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Perchè Mason è scarso e Ringo è forte?

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Messaggioda Fabrizio5778 il mar apr 24, 2018 11:47 am

Ciao a tutti,

premetto che ho cercato un po' nel forum, ma non ho trovato nulla di esaustivo, se l'argomento esiste già potreste indirizzarmi?

Premetto inoltre che non sono un fan sfegatato di Nick Mason ma a me piace molto... e che Ringo a me fa venire la febbre gialla (come tutti i bleahtles che non ho mai sopportato).

Ho questa curiosità, che mi gira in testa da un po' di tempo... ormai è qualche anno che suono i Pink Floyd (che mi piacciono tanto ma di cui non sono un fanatico), per cui li ascolto e li studio con immenso piacere... mi è capitato di dover suonare anche i bacherozzi ma, ascoltandoli ho provato sensazioni pari a quelle di un'influenza intestinale :x , soprattutto per la parte di mio interesse. Ora per quale motivo, Nick è scarso e Ringo no?

Vi dico cosa penso di Nick Mason: ha MUSICALITA', secondo me... è il tipo di batterista che riesce, pur non essendo un mostro, ad esaltare il pezzo, trovo geniale quando incastra gruppi irregolari nei tempi binari. Insomma mi piace un sacco, non lo considero affatto scarso, anzi tutt'altro.

Non dico cosa penso di quell'altro perchè vorrei evitare di essere bannato per i troppi insulti :lol: ... l'unica cosa buona che ha fatto, è stato inventarsi la microfonazione della batteria (se non ricordo male). :D :D

Detto ciò, non voglio offendere nessuno di voi, sono gusti personali. e soprattutto vorrei sentire la vostra! :)

P.S.: ho letto di tante persone che hanno iniziato a suonare perchè affascinati da lui, per quanto riguarda me, se avessi dovuto prenderlo come spunto sicuramente adesso starei facendo altro :D :D :D :D
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Messaggioda matteo t il mar apr 24, 2018 12:30 pm

Il discorso è lungo.
Tu parti già prevenuto: non ti piacciono i Beatles.

Ringo ha dato vita al primo arrangiamento batteristico di un pezzo se così possiam dire (come together), ha un playing molto personale (mancino e suonava da destrorso) e unico, con un sound unico. Difatti John Lennon spesso dopo la rottura coi Beatles ha voluto Ringo, pur potendo avere chiunque. Ringo è UN SUONO, una impronta digitale.
Io in 20 anni di batterismo ricordo di essermi trovato in serie difficoltà come mai in una Beatles tribute. È un batterista troppo caratteristico, con quel suo modo di portare il tempo sull’hh, quasi shaffolato.
Difficile dire a parole.
Segui un umile consiglio: ascoltalo BENE, e poi capirai.
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Messaggioda Fabrizio5778 il mar apr 24, 2018 12:37 pm

Ciao Matteo,

Indubbiamente il fatto di non apprezzare il suo gruppetto non aiuta nemmeno un giudizio positivo su di lui. Ti posso assicurare che, anche solo per cultura, ho ascoltato (non sentito) di tutto, e continuo a farlo... Pensa, mi ero fatto passare tutta la discografica dei bacherozzi... ad un certo punto ero indeciso se cancellarla o dare fuoco al pc... L'ho ascoltato, suonato, e (purtroppo) studiato fin troppo, per confermarti che le uniche sensazioni che mi destava erano le stesse di una indigestione di cozze ammuffite. Ti dirò di più anche Mason all'inizio mi stava sulle p...e, però al contrario, studiandolo, ho iniziato ad apprezzare la sua Musicalità!
Ripeto, è tutta una cosa personale, ma tu sai dirmi perchè Nick Mason deve essere sminuito a suo confronto?
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Messaggioda matteo t il mar apr 24, 2018 2:18 pm

Senti, io sono pacifico e tranquillo, ma leggere tiferito ai beatles “il suo gruppetto” mi fa prima incazzare, poi ridere. Mason è sempre stato uno pieno di SOLDI sfaticato pure per studiare la batteria.
È stato FORTUNATO a capitare in un gruppo di GENI come Barrett, Waters e Gilmour.
È un incompetente e lo si vede (e sente) anche in Live in Pompei.

