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EKO Drums

MessaggioInviato: gio ott 29, 2009 1:52 pm
da ClasH
Ho provato a fare un search e non ho trovato niente riguardo questo argomento .
Mi sono imbattuto cercando qualche set vintage da prezzo quà e là in questa marca che se non erro è sicuramente più famosa per chitarre e bassi..
Qualcuno di voi esperti e non, saprebbe dirmi qualcosa in più?
In che legno è fatta?qualcuno di voi l'ha mai provata? se si come suona?

http://www.mercatinomusicale.com/mm/a_r ... 37788.html

Nell'annuncio dice "rara" ma oggi in qualsiasi ambito, se si parla di merce datata, sembra diventato tutto raro, introvabile, unico........


Tnx

MessaggioInviato: gio ott 29, 2009 2:02 pm
da Bizio
la eko è italianissima.
per made in japan è presubilmente inteso come uno strumento preso e marchiato dalla eko.
mi ricorda molto la maxtone ..

MessaggioInviato: gio ott 29, 2009 2:07 pm
da Raffaele * BANNED *
Tutto diventa raro proporzionatamente alla reperibilità sul mercato e alla domanda.Dato che della batteria eko credo non freghi niente a nessuno, o a pochissimi, credo che la parola raro per questo oggetto è molto fuorviante.Detto questo ti anticipo che ho due eko.Una made in japan e una made in recanati (italy).Cominciano i dubbi e le sorprese.Primo dubbio: come mai negli anni '70 un italiano va in giappone a farsi costruire batterie?Secondo dubbio: come mai la eko dei primordi recava la scritta made in recanati?
Lasciando stare la STORIA DELLE EKO CHE ANCHE ATTUALMENTE CONTINUA A STUPIRE (VEDI CHITARRE ACUSTICHE EKO PRODOTTE IN CINA DIETRO LA SUPERVISIONE DI TECNICI ITALIANI DI RECANATI :) ) direi che eko è stata tra le poche ditte italiane a cominciare la produzione fuori dall'italia ma soprattutto ad essere onesta e a non trovare scappatoie per dichiarare un falso made in italy.
Legni impegati?Solitamente faggio o pioppo.
Per i collezionisti del made in italy (pochissimi, anzi credo di essere l'unico o uno dei pochissimi.Peccato.) la vera chicca di batteria eko è la made in recanati.E' molto difficile da trovare e presenta caratteristiche uniche come ad esempio l'alloggio alla cassa, avvitabile, per la chiavetta di accordatura tamburi.
La eko made in japan invece è abbastanza facile (relativamente) da trovare.Suona discretamente bene, come una normale nipponica economica degli anni '70.
Ecco il lato dolente.Il valore.Secondo me una eko made in recanati dovrebbe valere attornoi agli 800 euro mentre una mde in japan attorno alle 300.Prezzi oscillabilissimi a seconda dei soliti fattori: come è messa, se tutta originale e se è stata suonata.
Le batterie vintage eko made in recanati prima o poi verranno messe in luce perchè sono ottime batterie alla pari di moltre altre blasonate amerinde.

MessaggioInviato: gio ott 29, 2009 3:09 pm
da il magico alverman
Raffaele : semplicemente perche' allora i giapponesi erano i cinesi di oggi, produzioni economiche con i loro marchi, e terzisti per altri , poi da bravi meticolosi quali sono, e lavorando seriamente, hanno alzato la qualita',fino a buttarsi seriamente sul mercato direttamente, e grazie al massiccio uso di endorser hanno fatto il grande balzo.
Ricordo ancora i pareri stupiti degli esperti sulle riviste, per le imitazione stratocaster fatte da ibanez (hoshino gakki group, stessa parrocchia di tama), che suonavano alla pari o meglio delle originali, che in quel periodo non brillavano particolarmente (periodo cbs).
La stessa cosa potrebbe benissimo succedere oggi per i cinesi, il periodo aureo dell'industria giapponese e' stato proprio negli anni 70, li' hanno costruito il loro successo, in svariati campi strumenti musicali, elettronica, auto, moto, e ancora oggi ci campano, l'esatto contrario nostro, che nello stesso periodo abbiamo distrutto del tutto o quasi le stesse tipologie industriali.
Fino agli anni 60 giappone era sinonimo di macchine dall'estetica ridicola, radioline a transistor, e strumenti di bassa qualita'.

