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ludwig big beat 1981 .

MessaggioInviato: mar giu 09, 2009 6:22 pm
da Raffaele * BANNED *
cosa ne pensate di questa batteria?per intenderci era quella usata per anni, sino alla morte, dal grande max roach.Secondo me suona veramente bene, meglio, molto, di quelle precedenti con rinforzo ai bordi.Di quell'anno esisteva anche il suo rullante simphonic con cordiera i cui fili potevano essere tesi uno ad uno.Rullante molto raro da trovare perchè poco venuto e richiesto e quindi in quegli anni non ne han prodotti tanti.Chi sa qualcosa di queste meravigliose batterie?Qesto modello secondo me è un caso di batteria vintage e rara.Sbaglio?

MessaggioInviato: mar giu 09, 2009 9:43 pm
da paoli89
che rullante è?? :o :o :o

MessaggioInviato: mer giu 10, 2009 9:38 am
da fiaccolascintilla
Nel 1981 quale supporto avevano i tom sopra la cassa? Era il classico "diavoletto"?

Ti domando questo perchè la mia big beat ha quel tipo di supporto tom e non ha i rinforzi ai bordi.... Anche se controllando i numeri di badge la mia dovrebbe risalire alla produzione tra il 78 e il 79....

MessaggioInviato: mer giu 10, 2009 10:00 am
da Giovanni Gamberini
paoli89 ha scritto:che rullante è?? :o :o :o


Raffaele si riferisce al fatto che il rullante in questione montava ancora il "classico" tendicordiera "Classic" (appunto!), cioè quello nato "ai tempi delle parate" (ma a quanto pare molto apprezzato anche in ambito sinfonico-concertistico), in cui i fili sono estesi da entrambi i lati oltre il bordo del fusto (la cui variante "moderna e tecnologica" sarà il tendicordiera Supersensitive), ma oltretutto sono accordabili uno ad uno perché ogni "capo" è fissato ad un sistema a vite (questo dal lato fisso, non da quello dello sgancio, dove tutti i fili sono invece fissati ad una comune cordiera/piastra). Lo sgancio "Classic" funziona come il "Clamshell" ("Conchiglia") Slingerland - si tratta sempre di tendicordiera "antichi" -, e cioè allontanando VERSO L'ESTERNO - non tirando verso l'alto - il capo della cordiera. Nota: un sistema "MISTO ALTO-ESTERNO" è invece lo "Zoomatic" Slingerland, in cui lo "sgancio principale" è alto-basso (come nel Supraphonic, per capirci, o come nel "Rapid", per restare a Slingerland), ma poi la "sintonia fine" della tensione si fa tramite una vite orizzontale che fa allontanare dal fusto il capo della cordiera (nel Supra, nel "Rapid" e simili, la vite per la "sintonia fine" è invece verticale).

@ fiaccolascintilla: nell'81 Ludwig offriva un sacco di reggitom diversi (v. catalogo '80): c'era ancora il rail consolette (superstite per i nostalgici degli anni '60), c'erano il "diavoletto" sia doppio che singolo, c'era l'attacco doppio "a baionetta" (tipo timbales) per i tom melodici, ed anche il neonato sistema Modular.

