Live report: Sergio Caputo Jazz Quartet

Rocca San Giovanni In Jazz, 18 agosto 2015


La sera del 18 Agosto si è svolta, nella piazza di Rocca San Giovanni, il mio paesino in provincia di Chieti, l'evento conclusivo dell'omonima rassegna jazz denominata, per l'appunto, "Rocca San Giovanni in Jazz", con ospite d'onore Sergio Caputo. Sono andato ad assistere in realtà un po' restio, sono sincero, e più per passione verso l'artista, che non pensavo potesse regalarmi del vero jazz essendo un'artista per lo più popolare. Sono rimasto invece molto soddisfatto: era in quartetto, con musicisti davvero capaci, il bassista su tutti, ed in grado di improvvisare seguendo la falsa riga dei brani in scaletta.


Sergio Caputo live


Il quartetto ha offerto sia brani tratti dall'ultimo cd di Caputo, sia brani storici, quali per esempio "Un Sabato Italiano", "Il Garibaldi Innamorato", "L'astronave Che Arriva", "Non bevo Più Tequila", riarrangiati in chiave jazzistica e con enormi ritagli dediti all'improvvisazione pių libera. Il quartetto era cosė composto: Sergio Caputo voce e chitarra elettrica, che, con i giusti effetti ben si integrava nelle sonorità calde, pastose e soffici; Massimo Zagari, detto "Zago", già direttore d'orchestra presso il "Maurizio Costanzo Show" al sax tenore ed al flauto; Luca Pirozzi al basso elettrico e Alessandro Marzi alla batteria.

Il concerto è iniziato con una carrellata di brani tratti dall'ultimo cd (che sono stati apprezzati nonostante fossero meno noti), intervallati da brani pių famosi, i quali, ovviamente, hanno concluso il tutto.
Curiosa, poi, la parte nella quale Caputo si è fatto accompagnare dal solo batterista: voce, chitarra e batteria, un mix che poteva risultare forse freddo ma che ha riscosso successo.


Sergio Caputo live


Ogni musicista ha avuto un ampio spazio per improvvisare e per i propri assoli, eseguiti tutti con maestria, ma come dicevo, colui che pių mi ha impressionato č stato Pirozzi, il bassista, davvero di notevole livello, il quale alternava il suono classico del basso a quello effettato, in special modo con il wah-wah.

Passiamo alla parte che ci interessa di pių, al batterista! Io, questo Alessandro Marzi, l'ho trovato davvero molto bravo: ottimo il groove, ottime le sonorità jazz, sempre pronto anche quando gli toccava improvvisare, bellissimi i fill e davvero capacissimo con le spazzole.
Il set in questione non era suo, era dato dal backline e trattasi di una Sonor Force 507 color rosso porpora, cassa da 16", tom da 10", timpano credo da 13", pellata Remo Ambassador coated battente, Remo UT clear risonante, amplificata con due panoramici, che assomigliavano ai microfoni con cui si registra la voce nelle sale d'incisione, mic cassa e mic per il rullante, presumibilmente uno shure.


Sergio Caputo live


A dire il vero c'era anche un tom da 12" ma non č stato usato, era poggiato su alcune scatole a lato del palco! Il rullo apparteneva invece al batterista cosí come i piatti e, per quel che posso capire, forse trattasi di un Tama in legno ma non ne sono sicuro, mentre i piatti erano tutti Zildjian, aveva un ride K, due crash anch'essi K, un 17" e un 18", che usava anche come ride e un charly da 12".
Probabilmente con un set leggermente superiore avrebbe reso di più ma nonostante tutto è stato all'altezza della situazione trascinando i brani ottimamente.

Se Caputo capita dalle vostre parti vi consiglio di andare a vederlo, anche se non siete amanti del genere: sa intrattenere, ha musicisti di qualità e tiene benissimo il palco senza mai annoiare.

Questo č il mio primo report, siate clementi se riscontrate lacune o errori :-) Alla prossima.


Live report di nikman