MessaggioInviato: gio ott 29, 2009 3:22 pm
da Raffaele * BANNED *
magico, concordo con quello che hai detto e aggiungo che anche il giappone ha fatto il furbetto per anni.Molte cose, e quindi anche strumenti musicali, recavano la scritta made in taiwan e normalmente venivano commissionate da produttori giapponesi.Quindi moltissime cose sono cinesate anche se camuffavano la dicitura con un generico made in taiwan.Taiwan è un isola cinese ma quel che più è importante das sapersi è che il termine taiwan veniva legittimamente usato dai cinesi su tutti i prodotti fabbricati in cina.Quindi spesso si può ancora vedere un made in taiwan ma in realtà non è detto che sia stato costruito su quell'isola :wink: ma bensì in una qualunque parte cinese.
Oggi poi, ci sono altri stati che fabbricano a costi ancora inferiori come è il caso del pakistan o dell'india.Vedrete che prossimamente apparirà prima o poi una drum made in pakistan o made in india.Prima o poi si fan furbi anche loro e anzichè produrre per altri e a poco decideranno loro stessi di mettersi in tasca i proventi producendo in proprio con un bel made in pakistan o made in india.Noi diamo l'idea e loro prima o poi scopriranno il mercato nostro e saranno ulteriori guai per il vero made in italy, così come la cina ci ha insegnato...vero? :)

MessaggioInviato: gio ott 29, 2009 3:34 pm
da il magico alverman
e' cosi', noi gli insegnamo come fare , e loro lo fanno sempre meglio, e un domani dato l'alto numero di ingegneri che sfornano, saranno anche innovativi, mandando a ramengo anche la nostra ultima bandiera di cui ci vantiamo per distinguerci , L'innovazione , e noi non potremo nenche fare i terzisti al posto loro, dato che c'e' ancora tutta l'africa da scoprire in questo senso, appena le condizioni politiche lo consentiranno (il pil africano negli ultimi anni e'aumentato di molto globalmente).
L'Asia dominera' il mondo, le prime avvisaglie gia' si vedono.

MessaggioInviato: gio ott 29, 2009 3:46 pm
da Broadkaster
Un attimo però...è vero tutto ciò che state dicendo ma c'è un però.
La tradizione artigianale che abbiamo noi tra secoli e secoli non ce l'ha nessuno.
Il discorso è che noi invece di fare qualcosa di veramente nostro, secondo quello che è la nostra tradizione, preferiamo adattarci a quello che fanno gli altri (basta guardare tanti marchi italiani che oltre a copiare dalle aziende americane non fanno).
L'unico a fare qualcosa di veramente artigianale qui in italia per ora è Drumart

MessaggioInviato: gio ott 29, 2009 3:54 pm
da il magico alverman
Dici bene Broadkaster, ma appunto parli di artigianato, eccellente in Italia, ma non e' l'artigianato che puo' risollevare le sorti di una nazione, ci vogliono i grandi numeri, che solo l'industria puo' fare, l'artigianato per quanto eccelso, e' per vocazione numericamente minoritario, e di nicchia, il suo compito e' portare avanti l'eccellenza, e creare quel substrato di idee che puo' essere l'humus, affinche l'industria sappia rinnovarsi ed eccellere.