MessaggioInviato: mer giu 10, 2009 10:23 am
da Raffaele * BANNED *
:) Meno male che qualche bravo collezionista c'è.Quella che ho trovato ha l'attacco a baionetta, finutura venatura a vista acero con rullante simphonic.Esattissime e dettagliate informazioni date dal bravo Gamberini.
Quella batteria era a prezzo trattabile poco fa su mercatinomusicale.Ve la siete lasciata sfuggire così?Senza lottare ? :)
Piccola parentesi su quel modello nato nel 1976 e di cui si è fatto un apposito catalogo nel 1981, sono le stesse batterie.Perchè dico questo.Dico questo per due motivi.Primo: l'innovazione.Secondo : la cessione alla Selmer nell'81.Correggetemi se sbaglio, vado a memoria ma credo di ricordar bene.
L'innovazione.Ecco questo è l'argomento più affascinante.In quegli anni (questo inizio l'ho già sentito :) ) si affermarono le batterie nipponiche con sistema costruttivo senza anelli di rinforzo.I tamburi risuonavano di più, erano più facilmente accordabili, più resistenti...insomma stavano vincendo alla grande sulle ludwig e company con ancora il vecchio sistema dell'anello di rinforzo.Ludwig, che fece allora?Studiò a tavolino il modo di fare una batteria ancora meglio di quelle nipponiche togliendo il rinforzo e passando a costruire i fusti con sei strati (tra cui acero pioppo e mogano, ossia ha mantenuto quel mix di legni).Nella pubblicità dichiarava sei strati di acero ma in realtà era sempre lo stesso mix ma molto più spesso: sei strati anzichè tre.Il risultato fu strabiliante.Il suono era cambiato, più moderno ma con la stessa timbrica e dinamica del vecchio fusto ludwig (i legni erano gli stessi).Purtroppo le innovazioni si pagano care.Così come per la harley davidson con la sua iniezione elettronica che pur facendo storcere il naso ai puristi ha però in modo egregio aumentato tutte le prestazioni di quella moto, così pure quel sistema costruttivo pur aumentando la sonorità rispetto alle vecchie ludwig ha fatto storcere il naso ai puristi.C'è stato un vistosissimo calo nelle vendite tanto da far si che nell'81 la ludwig venne ceduta , fortunatamente, alla selmer (ditta che costruisce i migliori sassofoni che siano in circolazione) che mantenne alta la produzione ripresentando appunto nell'81 la stessa batteria fatta qualche anno prima.Dopodichè credo che fecero un passo falso.Per essere competitive crearono la più economica rocker ma già la nuova big beat aveva fatto storcere il naso ai puristi ludwig ( e secondo me a torto, dato che la big beat di quel periodo è la miglior ludwig che sia mai stata costruita:Non per niente max roach, che poteva essere sponsorizzato da chiunque, usò fino alla morte quel modello), figuratevi che decadimento dopo la rocker.Dopodichè fu una picchiata continua, e un abisso con le ludwig made in cina.Oggi si sta un pò risollevando ma invece di guardare avanti si è voltata indietro dato che ha capito che l'innovazione è sempre molto rischiosa, ma secondo me doveva continuare a creare novità.Boh.Questo è più o meno un riassuntino.
La big beat di quegli anni (fusto a sei strati senza rinforzo.Occhio, non confondetela con la rocker.), a mio avviso, è una delle migliori batterie che esistano.Chi l'ha provata, la possiede o la suonerà non potrà che confermare.Collezionisti state sempre all'erta e con una piccola somma da parte perchè è da un pò di tempo che vedo batterie egregie in vendita ed a prezzi molto buoni.Non bassi, ma comunque molto buoni.Fra alcuni anni varranno il doppio, quindi anche come investimento, aprite gli occhi. :wink:

MessaggioInviato: mer giu 10, 2009 10:54 am
da Giovanni Gamberini
Un piccolo appunto: big beat definisce la specifica configurazione (cinque pezzi, 12 13 16 22 e rullante), mentre se parliamo del tipo dei fusti, allora dovremmo parlare di "classic" (6 strati) e "super classic" (4 strati, sempre senza rinforzi). I fusti classic e super classic, cioè, non erano vincolati alla big beat, ma ovviamente erano i fusti offerti per tutte le configurazioni (pro beat, rock machine, octa-plus etc. etc.). Ho avuto modo di vedere i fusti classic in un negozio della zona (era una gigantesca ludwig dei primi '80 in finitura walnut), ma francamente mi sembravano pesantissimi, in primis per lo spessore francamente eccessivo, poi per la profondità power ed ovviamente per le meccaniche modular. TONNELLATE DI ROBA!!!

MessaggioInviato: mer giu 10, 2009 11:55 am
da Raffaele * BANNED *
In effetti la mia big beat dell'81 è assai pesante, ma suona da paura!!Per chi è in zona ferrara e dintorni giovedi 2 luglio suoniamo musica anni '70 presso l'agriturismo ai due laghi vicino Gambulaga (Fe).E' un gran bel posto, se venite di giorno c'è un laghetto di acqua purissima cui poter immergersi e sguazzare sino alla cene e al concerto in cui sentirete il suono della ludwig big beat dell'81.Non mancate , il posto è o.k.