Detto questo trovo INUTILE dare perle ai porci.
Lennon, Mc Cartney, la nascita del pop, quel songwriter MAESTOSO di Harrison... ma che vuoi che ti spieghi. Tu parli di gruppetto.

Ti saluto.
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Messaggioda renton il mar apr 24, 2018 2:35 pm

io ho sempre sentito sminuire di più ringo che nick...
che poi che cazzo c'è da sminuire...vorrei suonare male come loro due, mi basterebbe.
non siamo nessuno.
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Messaggioda Singolarmente il mar apr 24, 2018 4:12 pm

Quoto quanto detto da Matteo. Ringo ha influenzato milioni di batteristi, anche fior fiore di professionisti lo citano come fonte di ispirazione. Cosa che non si riscontra con Mason.
Mason non ha lo stesso gusto di Ringo Starr, è invadente alle volte. Poco creativo. Non ha groove. L'ho trovato addirittura imbarazzante in One of these days live in Pompei ad esempio. Poi ognuno ha la sue preferenze.

P.S. Se già solo Copeland e Keltner tributano Ringo questo la dice lunga.
https://www.youtube.com/watch?v=wJTjjAXDZSY
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Messaggioda vit vit il mar apr 24, 2018 4:21 pm

Per la gioia di Fabrizio ri-posto questo stralcio da "la batteria"del sommo M°Andrea Centazzo.

Quoto ognuna di quelle parole scritte nei lontani '70,(Che Centazzo,in privato mi ha confessato che sono frutto del clima di scontro di quegli anni)ma aggiungo che in definitiva conta la personalita' musicale di ognuno e di quello che sa dare alla propria musica.
Che andrebbe soppesata con una visione piu' a 360° della musica(tanta roboante mitologia diventerebbe piccina piccina....)ma siamo quasi OT
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Messaggioda Fabrizio5778 il gio apr 26, 2018 9:04 am

Ragazzi, ripeto, io non voglio offendere nessuno, lungi da me... si parla di gusti personali, a me Ringo e tutti i Beatles non sono mai piaciuti, non li ho mai apprezzati. Non è che non riconosca il merito di avere lasciato una impronta importante nella musica, ma non mi sono mai piaciuti, anzi mi infastidiscono...
Mi dispiace se ho toccato qualcuno, ho chiesto solo un parere sul perchè uno è smerdato e un'altro è osannato. Vi ringrazio per le risposte. Era solo una curiosità, la mia idea resta quella che per me Ringo non vale tanto più di Mason.
Per dirla tutta a me Live at Pompeii non piace nemmeno troppo.
E grazie soprattutto a matteo per la seconda risposta, ho voluto esasperare il mio pensiero, che non è sicuramente positivo sui Beatles. Sono gusti no? a te piacciono, io li detesto, non vedo perchè tu debba offendere me con frasi tipo "Detto questo trovo INUTILE dare perle ai porci.
Lennon, Mc Cartney, la nascita del pop, quel songwriter MAESTOSO di Harrison... ma che vuoi che ti spieghi."

Buona giornata a tutti :)
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Messaggioda nikman il gio apr 26, 2018 3:14 pm

Prima di parlare dei Beatles, chiedi chi erano i Beatles...


https://www.youtube.com/watch?v=NzF1Vf5Ro9E


Ragazzi, possono piacere o meno ma guai a chiamarlo "gruppetto", è grazie a loro se esiste la musica moderna, se esiste lo showbusiness odierno, se esistono le rockstar, se esiste la maggior parte della musica che ascoltiamo!!

Hanno inventato, magari anche senza volerlo, la musica moderna!!