MessaggioInviato: gio ott 29, 2009 4:08 pm
da Raffaele * BANNED *
Mi dispiace dirlo, anzi non dovrei ma va detto ossia che il punto forte di quei paesi è la manodopera.Qui si vuole aumentare la manodopera sempre più e non a torto.Tutto aumenta, aumentano i fitti, aumenta il costo del paniere, aumentano le spese per le ditte che producono, aumentano le tasse e prima o poi la nostra civiltà non potrà più reggere il progresso dei paesi in via di sviluppo che producono le stesse nostre cose con materiali meno cari e manodopera ancora meno cara.Noi stiamo vivendo il periodo di massima produzione, abbiamo raggiunto il punto d'equilibrio ma la stasi si fa sentire e a questo si aggiunge l'entrata dei paesi del terzo modo che sin'ora son stati sfruttati o dal colonialismo, o dalla pseudoreligione integralista che li tieni buoni o dalle guerre, ma il popolo di quesi paesi si sta svegliando.Il torpore del XX sedcolo è finito.La vera fine del mondo è già iniziata.Il nostro sistema sta colassando.Il prezzo della nostra manodopera non può reggere con quello dei paesi del terzo mondo che si stanno infiltrando sempre più.L'agricoltura ormai immette sul mercato prodotti del terzo mondo (meno penalizzati sia sotto il profilo dei costi di mandodopera sia sotto il profilo dei controlli) e le manovre speculative ormai stanno sfiancando gli agricoltori italiani.La buitoni si piazza in mezzo al mare e aspetta di acquistare grano e venderlo al momento giusto...che schifo.Ma ci son mille cose da dire, per ora cerchiamo di vivere questo nostro mondo nel migliore dei modi ma la situazione è molto vasta, ormai ingovernabile dalla sola italia e neppure l'europa può più di tanto.La PAc scomparirà cosa succederà?
Noi comuni mortali possiamo solo cercare di fare del nostro meglio, i dadi son lanciati, il gioco non si ferma più...

MessaggioInviato: gio ott 29, 2009 4:24 pm
da il magico alverman
Amen :)
comunque condivido, viviamo alla giornata...
Pero' che salto dalla Eko, alla macroeconomia, e alla geopolitica :o

MessaggioInviato: gio ott 29, 2009 5:50 pm
da ClasH
Grazie raffaele e Bizio per le delucidazioni e tutti gli altri per le info storico economiche.....
Ho capito, in sostanza la EKO è una vera cacata :D ad eccezzione della Made In Recanati.....il tipo vuole 400€ ma potrei benissimo portarla a casa a 250€ perchè in se' ha pochissimo valore apparte l'anno di costruzione parlando di Vintage....

Grazie

MessaggioInviato: gio ott 29, 2009 5:52 pm
da buddydrum
La Eko fa pure chitarre, ed'è distributore della Sonor ed altre marche in Italia..

Secondo me 400 euro sono moltissime, sto vendendo una martinazzi in acrilico per 500 euro che sicuramente le fa il culo 4-5 volte..

MessaggioInviato: gio ott 29, 2009 6:00 pm
da Bizio
mah guarda clash .. secondo me a livello di valore di strumento vale anche meno di 200 euro.
sinceramente neanche se me la regalano.

MessaggioInviato: gio ott 29, 2009 6:09 pm
da dylan86
vero bizio..

è come per le chitarre...negli anni '70 le eko made in recanati costavano due lire e pesano quintali..
adesso una dodici corde made in recanati costa un fottio ma qualitativamente vale veramente poco

MessaggioInviato: gio ott 29, 2009 6:25 pm
da ClasH
@Bizio@

Avevo scritto 250€ come esempio di ribasso estremo rispetto ad un prezzo cosi' basso (spero di essermi spiegato, oddio mi sono incartato :D )
Se ho aperto questo thread era per cercare di capire, io sono un'amante del vintage in genere, questa EKO l'avevo già sentita ma non ne sapevo una cippa.
Come amante del Vintage sono un pò stufo di gente che si approfitta di qualsiasi chincaglieria per lucrare e sparare cifre impossibili rapportate a quello che vendono, volevo soltanto averne la certezza chiedendo un parere a persone più esperte di me.....
Comunque adesso stò trattando per una ludwig del 71......sperem :)

@Buddy@

Ci avevo fatto un pensierino sai, le batterie di Martinazzi mi piacciono molto e la tua sembra messa davvero bene ma volevo prendere un set con una bella finitura madreperlata......