MessaggioInviato: gio giu 11, 2009 6:47 pm
da Roger-It
bel legno .. ;)

MessaggioInviato: ven giu 12, 2009 8:43 pm
da Giovanni Gamberini

MessaggioInviato: sab giu 13, 2009 12:09 am
da munkin
Anche io sono possessore di una ludwig big beat dell''81 (ho controllato i seriali...) e posso confermare che è veramente un buon strumento. Suono veramente potente... alle dinamiche alte i tom in particolare sono fantastici. La suono quasi sempre in configurazione 13 - 16 - 22, senza il tom da 12, per una questione di abitudine più che altro.
Una cosa che ho notato è che secondo mo suona meglio alle dinamiche forti, in generale. Mi sembra come se il legno cantasse poco, se la suono piano. Qualcun altro ci ha fatto caso?(io ci monto ambassador sabbiate sui tom, emperor sabbiata sul timpano e powerstroke3 sabbiata su cassa)

MessaggioInviato: sab giu 13, 2009 3:38 pm
da Giovanni Gamberini
In effetti, se il principio è che i tom "cantano" quando risuona anche il fusto (il legno), un fusto di spessore elevato (quindi con "molto legno") richiede maggiore energia per essere messo nelle condizioni di "cantare".

MessaggioInviato: dom giu 14, 2009 9:32 am
da Raffaele * BANNED *
Ottima documentazione.
Devo però correggerti su una tua supposizione.I fusti è vero che fanno risuonare bene o male il tamburo a seconda dello spessore ma quello che conta non è tanto lo spessore dei fusti ma quello del bordo.Infatti è lì che appoggia la pelle e che si mette a far onde sonore.Dato che lo spessore del fusto è uguale a quello che aveva con l'anello di rinforzo ecco che risulta anche evidente il motivo per cui la timbrica e le dinamiche non sono cambiate.L'aumento del volume e della risonanza invece è dato dal sistema senza rinforzo dato che il fusto all'interno è tutto piatto e quindi ha più risonanza.Il fusto serve per far risuonare il suono che esce dalla pelle appoggiata al bordo.E' molto importante il bordo.Bordi grossettini, suono più sporco e grosso, bordi stretti, suono più definito e acuto.Però poi entra in ballo la risonanza del fusto.Insomma i fattori per definire il suono di un tamburo sono tanti.
Per far suonare al meglio la big beat o meglio, tutte le ludwig, secondo me ai tom e timpani come battente una emperor sabbiata e come risonante quella, non ricordo il nome, remo trasparente con il dischetto nero al centro.Al rullante la classica configurazione ambassador clear e trasparente sottilissima sotto (la più sottile che trovate ancher se non è remo).Come accordatura vanno tirate maggiormente le risonanti (non di tanto).Se il rullo è in legno, come il mio, 14X 6 e mezzo, dovete tirare molto le pelli per trovare il favoloso suono "ludwig".Il 14 per 6 e mezzo è sempre un pò difficile da accordare, se le pelli son tirate poco suona come un bidone, se tirato troppo perde troppo in armonici.occorre usta... :wink:
Alla cassa ovviamente una pelle battente grossettina e come risonante sarebbe meglio la sua originale, non forata, o con un piccolo foro per la microfonatura.

MessaggioInviato: dom giu 14, 2009 4:48 pm
da Giovanni Gamberini
Rispondo in tre punti: bordo - spessore - cerchi di rinforzo (e modalità di vibrazione).

1) In effetti nei miei interventi precedenti davo il bordo "per scontato". Cioè che fosse ben fatto ed in piano. Poi, più che di bordi grossettini o stretti, io distinguerei fra i bordi arrotondati, "alla vecchia", che danno un suono più caldo e pastoso, e i moderni bordi ultra-affilati, che danno più attacco (ma forse ti riferivi proprio a quello?).

2) Sullo spessore del fusto confermo quanto detto, cioè che se un fusto è tutto molto spesso (da cima a fondo, rinforzi o non rinforzi), il legno da far vibrare è molto e quindi servirà molta energia.

