod. Orange Ludwig. Ecco un esempio di proiezione Mod Orange: http://img684.imageshack.us/img684/1181 ... tup505.jpg

Preciso: a scanso di equivoci, porto il lavoro di Daldoss in evidenza perchè credo rappresenti la massima espressione di questa proiezione del passato nel presente, non come copia, ma come spunto e sviluppo. Porto solo un esempio, ma ho difficoltà a portare altri esempi.

Alla fine, come sempre, capisco chi voglia spendere quasi 5000 euro per la riedizione limitata della Stainless Steel:
http://www.mercatinomusicale.com/mm/a_l ... 43833.html
Ad averli, preferirei investirli in un oggetto di questo tipo:
http://img802.imageshack.us/img802/1885 ... umsetm.jpg

MessaggioInviato: mar set 18, 2012 8:52 am
da Giovanni Gamberini
raffaele ha scritto:Giovanni, non mi riferivo agli eak...


Sì, lo so. Intendevo "il tuo ragionamento si potrebbe applicare perfettamente alla mia situazione rispetto agli EAK" etc. etc.

Per il resto, concordo con chi sostiene che il passato è passato. Gli oggetti "importanti", "significativi", del passato non sono stati fatti pensando... al passato, bensì al presente, insomma alla contemporaneità. Non mi spingerei a pensare che addirittura si rivolgessero al futuro, se non altro per banali motivi di appetibilità commerciale (i prodotti davvero "innovativi" rischiano spesso di risultare invenduti, e questo un produttore su larga scala non se lo augura mai. Ne va della sua stessa permanenza sul mercato). Allo stesso modo ritengo che di quanto si produce oggi, un domani verrà ritenuto davvero "significativo" solo quello che ha un forte "senso" adesso, rispetto alla nostra contemporaneità.

MessaggioInviato: mar set 18, 2012 10:05 am
da raffaele
Non credo sia utile discutere sul fatto che il passato è passato mentre nel presente bisogna proiettarsi nel futuro sempre portando innovazioni.Secondo me alcune cose del passato hanno funzionato bene allora e funzionano beissimo anche oggi nonostante ci siano miriadi di batterie innovative ma dal punto di vista sonoro non hanno niente di innovativo così pure nell'estetica. Daldoss lo ammiro così come ammiro altri produttori italiani come martinazzi, chiedo scusa a tutti quelli che non ho citato, ma ciò non toglie niente al fatto che ancora oggi si possa emulare vecchie e gloriose batterie del passato mantenendone l'estetica e la sonorita e cambiando solo le meccaniche che all'epoca erano veramente poco innovative, ovvio. Credo che il domani , il futuro della batteria, sia già in atto ossia il fatto di non considerare più il batterista come un musicista che accompagna gli altri e tiene il tempo, dando gli stacchi al momentoi giusto, ma anche un solista in grado di reggere un concerto anche da solo.Su questa strada son convinto che i costruttori di batterie dovrebbero puntare dando al batterista creativo e solista la possibilità di avere diversi suoni in un unico contesto.La butto li: cassa, tom, timpano, rullante, e diversi altri oggetti percussivi da integrare nella batteria aventi lo stesso look ma capacemente inseriti nello stesso contesto.Qui starà la difficoltà e il domani del futuro della batteria.Almeno io la penso così.Non è questione di essenze, misure, colorazioni, ma elementi che andranno a comporre una batteria che non saranno più i soliti tom, timpano cassa e rullante ma verranno aggiunti altri elementi percussivi.Chi provvederà in tempo a far ciò sarà colui che proietterà la batteria nel futuro.Però devo anche riconoscere che ancora siamo ben lontani da questo traguardo posto che batteristi creativi e solisti son ben pochi e quei pochi che ci sono son considerati come delle mosche bianche; figuriamoci se uscisse adesso una batteria per batteristi solisti quale sarebbe il suo epilogo.Però qualcuno deve pur iniziare per proiettare il batterista e la batteria nel futuro.

MessaggioInviato: lun set 24, 2012 9:57 am
da martinazzi
Grazie per avermi citato ... sono un pò latitante dal forum .. bhè comuque ricordiamoci che inventare nuove soluzioni percussive si va a sbattrere contro delle mentalità ottuse che se non vedono la solita forma si spaventano ... e qui ci stà Io con le RotodruM .... che dire è diffile ma comtinuo a tentarci .... vediamo magari dopo morto si ricorderanno di una batteria un pò strana che suona davvero bene .. mhà ----- Già che ci sono vi invito a Modena il Martedì 09 ottobre da Casalgrande per una RotoDAy fino alle 10 di sera ... così vi sentirete strani pure vuoi .... ciao ciao e mille rulli a tutti .... comprate italiano bastardi .. Riccardo