MessaggioInviato: gio ott 29, 2009 7:16 pm
da buddydrum
prima il suono, poi la finitura. :D

MessaggioInviato: gio ott 29, 2009 9:03 pm
da Broadkaster
Certamente concordo con tutto quello che dite...come non andare d'accordo su "la fine del mondo" di raffaele :mrgreen: (hai perfettamente ragione)
Quello che voglio dire è che tutto si sta industrializzando alla massima potenza, tutto uguale, si sta perdendo il gusto dell'unicità.. bisognerebbe differenziarsi,e questo noi possiamo farlo in un certo senso.
Purtroppo il costo per farlo è troppo elevato e nessuno ne vuole sapere nulla..ormai siamo in un tunnel ad una sola via di uscita :(

MessaggioInviato: ven ott 30, 2009 12:23 am
da ClasH
buddydrum ha scritto:prima il suono, poi la finitura. :D



nooo, non te la compro la martinazzi! :D :D :D

MessaggioInviato: ven ott 30, 2009 9:00 am
da fiaccolascintilla
@Clash: la ludwig del 71 credo sia decisamente meglio della EKO ma logicamente avrà un altro prezzo.... per la finitura madreperlata che dire..... guarda in firma....

MessaggioInviato: ven ott 30, 2009 10:02 am
da ClasH
@fiaccolascintilla

assolutamente daccordo!
devo dire che se dovesse andare in porto la trattativa la porterei a casa veramente ad un'ottimo prezzo.....
avevo già visto il tuo set (sono curioso come una bestia) è spettacolare, ho avuto anche modo di suonare un set simile un paio di anni fà, nà favola..... :D

MessaggioInviato: ven ott 30, 2009 10:11 am
da Raffaele * BANNED *
Broad, la salvezza sta anche in noi.Dovremo risparmiare un pò di più e comperare solo prodotti italiani, almeno in questi momenti di crisi.E' l'unica strada percorribile.Anche in agricoltura si punta su questo, ma i furbetti che mischiano prodotto italico con il ben meno caro prodotto straniero (cinese, rumeno ecc ecc) son difficili da smascherare e fermare.
Una cosa mi rincuora, nel mio piccolo cuore campanilista,sapere ad esempio che la mia raccolta di batterie vintage italiche sono quasi tutte made in italy al 100%, non avranno sonorità eccelse ma sicuramente sono uniche sia come timbrica che come estetica e alcune sono ancora oggi innovative seppure sian passati 30 e più anni dalla loro nascita.Se le cose vanno avanti così, quella collezione sarà una vera traccia ai posteri dell'artigianato strumentale di percussioni italico, e credimi, ne vado fiero.La fierezza non è tanto essere italiano in senso "cromosonico" ma considerare innanzitutto che la vera ugualianza sta nel rispettare le differenze e anche una piccola collezione di batterie made in italy vagheggia un lontano eKo :) d'uguaglianza.

MessaggioInviato: ven ott 30, 2009 10:14 am
da DIRTY SNARE
o.t. scusate intromissione.
Ciao Raffaele, vecchio batterista dei miei paradiddle!
Come te la passi?
:D

MessaggioInviato: ven ott 30, 2009 10:19 am
da Raffaele * BANNED *
Ciao dirty.Suono, dipingo, lavoro e faccio il papà.Anzi prima il papà, poi il resto.Tu, tutto bene?Papà anche tu... :wink:

MessaggioInviato: ven ott 30, 2009 10:20 am
da DIRTY SNARE
o.t. mi scuso con i boss del forum se intaso i thread con le mie messaggiate a tutti, perdonatemi!
:oops:

MessaggioInviato: ven ott 30, 2009 10:24 am
da Raffaele * BANNED *
Tranqui, meglio intasarli di ste cose che di politica :wink: Comunque ci stiamo parlando in due topic diversi.Direi che siamo un pò invadenti :) O.K. devo andare a lavurà, piacere di averti risentito, ciao dirty.

MessaggioInviato: sab ott 31, 2009 12:33 pm
da giac67
lasciate perdere quella eko là, come dice bizio non vale una cicca. Mia mamma ha lavorato alla Eko neglia anni 60-70, prima dell'incendio che le fece cambiare rotta a livello di produzione, producevano di tutto, soprattutto chitarre e montavano anche gli amplòi per la Vox inglese.Tutt'ora la ditta sta a 1-2 km da casa mia. Ho preso i miei primi piatti pearl proprio da loro una 15-20ina d'anni fa

MessaggioInviato: ven lug 13, 2012 10:45 am
da il magico alverman
filmatino d'epoca in cui si vede una EKO

http://www.youtube.com/watch?v=pSKOCqb9G0s