3) Sul fatto che i cerchi di rinforzo ostacolerebbero la miglior vibrazione del fusto perché interrompono la perfetta cilindricità interna sono molto meno convinto che in passato. E' vero, il proverbiale "great Gretsch sound" degli anni '60 è stato prodotto da fusti senza rinforzi (NON SPESSI, però!!! Anzi, medio-sottili, circa 6 mm); ma tutto il "great Ludwig sound" - se mi passi l'espressione - fino a metà anni '70, e tutto il "great Rogers sound", il "great Slingerland sound" etc. veniva da fusti con rinforzi (ed ANCORA MENO SPESSI!!! Cosa che hanno ripreso a fare ad un certo punto marchi come dw e Drumsound). La mia modestissima conclusione è che non ci si deve aspettare da un fusto il modo di risuonare di una campana tubolare, o di un altro oggetto "geometricamente puro", perché tanto poi il volume (e "la nota") lo fanno le pelli, e poi ci sono tutte le meccaniche sopra, etc. (ce la vedi una campana tubolare con le meccaniche?), il che spiega anche il mio totale scetticismo verso il trovare ed assecondare "la nota" del fusto, che infatti è quasi sempre in aperto contrasto con la/le migliore/i nota/e che la pelle può dare (tranne i casi di "coincidenza fortuita", ovvio). PIUTTOSTO, il modo in cui mi aspetto che un fusto vibri - ed interagisca con le pelli - è come quello che mi aspetto DA UN VIOLINO, una chitarra etc.: NON mi aspetto che picchiando il violino "nudo" ne esca UNA NOTA UNICA E BEN PRECISA (ALLA QUALE POI PER FORZA DOVER ACCORDARE TUTTE LE CORDE, che non avrebbe senso); mi aspetto invece che il legno "si ecciti" quanto basta da "rispondere" alla corda - alla nota - via via suonata e da tenerla in azione nel modo più efficace possibile. Quindi meglio un fusto meno massiccio (più sottile) possibile (quindi meno faticoso da "eccitare"), ma comunque abbastanza robusto ai bordi (grazie ai rinforzi, o grazie al tipo e spessore del legno,...) da offrire un appoggio stabilmente circolare, meno deformabile possibile, alla pelle.

POSTILLA per chi non si è già stufato: magari, in misura minima, la perfetta cilindricità interna del fusto potrebbe influire sulla perfetta vibrazione della colonna d'aria interna al fusto medesimo; ma anche se fosse (i riverberi interni sono molteplici e "caotici" con o senza gli anelli di rinforzo), questo NON RIGUARDEREBBE IL FUSTO in sé (cioè lo spessore, o il tipo del legno, etc.) ma solo la sua geometria interna (...mi sa che 'sto dicorso interesserebbe a Zonder!!!), e allora chissenefrega di acero, betulla o "sandwich"; di fusto sottile o spesso, e così via.

MessaggioInviato: lun giu 15, 2009 9:44 am
da Raffaele * BANNED *
Giovanni, secondo me hai detto tante cose giuste ma il fattore della sonorità rimane comunque un mistero.Stesso fusto, stessa rotobdità nei fusti, stesso legno ma imbevuti in sostanze chimiche ne hanno letteralmente stravolto il suono.Se leggi il topic stradivari ecc ecc ne leggerai delle belle, ma è tutto vero.
Una inesattezza però c'è...la ludwig big beat di cui in oggetto suona forte molto più di una ludwig con rinforzo ai bordi e fusto sottile.E' un dato empirico, non lo dico per dire.Sai cosa piuttosto, la tonalità stranamente è la stessa.Il timbro è sempre quel suono corposo grosso e sporco tipico ludwig ma con molto più volume.Per far uscir molto suono non occorre picchiar forte cosa invece che succede nelle vecchie ludwig.
Insomma i fattori che determinano la sonorità di un tamburo sono molteplici ma spessissimo sono solo nostre pugnette :wink:

MessaggioInviato: lun giu 15, 2009 12:32 pm
da Broadkaster
Ho restaurato un paio di big beat e anche diverse Keystone..con e senza bordi di rinforzo(una appartenente a Murciao del forum) e devo dire che suonano tutte molto bene.
Anche se una differenza c'è. Le più vecchie hanno un range di accordatura più ampio e hanno molta più dinamica rispetto alle big beat. Le big beat perdono controllo del suono su basse dinamiche

MessaggioInviato: lun giu 15, 2009 1:32 pm
da munkin
Ah, allora non solo l'unico ad avere avuto questa impressione!

