E' fondamentale essere "commerciali" per vendere ?
Ciao, avevo già accennato la cosa in un topic precedente e adesso è diventata ancora più problematica.
Ve ne parlo così da sapere che esperienza avete a riguardo e che ne pensate.
Io ho una band attuale, e le nostre divergenze nascono dallo stile con cui il songwriter scrive i pezzi e da come la band li vuole arrangiare. Essenzialmente, questa è gente che ha messo al primo posto la sfondata nell'industria musicale, ha suonato tanto per conto suo e adesso vuole darsi come obiettivo primario quello di vendere. La cosa potrebbe anche starmi bene, ma nell'ottica di questo obiettivo succede che i brani siano sistematicamente composti e arrangiati in modo essenziale, con cantati e motivi stereotipati, riff che sono quasi sempre mere sequenze di accordi, strutture super-canoniche (strofa-ritornello-ponte), e insomma tutte le facilonerie tipiche di alcuni artisti commerciali come Ligabue o i Negramaro.
Io mi oppongo a questa scelta, perchè i singoli elementi del gruppo sono molto validi e hanno connotazioni molto personali che ne fanno dei veri e propri personaggi, con un buon carisma, una buona immagine, una buona tecnica e una bella fantasia stilistica, peccato che vogliano sprecare tutto questo sacrificando le loro capacità ad un lavoro studiato a tavolino per piacere ai discografici.
Ho provato a far loro presente che potremmo valere molto di più di così se solo provassimo a sviluppare un'anima più personale, un dna, un sound tipico nostro, ma loro sono testardi e insistono che la cosa importante è il vendersi e poi provare a cambiare il mercato dall'interno, e questo si può fare solo proponendo canzonettine leggere e disimpegnate sotto tutti i punti di vista.
Ma secondo voi è vero? Loro dicono che ormai, con internet, ti produci da solo e ti metti in mostra, e per essere ascoltato devi essere stereotipato. Io non sono così tanto d'accordo. Posso capire che alcuni brani debbano essere confezionati in modo commerciale, tipo i singoli, ma secondo me è possibile sviluppare una personalità originale e anticonvenzionale e arrivare comunque alla fama. Altrimenti tanti gruppi che hanno fatto così (tipo i Litfiba o gli Afterhours) non avrebbero fatto successo, anche se guardando artisti come Alex Britti o i Gazosa (ottimi musicisti inchiodati dalle regole bigotte del mercato) mi assale il timore che purtroppo non ci sia scelta.
Che ne pensate?
Ve ne parlo così da sapere che esperienza avete a riguardo e che ne pensate.
Io ho una band attuale, e le nostre divergenze nascono dallo stile con cui il songwriter scrive i pezzi e da come la band li vuole arrangiare. Essenzialmente, questa è gente che ha messo al primo posto la sfondata nell'industria musicale, ha suonato tanto per conto suo e adesso vuole darsi come obiettivo primario quello di vendere. La cosa potrebbe anche starmi bene, ma nell'ottica di questo obiettivo succede che i brani siano sistematicamente composti e arrangiati in modo essenziale, con cantati e motivi stereotipati, riff che sono quasi sempre mere sequenze di accordi, strutture super-canoniche (strofa-ritornello-ponte), e insomma tutte le facilonerie tipiche di alcuni artisti commerciali come Ligabue o i Negramaro.
Io mi oppongo a questa scelta, perchè i singoli elementi del gruppo sono molto validi e hanno connotazioni molto personali che ne fanno dei veri e propri personaggi, con un buon carisma, una buona immagine, una buona tecnica e una bella fantasia stilistica, peccato che vogliano sprecare tutto questo sacrificando le loro capacità ad un lavoro studiato a tavolino per piacere ai discografici.
Ho provato a far loro presente che potremmo valere molto di più di così se solo provassimo a sviluppare un'anima più personale, un dna, un sound tipico nostro, ma loro sono testardi e insistono che la cosa importante è il vendersi e poi provare a cambiare il mercato dall'interno, e questo si può fare solo proponendo canzonettine leggere e disimpegnate sotto tutti i punti di vista.
Ma secondo voi è vero? Loro dicono che ormai, con internet, ti produci da solo e ti metti in mostra, e per essere ascoltato devi essere stereotipato. Io non sono così tanto d'accordo. Posso capire che alcuni brani debbano essere confezionati in modo commerciale, tipo i singoli, ma secondo me è possibile sviluppare una personalità originale e anticonvenzionale e arrivare comunque alla fama. Altrimenti tanti gruppi che hanno fatto così (tipo i Litfiba o gli Afterhours) non avrebbero fatto successo, anche se guardando artisti come Alex Britti o i Gazosa (ottimi musicisti inchiodati dalle regole bigotte del mercato) mi assale il timore che purtroppo non ci sia scelta.
Che ne pensate?
