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gruppi differenti e stile del batterista

MessaggioInviato: mer lug 09, 2008 8:34 am
da cassa4
Apro questo topic sulla scia delle prove fatte ieri sera: gruppo "nuovo" (in aggiunta agli Staminkya), voce femminile e in generale sonorità più rilassate e "gentili".

Proprio la varietà delle canzoni finora prodotte e le sonorità più leggere, "dovrebbero" imporre un uso più intelligente delle dinamiche e spesso un approccio più morbido, in modo da far risaltare meglio la struttura-canzone.

Quello che noto, però, è proprio una difficoltà in un approccio di questo tipo: forse è un mio limite, però vedo che alla lunga le canzoni "escono" quando la pacca sul rullante aumenta un po', pur facendo perdere (inevitabilmente) quella che potrebbe essere il senso originario del pezzo. E' come se l'utilizzo di dinamiche più controllare schiacciasse il pezzo e lo rendesse lento a proseguire.

Ieri sera ad esempio la cosa l'ho notata molto su due pezzi in apparenza semplici da far uscire, quali don't speak dei No Doubt e Back to Black della Winehouse. Cercando di mantenere le sonorità originali (soprattutto per i No Doubt), il pezzo era "vuoto", annaspava, l'assolino centrale sembrava Milano d'agosto.... Caricata un po' di più... via, un piacere, con i suoni che si ritrovavano e il sound che ne guadagnava...

Estremizzando: "incapacità" del batterista - sezione ritmica - gruppo (scegliete voi), oppure una naturale evoluzione del proprio stile?


:wink:

MessaggioInviato: mer lug 09, 2008 8:44 am
da Shanik
vabbè che non sei capace è noto a tutti :D :lol:

non credo sia proprio una incapacita'... mi spiego meglio:

è vero che un batteristra DOVREBBE essere versatile e sapersi adattare in molti contesti, ma con il passare del tempo e magari facendo sempre un determinato genere, lo stile si "assesta".. e per quanto ci sforziamo a fare altri generi lo stile ormai è quello ed è personale.
Quindi magari uno sente che il pezzo tira di più suonato magari nel proprio stile piuttosto che nel modo originale anche se nel disco ci sembra dinamicamente perfetto ma nel live bello cagoso...

quindi non lo vedrei come un problema.. anzi il fatto che ormai hai un tuo stile è bello.. ti rende un batterista unico, diverso dagli altri... poi magari se vuoi essere perfezionista e fare i pezzi uguali uguali non ti resta che sdare su quel pezzo e farlo miliardi di volte...

ciao cassa :tru staminkya :tru 8)

MessaggioInviato: mer lug 09, 2008 9:25 am
da dariogreat
Cassa :D :D :D :D Secondo me questa si chiama incapacità del batterista :lol: :lol:

Ma non è nulla di strano o anormale: professionisti qua dentro lo siamo veramente in pochi, e per quanto ci sforziamo di essere poliedrici e preparati in tutti gli ambiti musicali, ne troviamo sempre uno o un paio che ci catturano di più anche a livello di drumming. E' normale acquisire uno stile personale che poi si proietta anche quando cerchiamo di fare altro, sono pochi i mostri sacri che riescono a cambiare totalmente abito a seconda della serata.

Sono convinto tuttavia che non sia cos' tragica la situazione, sicuramente visto che sei uno che ci tiene starai andando a cercare il pelo nell' uovo :D :D :D :D

Grande Renzo

MessaggioInviato: mer lug 09, 2008 9:47 am
da themucco
Anche io non credo di essere portato per generi diversi dal rock, me la posso cavare sul pop un pò, ma altre cose devo dire specialmente con dinamiche basse non le sento nelle mie corde. :cry:
E' purtroppo secondo me un limite della tecnica in alcuni casi, ma anche un' impronta caratteristica del batterista, i migliori infatti sono poliedrici ma ce ne stanno pochi.
Personalmente non me ne farei un problema, certo se vuoi rivoluzionare lo stile e il genere che suoni di solito sarà dura ma non impossibile, alla peggio dai quel tocco e quella grinta in più tutta personale alla tua interpretazione. :wink: :D

MessaggioInviato: mer lug 09, 2008 10:05 am
da Mattiadrummer
...il fatto di suonare cover,che poi al momento di suonarle suonano male,scusate il gioco di parole...è normale molte volte...certi brani anche molto semplici,hanno all'interno una miriade di suoni particolari che rende il brano difficile da far rendere...in quel caso,ho si decide tutti assieme cosa eliminare per far girare bene la storia lo stesso...oppure lo si suona e punto...io direi che la pacca sul rullante,anche in brani soft ci va sempre...chiaro non deve essere una fucilata...anzi,il rim tira fuori armonici che potrebbero sopperire alla mancanza di effeti e balle varie nel brano...tu suona,ricorda che il volume della band generale alla fine lo fai tu...se scendi di dinamica,tutti devono scendere,o almeno dovrebbero farlo...e cosi via...date un taglio più live al tutto...magari segnati le velocità dei brani e prima di eseguirli ti senti un attimo la pulsazione...tira appena avanti per dare quel tocco di tiro che senti che manca...e poi...la prima prova...vedrai che va meglio alla prossima... :tru ...dai che fra meno di un mese sono a Milano e poi suoniamo assieme qualche volta!!!...