MessaggioInviato: lun giu 15, 2009 1:45 pm
da Raffaele * BANNED *
occhio, di big beat ne hanno prodotte diverse.Io mi riferisco a quelle appena introdotte dalla selmer ossia nell'81.Secondo me suonano molto meglio delle ludwig più vecchie.Però, probabilmente è per un puro caso, boh...A volte lo stesso modello di batteria suona molto diverso dal suo fratello.Dipende molto anche dal legno.Sembra una sciocchezza ma stradivari andava a scegliere e tagliarsi lui gli alberi perchè diceva che solo il legno tagliato in luna calante suona bene perchè la resina rimane alla radice mentre se tagliato non in quel periodeo rimane resina nel legno e il suono non sarà mai stabile e pulito.Può darsi che sia così e che le stesse batterie suonino bene o peggio anche per via della raccolta del legno ...boh, comunque quella la ludwig big beat 1981 suona bene e in particolare quella che ho trovato su mercatino musicale.E' una bomba.

MessaggioInviato: lun giu 15, 2009 2:07 pm
da Broadkaster
Sì infatti, parlo proprio di quelle. E' anche vero quel che dici tu Raffaele...ovvero che molte suonano diversamente ma c'è una spiegazione anche a questo.
Infatti la produzione Ludwig era aumentata notevolemente in quegli anni (dopo il boom degli anni 60 e 70), per cui proprio per questo si trovava costretta a stagionare di meno i legni utilizzati e ad avere una produzione più accelerata..più produzione,meno qualità..un po' come oggi accade per Yamaha.
Rimango comunque del parere che il suono delle vecchie Ludwig rimane unico.

MessaggioInviato: lun giu 15, 2009 2:11 pm
da Raffaele * BANNED *
O.K. domani alle sei di mattina dietro al campanile.Scegli l'arma e portati un padrino.Io come preferenze userei la solita nobile spada, ma vada anche per la pistola ad un colpo solo in canna :) Chi vince ha ragione. :)
Comunque le vecchie ludwig fanno cagare, suonano bene solo se amplificate :wink:

MessaggioInviato: lun giu 15, 2009 2:32 pm
da Broadkaster
Blasfemo! :mrgreen:

MessaggioInviato: sab mar 19, 2011 6:42 am
da Dionisio17
Salve,ho recentemente acquistato una ludwig big beat,finitura black cortex,e volevo chiedervi informazioni riguardo l'anno di produzione,e quanto potrebbe valere.
La batteria ha i classici badge blue/olive degli anni 70,e i fusti sono a 6 strati,quindi prodotta dopo il 1976.La particolarità e che i tom,invece di avere la classica configurazione 12"-13",sono 13" e 14",poi il resto e composto dalla classica cassa 22x14,timpano 16x16,e rullante supraphonic 14x5.
sui badge sono riportati i seguenti numeri:2027638 x il tom da 13;2027913 x il tom da 14;2027835 x il timpano;2027915 x la cassa; 1979166 x il rullante.La batteria ha il doppio sostegno per i tom a "diavoletto",e possiede anche l'asta hi-hat e il pedale speed king,marchiati ludwig chicago.

MessaggioInviato: sab mar 19, 2011 12:34 pm
da Moz
Broadkaster ha scritto:Ho restaurato un paio di big beat e anche diverse Keystone..con e senza bordi di rinforzo(una appartenente a Murciao del forum) e devo dire che suonano tutte molto bene.
Anche se una differenza c'è. Le più vecchie hanno un range di accordatura più ampio e hanno molta più dinamica rispetto alle big beat. Le big beat perdono controllo del suono su basse dinamiche

prima di tutto complimentissimi a tutti per l'enorme preparazione, questo forum è una vera miniera d'oro di informazioni. io non sono certo preparato quanto voi, ma voglio condividere con voiquello che ho sentito dire da tulio granatello una volta.
secondo me il fatto che le big beat abbiano un range di accordatura meno ampio rispetto alle precedenti è probabilmente dovuto allo spessore maggiore del fusto, e ora vi spiego le motivazioni di granatello. in pratica aveva detto che più il fusto è spesso più "sporca" il suono con la sua nota, di conseguenza più è spesso più il range di accordatura si aggirerà intorno alla sua nota. come esempio aveva citato le vecchie sonor signature, che io non ho mai avuto il piacere di provare, ma che secondo lui erano batterie stupende ma con pochissime accordature, perche anche cambiando di molto la tensione delle pelli non era riuscito a cambiare di molto il suono.
spero di non aver scritto cavolate immense ma sono certo di aver sentito queste parole, quindi sottolineo che non sono cose che mi invento di punto in bianco ma sono cose dette da un professionista, sicuramente molto più qualificato di me :D