MessaggioInviato: mer set 26, 2012 8:02 am
da stopsign70
Ciao Riccardo, tutti quanto hanno le loro difficoltà. Mi permetto di dirti che io ho buona disposizione verso il tuo prodotto, che viene però penalizzato da una comunicazione che non gli rende giustizia. Le tue frasi "mentalità ottuse, Io con la rotodrum, comprate italiani bastardi" il ripetuto saluto "1000 rulli a tutti" e altro ancora, secondo me distolgono malamente l'attenzione dai tamburi e non risultano sempre simpatiche. Detto con affetto, credimi, non me ne volere, credo che un prodotto che si vuol presentare innovativo debba intraprendere altre vie per essere pubblicizzato. Per il resto in bocca al lupo!

MessaggioInviato: mer set 26, 2012 8:10 am
da stopsign70
per rimanere nello spirito del post di Giovanni Gamberini, Giovanni... hai 1000 volte ragione!

MessaggioInviato: mer set 26, 2012 9:22 am
da raffaele
Stopsign70, non volermene, ma credo che ognuno ha il carattere che ha e se il prodotto è buono tutto il resto passa in secondo piano.Sono un pò d'accordo sul fatto della pubblicizzazione del prodotto innovativo che deve essere adeguata ma il carattere del suo costruttore secondo me non è molto importante. Basta pensare anche ad alcuni batteristi dal carattere impossibile come weckl, o il compianto capiozzo per restare in italia, che pur con le loro pecche caratteriali erano e sono stimatissimi e non hanno mai smesso di creare situazioni cui il pubblico pagasse per vederli suonare.

MessaggioInviato: mer set 26, 2012 9:57 am
da stopsign70
caro raf, allora dovrebbe vendere e basta. la comunicazione giusta serve, quella sbagliata può affossare. ma non è mica una opinione :) luca

MessaggioInviato: mer set 26, 2012 10:03 am
da raffaele
come no, è tutta questione di opinioni.La comunicazione serve eccome ma stabilire quale è quella giusta o quale quella sbagliata è un opinione.Basterebbe anche guardare un pò la pubblicità.A volte un prodotto sponsorizzato da grandi attori cui han speso follie per pubblicizzarlo non vende, in altri casi una pubblicitù mediocre e con poca spesa fa decollare un prodotto lasciando esterefatti gli stessi produttori. Chissà come funziona la cosa...Anche questa è un opinione :wink: Ciao luca

MessaggioInviato: mer set 26, 2012 10:11 am
da stopsign70
Indi? :) secondo me quella di Riccardo è sbagliata

MessaggioInviato: mer set 26, 2012 10:21 am
da raffaele
quindi, quindi, quindi, quindi :D :D secondo me è invece sempre e solo questione di prodotto.Martinazzi è una buona persona con i suoi difetti così come abbiamo tutti ma quel suo prodotto è troppo lontano dai gusti attuali e quindi qualunque pubblicità possa fare pesno e spero di sbagliarmi non venderà mai tanto.Dovrebbe accompagnare quella batteria innovativa con un prodotto diciamo normale, più o meno come tutte le altre marche, e utilizzarla come modello economico mentre usare la sua rotodrum come modello di punta. Poi, ma il martì lo sa già, chiamare a se un batterista molto visibile, ossia che suoni spesso in televisione (non occorre che sia bravissimo, basta però che abbia molta visibilità) e il suo carattere passerà sempre in secondo piano.Ma anche questa è solo una mia opinione, e poi dai, poverò martì, cosa ha il suo carattere che non va? Si sta facendo un mazzo tanto, e tutto da solo, io invece lo ammiro anche se un pò meno arie deve darsele :)

MessaggioInviato: mer set 26, 2012 11:51 am
da stopsign70
Raf io scrivo poco per farmi leggere meglio. Ho detto comunicazione, no carattere! ed era un consiglio :) ciao

MessaggioInviato: mer set 26, 2012 12:00 pm
da raffaele
stopsign70 ha scritto:Raf io scrivo poco per farmi leggere meglio... :) ciao


Lo vedi che è tutto questione di opinioni...ad esempio marcel Proust non la pensava come te, anzi :)

MessaggioInviato: mer set 26, 2012 12:30 pm
da Utik
Giovanni, romagnolo, stainless steel, sarai mica il batterista che suonava con Sara?