Non chiedo di farveli piacere, ma di conoscerli sì, e che diamine!!
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Messaggioda vit vit il gio apr 26, 2018 3:54 pm

nikman ha scritto:Prima di parlare dei Beatles, chiedi chi erano i Beatles...


https://www.youtube.com/watch?v=NzF1Vf5Ro9E


Ragazzi, possono piacere o meno ma guai a chiamarlo "gruppetto", è grazie a loro se esiste la musica moderna, se esiste lo showbusiness odierno, se esistono le rockstar, se esiste la maggior parte della musica che ascoltiamo!!

Hanno inventato, magari anche senza volerlo, la musica moderna!!

Non chiedo di farveli piacere, ma di conoscerli sì, e che diamine!!


La musica di consumo attuale,chiamarla moderna mi rievoca ben altro.

Ottimo,ottime ragioni per non farseli piacere :D

Dall'enciclopedia di Pino Scaruffi

I Beatles appartengono certamente alla storia del costume degli anni '60, ma i loro meriti musicali sono quantomeno dubbi.
I Beatles vennero alla luce all'apice della reazione nei confronti del rock and roll, quando innocui "teen idols" (rigorosamente bianchi) prendevano il posto dei selvaggi rocker neri che avevano scosso le radio e le coscienze di mezza America. L'arrivo dei Beatles rappresento` il salvagente per la middle-class bianca, terrorizzata all'idea che il rock and roll rappresentasse una vera rivoluzione di costume. I Beatles tranquillizzarono quella vasta fascia di pubblico e conquistarono i cuori di tutti coloro (soprattutto al femminile) che volevano essere ribelli ma senza violare i codici imperanti. Ai volti contorti e lascivi dei neri del rock and roll si sostituiro i sorrisi innocenti dei Beatles; ai ritmi scatenati dei primi si sostituirono le cadenze orecchiabili dei secondi. Il rock and roll poteva finalmente essere accettato nelle classifiche del "pop". I Beatles rappresentarono la quintessenza della reazione a una rivoluzione musicale che non era finita, e per qualche anno riuscirono ad arenarne l'impeto.

I Beatles rappresentarono anche la reazione a una rivoluzione sociale e politica. I Beatles vennero alla luce negli anni dei disordini studenteschi, di Bob Dylan e degli hippies. I Beatles sostituirono le immagini di quei giovani arrabbiati col pugno chiuso con i loro visi simpatici e le loro dichiarazioni amabili. I Beatles sostituirono le parole d'accusa di quei musicisti militanti con filastrocche corrive. Anche in questo i Beatles servirono a tranquillizzare la middle-class, che la nuova generazione non era composta soltanto da ribelli, sbandati e maniaci sessuali.

Per il resto della loro carriera i Beatles furono quattro musicisti mediocri che cantavano ancora canzoni melodiche di tre minuti (le stesse che si facevano da decenni) in un'era in cui la musica rock tentava di spingersi al di la` di quel formato (un formato originariamente dovuto alle limitazioni tecniche del 78 giri). I Beatles furono la quintessenza del "mainstream", assimilando nel formato della canzone melodica le innovazioni che venivano man mano proposte dalla musica rock.

I Beatles appartenevano ancora, come i Beach Boys (di cui emularono gran parte della carriera), all'era dei complessi vocali, nei quali la tecnica allo strumento non era importante: cio` che contava era il ritornello. Indubbiamente dotati nel comporre ritornelli, si avvalsero del produttore George Martin (capo della Parlophone fin dal 1956) per abbellire quei ritornelli con arrangiamenti via via piu` eccentrici.

Grazie a un'accorta campagna pubblicitaria, divennero forse gli entertainer piu` celebri della seconda meta` del secolo, e sono rimasti beniamini dei rotocalchi mondani e dei tabloid, cosi` come le principesse di Monaco e Lady Di.