MessaggioInviato: mer lug 09, 2008 10:06 am
da jump65
Cassa4 ha scritto:...
Ieri sera ad esempio la cosa l'ho notata molto su due pezzi in apparenza semplici da far uscire, quali don't speak dei No Doubt e Back to Black della Winehouse.
...

Dici bene: questi pezzi sono semplici solo apparentemente...

Ho avuto modo di suonare don't speak, e anch'io sentivo il bisogno di aumentare la 'pacca', sia tenendo molto indietro il colpo di rullante che pestando oggettivamente di più.

La mia idea è che queste canzoni, che sono semplici come struttura, spesso suonano in un certo modo per l'arrangiamento che hanno; se questo manca (e dal vivo è spesso difficile ricreare ciò che professionisti hanno ottenuto in studio) la canzone ha sempre qualcosa che non va, o, come sottolinei tu, è vuota. Per quanto mi riguarda, mi rendo conto che istintivamente cerco di far girare il pezzo pestando un po' di più, ma in realtà sto 'compensando' in qualche modo la difficoltà di tutto il gruppo di ricreare il giusto 'sound'.

Questa cosa non succede, per esempio, quando provo col gruppo blues, e anche lì la struttura dei pezzi è semplice. ;)

MessaggioInviato: mer lug 09, 2008 10:26 am
da themucco
Mai provato a suonare una cover dei dokken? Senti il pezzo su cd ed ha un'arrangiamento mediamente semplice specialmente da album, se lo suoni uguale esce da schifo, se lo riarrangi pestando di brutto decolla alla grande, che ci vuoi fare a volte capita che si debba usare le maniere forti per far girare le cose. :D :tru

MessaggioInviato: mer lug 09, 2008 10:34 am
da cassa4
Daccordo con quanto scritto finora.

Ormai per inparare una canzone mi affido al Tubo e alle vaie versioni live, dove alla fine il pezzo lo suoni "veramente" e dove spesso ti rendi conto di come un pezzo venga stravolto a favore di una resa ben maggiore.

Mi rimane un po' il rammarico di sentirmi un po' "impacciato" in occasioni di questo tipo... come dire che "a far casino sono capaci tutti, quando c'è da mettere un accentino di più... allora crolla tutto". Devo per forza rimettermi a studiare! :cry:


:wink:

MessaggioInviato: mer lug 09, 2008 10:41 am
da themucco
Purtroppo è inevitabile se fai cover di confrontarti con le interpretazioni degli autori originali, il discorso di far casino è legato sempre e comunque alla mancanza di arrangiamenti nella versione live, se hai sovraincisioni che sostengono in studio, live devi metterci tu qualcosa di sostituitivo e di solito in contesti pop/rock paga sempre aumentare il volume. :wink:

MessaggioInviato: mer lug 09, 2008 12:49 pm
da Van Loon
Far girare un brano pop rock live sembra facile, ma è una cosa assai difficile secondo me. Come avete giustamente notato spesso dal vivo vengono aumentate le velocità, le dinamiche si alzano, e in generale il tutto è un pò più rock. Anche a me spesso capita di dover dare più incisività ad un brano pop aumentando la dinamica o la pulsazione. E quando provo a rimanere su parti e dinamiche simili all' originale, puntualmente arrivano i vari "non darlo sul bordino il rullo, dallo pieno", "vai sulla campana del ride" e tante altre cose, e per quanto io cerchi di spiegare che il brano non è così, alla fine mi rendo conto che gira meglio con queste modifiche e lo faccio così. Il problema è che in studio fai quello che vuoi, non hai limiti fisici, dal vivo ad un certo punto le mani finiscono. Ci si può allora affidare ad un sequencer per sopperire le parti mancanti, ma anche quella è un' arma a doppio taglio. Mi son scontrato a volte con basi realizzate sulla stessa velocità della versione studio, e il pezzo non girava proprio. Comunque aumentare di dinamica non vuol dire fare più casino, il casino secondo me è quando si inizia a ficcare parti in modo forzato, snaturando il pezzo. E mi rendo conto che non sempre il gusto e la "giustapposizione musicale" sia negli intenti dei musicisti con i quali mi capita di suonare.

MessaggioInviato: mer lug 09, 2008 1:41 pm
da jump65
Salvo poi dire che sono i batteristi a voler strafare... :D