MessaggioInviato: mer set 26, 2012 1:07 pm
da stopsign70
Raf... ma di che cosa stai parlando???? :) il carattere di Martì, Proust... ho dato un consiglio a Riccardo. Buono o cattivo che sia, certo è un consiglio umano. almeno ci agganciamo alla filologia di cui si parlava all'inizio del post, più metacomunicazione però. cosa è una questione di prodotto? Martinazzi mi sembra abbia difficoltà a piazzare i suoi set. sicuramente il mercato, per il resto è una questione di prodotto? come dici tu o c'entra anche come dici le cose. ohhh santa chiarezza :)

MessaggioInviato: mer set 26, 2012 1:29 pm
da raffaele
dai luca, mi conosci, era una battuta...Proust è noto per la sua prolissità e quindi non scriveva affatto poco anche solo per dire due cose ne metteva almeno 100 di parole e nonostante questo è uno degli scrittori più letti ancora adesso.

MessaggioInviato: mar ott 02, 2012 9:45 pm
da martinazzi
Hola ragazzi ... ho letto adesso tutta la discusione ... bhè che dire .. io è da quando mi faccio le batterie che combatto contro le cose normali che volete farci sarò duro di comprendonio ...poi il mio carettere non sò da dove esce non ho avuto modo di conoscere stopsign o almeno mi pare .. Raffaelel si, ci siamo incrociati .... quindi il mio carattere lasciatelo stare oppure conoscetemi così potrete dire davvere che sensazzioni avete avuto dal 'incontro .... poi per le mie batterie RotodruM la mia fatica maggiore è di farle provare ... penso che se un il Si.g J.Good titolare dellal DW dopo averla provata si è meravigliato di come suonasse .. qui non è che voglio alzare la cresta ragazzi ... ma io l'hò creata inventata e brevettata ....il sig, Good c'è rimasto ed ho i testimoni se volete e pure un certo Gibbs della mapex ....pure lui e tanti altri sopra tutto quest'anno a frankoforte davvero una bella fiera .. .poi si è vero è un prodotto difficile da vendere la RotodruM non si acquista la vendi !!! ma la storia non è ancora finita vediamo se riesco andare al NAMM 2013 a Los Angels ..... lì la mantalità è differente ... vediamo io fino a che posso non mollo.. e ripeto io non mi sento un assemblatore banale di fusti e meccaniche ,, sono capaci tutti a farlo e nemmeno mi ci metto io sono diverso mi spiace ... e ripeto non è cresta è il mio dns d'inventore ... a breve ci sarà un'altro brevetto in arrivo .. ancora più pazzo ... che dire io vado avanti ... chi lo diceva? .. .chi mi ama mi segua ... chi non mi ama s'arrangi io faccio la mia strada ... ok raga comunque vi aspetto da casalgrandi modena martedì 09 ottobre ... vi aspetto .ciaociao e MILLE RULLI a TUTTIIIIII ciao Riccardo

Immagine

MessaggioInviato: mar ott 02, 2012 11:07 pm
da Giovanni Gamberini
Utik ha scritto:Giovanni, romagnolo, stainless steel, sarai mica il batterista che suonava con Sara?


Sissignore, eccomi qua!

Parentesi: chiedo scusa a tutti per i "fatti miei"... ma in fondo questo topic l'avrei aperto io, e per questioni "legittime", poi c'è stata una deviazione con ben altri "fatti altrui", quindi beccatevi i "fatti miei"!

@Utik: suggeirei di proseguire in mp; perlomeno fammi sapere chi sei. Ciao!

MessaggioInviato: mer ott 03, 2012 10:14 am
da raffaele
Non si capisce più il senso del topic, dove eravamo? :)

MessaggioInviato: mer ott 03, 2012 10:28 am
da Giovanni Gamberini
...e chi se lo ricorda più...

...ah, sì!

Mi pare si dicesse che fra le tante lacune della cultura musicale italiana ci sono ad esempio la scarsa "scientificità", la scarsa attenzione "filologica" e la scarsa "etica professionale" di chi scrive.

Era questo l'argomento, giusto?

Che poi sono lacune della cultura italiana in toto, non soltanto di quella musicale...

MessaggioInviato: mer ott 03, 2012 10:37 am
da raffaele
Può anche essere, non ricordo nemmeno io l'argomento bisognerebbe rileggere tutto :) , comunque penso che oltre quello che dici l'italiano, non quello medio, quello pensa più che altro al proprio giardinetto sempreverde, dico quello intellettuale che si perde nei meandri dell'inutile sottigliezza bloccandosi così in facezie lessicali che non portano da nessuna parte.E' noto che l'italiano intellettuale è un litigioso proprio perchè sottiglizzando su tutto non trova mai un punto d'accordo con altri intellettuali italici che su uno stesso discorso ne aprono diecimila mettendosi sempre in discussuone senza mai arrivare al dunque. Come in questo topic :) Da qui si capisce il nostro essere italici.Siamo i soliti italiani :)