La convergenza fra polifonia occidentale (la melodia, le armonie vocali in piu` parti, gli arrangiamenti) e percussivita` africana, che era stata il leitmotiv della musica popolare americana fin dagli albori, venne legittimata in Europa dal successo strepitoso del Merseybeat, e in particolare dei suoi esponenti piu` venduti, i Gerry and the Pacemakers e i Beatles, entrambi gruppi pilotati dal produttore George Martin e dal manager Brian Epstein. I complessi del Merseybeat ebbero il grande merito di legittimare il rock presso un pubblico molto piu` ampio, virtualmente senza confini. Seppero interpretare lo spirito e le tecniche del rock and roll in un modo largamente emancipato dalle sue istanze sociali e in tal modo (disinnescandone il potenziale esplosivo) lo resero accessibile a tutti, e non soltanto ai giovani ribelli. Mediocri musicisti e ancor piu` mediocri intellettuali, complessi come i Beatles avevano pero` l'intuito del saltimbanco che sa come divertire i contadini dopo una dura giornata di lavoro, un intuito trasferito nell'era della distribuzione di massa dei beni di consumo.

Ogni loro canzone e ogni loro album faceva seguito a canzoni e album altrui ben piu` salienti, ma, lungi dal semplice copiarli, le canzoni dei Beatles li riconducevano anche a una dimensione piu` borghese, ortodossa, conformista. Cosi` anche per le idee del tempo, dalla "contestazione" dei campus universitari al pacifismo di Dylan, dalla droga all'Oriente. Il loro veicolo era la melodia, una sorta di codice universale che dichiarava innocua la loro musica. Naturalmente altri complessi compirono la stessa operazione, e molti (dai Kinks agli Hollies, dai Beach Boys ai Mamas & Papas) produssero melodie forse piu` memorabili, ma i Beatles arrivarono al momento giusto e loro sarebbe rimasto il marchio di fabbrica sulla canzone melodica della seconda meta` del Novecento.

La loro ascesa venne contrassegnata dalla "Beatlemania", un fenomeno di isteria di massa (lanciato nel 1963) che rappresento` l'apice della parabola del "teen idol", una figura che si era venuta delineando attraverso i miti di Frank Sinatra ed Elvis Presley. Da quel momento in avanti, qualunque musica componessero, i Beatles rimasero al centro dell'attenzione dei media.

Musicalmente, per quello che conta, i Beatles furono il prodotto di un'era che era stata preparata da gruppi vocali come gli Everly Brothers e da cantanti rock melodici come Buddy Holly; un'era che si espresse anche attraverso i girl-group, i complessi della Tamla e i complessi di musica surf. I Beatles hanno in comune con tutti questi (oltre a melodie quasi identiche) un concetto generale della canzone come melodia esuberante, cadenzata, ottimista.

I Beatles erano la quintessenza della mediocrita` strumentale. George Harrison era un chitarrista patetico al confronto degli altri in circolazione a Londra in quegli anni (Townshend degli Who, Richards dei Rolling Stones, Davies dei Kinks, Clapton e Beck e Page degli Yardbirds, e tanti altri meno famosi ma molto piu` originali). I Beatles si erano completamente persi la rivoluzione della musica rock (che era fondata sull'uso vistoso della chitarra) ed erano rimasti al modulo delle orchestrine di musica leggera. Paul McCartney era un cantante anni '50, che non avrebbe potuto cantare in maniera piu` scontata. Come bassista non valeva l'ultimo dei bassisti rhythm and blues (anche se nel mondo del Merseybeat il suo stile era effettivamente rivoluzionario). Ringo Starr suonava la batteria come qualsiasi ragazzo dell'epoca (in realta` era forse l'unico dei quattro ad avere un minimo di competenza tecnica). Complessivamente la tecnica dei quattro era la stessa di tanti altri complessi di easy-listening: sub-standard.