MessaggioInviato: lun mar 21, 2011 11:07 am
da maur0
Dionisio17 ha scritto:Salve,ho recentemente acquistato una ludwig big beat,finitura black cortex,e volevo chiedervi informazioni riguardo l'anno di produzione,e quanto potrebbe valere.
La batteria ha i classici badge blue/olive degli anni 70,e i fusti sono a 6 strati,quindi prodotta dopo il 1976.La particolarità e che i tom,invece di avere la classica configurazione 12"-13",sono 13" e 14",poi il resto e composto dalla classica cassa 22x14,timpano 16x16,e rullante supraphonic 14x5.
sui badge sono riportati i seguenti numeri:2027638 x il tom da 13;2027913 x il tom da 14;2027835 x il timpano;2027915 x la cassa; 1979166 x il rullante.La batteria ha il doppio sostegno per i tom a "diavoletto",e possiede anche l'asta hi-hat e il pedale speed king,marchiati ludwig chicago.


Scusa la domanda... l'hai appena acquistata e chiedi quanto può valere?

MessaggioInviato: lun mar 21, 2011 3:21 pm
da Dionisio17
il punto è che la batteria mi è stata venduta da un signore,che la teneva da anni in un garage,al prezzo di 500 euro tutto compreso.Quindi non penso che se l'ho recentemente acquistata a 500 euro,da un signore che aveva necessità di sbarazzare un magazzino,il suo valore sia effettivamente di 500 euro.

MessaggioInviato: lun mar 21, 2011 3:50 pm
da maur0
Sicuramente no... dipende da come è tenuta... diciamo che intorno ai 1500 più o meno li vale tutti... se non di più.... dipende tutto da come è tenuta... :)

MessaggioInviato: lun mar 21, 2011 9:44 pm
da Dionisio17
La batteria devo dire che è in ottime condizioni,ovviamente le parti metalliche hanno risentito un pò il peso degli anni,ma si tratta di qualche traccia di ruggine sui cerchi e sulle graffe della cassa,qualche puntino sulla cromatura dei blocchetti (solo di alcuni),che ho provveduto a lucidare,qualche piccolo graffio sulla copertura wrap,e poi come al solito qualche sbollatura sul supraphonic.Per il resto la batteria è ottima.
Quindi mi confermi che ho fatto un vero affare.

MessaggioInviato: mar mar 22, 2011 9:28 am
da Sam_K1
Beh, contando che un Supraphonic di quell'epoca (se non in condizioni oscene) almeno 300€ li vale, direi che è stato un ottimo affare!!

MessaggioInviato: mar mar 22, 2011 10:11 am
da maur0
Hai fatto un affare della madonna e un culo incredibile a beccare il "vecchietto" che non sapeva cosa aveva in mano o se lo sapeva non aveva idea che i prezzi del vintage si sono alzati...

MessaggioInviato: mar mar 22, 2011 5:00 pm
da SignoriDrums
Quoto maur0. Nuovi di negozio, supra + speedking sei già abbondantemente sopra i 500euri.

Riguardo al fusto della Big Beat: il mio rullante (14x5) è stato ricavato da un vecchio tom 6 strati acero-mogano-pioppo senza rinforzi con wrap cromato.
Il wrap era fissato con dei rivetti piantati nel legno.
Però non ricordo se fosse un Ludwig.
Sono sicuro che i legni siano quelli.
Ah, lo spessore sarà almeno di 8 o 9mm, dovrei ricontrollare.
Comunque ha un suono bellissimo.
Bye!!!
M.

MessaggioInviato: lun mag 09, 2011 7:27 pm
da Dionisio17
ho recentemente acquistato un floor tom da 18",stessa serie,stesso colore,al prezzo di 150 + 10 euro di spedizione.Che nè pensate?.