I loro erano dischi di canzoni tradizionali, canzoni come si facevano da secoli, ma servivano un pubblico immenso, ben piu` numeroso di quello (hippies e contestatori) che voleva cambiare il mondo. I fans dei Beatles ignoravano o aborrivano i tanti musicisti rock che in quegli anni stavano sperimentando con il formato della suite, che stavano componendo lunghi brani free-form, che stavano usando la dissonanza, che stavano cambiando radicalmente il concetto di brano musicale. I fans dei Beatles pensavano (e molti lo pensano ancora oggi) che usare le trombe in una canzone rock fosse un fatto rivoluzionario, che usare qualche rumore di sottofondo (peraltro appena udibile) fosse un fatto ancor piu` rivoluzionario e che soltanto grandi geni musicali potessero svariare in cosi` tanti stili nell'arco di uno stesso album (proprio cio` che tanti musicisti rock stavano facendo in giro per il mondo, e con ben altre escursioni stilistiche).

Mentre i Velvet Underground, Frank Zappa, i Doors, i Pink Floyd, e tanti altri componevano lunghe e ardite suite degne della musica d'avanguardia, ed elevavano la musica rock ad arte maggiore, i Beatles continuarono fino alla fine a sfornare canzoni di tre minuti impostate sul ritornello. Cio` non toglie che la Beatlemania trasformasse tutto in mito. I fans dei Beatles si esaltavano per venti secondi di tromba, anche se i Velvet Underground componevano suite di rumore di venti minuti. C'erano in realta` ordini e ordini di grandezza di differenza fra una tromba e il rumore, e fra venti secondi e venti minuti. Erano (musicalmente, sociologicamente, politicamente, artisticamente, ideologicamente) due pianeti diversi.

La Beatlemania provoco` una comica distorsione temporale. Molti fans dei Beatles rimasero convinti che il rock and roll fosse nato intorno ai primi anni '60, che il rock psichedelico e gli hippies fossero stati un fenomeno del 1967, che i disordini studenteschi fossero iniziati nel 1969, che le proteste pacifiste fossero esplore alla fine degli anni '60, e cosi` via. Molti fans dei Beatles rimasero convinti che i Beatles fossero stati i primi in tutto, mentre furono gli ultimi quasi in tutto. Il caso dei Beatles e` un esempio canonico di come il mito possa deformare la storia.
.......
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Messaggioda markdrum61 il gio apr 26, 2018 6:07 pm

...PUNTO
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Messaggioda resunoiz il gio apr 26, 2018 8:54 pm

ammazza oh! non vi leggo da qualche mese, avete abbandonato d'Orazio e passate a BITOLS e PINFLOI! :D :mrgreen:

PREMESSA (così non mi menate,come voi ho i miei gusti)

1) i beatles mi piacciono il giusto, le "canzoni famose". non credo di ricordare un album intero che mi piaccia risentire da inizio a fine

2) i pink floyd sono il mio gruppo preferito. ma non solo musicalmente...waters è (era, ora è invecchiato) per me la massima espressione della poesia, non solo in musica, della fine del vecchio millennio. Non sto a spiegare perchè per me lo sia e penso manco vi freghi o dobbiate convincermi del contrario...insomma per me è così.

Detto questo... a parità di batteristi non memorabili Ringo è più bravo di Mason, che è innegabilmente una pippa. Il suo apporto nella composizione è praticamente pari a zero. Già solo il fatto che non abbia mai avuto voglia/capacità di innovarsi o mutare vagamente il suo stile, è tutto un dire. O che in the wall e the final cut quando se la vedeva male (leggi 2 suns in the susnset, dove spuntava un 5/4) lasciava ben volentieri la batteria ad altri perchè non sarebbe stato in grado di suonare granchè...Le sue "fuitine" su the wall non sono manco tutte documentate :mrgreen:

PERO'

il suo "accompagnare" la musica, anche con il suo tempo sul crash usato come ride, i suoi fill poco originali ma "costanti", suo marchio di fabbrica, il suo apoggiarsi sul tempo e allos tesso tempo l'appoggiarsi sul suo, di tempo, degli altri, sono il marchio di fabbrica del loro sound. Magari non al pari di gilmour o delle canzoni di Syd e Roger ma sono.."quello che ci fa conoscere i PF". Infatt i Waters solista e gilmour solista non hanno lo stesso "appeal", anche quando prendono musicisti "che suonano i PF" o che suonano 1000000 di volte meglio di Mason.

stessa cosa per Ringo, che era una pippa rispetto a tanti altri batteristi (non mi menate, ma già un alterttanto grande e famoso Densmore bene o male "coetaneo", per rimanere tra i superfamosi gli passa 10000000 piste) ma ha definito il sound della sua band.

sapete perchè piacciono e vengono imitati? perchè il sound delle loro band..sono anche loro. E quando cerchiamo di "capire" le loro soluzioni non lo facciamo perchè quel fill ha cambiato la storia o altro, ma perchè ricnosciamo che il loro in quella band definiva quel suono. Che poi quella band ci faccia caxare a spruzzo o meno.



PS: gilmour è sempre scritto con la minuscola non a caso :D :suk
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Messaggioda HAPPYBEAR il gio apr 26, 2018 9:15 pm

Sinceramente per quanto mi riguarda due batteristi insignificanti, o meglio normali... nulla di che', ma che messi al servizio del pezzo facevano il loro senza infamia e senza lode ! Dalla loro il fatto di aver militato in due band che per diversi motivi hanno scritto pagine di musica indelebile, altrimenti oggi nessuno li nominerebbe come due batteristi da prendere come esempio, per me' il batterista moderno, jazz a parte, parlando di ambito rock parte dal mitico Bonzo senza dimenticare keith Moon , in ambito prog/rock Neil Peart, in ambito funk Bernard Purdie ,se parliamo in ambito jazz Elvin Jones ecc., parlando di nostrani Capiozzo su tutti... questi citati si che son fior di batteristi :tru
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Messaggioda resunoiz il gio apr 26, 2018 10:03 pm

Approvo.

Ci tengo però a precisare che Mason e Ringo sono in ogni caso citati tra i grandi perchè hanno contribuito -fortuitanente o meno? non so- al SOUND delle band di cui son stati parte, non sono stati semplicemente (o non solo) fortunati.

Non necessariamente la tecnica equivale ad efficacia, anzi...le due cose spesso viaggiano su binari separati e non è strettamente necessario si intersichino.
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Messaggioda Fabrizio5778 il ven apr 27, 2018 8:30 am

Ecco, questo era il tipo di risposte che cercavo! Pareri e opinioni di batteristi sui due batteristi.

Poi ognuno è libero di farsi piacere gruppi e musica che gli pare, senza offendere nessuno, a mio parere... se io, per esempio esaspero il concetto su un qualsiasi gruppo, che posso reputare il migliore o peggiore del mondo, non trovo giusto essere trattato da completo demente, altrimenti la libertà di espressione si va a far benedire...

ho trovato molto illuminante il post di vit vit (sembra quasi che l'abbia scritto io quello stralcio di enciclopedia ahahahahah).

P.S. forse mi sono sbagliato io nel non cliccare "invia" nella fretta, ma forse mi è stato cancellato un post.
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Messaggioda vit vit il ven apr 27, 2018 9:52 am

NOn te la prendere,capisco che spesso si ragiona piu' da tifosi che da appassionati di Musica.Dove nel pop/rock soprattutto regna proprio un'adorazione cieca e ignorante(nel senso "buono" diciamo).

Propendo anche io per la musica dei PF soprattutto i primi album,e Mason seppur batterista scarno(non scarso)la sua impronta l'ha data.Ci fosse stato Billy Cobham o Alphonse Mouzon il carattere dei brani sarebbe stato ben diverso.
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Messaggioda Fabrizio5778 il ven apr 27, 2018 10:43 am

vit figurati io non me la prendo, tutt'altro, sono apertissimo al confronto, alla critica, purchè costruttiva...
La musica è cultura, probabilmente la più bella forma di arte e cultura che esista... non dovrebbe essere una competizione :)

auguro a tutti un felice week end!
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